La guerra dei quattro cantoni è l’attuale fase della guerra civile siriana, repentinamente tornata alla ribalta. La situazione è in ebollizione e cambia di ora in ora. Quando queste righe saranno lette, saranno quindi già superate, ma spero comunque che possano dare un minimo di orientamento il questo caos.
Per chi volesse seguire gli sviluppi in diretta o quasi, consiglio questo sito: https://syria.liveuamap.com/
Vediamo dunque gli attori principali.
1 – CMO: Un conglomerato di 14 milizie principali, più i resti di molte altre. Quando gli assadisti, col sostegno di Russia, Iran e indirettamente Turchia, ripresero il controllo di gran parte della Siria, migliaia di miliziani che smettevano di combattere vennero trasferiti con le famiglie nella provincia settentrionale di Idlib che fu loro lasciata in autogestione. Da questo “zuppone” di reduci di migliaia di formazioni diverse (nel periodo più intenso della guerra furono censite circa 2500 formazioni combattenti indipendenti), è nato col tempo l’attuale CMO. Molte di queste milizie sono islamiste, compresa quella da cui proviene il comandante in capo (Abu Mohammad al-Julani) che era ufficialmente affiliato ad Al Qaida, da cui prese però formalmente le distanze nel 2013. Altre sono invece i resti della Free Sirian Army (laici) e milizie tribali assortite. Dunque l’etichetta di “jihadisti” affibbiatagli da molti media occidentali è, come al solito, parziale ed imprecisa.
Sono finanziati molto generosamente dal Qatar, ma non si sa quanto controllo poi l’Emiro abbia su questa gente. Il loro nemico giurato è Assad, mentre nei confronti dell’SNA, per ora, sono sostanzialmente neutrali, salvo scaramucce. Nei confronti dei curdi le notizie sono contrastanti (v. dopo). C’è anche da dire che il comando centralizzato coordina solo una parte delle milizie; molti fanno quel che gli pare.
2 – SNA. Altro conglomerato di milizie, alcune delle quali sono passate al CMO. Controllano, insieme alle truppe turche, una fascia di territorio siriano a sud del confine turco. Sono armati e controllati dai turchi ed il loro nemico principale sono i curdi, mentre con gli assadisti, russi ed iraniani vige una sorta di patto di non aggressione.
3 – SDF. Altro conglomerato di milizie a base etnica curda, in parte certamente associati al PKK, organizzazione responsabile di numerosi attentati terroristici in Turchia. Sono comunisti ed atei, formalmente tolleranti verso le minoranze nel loro territorio, ma nei mesi scorsi ci sono state diverse rivolte in villaggi e cittadine arabe, prontamente represse. Dopo la battaglia di Kobane, vinta grazie al massiccio intervento americano, hanno preso il controllo di buona parte della Siria settentrionale. Sono sotto l’egida USA che li appoggia, ma non li controlla. Durante il suo precedente mandato Trump permise ai turchi di occupare una fascia del loro territorio, a ridosso del confine. Il loro nemico principale è la Turchia, seguita dall’ISIL mentre, nei confronti degli assadisti, finora si sono alternate scaramucce ed accordi.
4 – Assadisti, iraniani e russi. Sono le FFAA governative, massicciamente sostenute da milizie schiite armate, finanziate e controllate dall’Iran. L’aviazione russa ha avuto un ruolo determinante nella conquista (e parziale distruzione) delle città ribelli, ma attualmente Putin ha altro cui pensare. L’Iran ha colto l’occasione della guerra civile per assumere il controllo de facto della maggior parte della Siria, così da avere buone comunicazioni con Hezbollah e minacciare sia il Libano che Israele. Perdere la Sira sarebbe un colpo durissimo per gli ayatollah che, per ora non sembrano in grado di fare molto.
Altri. Ci sono altri soggetti in gioco. L’ISIL, che una volta ricacciato nel deserto è stato tollerato. Ha colto l’occasione per conquistare diversi villaggi da cui assadisti & co. erano scappati. Attualmente si stanno scontrando contro i curdi che avanzano verso sud.
Israele non pare abbia nessun contatto con le varie fazioni siriane, ma certamente sta approfittando del caos per continuare ad attaccare Hezbollah in Libano. Ci potrebbero essere ulteriori sviluppi poiché tutte le truppe siriane migliori, che erano schierate ai piedi del Golan, sono state ritirate e stanno fortificando Homs e Damasco. Ne hanno approfittato i siriani del sud che sono immediatamente insorti. Senza sostegno israeliano.
Turchia. Erdogan ha approfittato del caos in Siria e del vuoto di potere in USA per lanciare un’offensiva contro i curdi, che vedremo come si svilupperà. In ogni caso, una vittoria dei ribelli sarebbe manna per la Turchia che potrebbe finalmente rispedire a casa gli 800.000 rifugiati siriani contro cui il malcontento interno monta. Altri 2 milioni circa di rifugiati interni sono ammassati nella già sovrappopolata provincia di Idlib. Molti stanno già tornando a casa e se potranno restarci sarà un sollievo sia per loro che per i locali.
Che succede?
Il 27 novembre il CMO ha lanciato un’offensiva verso Aleppo. Il momento era favorevole perché i bombardamenti israeliani (condotti con il consenso dei russi) avevano fortemente indebolito le principali basi dei filo-iraniani, mentre i russi hanno trasferito in Ucraina tutti i migliori mercenari siriani, alzando a 2.000 $ mensili lo stipendio di quelli disposti a combattere il Europa, mentre hanno dimezzato (a 200 $/mese) il salario di chi è rimasto in patria. Ovvio che questa gente non ha molta voglia di farsi ammazzare, tuttavia il panico generale che ha travolto le truppe governative, iraniane e russe ha sorpreso tutti. Forse anche i ribelli. Sta di fatto che si sono date alla fuga quasi senza combattere, cosicché in pochi giorni i ribelli hanno conquistato due delle principali città dal paese con relative province. Attualmente sono nella periferia di Homs e, se la prenderanno, i due governatorati di Tartus e Lattakia (dove sono le principali basi russe) saranno isolati dal resto del paese. Ma visto che i ribelli del sud (del tutto indipendenti dal comando del CMO anche se vi hanno formalmente aderito) sono oramai in periferia di Damasco. E visto che in alcuni quartieri della capitale stanno scoppiando rivolte armate contro il regime, è molto possibile che, invece, proprio la fascia costiera rimanga l’unica regione sotto controllo russo-iraniano. E’ infatti ben protetta da erte ed alte montagne ed è anche l’unica parte della Siria dove gli Alauiti (sottogruppo degli sciiti) sono maggioranza.
La Russia non è in grado di fare altro che bombardare le città ribelli, mentre i suoi soldati scappano per primi, abbandonando tutto. L’Iran sta facendo affluire rinforzi Hezbollah dal Libano, ma questo fa il gioco di Israele che li bombarda lungo la strada anziché doverli stanare dai loro bunker. Altri rinforzi filo-iraniani sono stati mobilitati in Iraq e sono state viste caotiche autocolonne di miliziani precipitarsi verso ovest, ma non si sa se e quanti siano arrivati perché il governo Iraqeno si è chiamato fuori ed i curdi hanno preso il controllo del principale valico di frontiera, nonché di buona parte dell’autostrada che raggiunge Homs e, da li, Damasco.
Nella loro travolgente avanzata i ribelli del CMO hanno catturato intatti centinaia di mezzi corazzati, pezzi d’artiglieria, armi e munizioni di ogni genere in grandissime quantità, ivi compresi aerei da combattimento ed alcuni “gioielli tecnologici” delle truppe russe in fuga. Non sappiamo però se e quando riusciranno ad acquisire le competenze necessarie per utilizzare tutto ciò. Forse poco se riusciranno ad arruolare un buon numero di disertori assadisti. Oppure se potranno avere degli istruttori ucraini, magari ben contenti di insegnare ai siriani come bombardare i russi.
Nei territori conquistati la popolazione si divide, come al solito, fra chi festeggia e chi scappa. Il comando del CMO ha dato ordine di rispettare tutte le minoranze etniche e religiose, evitare saccheggi e vendette, ha promulgato un’amnistia totale per soldati e poliziotti e funzionari governativi che torneranno al loro lavoro e moltiplica gli appelli alla calma ed alla convivenza. Quanto siano rispettati questi ordini resta da vedere.
Nel frattempo, milizie ribelli e truppe turche hanno eliminato l’enclave curda a nord di Aleppo e stanno premendo verso Manbij, ma non è chiaro se si tratti del CMO o, più probabilmente, dell’SNA o, forse, di entrambi. In compenso, nell’est del paese i curdi sono avanzati verso sud occupando alcune città a sud dell’Eufrate ed hanno conquistato tutte le residue enclave governative nel nord.
Rapporti con le altre guerre principali.
Ovviamente, tutto ciò cambia il quadro per quanto riguarda l’invasione israeliana del Libano meridionale in quanto Hezbollah si trova di colpo isolata e privata di buona parte dei suoi miliziani superstiti. Gli israeliani ne approfitteranno al massimo; resta da vedere cosa faranno le fazioni libanesi ostili all’Iran.
Con la guerra in Ucraina, la guerra siriana ha sempre avuto molto a che fare in quanto è stato in Siria che si è saldata l’alleanza strategica fra Mosca e Teheran. In questo martoriato paese sono anche maturati gli accordi fra Russia e Turchia (che da allora ha cominciato a fare il doppio gioco con la NATO) e con Israele che, in cambio del via libera per bombardare la Siria a proprio piacimento, si è rifiutata di aiutare l’Ucraina, malgrado le insistenze americane ed europee. Di più: il massacro scatenato a Gaza ed il coinvolgimento dell’Iran (che in questa fase si stava tenendo fuori) hanno fatto sì che diversi importanti carichi di armi e munizioni destinate all’Ucraina siano invece approdati in Israele, contribuendo così all’avanzata russa nel Donbass durante il 2024.
Che accadrà?
Nessuno lo sa, siamo in una fase assolutamente caotica. Di sicuro è un brutto colpo sia per Khamenei che per Putin, ma quanto duro e quali ne saranno le conseguenze resta tutto da vedere.
Il CMO riuscirà a pacificare il paese o si impelagherà in un’ulteriore fase di guerra contro altre fazioni? Oppure, passata la sbornia, si tornerà a dividere in fazioni contrapposte e milizie locali? Inshallah, è il caso di dirlo.
Non dimentichiamoci che, se anche riuscissero ad eliminare del tutto Assad ed i suoi (il che non è assolutamente detto), tutte le altre concause che hanno portato alle rivolte del 2011 sono ancora lì, tali e quali, se non peggio: picco del petrolio, inaridimento e desertificazione, sovrappopolazione, inurbamento, per citare solo le principali.
Una cosa però quest’ennesima offensiva dimostra: le guerre sono come infezioni contagiose. Permettere che covino per anni e decenni dietro linee del cessate il fuoco non condivise è solo prodromo di nuovi conflitti. Speriamo che se ne rendano conto quelli che vogliono creare un simile bubbone anche in Europa.
Proprio in queste ore, mi pare, c’è un vertice a Doha tra Russia, Iran e Turchia.
Assad, si dice, verrà forzato dai russi a concedere alla Turchia di mantenere la propria zona di influenza.
Finora si era sempre fermamente rifiutato.
I Russi non hanno interesse a farsi coinvolgere in una ulteriore guerra.
https://scenarieconomici.it/siria-come-neve-al-sole-il-regime-di-assad-e-caduto-fuga-anche-dei-russi-e-degli-sciiti-trump-non-e-la-nostra-guerra/
Eh, quel volpone di Erdogan ci ha messo lo zampino….anche troppo.
(Cosa ci sia stato nei retroscena non mi è neanche possibile immaginarlo).
https://www.open.online/2024/12/09/siria-caduta-assad-cosa-succede-russia-turchia/
Oh, allora, con la caduta del regime siriano si manifesta la debolezza della russia. La strategia è sempre stata quella di farle fare la fine della rana bollita, salvo missili ipersonici di nuova concezione che ne rendono molto pericoloso il colpo di coda.
E non è nemmeno detto che sia un colpo di coda.
Potrebbe essere qualcosa di molto peggiore.
La Turchia fa un “successone”.
L’Europa rischia di ritrovarsi piena di profughi.
Quindi, nella misura in cui la Russia si indebolisce, tramite una serie di effetti a catena, rischia di indebolirsi anche l’Europa.
E chi la capisce l’Europa?
Io no.
https://www.craigmurray.org.uk/archives/2024/12/the-end-of-pluralism-in-the-middle-east/
Qui un quadro molto ampio che ipotizza oltre alla Turchia, altri e ben più consistenti vincitori.
Anche in questo caso si suppone che ci saranno imponenti flussi di profughi verso l’Europa.
In realtà i profughi siriani in Europa stanno già parlando di rientrare in Siria.
Craig Murray è uno di quei delinquenti che hanno difeso Assad; ci sono liste che girano sui social, adesso che i siriani possono finalmente parlare liberamente.
https://x.com/RazanSpeaks/status/1866022426213052745
Può darsi, ma per adesso il flusso è verso la Siria. Non è detto però che trovando solo macerie non vogliano poi tornare di nuovo in qua. E non è detto che stavolta li facciano passare. Da tutti i punti di vista la situazione è caotica e può succedere quasi di tutto.
Mi pare che dia per fatti un sacco di ipotesi sue, in parte forse valide, in parte certamente no. Per esempio un coordinamento fra Israele e i ribelli. Mi pare anche che sopravvaluti il ruolo della Turchia che controlla solo una piccola parte delle milizie coinvolte nella faccenda e queste da sempre si occupano soprattutto di combattere i curdi, non Hassad. Ma su una cosa siamo d’accordo: ammesso e non concesso che ci sarà un governo funzionale in Siria, non sarà niente che somigli ad una democrazia occidentale. E perché mai dovrebbe?
Un’ altra nota: che venga fuori una repubblica islamica taliban-simile è molto possibile, ma non vedo come questo possa ridurre il pluralismo rispetto a 50 anni di dittatura degli al-Hassad.
Mi sono riletto l’articolo di Murray a distanza di alcuni giorni.
Lo tengo sotto controllo mentre la situazione siriana e
tutto il resto, evolve.
Vedremo quanto ci avrà azzeccato
Non so perché ma non credo alla teoria dei predoni sul cammello al potere.
Si vede in atto una strategia.
La Turchia dopo un primo momento di gloria, oramai mi sembra stia passando in secondo piano
Gli altri bombardano a più non posso.
Oggi la quasi totalità della ricchezza della Siria dipende dal captagon. Versione clandestina di un farmaco psicostimolante creato in Germania negli anni ’60, questa droga è molto popolare in Medio Oriente, specialmente tra i miliziani dei gruppi jihadisti. Durante la guerra civile, molti uomini vicini ad Assad si sono arricchiti grazie alla sua produzione e allo spaccio in diversi territori instabili della regione. La Siria si è trasformata in un narco-Stato.
Sempre da “quifinanza”
Ma quante droghe ci sono in giro per il mondo?
Di questa è la prima volta che ne sento parlare.
In una recente dimostrazione, Willow ha completato in meno di cinque minuti un calcolo che, secondo stime prudenti, richiederebbe a uno dei supercomputer classici più avanzati di oggi, Frontier, circa 10 settilioni di anni per essere risolto. Insomma, tanto, tanto tempo.
https://scenarieconomici.it/willow-il-nuovo-chip-quantistico-di-google-che-risolve-in-minuti-problemi-che-richiederebbero-miliardi-di-anni/
È dopato pure lui.🙂
Visti i precedenti (Somalia, Afghanistan, Libia), prevedo una lunga fase di scontri tra fazioni e l’ennesimo “stato fallito”.
La Siria è uno stato fallito dal 2011. Se riusciranno e ricostruire qualcosa che funziona resta tutto da vedere. Di sicuro non sarà facile.
Va bene, ne riparliamo fra un paio d’anni, intanto mi salvo il link a questo post così potremo aggiornarci.
Aggiornamento-lampo sulla Siria: la guerra non è finita.
Mentre nella maggior parte del paese si festeggia, i russi che sono riusciti a scappare si sono asserragliati nelle loro due basi principali (Tartus e Jablah) e cercano di far dimenticare che fino a ieri hanno trattato città e villaggi siriani non diversamente da come gli israeliani stanno trattando Gaza (ma i siriani potevano scappare, i palestinesi no).
Nel nord i turchi e le milizie collegate stanno attaccando Manbij dove si combatte duramente. Altri scontri fra milizie arabe e curde a sud dell’Eufrate.
Gli israeliani hanno smesso di bombardare Hezbollah e stanno invece bombardando dappertutto in Siria, Stanno anche invadendo la Siria meridionale e non si sa quanto pensino di avanzare e di restare. Un buon modo per stabilire buoni rapporti con gente che ha fatto contro Hezbollah e contro l’Iran molto più di tutte le forze armate israeliane messe insieme.
Nel frattempo, i vincitori (in parte tuttora etichettati “terroristi” da USA, noi e molti altri) stanno cercando di mettere in piedi un governo provvisorio e di mostrarsi moderati (v. appelli contro le vendette, il divieto di obbligare le donne a coprirsi, ecc.) Resta da vedere se fanno sul serio o per finta, come abbiamo già visto con i Taliban in Afghanistan (che nel giro di un anno hanno fatto tutto quello che avevano promesso di non fare).
Comunque, direi che nell’ordine le questioni principali sono:
1 – Il governo riuscirà a mantenere l’unità della miriade di fazioni e bande armate, ora che il nemico principale non c’è più?
2 – Riuscirà a trovare accordi stabili con i curdi che controllano il nord del paese in modo da fermare davvero la guerra?
3 – Quali rapporti vorrà e potrà stabilire con gli altri paesi ed in particolare con la Turchia e l’Iran?
4 – Riuscirà a trovare le risorse per una parziale ricostruzione del paese, dopo 13 anni di guerra e di bombardamenti?
Più in generale, la sostanziale scomparsa della Russia e dell’Iran dalla Siria (se definitivi) avrà certamente un impatto su altri teatri. Ad esempio, Israele e Turchia non avranno più alcun interesse a far il doppio gioco con la Russia, ma anche l’interesse degli americani per i curdi potrebbe affievolirsi assai; forse del tutto.
Io sto con i milioni di siriani che in questi giorni e ore stanno soltanto dicendo: lasciateci in pace con la vostra geopolitica e il vostro cinismo e lasciateci godere questo momento. Atteso da generazioni.
In molti non avevano capito, o voluto capire, che razza di dittatore sanguinario fosse Assad e che male abbia fatto al suo paese. Sta uscendo gente dalle prigioni che era lì, innocente, da dieci, venti, quarant’anni.
Finalmente, tra tante cattive notizie, una buona.
Aggiornamento-lampo sulla Siria: la guerra non è finita.
Mentre nella maggior parte del paese si festeggia, i russi che sono riusciti a scappare si sono asserragliati nelle loro due basi principali (Tartus e Jablah) e cercano di far dimenticare che fino a ieri hanno trattato città e villaggi siriani non diversamente da come gli israeliani stanno trattando Gaza (ma i siriani potevano scappare, i palestinesi no).
Nel nord i turchi e le milizie collegate stanno attaccando Manbij dove si combatte duramente. Altri scontri fra milizie arabe e curde a sud dell’Eufrate.
Gli israeliani hanno smesso di bombardare Hezbollah e stanno invece bombardando dappertutto in Siria, Stanno anche invadendo la Siria meridionale e non si sa quanto pensino di avanzare e di restare. Un buon modo per stabilire buoni rapporti con gente che ha fatto contro Hezbollah e contro l’Iran molto più di tutte le forze armate israeliane messe insieme.
Nel frattempo, i vincitori (in parte tuttora etichettati “terroristi” da USA, noi e molti altri) stanno cercando di mettere in piedi un governo provvisorio e di mostrarsi moderati (v. appelli contro le vendette, il divieto di obbligare le donne a coprirsi, ecc.) Resta da vedere se fanno sul serio o per finta, come abbiamo già visto con i Taliban in Afghanistan (che nel giro di un anno hanno fatto tutto quello che avevano promesso di non fare).
Comunque, direi che nell’ordine le questioni principali sono:
1 – Il governo riuscirà a mantenere l’unità della miriade di fazioni e bande armate, ora che il nemico principale non c’è più?
2 – Riuscirà a trovare accordi stabili con i curdi che controllano il nord del paese in modo da fermare davvero la guerra?
3 – Quali rapporti vorrà e potrà stabilire con gli altri paesi ed in particolare con la Turchia e l’Iran?
4 – Riuscirà a trovare le risorse per una parziale ricostruzione del paese, dopo 13 anni di guerra e di bombardamenti?
Più in generale, la sostanziale scomparsa della Russia e dell’Iran dalla Siria (se definitivi) avrà certamente un impatto su altri teatri. Ad esempio, Israele e Turchia non avranno più alcun interesse a far il doppio gioco con la Russia, ma anche l’interesse degli americani per i curdi potrebbe affievolirsi assai; forse del tutto.
Chi è dominante tra queste formazioni dipende da chi ottiene più aiuti esterni o, perlomeno, di chi ne riceve di più forti. Nonostante il sostegno della Turchia sia palesemente volto al solo perseguimento degli interessi turchi, la strategia di Ankara nella Siria occidentale è funzionale anche alle esigenze di Washington. Gli Usa possono inoltre collaborare strettamente con Giordania e Israele.
Il pragmatismo che forze siriane diverse tra loro hanno messo in campo per rovesciare Assad potrebbe però presto sgretolarsi. Le forze combattenti sembrano potersi coordinare ancora per preservare una struttura di governance temporanea, ma poi le differenze verranno fuori. Probabilmente anche in maniera violenta. I due timori più grandi dei siriani sono ora lo scoppio di una nuova guerra civile e l’invasione di un altro pezzo di territorio nazionale da parte di Israele, dopo le contese Alture del Golan. Il dibattito interno alla Siria è fervente. Staremo a vedere in cosa si tradurrà.
https://quifinanza.it/politica/geopolitica/siria-cosa-come-cambia-medio-oriente/869385/
Mi sembra che l’intenzione annunciata sia quella di mantenere la struttura diciamo amministrativa siriana indipendentemente dall’appartenenza politica di chi ne fa parte
La Siria ha bisogno soprattutto di aiuti
Dipende da cosa fa più comodo.
Se si preferisce una Siria normalizzata o caotica.
Io direi la prima.
Certo adesso gli sciiti non resteranno a guardare. A quanto pare sono loro i veri perdenti Più i Curdi.
Mah!
“un altro pezzo di territorio nazionale… quifinanza/politica/geopolitica/siria…”
credo che il malinteso di base e i susseguenti casini del medio oriente comincino proprio con la proiezione agli arabi dei concetti occidentali di nazione e di geopolitica e di finanza
vedi la formazione, e poi l’estensione, di israele, o i confini post coloniali tirati con la riga e il compasso
gli arabi non hanno la stessa concezione del territorio, forse per la mancanza di separazione fra stato e chiesa, fra territorio delle anime e territorio dei corpi, boh
questo e’ fra l’altro il malinteso culturale che ha facilitato l’invasione dell’occidente in tutti quei posti del mondo dove la gente viveva muovendosi senza netti confini, senza geometri e senza dogane ed esattori delle tasse, che non sono oggetti sociali universali inerenti alla natura dell’uomo come noi tendiamo molto arrogantemente a pensare perche’ si tratta del NOSTRO attuale assunto sociale di base (e come pensano quelli di limes, che ci hanno intitolato la loro rivista, senza averne peratro mai azzeccata una)…
il nuovo piccolo califfo semi-talebano deve averlo detto nel suo linguaggio, che pensa piu’ a un islam delle anime che a uno della “geopolitica”, cosa che a sua volta e’ inconcepibile per un apparato statuale-istituzionale occidentale e la mentalita’ che istilla nei suoi sottoposti: noi, specie dopo il tramonto del cattolicesimo che faceva da contrappeso, siamo rimasti col solo Culto dello Stato Territoriale, da cui le riviste che pontificano di geopolitica, e i suoi sacerdoti-esperti che si accapigliano.
il nazionalismo arabo dei vari regimi “nazionalsocialisti” che si sono susseguiti nell’era postcoloniale, fra cui quello di assad che non per caso era appoggiato prima dall’urss, poi dalla russia, e prima ancora tendeva a flirtare con hitler e mussolini se non altro per il comune nemico “demo-plutocratico-giudaico-massonico”, esso stesso e’ un corpo estraneo razionalista occidentale che infatti tanta ostilita’ incita nei Fratelli Mussulmani.
magari qualcuno che ne sa piu’ di me (e ci vuole poco) puo’ spiegare e criticare meglio questa piu’ o meno fantasiosa ipotesi
Firmato Winston, penso che tu ti sbagli.
Lo stato nazione è un’idea innaturale e artificiale per qualsiasi popolo, non solo per gli arabi. Se vedi la storia europea, noti che è una creazione recente e problematica.
Il fatto è che qualsiasi tipo di organizzazione politica e sociale è in qualche misura artificiale, eppure diventa reale e può funzionare. A un certo punto, lo stato è un dato di fatto. Una cosa interessante che ho notato è che in tutti questi stati post-coloniali, per quanto artificiosi siano, a un certo punto prevale l’unione e il patriottismo. La nuova tendenza sembra essere il modello più federale, meno centralizzato, ma ad ogni modo quello che succede è che gente che non avrebbe motivo di identificarsi in uno stato (come non ce l’avremmo neanche noi italiani) inizia a farlo. L’Afghanistan, la Siria, il Myanmar… nazioni con minoranze, storie diverse, lingue e religioni diverse, che non avrebbero motivo di stare insieme, eppure a un certo punto si dicono: a farci la guerra tra di noi non andiamo da nessuna parte, sono generazioni che in fondo siamo nello stesso paese, sotto la stessa bandiera, con una storia comune, tanto vale andare d’accordo e trovare un modus vivendi che vada più o meno bene per tutti.
Paesi che dovrebbero essere uniti, che sono abitati dalla stessa gente, come la Corea del Nord e quella del Sud, sono divisi e acerrimi nemici; altri che sono abitati da gente diversissima, come il Brasile o l’India o la Nigeria o la Svizzera o quello che vuoi tu, trovano il modo di andare d’accordo e stare sotto una stessa bandiera.
A proposito di Limes, non riesco a capire come ancora se la filino, quella rivista. Io ci ho trovato solo un assortimento di banalità e inesattezze. Però la grafica è eccellente! Forse è proprio per questo che funziona.
Concordo con te che lo stato-nazione è stato inventato in Europa (soprattutto da Napoleone) e poi imposto a tutti gli altri. Come tutte le invenzioni politiche, come un giorno è apparso, un altro scomparirà. nella storia abbiamo inventato migliaia di sistemi statali diversi, ne inventeremo altri, a condizione che ne sussistano i presupposti (Acqua, suolo, biodiversità, clima, ecc.) e di questo non siamo assolutamente certi.
Napoleone voleva un impero, non uno stato. Credo che l’opera di omogeneizzazione e centralizzazione fosse iniziata prima. Ad ogni modo, come dicevo a Winston, lo stato è una di quelle cose, come un matrimonio combinato, che all’inizio sono artificiali e poi diventano reali. Infatti se lo sono tenuti tutti, anche dopo il colonialismo. È più o meno l’equivalente di un “regno”, meno grande e vario di un impero (Russia e Cina escluse), più grande di un feudo o tribù. Una volta che trovi il modo di accontentare le minoranze all’interno, non è un cattivo sistema, per ora almeno.
@gaia
“Infatti lo Stato Nazione se lo sono tenuti tutti, anche dopo il colonialismo.”
Se lo sono tenuti tutti come ci si tiene il cancro. Anzi non il cancro, ma una malattia contagiosa mortale e quasi incurabile.
Che poi e’ lo stesso motivo per cui il cancro ce lo siamo dovuti tenere anche noi italiani unitari, vedi il prosieguo.
Non importa quello che voleva Napoleone, importa che ha militarmente innescato il processo che ha costretto le altre nazioni europee a organizzarsi sul modello nazional-centralistico-giacobino francese, in quanto vittorioso in guerra.
C’e’ voluto del tempo, e’ stata tentata una restaurazione (tranne che dell’unica repubblica allora esistente nel continente, la Serenissima), ma un secolo dopo, tutte le nazioni europee erano organizzate in forma di stato-nazione, con leva di massa e scuola obbligatoria per inculcare il patriottismo/culto dello Stato**: gli eserciti formati dalle sole sparute caste aristocratico-militari non potevano piu’ competere con gli eserciti di popolo cultualmente invasati e basati sulla leva di massa e dotati di armi da fuoco. Sia la leva di massa che la scuola altrettanto obbligatoria e di Stato sono novita’ introdotte dai giacobini positivisti, quelli che erano partiti da atei e sono arrivati al culto della dea ragione e poi della Patria e dello Stato (terminalmente, Il Partito). Napoleone ne e’ stato il diffusore, attraverso le campagne militari vittoriose.
Non e’ un caso che a distanziarsi da tale modello e mantenere una mentalita’ parzialmente differente sia rimasta l’inghilterra: su di essa i giacobini francesi non sono riusciti a prevalere.
Informandomi un po’ sul medio oriente presso chi lo bazzica, ho trovato abbastanza confermato cio’ che ho supposto a naso sopra: si tratta di societa’ essenzialmente tribali, in cui il clan familiare viene prima di tutto, anche della religione, societa’ completamente prive del concetto di nazione e di stato territoriale, introdotti a forza dal colonialismo e dall’influenza culturale-economica-militare europea, ma mai accettato fino in fondo. Un po’ come rigetto c’e’ stato e c’e’ nel nostro mezzogiorno, oppure per altri motivi nelle zone del centro-nord a tradizione e trazione libero-comunale (la Svizzera e’ una specie di fossile politico al centro d’europa: mantiene miracolosamente la tradizione libero-comunale di ormai quasi un millennio fa, che diede la stura alla modernita’ e alle sue conseguenze – e funziona!).
Il clan e la tribu’ sono del resto la forma di organizzazione sociale spontanea e primigenia per la nostra specie, il tribalismo emerge comunque e ovunque in qualsiasi societa’ e agone sportivo, mentre una tipica degenerazione dei grandi stati nazionali e’ proprio nel cercare di trasformarli in una unica enorme grande tribu’fuori scala, come ogni tanto, specie nei tempi di guerra, civile o no, succede con grande entusiasmo dei sudditi tribalizzati, che nell’occasione possono tornare ad assaporare la socialita’ primigenia per la quale si sono a suo tempo evoluti.
Questa e’ una storia che non conosciamo bene, neanche da ambientalisti/conservatori/reazionari, perche’ siamo cresciuti noi stessi dentro un apparato istituzionale/educativo che e’ costruito per e dallo stato-nazione, per il quale tutto cio’ che esula o vorrebbe esulare da esso, _libero_ capitalismo compreso a qualsiasi scala anche piccola, e’ il male.
**da cui l’ovvia e piu’ o meno sorda opposizione, tuttora in atto, da parte del culto cristiano-universalistico-cattolico, solo un po’ meno dell’islam: il “non expedit” contro il regno d’italia e’ durato mezzo secolo, fino al 1919.
PS: vi raccomando, di nuovo, il libro piu’ recente ma forse meno noto e meno apprezzato di E.O. Wilson (e’ l’unico che non si trova in condivisione): “La conquista sociale della terra”. Spiega come l’essere umano sia un unicum nell’aver ridisceso, da mammifero, il percorso evolutivo fino ad assumere quello tipico degli insetti eusociali, che d’altra parte grazie ad esso hanno un successo ecologico spropositato rispetto al loro piccolo numero di specie: altruistico verso la propria tribu’, ostile e/o egoista-opportunistico verso tutto il resto.
Se ti interessa un’applicazione del concetto di “superorganismo” all’umanità, leggiti “la caduta del Leviatano”.
https://www.open.online/2024/12/11/siria-khamenei-caduta-assad-piano-usa-israele-iran/
Eccoli.
Gli Sciiti
Per loro è una questione di sopravvivenza, immagino.
Come si dice adesso? Esistenziale?
Brrr.
Segnalo questo contributo del solito Art Berman https://www.artberman.com/blog/oil-power-and-statecraft-the-geopolitics-of-energy-in-a-changing-world/
Francamente non ci ho capito niente.
Sembra dire tutto e il contrario di tutto
È comunque un articolo che contiene utili informazioni sul petrolio.
Sui flussi energetici in generale, che sono l’argomento di pertinenza di Berman.
Ma questo Berman nell’elenco dei paesi con le maggiori riserve di petrolio non cita nemmeno il Venezuela che e’ quello che e’ attualmente considerato avere le maggiori.
Fra l’altro leggo altrove che persino l’Italia avrebbe riserve per soddisfare il fabbisogno interno per 25 anni.
Ha preso un grafico della BP
Credo lo scopo fosse solo quello di far vedere che gli Stati Uniti, per ora, producono molto petrolio ma non ne hanno grandi riserve
Il petrolio venezuelano è ricco di zolfo (come del resto quello canadese, che io sappia. Sono petroli extra-pesanti, tipo dei bitumi, che richiedono
complesse e soprattutto costose lavorazioni da parte delle raffinerie.
Poi producono meno diesel che benzina e per riequilibrare il prodotto nelle giuste proporzioni i costi diventano proibitivi.
Se poi la benzina di troppo ti avanza la devi conservare da qualche parte e questo aggiunge nuovi costi.
Il Venezuela non è in grado di fare certi investimenti, anche perché mi par di ricordare che sia sotto sanzioni.
Recentemente si sente parlare di un rilancio dell’estrazione in acque profonde. Mah. Enormi investimenti, super-tecnologie, distruzione dei fondi marini.
“Ha preso un grafico della BP”
Le riserve petrolifere (accertate, ci sono molti giacimenti ancora da scoprire, e infatti ogni tanto ne viene fuori uno, non si sa se perche’ davvero appena scoperto o perche’ tirato fuori dal cappello al momento giusto) sono uno dei segreti industriali meglio custoditi, per cui pontificarci sopra si puo’ fino ad un certo punto. Pero’ dimenticare il venezuela come fa il “guru” e’ un po’ troppo, significa che la fonte non vale nulla, sta facendo solo propaganda.
La prima regola per qualsiasi commerciante e’ “ultimi pezzi signori, affrettatevi!”. E’ cosi’ che si vende a qualsiasi prezzo.
Sarebbe da chiedersi se il battage mediatico della fine del petrolio non sia stato messo in piedi dai petrolieri stessi. E’ molto probabile, o almeno si spera, visto che e’ a loro soprattutto che fa comodo, perche’ fa partire l’accaparramento e la speculazione , facendo schizzare i prezzi.
Quando si parte lancia in resta, bisognerebbe sempre chiedersi a chi conviene, e non solo per le guerre. Quando si parla di utili idioti e green washing, bisognerebbe avere sempre uno specchio a portata di mano. 😉
A livello normativo/tassatorio/mediatico e’ in corso una terribile disincentivazione al possesso e alla proprieta’ individuale, dalla casa all’automobile, passando per il lavoro e il denaro: che questo passaggio sia premeditato o no, e’ chiaro che favorisce le grandi burocrazie, le grandi finanze, e le grandi fabbriche, pubbliche o private che siano, tanto da sospettare che i temi che discutiamo e attirano di piu’ l’attenzione siano solo forme di distrazione di massa.
Sarebbe bene non prestarsi troppo al gioco, per evitare in futuro di esserne ritenuti complici e finire male, se non altro nel ricordo.
Confronta i prezzi del petrolio nel tempo, aggiornati all’inflazione.
Il problema non è trovare il petrolio, ma estrarlo a un prezzo che sia compatibile col capitalismo.
Per il resto non ho capito cosa vuoi dire parlando della proprietà privata disincentivata.
Boh.
A naso direi che il car sharing
per un cittadino è più conveniente dell’auto privata.
Ma l’auto è una faccenda estremamente complessa.
Io sono per la velomobile a pedali
Case in terra cruda autocostruita. Piccole.
Del capitalismo non me ne frega un accidente.
Ci sta portando sull’orlo di una guerra mondiale solo per favorire certi interessi che appunto girano intorno alla casa e all’auto.
Ah, non dimentichiamo l’industria della carne e dei latticini.
Per farne a meno ci vuole un attimo
Anche perché sarebbe ora che la gente si riappropriasse della propria vita reale.
Che edifichino e pedalino e gonfino le gomme, così avranno meno tempo per stare a rincoglionirsi davanti a un telefonino.
Soprattutto i giovani, dico.
Oddio, pure io lo uso, il maledetto telefono, ma più che altro è per fin di bene.
Devo propagandare l’opzionalita’ del low tech e del vegetarianesimo quasi veganesimo.
😇
E contrastare questa ideologia libertaria incarnata dai vari Winston.
Che poi talvolta si trova esoressa anche in forme più diluite ma egualmente nocive
https://lesakerfrancophone.fr/la-longue-guerre-pour-reaffirmer-la-primaute-occidentale-et-israelienne-est-en-train-de-changer-de-forme
Cambiando discorso e ritornando in tema siriano con interessante spiegazione sulla fattura dei missili ipersonici russi e iraniani. Si lo so, non bastano per vincere una guerra, ma sono ottimi per distruggere un paese. Io spero di venire avvisato prima che mi esploda un oreshnik fuori dalla porta.
Tutte le testate dei missili balistici a media e lunga gittata sono ipersoniche da quando esistono. per missili ipersonici si intendono dei missili di nuova concezione, diciamo intermedi fra il missile balistico e quello da crociera. Ne hanno sparati diversi i russi in Ucraina, ma non sembra che abbiano dato dei gran risultati. Alla fine, il concetto classico del missile balistico (nato con la V2) si è finora dimostrato il più efficace.
“E contrastare questa ideologia libertaria incarnata dai vari Winston”
Gia’, ti da’ cosi’ fastidio di essere libero di non mangiare carne e di andare in bicicletta come scelta e non costrizione, e di essere altrettanto libero di invitare (ma non costringere) gli altri a fare lo stesso, dando l’esempio, e di leggere e scrivere quello che vuoi senza rischiare il carcere e le bastonate. E di trovare i negozi pieni di roba che sei libero o no di acquistare col bonifico che ti arriva ogni mese…
Costringere e’ una forma di violenza che chiama altra violenza, reattiva.
Per chi ha pratica di potature, una delle regole e’ che piu’ si accorcia un ramo piu’ quello crescera’ l’anno successivo, non siamo solo noi fatti cosi’, anche i vegetali 🙂
E’ il difetto di tutte le ideologie catastrofico-salvifico-escatologiche, “apocalottimistiche” in effetti. Pessimo nome per un pessimo programma, in effetti.
Beh, la potatura è l’incarnazione vegetale della pratica del buon governo
Ma io punto alla sufficienza.
Anche del governo.
Sai, il taoismo….
“Governare un grande paese è come cuocere dei pesciolini”.
Ma non voglio dire che la Meloni deve cuocere i pesciolini.
Vuol dire che deve essere fatto, ma con tocco leggero.
Direi proprio “alleggerendo”.
@fuzzy
“Beh, la potatura è l’incarnazione vegetale della pratica del buon governo”
Non e’ vero, quando cominci con le potature, rotto l’equilibrio, non torni piu’ indietro, devi potare sempre e sempre di piu’, tutte le nostre societa’ ne sono un esempio in un modo o nell’altro. L’unica cosa che sembra funzionare a spezzare il circolo vizioso per un po’ e’ una guerra talmente distruttiva da azzerare la situazione.
La parabola delle societa’ umane dopo l’invenzione dell’agricoltura (da cui non si torna piu’ indietro) ne e’ l’esempio macroscopico. Qualsiasi palliativo dura poco e forse e’ peggiore del male, su scala temporale significativa.
Winston
La bravura del potatore, (non io, che sono solo un dilettante costretto a fare questo causa default del mio vecchio giardiniere di fiducia), sta nel potare poco per volta, perché se poti troppo
allora l’albero avrà “timore” di non poter avere abbastanza foglie per la fotosintesi e butterà fuori un sacco di polloni.
Analogamente le nostre società dove il troppo va di pari passo col caotico, sarebbero come quegli alberi non potati per tanti anni, che si sono riempiti di rami ingombranti, inutili e dannosi, che devono essere riordinati poco per volta nel tempo e con gradualità.
Questo dovrebbe fare un buon governante-potatore
Si. Dall’agricoltura non si torna più indietro con otto miliardi di persone sulla terra.
Ma togli questo e togli quello, tu sai cosa, l’agricoltura inizia a occupare meno territorio.
Poi arriverà sicuramente un calo demografico quando noi vecchi faremo su le canne….e così piano piano si potrebbe arrivare a un ‘agricoltura sostenibile che tu non ammetti che possa esistere, ma io si.
È quella che viene definita la permacoltura vegana. Si basa sugli alberi e su molte piante spontanee e perenni.
😎
Firmato Winston, l’Italia dei comuni (“tribale”) era in guerra perenne. Leggiti qualche cronaca del Medioevo o del Rinascimento. Gli stati fanno guerre più rare, ma anche più distruttive. A me lo status quo va abbastanza bene, anche se nessuna situazione dura per sempre.
Io non feticizzo nessun tipo di organizzazione, come dicevo sono tutte in qualche misura fittizie, ma questa idea che gli arabi sono tribali e noi nazionalisti non è sostenuta né dalla nostra storia, né dalla loro. Adesso i siriani, ora che possono finalmente scegliere, dicono tutti che vogliono tenere unito il paese.
@gaia
“ma questa idea che gli arabi sono tribali e noi nazionalisti non è sostenuta né dalla nostra storia, né dalla loro”
No.
“Tutte le testate dei missili balistici a media e lunga gittata sono ipersoniche” (caso mai sono i missili ad essere ipersonici…);
“per missili ipersonici si intendono dei missili di nuova concezione, diciamo intermedi fra il missile balistico e quello da crociera” (imprecisione, non si deve confondere la tipologia di missile – balistico o da crociera, con la velocità dello stesso – supersonica o ipersonica);
“Ne hanno sparati diversi i russi in Ucraina, ma non sembra che abbiano dato dei gran risultati” (fonte? Repubblica, Corriere della Sera, o quale altro quotidiano?).
Magari prima di addentrarsi a scrivere in fatto di armi ed armamenti sarebbe opportuno fare un po’ di ricerche, altrimenti a fare i tuttologi sono buoni tutti.
Per l’appunto.
https://apnews.com/article/russia-oreshnik-hypersonic-missile-putin-ukraine-war-345588a399158b9eb0b56990b8149bd9
Missile Oreshnik
Trovare un articolo decente che spieghi un poco la faccenda non è stato facile.
Insomma
Pare di capire che quel che in gergo si definisce missile ipersonico è un missile che raggiunge elevate velocità e che soprattutto può essere manovrato in volo, per cui è molto difficile da intercettare. (Il Kinzhal, nella fattispecie).
Rispetto al Kinzhal, l’Oreshnik è ancora più difficile da intercettare e può infliggere danni più consistenti per le sue testate multiple ad alta energia cinetica.
Il fatto di poter essere armato sia in modo convenzionale che con testate atomiche lo rende un tormento dal punto di vista psicologico.
Non c’è modo di sapere se trasporti una testata nucleare o convenzionale prima che colpisca il bersaglio
Questo dice l’interessante articolo, ma in giro si legge di tutto. Tanti articoli che in pratica non dicono niente oppure dicono ma minimizzano.
Mah.
A proposito dell’idea che lo stato nazione è imposto agli arabi: i siriani non sono d’accordo: https://x.com/rallaf/status/1867701395291283684
https://youtu.be/DzR9hKjMIQs?feature=shared
Forse vale la pena di ascoltare quello che dice sulla Siria questo peraltro simpatico ex colonnello svizzero.
Io per ora sono arrivato circa a metà, Mi sembra molto credibile
Ma sentire cosa dice un siriano, sulla Siria, no?
Per quello che si può sapere, la Siria è mosaico di popoli. Bellicosi.
Va ben che i ribelli sono stati sostenuti da Turchia e Israele, ma non è per niente garantito che la pace attualmente instaurata duri nel tempo.
Questi ribelli sono un un assembramento composito di molti gruppi che già sono stati in conflitto tra loro.
Ma poi in questi primi giorni di governosi sono viste esecuzioni sommarie, ambasciate depredate, ecc. Più bombardamenti israeliani, rivendicazioni di coloni sempre israeliani, che ispirati dalla Bibbia vorrebbero occupare fino al confine del Giordano.
A mio modestissimo parere, verrà fuori un ex Stato in parte nel caos tribale e in parte controllato da Turchia, Israele e Stati Uniti.
Almeno fino a che la Russia non si sarà sgravata dalla guerra in Ucraina. Fine gennaio? Febbraio?
Boh, vedremo.
Tu vivi in una specie di mondo parallelo.
Sono cose che si leggono.
Si ascoltano esperti…
Poi si riassume brevemente.
Ci può essere qualche imprecisione nel riassuntino, ma mica quello che scrivo me lo invento.
È roba che gira fuori dai media ufficiali e dalla stampa anglosassone
E se non coincide con quello che pensi tu, devi puntualizzare e correggere, sempre che la correzione sia giusta.
Così funziona.
Niente per cui si debba insultare.
Direi normale democrazia.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/12/14/ucraina-assalti-dei-nordcoreani-a-kursk-kiev-soffre-in-donbass_3818187b-c1a2-4a5c-b24c-f46f3e56e797.html
A volte circolano anche sui canali ufficiali, perché oramai c’è ben poco da nascondere.
Non Giordano,
Eufrate, naturalmente
🙂
https://www.remocontro.it/2024/12/17/la-poca-siria-scatola-vuota-che-resta-ad-al-julani/
Quel che resta della Siria.
https://rubikscu.be/#simulator
Pare che la Siria l’abbia inventata Rubik.
Basta mettere il nome ogni paese del Medio Oriente sopra i vari cubetti
Poi si segue lo schemino e si risolve
O no?
La Siria è una polveriera e l’Occidente ha appena finito di accendersi un cerino, sulla sua soglia. Per la serie «chi nasce tondo non può morire quadrato», come già avevamo annunciato in tempi non sospetti, presto il jihadismo e la faziosità tracimeranno dalle parti di Damasco. E gestire i rapporti con la Sirià sarà agevole, come rimettere a posto un cubo di Rubik in 30 secondi. Altre guerre, altre truppe, arsenali di armi e fiumi di denaro, da bruciare sull’altare della supponenza di un Occidente che, ancora una volta, non ne azzecca una
https://www.remocontro.it/2025/03/11/siria-tra-guerra-civile-israele-e-turchia/
In effetti che improvvisamente fosse scoppiata la pace in quei luoghi tormentati,, pareva veramente troppo ottimistico.
Leggo certi commenti e….
Mah.
Abbiamo ancora i sognatori (le sognatrici) delle primavere arabe.
Come se il collasso alla barbarie avvenuti in Iraq, in Libia dopo gli assassini dei brutti cattivi cacca diavolo Hussein e Gheddafi, semplicemente, non fosse avvenuto.
Intanto le scuole cattoliche in Siria ricevono pressioni per separare alunni e alunne in classi distinte, per forzare i giorni di riposo al giovedì e venerdì.
Però Assadletortureidirittulademocrazia. Solo un piccolo assaggio di ciò che potrà arrivare.
Solo un nuovo collasso alla barbarie.
Mi chiedo quale sia il raziocinio per cui si plaude, ci si rallegra per questo progresso al peggio, per questa metastasi islamica spacciata come “democrazia”.
La fede è cieca.
https://lesakerfrancophone.fr/laxe-de-la-resistance-nest-pas-brise-et-la-guerre-nest-pas-terminee-elle-ne-fait-que-commencer
Speriamo che il 2025 non ci faccia brutti scherzi