“ReArm Europe” è un titolo che, probabilmente, i pubblicitari della Commissione hanno scelto per blandire l’elettorato scandinavo e slavo, forse anche francese ed inglese; naturalmente, con l’eccezione in tutta Europa di quasi tutta l’estrema destra da sempre filo-putiniana.
In Italia, però, è bastato da solo a scatenare fenomeni curiosi, come una buona fetta della sinistra che è scesa in piazza per manifestare a favore di Trump. Ovviamente senza rendersene conto, visto che formalmente il documento parla di aiutare l’Ucraina e difendersi dalla Russia; eppure, fra le righe (ma neanche tanto), si legge bene che il problema urgente è il voltafaccia degli Stati Uniti. Che poi i cugini d’oltreoceano fossero ostili ad ogni traccia di autonomia europea non è certo cosa nuova risalendo perlomeno agli anni ’50. Ma ci è voluto Trump 2 perché la classe dirigente nostrana si rassegnasse a rendersene conto.
Ma cosa c’è scritto sotto questo titolo così terribile?
Qui una sintesi estrema, con i link al testo completo e gli altri documenti correlati, qui per un volantino.
Lo scopo dichiarato è quello di mantenere il sostegno militare all’Ucraina e preparare l’Europa resistere ad un ipotetico attacco russo fra 4-6 anni. Quindi molto in fretta, visto lo stato di estremo degrado in cui si trovano le nostre FFAA e la totale perdita di fiducia nei confronti degli USA, che non si sa più se considerare alleati o meno. Due obbiettivi dietro i quali se ne leggono però parecchi altri, descritti peraltro in chiaro. Ma prima di elencarli, vediamo cosa c’è di vero nei due obbiettivi ufficiali, che tanto hanno spaventato parte dell’opinione pubblica italica.
E’ possibile un attacco russo? Ora certamente no. Anche se la Russia mantiene da oltre un anno l’iniziativa, i suoi progressi sul fronte terrestre sono stati molto modesti e da mesi quasi zero, mentre gli ucraini hanno recuperato qualche posizione. Per entrambe, non si conosce il prezzo pagato in vite umane, ma si hanno dati parziali circa le perdite di materiali e sappiamo dunque che quelle russe, probabilmente, sono state circa il triplo delle ucraine e che Putin, in quest’impresa, si è giocato almeno la metà del suo arsenale. Inoltre, molte delle perdite in mezzi, aerei e navi, sono irreparabili, a meno di un deciso intervento cinese che, per ora, non si è visto.
Sul piano strategico la Russia ha perduto ogni potere sul mar Baltico (Kaliningrad e Pietroburgo sono oramai in stato di assedio potenziale) oltre alla la supremazia nel mar Nero. Economicamente parlando, tutto ciò che riguarda le FFAA va bene, mentre il resto va rotoli.
In parziale compenso, malgrado le pesanti sanzioni e qualche bombardamento o sabotaggio, l’industria bellica russa è riuscita ad incrementare sensibilmente la produzione e i militari hanno molto migliorato l’uso delle forze residue. Se Putin riuscisse ad ottenere una tregua di alcuni anni a condizioni per lui favorevoli, se i suoi alleati (N. Korea, Iran e parzialmente Cina) mantenessero, o incrementassero, il loro appoggio e se noi non facessimo nulla nel frattempo, fra alcuni anni la Russia potrebbe effettivamente essere in grado di attaccare quel che eventualmente restasse dell’Ucraina ed anche altri paesi. Compresi alcuni NATO, se gli USA continuassero nel loro attuale percorso di sganciamento da quello che è stato il loro principale strumento di potere fino ad ora. Dunque ci sono parecchie incognite, ma solo una dipende totalmente da noi ed è dotarsi di un deterrente militare non eccelso, ma sufficiente a scoraggiare un’aggressione armata.
Insomma, certamente non c’è rischio di vedere “i cavalli dei cosacchi abbeverarsi nelle fontane di Roma” (anche perché i cosacchi li ha fatti fuori tutti Stalin). Ma i tank russi a Tallin, Varsavia o Budapest potrebbero anche arrivarci.
Ci riguarda direttamente? Se crediamo che il rispetto dei trattati e la solidarietà, perlomeno fra europei, siano dei valori, allora sì. Ed anche se vogliamo evitare di fare la fine del carciofo.
Perché sostenere l’Ucraina?
I nostri disgraziati vicini hanno un ruolo strategico nell’ottica non solo di scoraggiare un’ipotetica aggressione militare russa, ma anche di reagire ad una ben manifesta aggressione politica statunitense. Perché?
In primo luogo, la credibilità è merce rara e preziosa in tutti i campi, compresa la politica internazionale e, mentre Russia ed USA si sono giocate completamente la loro, noi e la Cina non ancora del tutto. Dimostrare al mondo che l’Europa mantiene gli impegni e, soprattutto, che può fare a meno degli USA cambierebbe totalmente il quadro strategico in cui ci muoviamo. Oltre a rappresentare una sconfitta politica nettissima per uno “Zio Sam” sempre più impegnato a dimostrare che tutti noi non siamo alleati, bensì colonie statunitensi. Inoltre, in un contesto globale necessariamente sempre più caotico e conflittuale, coltivare le alleanze e la propria reputazione di affidabilità internazionale è vitale. Se ne accorgeranno gli americani fra qualche anno se non prima.
In secondo luogo, l’Ucraina è oggi il leader mondiale per quanto riguarda la progettazione e l’impiego operativo dei droni, oltre a essere più avanti di noi in parecchi altri campi cruciali, come la guerra elettronica. Ma anche in altri settori l’industria giallo-azzurra sta sfornando materiali che hanno un rapporto qualità/prezzo enormemente migliore dei nostri prodotti, talvolta talmente sofisticati da risultare scarsamente efficaci in combattimento. Insomma, abbiamo parecchio da imparare dagli ucraini.
In terzo luogo, se temiamo una possibile offensiva russa, il modo più efficace di evitarla è che Putin continui a macinare la sua gente ed i suoi mezzi in Ucraina. Tanto più che l’Autocrate di tutte le Russie sembra disposto a continuare ad oltranza, così come gli ucraini.
Fra le righe, ma non troppo.
In parole povere, “Rearm Europe” è un piano per la conversione industriale di settori in crisi nera (come quello automobilistico) e per lo sviluppo rapido di altri comparti in grave ritardo (tecnologie avanzate come AI, computer quantistici, spaziale, ecc.). Tutta roba che ha anche altri sbocchi, oltre a quello militare. A tal proposito, sono molto interessanti alcuni dettagli poco reclamizzati dalla stampa popolare.
Innanzi tutto, si specifica che, oltre a spendere di più, occorre farlo molto meglio (sarebbe ora!). Resta da vedere se lo faremo davvero, ma il principio è giustissimo. Difatti, anche se in percentuale del PIL e del bilancio dello Stato quasi tutti gli stati europei si sono finora raggruppati verso i minimi mondiali, in cifra assoluta, tutti insieme spendiamo probabilmente quanto la Cina, che ha seconda forza armata a livello planetario, mentre noi non abbiamo praticamente niente. Al massimo possiamo offrire un blando supporto agli americani, quando, dove e come decidono loro.
Dunque “Rearm Europe” caldeggia commesse sovranazionali, nonché fusioni e collaborazioni fra imprese di nazionalità diverse, così da superare, almeno in parte, i campanilismi industriali cui tanto deve l’attuale inanità delle FFAA europee.
Poi, in pratica, si specifica che si dovranno prediligere tecnologie europee o, perlomeno, riparabili e modificabili in Europa. Ciò risponde in parte alla volontà di non finanziare più l’industria statunitense; in parte ad una concreta necessità operativa, visto che lo Zio Sam ci può piantare in asso in qualunque momento.
Infine, è molto importante che le facilitazioni finanziarie non siano riservate esclusivamente ai paesi UE, ma estese anche ai paesi EFTA (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) che già stanno modificando le loro normative in materia di transito ed esportazione di materiale militare. Ancor più significativo, però, è che si lasci uno spiraglio aperto anche al Regno Unito, che molto si sta impegnando in Ucraina e sta cercando il modo di rientrare in Europa dalla finestra dopo essere uscito dall’uscio, solo per ricevere la porta in faccia dagli USA (non poteva andare diversamente, del resto). Ma anche altri alleati storici degli USA stanno guardando a noi come partner alternativo, tra cui importanti nazioni quali Canada e Australia. La Turchia partecipa alle discussioni, ma il recente arresto del candidato alternativo ad Erdogan pone un problema politico maggiore. Qualcuno, penso giustamente, definisce gli stati occidentali delle “post-democrazie“, tuttavia di dittature de facto, per ora, ne abbiamo in pancia solo due: Orban ed Erdogan. Oltre a Netanyahu e, nei suoi programmi, Trump, ma per fortuna non sono in Europa.
Insomma.
Non ci si sbarazza di ottant’anni di dipendenza in pochi giorni e neppure in pochi anni. Ammesso e non concesso che almeno una parte dei paesi europei abbia deciso di sganciarsi anche solo parzialmente dagli Stati Uniti, serviranno molti anni perché ricostruire un’industria della difesa ed un deterrente militare è solo un primo passo, oltre che il minore dei problemi da risolvere. Dobbiamo cambiare abitudini e modi di pensare, imparare a concepire politiche autonome anziché seguire quelle di oltreoceano, occorre smettere di dare spazio al “divide et impera” con cui ci hanno dominati finora, è necessario costruire un’infrastruttura di controllo, trasmissioni e comando del tutto autonoma e moltissimo altro ancora.
Serve potenziare una serie di servizi e strutture indispensabili in qualunque crisi, non solo militare. Ma soprattutto, dobbiamo creare strutture politiche e militari alternative o, perlomeno integrative, a quelle attuali dell’UE e della NATO che si stanno dimostrando inaffidabili o, comunque, inadatte a fronteggiare il profluvio di emergenze che ci aspetta. Il tutto mentre dovremo barcamenarci fra l’incudine (la Cina) ed il martello (gli USA).
Nel frattempo, dovremmo anche fronteggiare la cresta dell’onda demografica e cercare una scappatoia da un capitalismo diventato oramai cannibale, il tutto mentre stiamo scavalcando il “picco di tutto” a livello globale, con quel che ne consegue. Ma questi sono sogni, nessuno che ci sta minimamente pensando.
Comunque, certo non sarà gratis, specialmente considerando che tutto questo dovremo farlo di corsa ed in un contesto di crisi economica globale cronica, se non peggio. Eppure, la prospettiva di restare asserviti ad un potere tanto dispotico quanto stupido e rapace sembra sia talmente fosca che perfino buona parte della nostra classe dirigente, solitamente estremamente conservatrice (se non peggio), forse comincia a reagire.

Grazie Jacopo. L’atteggiamento degli italiani davanti al conflitto in Ucraina è stato davvero avvilente; vigliacco, egoista e ignorante. L’Ucraina va aiutata a difendersi, non c’è altro modo. Vedere gente “di sinistra” e “pacifista” che di fatto sta dalla parte dell’aggressore e di uno stato praticamente fascista mi ha sconcertata (anche se avrei dovuto aspettarmelo).
Confrontiamo l’atteggiamento dell’Europa verso i suoi vicini ucraini con quello dei paesi arabi nei confronti dei palestinesi. Noi abbiamo almeno contribuito ad aiutare l’Ucraina a sopravvivere come stato e a difendersi nel momento in cui ha chiesto aiuto; mentre gli arabi stanno lasciando che i palestinesi vengano letteralmente e completamente annientati. Ecco: tanti italiani di fatto pensano che l’atteggiamento di Egitto, Giordania, e compagnia bella, che “condannano” a parole, ospitano diplomazia, ma di fatto lasciano che Israele faccia ciò che le pare, sia preferibile.
È assurdo.
La riconversione ecologica, in cui l’attuale Governo Meloni non ha mai creduto, sembra ormai sostituita da quella bellica
https://sbilanciamoci.info/leconomia-di-guerra-e-gia-in-marcia/
Nessuna riconversione ecologica è possibile se non hai i mezzi per difenderla. Se vivi in modo ecologico ma non sei in grado di proteggerti, quello che succede ed è sempre successo nella storia è che arriva un popolo più tecnologicamente avanzato, ti massacra e si prende la tua terra.
Ma sei sicura?
Ho sempre questa sensazione che tu semplifichi troppo
Mi risulta che l’Europa spenda già in armi più della Russia.
Ma ne accenna anche l’articolo di Simonetta.
Solo che è una spesa senza nessuna logica.
Magari produci un carro armato che costa come mezza finanziaria e alla prima buca si scassa.
Ma veramente hai paura che a Putin venga in mente di invadere l’Italia?
Coi vari armati in stile Cecoslovacchia?
Che poi vorrei veramente sapere cosa sarà mai successo di tanto terribile alla Cecoslovacchia
Poi ci guardo.
Dell’Ucraina è inutile che continuiamo a discutere. Non se ne viene a capo
Un’altra spiegazione comune è che, a causa del fatto che la maggior parte della società cecoslovacca era di classe media, la resistenza continua avrebbe significato rinunciare a uno stile di vita confortevole, un prezzo troppo alto da pagare.[52]
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Invasione_della_Cecoslovacchia_da_parte_del_Patto_di_Varsavia
Se succedesse adesso in Europa, penso, la reazione sarebbe simile
Ma non succederà Perché Putin sa benissimo quello che può e non può fare.
Il riarmo non è altro che la prossima bolla finanziaria
Quella tecnologica è andata.
Ci sono un sacco di soldi in giro in cerca di nuove bolle.
https://grain.org/e/6573
Se invece ti riferivi al furto dei terreni agricoli, beh, quelli sono già stati accalappiati
Vuoi far la guerra?
Bene adesso sai con chi te la devi prendere
Vai pure.
Io pratico il consumo critico e come eroismo mi basta.
Infatti tanti parlano e parlano e non fanno un cazzo.
Certo che ne sono sicura, è la storia di tutta l’umanità! Arrivano gli invasori, o ti difendi o si prendono la tua terra e ti fanno schiavo.
Riguardo a Putin, Jacopo Simonetta ha già spiegato, e comunque 1 essere solidali con l’Ucraina è un dovere morale e una necessità per autoproteggerci 2 non c’è mica solo Putin, adesso pure Trump si mette a parlare di invadere questo e quello, e di paesi bellicosi ce n’è tanti, meglio essere pronti.
Facevo proprio riferimento a questo genere di egoismo e vigliaccheria italiani che tu dimostri nel tuo commento: ah bè, se Putin non vuole invadere noi, allora a posto, e tutti gli altri si arrangino. Questo non solo è immorale, ma non funziona: come con i nemici di Israele, se ragioni così prima o poi viene anche il tuo turno
Se tutti ragionassero come te la terza guerra mondiale sarebbe già scoppiata da un pezzo. Con tanto di bombe atomiche.
🙂
La riconversione ecologica non è mai stata neppure pensata. Quello che si pensava era di distribuire incentivi all’industria con il pretesto del clima. Ora si distribuiranno incentivi all’industria con il pretesto della difesa.
Mondo parallelo, evidentemente hai difficoltà a capire la differenza tra difesa e attacco, non è un problema mio.
La tua difesa sarebbe peggiore dell’attacco.
😄
Ormai è evidente che i più forti fanno quello che gli pare. Gli USA hanno appena piazzato le proprie truppe a Panama:
https://www.ilsole24ore.com/art/trump-schierera-truppe-panama-mentre-canale-soffre-crisi-AH61yVF
E intanto proseguono i preparativi per accaparrarsi la Groenlandia, e chi non è d’accordo viene messo da parte (vedere la fine della colonnella Susannah Meyers).
Non c’è da stupirsi delle affinità tra Trump e Putin.
Toccherà fare fronte comune anche contro gli USA. Trump sta facendo arrabbiare un sacco di paesi e persone, se il boicottaggio dei prodotti americani e del turismo negli Stati Uniti si allarga, potrebbero ricevere una bella lezione.
In un articolo che ho letto di recente si diceva che i panamensi sono parecchio arrabbiati con il loro presidente che si fa mettere i piedi in testa da Trump, e una delle critiche è di non aver cercato l’aiuto del Messico e del Canada, che si trovano in situazioni simili.
La potenza militare è tanto, ma non tutto. Le due FFAA di gran lunga più potenti degli ultimi 100 anni, USA e Russia-URSS, hanno entrambe perso quasi tutte le guerre che hanno combattuto.
Dipendi come definisci perdere e vincere. Hanno truppe in un sacco di paesi, riescono a intimidire e controllare quasi tutti, e la macchina bellica ha fatto fare soldi a palate alle persone giuste.
https://www.peacelink.it/storia/docs/392.rtf
Storia della pace e della non violenza
https://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=112&id_topic=2
Nel mondo parallelo intanto….
https://wri-irg.org/en/story/2024/martial-mining-links-between-global-extractivism-arms-trade-and-warfare
Il “martial mining” quando meno te lo aspetti.
Certe contraddizioni sono insanabili.
O scegli l’ambiente oppure la guerra.
A te la scelta, qualunquistico mondo non parallelo.
Il successivo 26 maggio il governo italiano di Salandra, fino a pochi mesi prima alleato dell’Austria e della Germania, entra in guerra contro tali nazioni. Inizia cosi’ una guerra che costera’ all’Italia 680 mila morti e 1 milione di mutilati e feriti, una quantita’ di vittime superiore agli abitanti delle citta’ “da liberare”, Trento e Trieste.
Mi ricorda vagamente qualcosa
https://web.peacelink.it/pace2000/webstoria/4evo-con/prigm.html
l’intero libro è scaricabile con fatica dal link messo precedentemente.
Stampare e studiare, che poi interrogo.
https://valori.it/europa-crisi-finanziaria-dazi/
Venendo ai veri invasori.
E alle vere guerre.
Qui se non ci si risveglia dell’ipnosi collettiva indotta, veramente finiremo devastati a livello
Energetico
Ambientale
Sociale
L’Europa deve trovare una propria autonomia politica
(Lo dico anche se immagino che non la troverà. L’europeo è frastornato. Non capisce quello che sta succedendo. E come potrebbe? ).
“L’Europa deve trovare una propria autonomia politica”. Sottoscrivo pienamente, ma allora perché criticare una delle pochissime e molto parziali azioni finora prese in tal senso?
Azione presa per Europa autonoma
Lo dice l’articolo che ho linkato
L’Europa deve rimuovere i vincoli alla spesa pubblica, non a quella per le armi.
Per quanto mi riguarda penso che solo questo dimostrerebbe l’autonomia dell’Europa.
Non certo consegnarsi nelle mani della finanza monopolistica dei grandi fondi d’investimento.
Secondo me, ci troviamo contemporaneamente sotto attacco da est e da ovest e recuperare un minimo di deterrenza militare è una delle cose indispensabili. Solo una, beninteso. Potrebbe avviare un processo centrifugo rispetto agli USA e di resistenza rispetto alla Russia, ma non è affatto detto. Come non è affatto detto che le altre cento cose altrettanto necessarie poi seguano. Diciamo anzi che è improbabile, ma non impossibile. Io sono sempre stato tendenzialmente ottimista, anche se mi rendo ben conto che come diceva un tale: “La speranza è una virtù, l’ottimismo è stupido”. Poi ci sarebbe da inventare una “exit strategy” dal capitalismo in agonia, ma di questo nemmeno la cosiddetta estrema sinistra ne parla. Troppo impegnati a sostenere Trump.
Vicenda certamente molto interessante quella che portò l’Italia nel disastro della I Guerra Mondiale per avere praticamente le stesse cose che gli austriaci ci avrebbero dato per restare neutrali (Trieste a parte). Uno degli aspetti per me più interessanti è però anche uno di quelli oggi meno ricordati: la convergenza dei movimenti e partiti di estrema destra e di estrema sinistra su di una medesima piattaforma, sia pure per motivi diversi. Perché fu proprio questa convergenza a costringere il governo ad entrare in guerra e fu proprio da questo movimento misto che fi formò poi il Partito Fascista.
Le analogie storiche vanno considerare e valutate, ma non sopravvalutate perché il contesto è diverso. Ad es. allora la convergenza destra-sinistra fu interventista, mentre oggi è menefreghista (il pacifismo, mi dispiace, non è sinonimo di disarmismo. Svizzera docet – fra gli altri). Ovvio che le conseguenze non saranno le stesse, ma una certa uggiolina allo stomaco me la danno lo stesso.
Non solo l’Austria ci avrebbe dato quelle terre, ma anche gli altri – l’Italia a quanto so stava trattando con entrambe le parti. Inoltre alcune delle terre che l’Italia voleva non era giusto fossero nostre (e infatti o non le abbiamo avute, o le abbiamo perse dopo). Detto ciò, sinceramente è stato un bene che l’Austria abbia perso e il suo impero, così come quello ottomano, si siano disgregati. La maggior parte della gente non sa quanto erano crudeli gli austriaci – io stessa, leggendo i libri di Caterina Percoto, scrittrice friulana, mi sono stupita di trovare storie di gente morta per fame durante gli assedi, reclutamenti forzati, punizioni corporali, villaggi incendiati…
L’Italia del Nord era di fatto diventata una colonia austriaca, e le colonie non sono mai trattate bene.
Penso che anch’io che l’Italia avrebbe dovuto restare fuori dalla prima guerra mondiale, è stato un massacro tremendo che si poteva evitare, però una parte di me pensa: come sarebbe andata poi la storia se l’Austria e la Germania avessero vinto?
Come sarebbe andata se… E’ materia per romanzi ucronici. Talvolta sono interessanti, spesso no.
Quanto alla crudeltà degli austriaci non ne so nulla, ma ho letto “Il ponte sulla Drina” (che consiglio caldamente) di Ivo Andric (scrittore e diplomatico serbo) che invece parla bene del periodo austroungarico. Nulla osta che abbiano ragione entrambi.
Il disarmo prevede la riduzione degli armamenti, soprattutto quelli nucleari.
Non il completo disarmo.
Il menefreghismo, dipende. Sull’Ucraina ci sono diversi punti di vista più o meno autorevoli.
Il disarmo è un’eccellente cosa se praticato da tutti, di modo che il potenziale bellico diminuisca in cifra assoluta, ma mantenga una deterrenza relativa credibile per tutti. Ma non è questo che viene chiesto, ad esempio, da Conte e Salvini. Il menefreghismo (“Putin non minaccia l’Italia”) è solo una delle tante ragioni portate per un nostro disarmo unilaterale, ma nessuna fra quelle che ho letto mi pare convincente in termini di riduzione di rischio bellico. Semmai il contrario.
https://youtu.be/br28CBZdthM?feature=shared
Un punto di vista sull’Ucraina
Che poi a me i nazisti preoccupano. Anche quelli tedeschi, visto che sarà la Germania a riarmarsi.
Mi preoccupano molto più di Putin, se proprio devo essere sincero.
Quasi tutti i neonazisti e neofascisti d’Europa (tedeschi e non) sono putiniani e trumpisti. Nella fattispecie, sono contrari al riarmo europeo, per ora che si tratta di un’azione che tenta di ridurre entrambi i rischi. Ovviamente, una volta che fossero riusciti a prendere il controllo dei governi, cambierebbero idea. Niente di nuovo.
Come al solito articolo meritevole di attenzione e intellettualmente onesto! Al di là del titolo inizialmente scelto (molto meglio Readiness…), qs Piano va utilizzato come il primo passo verso una maggiore e crescente INTEGRAZIONE politico-militare europea (difesa comune e controllo coordinato delle frontiere comuni) e in prospettiva anche politico-giuridica e istituzionale (verso la Repubblica Federale Europea o gli Stati Uniti d’Europa)!
In altri termini: se si tratta di un semplice rafforzamento delle spese militari dei singoli Paesi UE molto difficilmente qs Piano servirà a qualcosa…
Saluti
Io invece spero proprio il contrario: che il fatto di riuscire a organizzare i paesi europei, in politica estera, commerciale in parte, e difesa, comprendendo anche quelli fuori dalla UE, significhi che ci verrà risparmiato il folle destino di cercare di fare dell’Unione Europea un paese unico, con un governo unico e un esercito unico… per l’amor di Dio, no!
Jacopo, scusa ma ti sei perso tutto l’Ottocento italiano, in cui gli italiani del Nord non facevano che lamentarsi dell’oppressione austriaca?
“Il ponte sulla Drina” parla male degli Ottomani, che erano quelli che occupavano Bosnia, Erzegovina e Serbia. L’Austria arriva dopo. Non ricordo che parlasse bene degli austroungarici, sinceramente, ma l’ho letto molto tempo fa. Dato che fu l’attacco di un nazionalista serbo a Francesco Ferdinando a scatenare la Prima Guerra Mondiale, non credo che i nazionalisti serbi vedessero molto di buon occhio l’Austria Ungheria.
Poi, per carità, tutti gli imperi trovano il modo di attuare il divide et impera, dare qualcosa a qualcuno a spese di qualcun altro. Ci sono nostalgici dell’Impero ancora adesso (così come ci sono nostalgici di qualsiasi cosa). Gli slavi che passarono dall’Impero allo stato italiano dopo la Prima Guerra Mondiale, ad esempio, non erano tanto contenti. Purtroppo quella volta non c’era il concetto di paese multietnico, in Italia bisognava essere tutti italiani, e festa finita. Le conseguenze le paghiamo tutt’ora. Adesso andiamo tutti abbastanza d’accordo, per fortuna, riconoscendo le differenze, ma ci sono voluti secoli.
Sul disarmo, sono d’accordo con te; purtroppo, “si vis pacem, para bellum”… Magari l’essere umano non fosse così. Magari.
Certamente conosco la tua avversione al progetto federalista europeo tuttavia (in estrema sintesi):
1) tale progetto (oggettivamente lento e faticoso) costituisce attualmente l’UNICO modo concreto per poter competere su tutti i piani con i giganti geopolitici economici e militari USA Cina Russia e India
2) Federalismo e Sussidiarietà uniscono nel modo più armonioso possibile transnazionale e locale, nazionale e regionale: ad es problemi epocali e oggettivamente sovranazionali come il Climate change e le migrazioni di massa NON possono essere affrontati con ragionevoli chance di successo a livello degli Stati nazionali ottocenteschi “a sovranità assoluta”…
3) perché darla vinta al disegno neo-imperialista russo in Europa orientale che anche tu non condividi e che promuove attivamente (e spesso cinicamente) il vecchio “divide et impera”???
1. No, non penso. Penso che ci siano altri modi per coordinare la risposta europea alle sfide del presente e del futuro, senza per forza fare uno stato unico. Prendi ad esempio all’Ucraina: il Regno Unito ha aiutato molto, mentre l’Ungheria, nella UE, ha solo messo i bastoni tra le ruote…
2. Io penso il contrario. La percezione che ha uno svedese della migrazione è diversa da quella che può avere un italiano, che si trova di fronte all’Africa e alla fine della rotta balcanica. L’agricoltura dell’Italia non si può normare assieme all’agricoltura di paesi completamente diversi per densità di popolazione, tradizioni, governo del territorio, cultura… non puoi regolamentare un continente così vario con leggi uniche, non funziona.
Poi, per carità, su alcune cose è meglio coordinarsi, su questo sono d’accordo. Ma se qualcuno è contrario, che vadano avanti gli altri, senza ogni volta dover prendere decisioni all’unanimità, o costringere chi ha obiezioni anche legittime a sottostare alla maggioranza.
3. Non lascerei che siano i presunti desideri della Russia a dettare ciò che auspico per il mio continente. Tra l’altro, se l’Europa è unica, se sbaglia sbaglia tutta insieme (come su Israele).
E per la Russia è molto meglio a questo punto avere teste di ponte tipo l’Ungheria, che bloccano tutto, piuttosto che paesi come il Regno Unito che, non essendo più nella UE, può fare quello che vuole.
https://youtu.be/qLTBlZfH3tg?feature=shared
Buona Pasqua dal mondo mai così parallelo.
Si potrebbe iniziare eliminando il criterio-capestro del voto all’unanimità tagliando così le unghie a Paesi come l’Ungheria che ricevono costanti finanziamenti UE senza rispettarne i valori di fondo…
Guarda che il voto a maggioranza e’ cio’ che rende le democrazie per molti aspetti uguali a delle dittature a tempo, con la magra consolazione che alla successiva elezione, o alla successiva modifica costituzionale, forse, ci si potra’ rifare sugli altri. Il “principio maggioritario” e’ un principio che diamo per scontato ma e’ invece assai discutibile, per cui bisognerebbe guardarsi bene dall’allargarlo come se fosse un bene in se’, non lo e’. Il fatto che l’europa, cosi’ come gli attuali stati nazionali, vadano in questo senso nello stesso tempo in cui diventano sempre piu’ invadenti e arroganti nella normazione e’ assolutamente allarmante e consiglia piuttosto di starne alla larga piu’ che si puo’, abbiamo gia’ un sacco di problemi di gigantismo istituzionale e imperialismo statocentrico e statolatrico, con relativa perdita’ di sovranita’ individuale e piccolo-comunitaria, per i fatti nostri, negli stati-nazione attuali. Chiaro che chi ha in mano le leve del comando fa propaganda pro domo sua, per allargare il suo potere, per aumentare la “governabilita'”, e quanto piu’ e’ in alto nella scala gerarchica piu’ ha forza di persuasione (dimostrando di aver perso il senso del reale illudendosi che la avra’ per sempre, fra l’altro), ma noi non siamo le sue pecore e lui non e’ il nostro cane da pastore, o no?
Occhio alla propaganda.
Combinando un autentico Federalismo e una valida Sussidiarietà tali criticità (in effetti molto preoccupanti) tendono a dissolversi. Già a metà Novecento (in uno scenario geo-politico-militare,economico e tecnologico evidentemente diverso…) pensatori politici del rango di Einaudi e Sturzo sostenevano lucidamente una tesi di qs tipo.
https://www.metallirari.com/antimonio-armi-proiettili-prezzi-quadruplicati-deficit-drammatico/
Che poi per il riarmo immagino che servirebbe l’antimonio.
E non c’è. Fine della storia.
Senza proiettili si passa alle frecce.
Catapulte.
A questo punto con tutti i castelli che abbiamo in Italia ci possiamo considerare al sicuro.
Ma non credo che saremo invasi dai Barbari
Ah, e in più mi sovviene di aver letto che le munizioni ‘scadono’ Ad esempio quelle coreane impiegate in Ucraina erano munizioni accumulate per una guerra che non c’è mai stata. E quindi erano in scadenza. Se non addirittura già scadute.
Scadute, secondo fonti russe, sono di pessima qualità e più di un cannone russo è esploso sparandole. Anche parte di quello che abbiamo mandato noi e gli americani in Ucraina era inutilizzabile.
“Europeans know Russia would not stop at Ukraine, and the threat is existential for them as well. The Kremlin is already preparing the Russian population through a large-scale propaganda campaign that a “great war” with NATO countries is necessary.”
https://www.aljazeera.com/opinions/2025/4/21/trump-risks-leaving-behind-a-legacy-of-failure-in-ukraine
Gli europei sanno che Putin non si fermerà, dice il giornalista ucraino.
E come fanno a saperlo, gli leggono nel pensiero?
Lasciamo perdere Se arrivano i russi lì combatteremo con i nostri archi e le nostre catapulte.
Però poi la Russia resterà deserta, perché i Russi sono pochi. Vengono qui e lasciano il loro lavoro in Russia per venire qui a rubarci i nostri terreni?
Ma non lo sanno che a fare i contadini non ci si guadagna più niente?
Magari rubano qualcos’altro. Le risorse? Non ne abbiamo. Le fabbrichette? Per mandare avanti una fabbrichetta a conduzione familiare bisogna sbattersi dalla mattina alla sera.
Io penso che al massimo invaderanno dove ci sono delle minoranze russe rimaste tagliate fuori quando è caduta l’Unione Sovietica.
https://www.osservatoriorussia.com/2020/12/01/essere-russi-nei-baltici/
Roba del genere.
Io mi preoccupo di più per i nazisti che ci sono in giro. In Ucraina si è visto che se anche non erano in tanti, riuscivano comunque a condizionare, col terrore, le scelte politiche di quel paese.
Vedi il video che ho linkato precedentemente
In Germania il nazismo sta ritornando e per di più in concomitanza col riarmo
Per fortuna non si trova più l’antimonio
per produrre le munizioni.
Grandi guerre, soprattutto internazionali non se ne combatteranno più.
Le guerre costano.
Non rileggo
https://youtu.be/ik1y2dhQbk4?feature=shared
La complicata situazione della Germania.
Non è poi che si possa riconvertire la Germania dalle auto ai carri armati tanto facilmente
Più molte altre faccende che non si conoscono
Cose finanziarie. Quelle che non si vedono ma contano più di qualsiasi altro mondo parallelo.
Hai osservato che tutti i movimenti ed i partiti neonazisti, neofascisti e contermini del “mondo occidentale” sono più o meno allineati su posizioni filo-putiniane? A cominciare dai MAGA, passando per AfD, Forza Nuova e molti, moltissimi altri anche al governo di questo o quel paese?
Hai osservato che gli USA stanno sostenendo la Russia contro l’Europa?
La parte più pericolosa di tutta la faccenda, a mio avviso, è proprio questa “convergenza parallela” fra movimenti di neo-destra con altri di vetero-sinistra che rischia di regalare a tutti noi il nostro piccolo Orban. Non che gli altri partiti e movimenti brillino per democraticità. La tendenza verso strutture di potere più autoritarie è conseguenza della “decrescita infelice” e del succedersi di situazioni di emergenza, ma ci sono modi per accelerare ed altri per rallentare il processo. La nonna mi diceva “Chi va con lo zoppo impara a zoppicare”.
Dal punto di vista russo, Putin aveva perfettamente ragione a cercare una rivincita contro gli USA, così come gli ucraini hanno perfettamente ragione a difendersi. Ma le ragioni ed i torti in politica contano poco o nulla. Il punto è che Putin ha sbagliato tutto ed ha creato una situazione in cui oramai deve essere sconfitto. Una sua vittoria anche solo psicologica sarebbe un potentissimo volano politico per tutti gli aspiranti Orban che allignano fra le fila di quasi tutti i partiti e governi europei.
In UE siamo ancora in una post-democrazia che è molto meno peggio di una para-dittatura.
Ma tutto questo te lo avevo già fatto notare e non hai risposto.
Jacopo, alla fine ognuno resta sulle proprie posizioni, l’abbiamo visto molto bene in questi anni. Complimenti per la tua pazienza nel continuare a discutere.
Paolo
Chi più del sottoscritto può dirsi paziente, avendo ricevuto frotte di insulti solo perché pensante parallelamente.
Se dobbiamo elogiare Simonetta è piuttosto per la correttezza nel discutere
Per il resto, non so se tu te ne sia accorto, ma nei blog si discute.
Oserei dire che sono fatti apposta perché vi si discuta
😁
Gli Stati Uniti sostenitori della Russia contro l’Europa
L’Europa è legata alla finanza dei grandi fondi, Black Rock, per dire. Il nuovo cancelliere tedesco
viene da quel retroterra.
Il referente politico di quella finanza sono i democratici americani
Oramai questi grandi fondi si sono infiltrati stabilmente nel sistema economico e politico europeo. Lo condizionano
Si contrappongono sia a Putin che a Trump.
Ho messo vari link su questo, non è facile sintetizzare i motivi in un breve commento
Posso ipotizzare che l’alleanza PutinTrump contro l’Europa abbia a che fare anche con questo “nemico” comune che sta provando a radicarsi in Europa
Ma è solo una mia ipotesi
Alla fine non vorrei mai che l’Europa entrasse in guerra con la Russia per non far ‘piangere” Black Rock.
https://youtu.be/bo0MuBBcbcw?feature=shared
Questo spiega il mionpunto di vista.
In un certo senso la mia modesta ipotesi trova conferma nel quadro generale e anche particolare che viene delineato nel video che ho messo in link.
Soprattutto nella parte finale.
Un’intesa fra Cina e USA potrebbe avvenire solo nei termini di “mettiamoci d’accordo e mangiamoci tutti gli altri”. La prospettiva mi arride assai meno di una nuova Guerra Fredda. In questo gioco la Russia conta esattamente quanto l’Ucraina: è un paese marginale che per combinazione di eventi si trova a fare da catalizzatore di forze molto più grandi di lui, a rischio di esserne completamente schiacciato. La Russia oramai dipende dalla Cina tanto quanto noi dagli USA, senza avere neppure i margini che abbiamo noi per recuperare (forse) una parziale autonomia. Xi è troppo più furbo di Trump. Anche il mio gatto, a dire il vero, ma è molto più pacifico.
Capito, credo. Egli è che Putin, Trump, von der Leyen e quanti altri che contano qualcosa da qualche parte, nessuno escluso, sono tutti prodotti del medesimo sistema che produce Black Rock e simili. Non c’è a nessun livello una qualche rivolta contro il “sistema”, ma solo parti dello stesso sistema in lotta fra loro per tirare dalla propria parte una coperta sempre più corta. Epperò non sono tutti uguali, qualcuno peggiore e qualcuno meno peggio c’è sempre. Ad esempio, penso che saremo d’accordo nel dire che Bibi Netanyahu sia molto peggio di tanti altri. Dunque trovo che sbagli su due cardini: il primo è credere che Personaggi potenti, la cui potenza dipende interamente dal “sistema” possa esse contro il medesimo. Ad es. “Trumpin” contro Black Rock.
Il secondo è ignorare che l’Europa è ancora il posto meno peggio del mondo, fatta forse eccezione per il Buthan e poco più. Le ragioni per cui questo accade sono complicate e stanno gradualmente evaporando, ma questa non è una buona ragione per non difenderle. Torno a chiederti: meglio essere ungheresi o belgi? Non che il Belgio sia un eden di democrazia ecc., ma io non ho dubbi in merito, forse perché conosco abbastanza bene entrambi.
Belgio o Ungheria
Sul Belgio non so rispondere. Potrei dire della Francia.
Ha un rapporto debito/pil da paese sudamericano.
È in una situazione da disfacimento.ceconomico e sociale Vedi le proteste degli agricoltori in un paese in cui l’agricoltura mantiene una certa importanza
L’Ungheria non la conosco proprio. Secondo me gli ungheresi mangiano troppo. Li vedo corpulenti
Penso che all’ungherese interessi prima di tutto mangiare e bere
Orban mi sembra uno così.
Gli ungheresi amano mangiare
Secondo gli stranieri, gli ungheresi prendono la cena sul serio quanto i francesi. Molte famiglie ungheresi cucinano i propri pasti e il pranzo della domenica è ancora considerato una cosa sacra nel paese. I pasti, composti da tre portate, sono esperienze eccezionali e uniche per gli stranieri che provano la cucina ungherese. Il mangiare ha molti altri ruoli nel nostro Paese, non solo quelli biologici e tradizionali. Gli ungheresi mangiano quando sono tristi, felici, insomma, è la parte centrale della nostra cultura.
https://dailynewshungary.com/it/the-top-10-most-interesting-stereotypes-about-hungary-and-hungarians/
🙂
Mah.
Se solo fossero vegetariani…
“Putin aveva perfettamente ragione a cercare una rivincita contro gli USA” – perchè? Dovremmo abbandonare questo genere di ragionamenti, che non portano ad altro che conflitti senza fine. La Cina è la prossima che porta avanti questa mentalità da Germania post prima guerra mondiale, che siccome sei stato umiliato una volta, puoi fare tutto quello che ti pare agli altri per sempre. Israele è un altro che ragiona così, e i risultati li vediamo.
Avere delle buone ragioni per qualcosa non significa necessariamente sacrificare il proprio paese in cerca di rivincita, sterminare gente e simili. Io ho un vicino estremamente fastidioso che mi fa i dispetti. Ho delle ottime ragioni per cercare di fargli avere delle grane, ma non certo sufficienti per metterlo sotto con la macchina.
Jacopo, esiste una vena autoritaria nella sinistra occidentale che evidentemente non si è mai sopita, e adesso tifa Putin pensando che sia una specie di reincarnazione di Stalin. Poi anche la sinistra che si suppone antiautoritaria tifa Putin o quanto meno non se ne preoccupa, e questo è ancora più difficile da capire, probabilmente l’antipatia per l’America è così forte che porta a sostenere uno stato ancora più repressivo e aggressivo.
La sesta estinzione di massa è in corso, la triplice crisi – economica, climatica e sociale – avanza a passi sempre più rapidi, e l’UE cosa fa? Si riarma… certo che hanno, abbiamo, capito tutto, ma proprio tutto…
Immagino che tu ogni giorno mangi, dormi, vada a lavorare e in bagno, anche se l’estinzione di massa è in corso e la crisi avanza. Oppure ti lasci morire, perché ci sono problemi più grossi? Se l’Europa non sopravvive, non può neanche affrontare le crisi, compresa quella ambientale.
Evidentemente la tua formazione finanziaria l’hai maturata giocando a Monopoli e quella militare a Risiko, mentre riguardo crisi sociale e problematiche ecologiche, vorrei tanto sapere quale grado di consapevolezza hai, dato che credi (speri?) di avere chissà quanto tempo ancora a disposizione. Pazienza.
Non hai argomentazioni, ma insulti. Io ho fatto una semplice analogia.
Un libro che non potete non aver letto, che avevo trovato citato anni fa in uno degli ultimi amareggiati articoli di Luca Pardi (che fine avra’ fatto?):
Marc Elsberg – Blackout
Se non ricordo male nel racconto il disastro e’ attribuito a malefici colpevoli ben definiti, quelli che andavano piu’ di moda quando il libro fu scritto.
Ma non e’ per questo che il libro e’ interessante.
L’aspetto a mio avviso interessante del libro e’ l’analisi tecnica delle conseguenze: non ci rendiamo conto che la nostra societa’ e’ diventata cosi’ complessa e poco resiliente che senza elettricita’ si ferma tutto** (ormai persino la cottura del cibo in casa data la moda dell’induzione, o molto peggio la distribuzione dell’acqua che non funziona quasi piu’ per caduta ma per spinta di pompe a pressione costante e controllo elettronico) e si fermera’ tutto sempre di piu’ (in Italia piu’ che in ogni altro paese del mondo, perche’ vendere merci senza scontrino fiscale e’ contro la legge, la prima cosa che mi sono chiesto vedendo gli scaffali vuoti dei supermercati spagnoli e’: ma come hanno fatto a vendere tutto con le casse spente e quindi necessariamente, dal punto di vista normativo italiano, senza emettere il prescritto scontrino e quindi “in nero”? In Italia e’ un reato e lo e’ da ben 50 anni, da quando il presidente dell’Olivetti (e ministro) Visentini che produceva i registratori di cassa “fiscali” appositi ha pensato bene di farli imporre per legge!).
Nal caso del libro in oggetto, la prima regola che rispetta e’ che se si vuole riuscire a colpire l’immaginario collettivo e “fare notizia”, sia nella narrazione che nel mediatico, politico, e ormai pure scientificoh, e’ che la colpa deve essere di un reprobo individuale o in associazione, in questo caso l’hacker, e mai del caso o del collettivo e delle sue scelte scellerate: il caso non esiste, e il collettivo della propria tribu’ e’ sempre e solo buono e ha sempre e solo ragione.
Un omicidio con colpevole “pesa” piu’ di 1000 suicidi, a meno che non ci sia anche li’ l'”istigazione” (la gente non lo sa ma e’ quel che succede ad esempio sia nel campo degli incidenti sul lavoro che dei femminicidi che degli omicidi in generale, anche se “solo” circa nel rapporto di uno a dieci: numericamente sono tutti MOLTO meno dei suicidi di cui nessuno parla).
Vi consiglio di resettarvi un po’ e riprendere in mano Ivan Illich e la sua “controproduttivita'”, e’ piu’ attuale che mai, e ne ha per tutti (non solo il “capitalismoh”!).
Anche senza che manchi la corrente. 🙂
** en passant sappiate che gli impianti fotovoltaici in italia devono per legge (per ragioni di “sicurezza”) smettere di produrre energia se manca la tensione di rete (ad esempio per un blackout): possono continuare a produrre, ovviamente, solo gli impianti ad isola. Qualsiasi legge piu’ o meno assurda si possa immaginare noi ce l’abbiamo gia’, la (contro)produttivita’ dei nostri legislatori e burocrati e’ la piu’ alta del mondo, di che ci lamentiamo. E hanno pure la spudoratezza di chiederci “i pieni poteri” (quando non se li prendono da soli, vedi il periodo del covid).
Winston
Il problema delle enormi lacune in termini di resilienza non è un caso, un meteorite cascato dal cielo.
E’ uno dei risultati della globalizzazione più scema (in realtà gestita dal grande capitale e dai vari oligarchi cosmopoliti ai quali sono così vicini i compagni).
Quindi se n cinesi smettono di mangiare parmigiano reggiano, tot aziende in provincia di RE, BO, etc. chiudono. In Appennino dove NON esiste la filiera del parmigiano reggiano, qui, la distruzione completa del settore primario è avvenuta da tempo: annientati i redditi dei contadini, chiuse le relative aziende.
Tanto con la globalizzazione importiamo cagliate dalla Polonia, carne dal Brasile, anidride carbonica per bevande dall’Ucraina, etc. .
Che problema c’è!?
In questo luogo che dovrebbe essere di ecologia e quindi avere sovranismo, localismo e relativa resilienza correlata tra i punti politici fondamentali, si scrive “Negli USA potrebbe essere utile per bloccare Trump nel promuovere protezionismo selvaggio”.
Quindi il problema è il Trump e il protezionismo selvaggio (?), non la globalizzazione veramente selvaggia di cui i miti tentativi di protezionismo sono una timida reazione.
Per non parlare di Putin, Orban e altri che hanno piani e visioni ideologiche antitetiche a globalizzazione e liquefazione delle società, che piacciono tanto ai sinistranti progressisti. Essi, Putin, Trump, Orban (qui il signor Giussani aggiungerà i nomi di altri malefici) sono Il Male, nella narrazione principale omologata. Essi non riescono proprio a discriminare tra ciò che è bene e ciò che è male nell’operato politico di queste persone.
Le leggi sono legate a contesti, tempo e morale relativa: il tempo passa e le leggi, come ogni artefatto, invecchiano e diventano anacronistiche e assurde (potremmo parlare della costituzione cattocomunistica e del fatto che esiste una parte di italiani che la usano per sfasciare la convivenza civile e banlieuizzare Italia ed Europa).
Quindi le leggi assumono che esista sempre l’energia elettrica, che ogni paesano e cittadino abbia un furbofono per fare questo o quello con l’amministrazione pubblica, etc. –
Dal punto di vista sistemico si tratta di ottimizzazioni via via più spinte: ogni scienziato o ingegnere è perfettamente a conoscenza che una delle caratteristiche fondamentali dei sistemi è che ottimizzazioni e resilienza sono sostanzialmente incompatibili.
D’altra parte, per tornare a tema, abbiamo alcuni nuclearisti, come Agobit, che si lamentano della interruzione di forniture nel sistema elettrico nella penisola Iberica ignorando che i problemi da essa causati sono nulla rispetto a quanto avvenuto a Fukushima, a Cernobil, a Three Mile Island.
Una delle tante rimozioni. Come quella che negli anni a seguire il 2003, d’estate, c’erano piani di distacco programmato, perchè i picchi di consumo dovuti ai condizionatori, aumentarono sensibilmente le probabilità di collasso del sistema elettrico. Piani velocemente smantellati per l’arrivo, in tempi MOLTO celeri di vari GW di potenza dai nuovi impianti fotovoltaici rapidamente realizzati,
> il collettivo della propria tribu’ e’ sempre e solo buono e ha sempre e solo ragione
Come sono confortevoli le narrazioni!
Il signor Giussani semplicemente se ne frega della raffigurazione caricaturale che viene fatta della sua persona perché quanto ha pubblicato sul Web e in cartaceo parla abbondantemente per lui e non devo dimostrare nulla a nessuno, specialmente a persone che amano provocare e screditare gli altri in anonimato causa le palline da criceto che evidentemente si ritrovano. Semplicemente, al signor Giussani viene da ridere a pensare se il signor Camminatore, in virtù di quello che lui ha scritto in tutti questi anni, sia più titolato a giocare alle speculazioni linguistiche o a giudicare in maniere distaccata e imparziale le persone.
Il signor Giussani invece è molto più interessato al punto su cui lei ha bellamente glissato, ossia che nel suo blog gli ha attribuito una ‘correzione’ di un suo articolo che non si è mai sognato di fare. Quindi le chiede: potrebbe gentilmente chiamare le femministe talebane o come meglio crede senza fare alcun riferimento indebito alla sua persona e facendo alludere a comportamenti che non si è mai sognato di fare? Questo semplicemente per onore di verità. Per il resto, pensi pure quello che vuole di lui.
https://www.ilpost.it/2025/04/30/viktoriia-roshchyna-ucraina-russia/
A me viene da vomitare. Sono senza parole.
I russi torturano impunemente da un sacco di tempo (forse, senza soluzione di continuità, da secoli, ma quella volta la tortura era più diffusa di adesso anche in Europa); le storie che uscivano dalla Cecenia (compreso lo scagnozzo di Putin Kadyrov) erano raccapriccianti. Ma continua a esserci gente che difende Putin e il suo esercito.
Sì, tempo fa avevo anche letto che, in seguito a uno scambio di prigionieri, dei militari ucraini erano tornati in patria castrati; ma è un episodio del quale si tende a parlare poco.
“Dapprima alla spicciolata, poi sempre più numerosi, arrivarono altri comunisti alla casa colonica di Emilio Grazia. Per ore, nello stanzone dove erano rinchiusi, i prigionieri subirono un violento linciaggio, con pugni, calci e colpi di bastone, furono seviziati, e coloro che non morirono per le torture furono strangolati. Nessuna delle vittime morì per arma da fuoco. I beni trovati in possesso degli uccisi, come accertato dalla magistratura, furono spartiti tra i partigiani. I corpi furono sepolti poco distante in una fossa anticarro[. Dopo molti anni dai fatti, quando furono scoperti i corpi, si accertò che quasi tutte le ossa degli uccisi presentavano fratture ed incrinature.”
” tragiche testimonianze delle condizioni della popolazione cristiana e yazida in Iraq. Le milizie dello Stato islamico continuano a spadroneggiare su parte del territorio infliggendo alla popolazione terribili torture. Un modo per evitarle esiste: convertirsi, ma a volte – soprattutto per quanto riguarda le donne – nemmeno questo basta.”
Per tornare in Russia, ai cari compagni moralmente superiori, si potrebbe andare a questo:
“una perversa Gnosi che divideva l’umanità in tre grandi famiglie spirituali: quella degli eletti illuminati dalla dottrina del “socialismo scientifico”, quella dei proletari passibili di essere redenti e quella dei borghesi destinati ad essere sterminati in quanto irrimediabilmente corrotti. Questi ultimi, nei discorsi e nelle direttive del carismatico leader del bolscevismo mondiale, erano descritti come “insetti nocivi”, “pulci”, “cimici”, “vampiri”, “ragni velenosi” , “sanguisughe”. Breve: non-uomini che andavano sterminati ricorrendo ai metodi più spietati. Come ha puntualmente documentato Orlando Figes, ogni comando locale della Ceka aveva la sua specialità. A Charkov si usava il giochetto del guanto, consistente nell’ustionare le mani delle vittime con acqua bollente fino a che l’epidermide non si staccava da sola , lasciando i torturati con la carne viva sanguinante e i torturatori con un paio di guanti di pelle umana. A Caricyn si segavano a metà le ossa delle vittime e a Voronez i detenuti venivano denudati e ficcati in barili irti di chiodi all’interno. I cekisti di Armavur usavano una correggia provvista di un bullone che stingevano intorno al cranio dei prigionieri fino a schiacciarlo. A Kiev veniva assicurata sul ventre della vittima una gabbia con dentro un paio di topi che, terrorizzati, cercavano una via di fuga rodendo la pelle e la carne del malcapitato, fino ad arrivargli nell’intestino.”
Potremmo andare avanti, eh!? citando casi presi da altre guerre, mica solo dalla Russia o dall’Ucraina.
Torture e sevizie sono parte delle guerre, civili e militari. Mi meraviglio della vostra meraviglia. Nelle guerre è la violenza e la sopraffazione, i migliori nella violenza e sopraffazione vincono, gli altri perdono, soccombono.
Ma anche no, dal momento che non fa altro che raccontarci cose che sappiamo già.
Piuttosto, mentre accusava me ed altri di manicheismo e demonizzare certa gente, contemporaneamente scriveva un post sul suo blog dove lei augura la morte di Bonino e Soros. E va benissimo così, per quanto mi riguarda, per altro quelle due persone non hanno simpatia alcuna da parte mia; ma lei volendo può augurarsi anche la mia di morte, sarebbe un suo auspicio legittimo. Nei suoi spazi Web può scrivere opinioni a piacimento (cosa diversa però dallo scrivere fatti falsi come le mie presunti correzioni ai suoi post) e non mi interessa minimamente muoverle osservazioni di alcun tipo. Non può invece fare la morale agli altri quando lei si comporta mille volte peggio delle persone su cui punta il dito. Incitamento all’odio SI ma facciaculismo NO per favore.
Sarebbe meglio non diffondere dettagli troppo precisi di torture; il mondo, internet compreso, è pieno di sadici che potrebbero addirittura prendere spunto.
Per quanto mi riguarda queste cose sono sempre sbagliate chiunque le faccia; una risposta del genere è equivalente al raccontare a una donna che denuncia uno stupro un’altra storia di stupro: che senso ha? Ci si prova gusto? Quindi nessuno dovrebbe mai ribellarsi a un’ingiustizia?
Ti piacerebbe se, la prossima volta che ti lamenti dei nordafricani sui treni ti rispondessi una storia di treni in cui sono successe cose ancora peggiori, così da relativizzare un po’ anche questo?
Gaia, il giochino del Camminatore (ma mi pare anche di Mondo_Parallelo, da alcune cose che scrive) è lo stesso che fanno tanti altri qualunquisti: generalizzare e decontestualizzare le violenze per dire che fanno tutti schifo uguale e quindi vale tutto. Negare insomma che una differenza di grado e di contesto non sia una differenza; e questo non solo riguardo alla violenza ma altri discorsi. Come far passare il concetto che vivere in una postdemocrazia come quelle occidentali sia uguale a stare in una democratura o in uno stato autoritario; che essere stati satelliti di una ipotetica Germania nazista vincitrice della guerra sarebbe stato lo stesso di essere stati satelliti degli USA; che l’imperialismo attuale della Russia di Putin, che si annette pezzi di altri stati, è uguale a quello che hanno praticato gli USA.
https://www.ilpost.it/2021/07/19/g8-genova-venti-anni-dopo/
Non è che vale tutto. Vale tutto e niente.
Sia da una parte che dall’altra
Ma volendo avere l’impossibile si peggiora soltanto la situazione.
Sempre che la situazione non sia insopportabile.
Ho cercato esempi.
Tutto qui
L’uomo in cammino parla di contrasto all’immigrazione
Io di pacifismo, ambientalismo e vegetarianesimo
Siamo su tematiche parecchio distanti.
Il giochino che pratica l’impossibilista dimostra infantilismo e sinpresta ad essere strumentalizzato da chi ha una visione del mondo più cinica e dedita a interessi che l’impossibilista neanche si degna di voler conoscere.
Igor, lo so, e lo trovo veramente reprensibile. Se noi tutti qui possiamo stare su internet a scrivere quello che ci pare, senza sparire in qualche prigione come conseguenza, è proprio perché non tutti gli stati sono liberi allo stesso modo. Tra l’altro vorrei vedere Un uomo in cammino e Mondo Parallelo che, invece di dire che gli americani sono cattivi anche loro (ma và) o insinuare dubbi sui movimenti di liberazione altrui, protestano – come molte persone in Italia fanno – contro la deriva autoritaria attuale proprio qui in Italia. Anche se ancora blanda, rischia davvero di erodere libertà preziose di cui effettivamente godiamo. Invece no, anzi, viva la Russia e la Bielorussia, viva il governo di destra, e chi più ne ha più ne metta.
Il benaltrismo poi è un atteggiamento particolarmente odioso: invece che, ogni volta che si protesta per un crimine, tirarne fuori un altro che non c’entra, consiglierei allora di battersi per porre fine al crimine che non piace. E lasciare in pace gli altri che fanno le proprie lotte. Ma, anche qui, le persone tra noi che effettivamente hanno provato a fare qualcosa, ad esempio, per fermare l’estremismo islamico peggiore, l’ISIS, sono proprio quei sinistrorsi tanto denigrati – ironia della sorte a fianco dei curdi, alleati degli americani.
Signora Baracetti (qui non siete egregia, poichè siete nel gregario dei luoghi comuni di sinistra).
In questo luogo e in tutti i luoghi dell’ambientalismo di sinistra/progressista (e già qui si potrebbe iniziare a demolire questa credenza farlocca, qui si arriva al Trunp bruttocattivocaccadiavolo perché il protezionismo selvaggio (?) stendiamo pietosi veli!!), pure a casa vostra, di tanto in tanto, si usa il fascista/fascistoide come aggettivo qualunquista sinonimo di male(fico)/violento/bruttocattivocaccadiavolo e ogni possibile, strampalata accezione “negativa”.
Il fatto che non si usi affatto il comunista/comunistoide/progressistoide non è una incomprensibile casualità, imperscrutabile misteriosa indipendenza stocastica, non è un caso: è la visione di parte.
Siete così dentro il problema e disonesti intellettualmente – visto che avete gli strumenti per verificarlo, ameno di alcune cognitive che tenderei ad escludere – che non riuscite ad avere una visione non-ideologica: vi spostate ad oriente di un paio di centinaia di chilometri e arrivate in nazioni nelle quali i regimi comunistici la libertà di espressione l’annientatarono fino al 1989.
Ecco, nel 2025 non possiamo non sapere queste cose, vero!? Nulla da fare, la ripetizione pappagallesca riprende, una litania senza fine: i “compagni che lottarono contro i fasciofascisti blablabla”. L’Europa tirata in ballo come mantra salvifico, sparisce in 3.7 nanosecondi, quando si tratta di dover considerare quanto successo nelle sue propaggini orientali e loro storia.
Du palle che non finiscono più!
Siete fissati sul bastone dei fasci e non vi accorgete della trave dei progressisti/comunisti/sovietici/arcobalenghi. Si arriva quindi al benaltrismo per cui non va bene riportare l’attenzione sull’esistenza della trave quando c’abbiamo già il bastone! Ehnnò!
Se uno alza la mano e fa presente queste cose, iniziano le filippiche. Poiché siete nel problema, bisogna aumentare l’intensità e si arriva ad una progressione.
Vogliamo parlare della violenza del politicamente corretto e dei vari wokismi per idioti nel reprimere espressioni e capitozzare lessico e lingua perché non consoni al capriccio dei fanatici più puri del momento!? Non solo violenza verbale, negli stati messi peggio, come il RU, discriminazioni sui non adeguanti, fino alla perdita del posto di lavoro/revisione della carriera, violenze e stupri da parte di “diversamente sessuali” cacciati nelle carceri femminili, censura sulle mattanze e stupri e violenze degli islamici su poracce (“proletarie” in sinistrese) indigene? Uno apre quel giornale caricaturale del FQ, la censura su etnie e cultura dei criminali (stranieri) è non solo costante ma orgoglionamente elevata a valore: siete così stupidi che noi, superiori a voi, decidiamo che certe informazioni non vi debbano essere date, le omettiamo. Ovviamente questo approccio censorio, repressivo, viene annullato in 2 secondi nei commentari o nelle ricerche in rete sui vari Ahmed, Abdul, Rajiid, Mahmud, etc. .
C’è qualcosa più “fascistoide” di questo? Fascistoide un par di caxxi, è tutta roba progressistoide,
Beh, non male come “libertà di espressione”.
Ah, ma la libertà di espressione che i compagni che lottarono contro i fasciofascisti bla bla bla bla bla bla bla bla blabla bla blabla bla bla bla bla bla.
Ho scritto molteplici volte che l’invasione degli SUA è stata la seconda salvezza dal comunismo (la prima fu il fascismo), nulla di paragonabile da quanto subito negli Servi inferiori di Varsavia da parte dei comunisti/russi fino al 1989.
Evito di parlare poi delle pulsioni autodistruttive dei sinistrorsi per i “fascioislamici”, e della storia nei quali i secondi hanno sempre eliminato i primi, una volta arrivati al potere. Andiamo a vedere cosa succede in Siria ora che hanno eliminato il socialista Assad.
Coazione a ripetere.
Come in Libia,
Non è un segno di grande intelligenza.
Le segnalo che nessuno qui ha scritto le cose cui lei risponde. Forse, sig. Uomoincammino, farebbe bene a leggere i post ed i commenti altrui, prima di rispondere.