L‘ultimo mio articolo per questo blog risale a un anno fa. Si intitolava “Europa, decrescita e lo spettro autoritario”. L’argomento centrale dell’articolo era che una transizione ecologica dell’Europa non potesse avvenire in un vuoto geopolitico, ignorando ogni variabile esterna come se non esistesse, e che coltivare tale illusione avrebbe esposto l’Europa all’espansionismo militare ed economico Russo e Cinese. Resto naturalmente dello stesso avviso.

Ma per favore, andate a vedere i commenti a quell’articolo alla luce di quanto sta avvenendo appena un anno dopo, con la Cina sempre più ostile verso l’occidente – nonostante con la sua retorica ipocrita, puntualmente smentita dalle sua azioni, voglia convincere il mondo del contrario – e la Russia che ha scatenato la prima guerra in Europa in quasi ottant’anni. Leggetevi le dichiarazioni del regime russo, che minaccia una guerra nucleare e accusa un paese liberale e democratico come l’Ucraina di nazismo. Date un’occhiata alla propaganda interna della Cina, che continua a chiamare questa guerra di invasione “operazione militare speciale” e a ripetere per lo più inalterate le accuse infondate della Russia alla NATO, agli USA e all’Unione Europea.

Spero col cuore che chi nei commenti mi accusava di ignoranza e faziosità si stia facendo un esame di coscienza. Ammettere di avere sbagliato è sintomo di saggezza. Qualcosa di ahimé assai raro di questi tempi.

In Europa, ottant’anni di pace ci hanno persuasi che quest’ultima fosse qualcosa di scontato, banale, che non fosse necessario difendere. Tale illusione si è persino rafforzata con la fine della guerra fredda, e ha condotto a un indebolimento della coesione interna nell’UE e a una generale disaffezione per la NATO, istituzione che in molti percepivano come inutile o finanche dannosa. Il risorgere dello sciovinismo, ora chiamato eufemisticamente sovranismo, e anni ed anni di disinformazione e propaganda russa in Europa non hanno fatto che peggiorare la situazione, indebolendo l’UE e rafforzando ulteriormente quell’illusione. Sono serviti i carrarmati russi per spezzare l’incantesimo. Ed ora troppe persone appaiono spaesate, come se quanto sta accadendo non fosse nell’aria da anni.

Per alcuni, temo, neppure la guerra è sufficiente. La campagna di disinformazione Russa in Europa è stata incessante negli ultimi anni, e ha avuto successo, perché ha saputo gettare benzina sul fuoco già vivo del populismo, del sovranismo, del complottismo. Lo scopo del Cremlino è sempre stato la disgregazione dell’Unione Europea. Perché un’Europa divisa ed egoista è un’Europa debole, incapace di reagire all’espansionismo Russo. Naturalmente, il regime di Putin accusa gli Stati Uniti di colonizzare l’Europa, così come accusa oggi il governo Ucraino di nazismo. Sono menzogne a cui lo stesso Putin non crede.

Occorre dibadirlo, per quanto sia una realtà che dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti: non si tratta di una novità. Per anni il Cremlino ha gettato fango sull’UE e sulla NATO attraverso un flusso costante di fake news e campagne di disinformazione. Il risultato è che una parte dell’elettorato europeo è convinta che l’Unione Europea, unica organizzazione liberal-democratica transnazionale nel mondo dotata di un qualche potere, sia il male assoluto, mentre regimi totalitari come quelli russo e cinese sarebbero tutto sommato vittime innocenti dell’occidente. Poco importano i campi di concentramento (in Xinjiang, Cina), l’arresto sistematico di manifestanti e giornalisti, la repressione di tutti i media indipendenti, la censura di internet, i dissidenti politici in carcere o ammazzati, la corsa folle agli armamenti di Cina e Russia. Cosa sono queste cose rispetto al fatto che la commissione europea non è eletta direttamente dai cittadini (che, per altro, in larga misura non sanno nemmeno cosa sia)?

Già mi immagino i commenti sotto a questo articolo: “e la guerra in Afghanistan?”, “e la guerra in Iraq?”.

La risposta è che c’è una differenza enorme fra un’invasione che punta a sostituire una dittatura con un regime democratico, restituendo la parola alle persone, e un’invasione che punta a sostituire un regime liberale e un governo democraticamente eletto con una dittatura. Personalmente sono contro a tutte le guerre di invasione, ma sono anche consapevole che fare di tutta l’erba un fascio è la via più breve verso il fascismo.

In Russia come in Cina si sente una sola voce, perché le altre voci sono messe a tacere. Quella voce giustifica una guerra di espanione oggi in Ucraina, e ne giustificherà domani una a Taiwan. Durante la guerra in Iraq e in Afghanistan, le piazze europee e americane erano gremite di persone che gridavano liberamente contro la guerra. In Russia quelle persone sono arrestate. In Cina, i pochi che non credono alla propaganda di regime hanno troppa paura per protestare.

Quando criticate l’Unione Europea e difendete il Cremlino o il regime cinese, pensatci: l’articolo che state leggendo in questo momento sarebbe stato censurato in Cina o in Russia. I commenti e gli articoli di chi esalta i regimi russo e cinese non sono censurati in Europa. In Europa potete scendere in piazza a protestare contro l’Europa. In Russia rischiate l’arresto. In Cina ne avete la certezza.

E quando contrapponete l’Italia all’Europa, fate una riflessione e domandatevi: a chi state facendo un favore? Agli italiani o ai regimi autoritari che vogliono espandere la propria sfera di influenza a scapito delle liberal-democrazie europee?

Per l’amor di Dio, non dimentichiamoci che fu un’Europa divisa a portare alle due guerre mondiali del secolo scorso. Quella era l’Europa dell’egoismo, del nazionalismo, dell’odio verso il diverso. Un’Europa unita ci ha invece donato ottant’anni non solo di pace, ma anche di libertà personale.

E sì, ci sono molte cose da migliorare, ma non c’è continente più libero dell’Europa, nemmeno l’America del Nord (dati rapporto Freedom House 2021). Quando contrapponete l’Italia all’Europa, criticando a quest’ultima il suo essere troppo burocratica, troppo poco assertiva, ricordatevi che quella burocrazia contribuisce a proteggere i vostri diritti, e che esiste un solo modo perché un paese possa prendere decisioni rapide e decise: eliminare ogni contraddittorio e mettere un solo uomo (o un solo partito) al vertice. Se volete questo, siete dei fascisti. E difendere il fascismo non è libertà di espressione, non è democrazia. All’opposto, è la sua negazione.

Quello che volevo dire sulla transizione ecologica l’ho già detto nel mio ultimo articolo, che si riassume bene in questo estratto:

Una transizione decrescente della sola Europa produrrebbe non solo una sua perdità di competitività a livello globale – con tutte le conseguenze del caso, poche delle quali positive –, ma si tradurrebbe anche in un continente indebolito davanti all’espansionismo militare, economico e culturale delle grandi potenze autoritarie (Cina e Russia in primis). Avviare una transizione decrescente in un momento storico in cui gli equilibri di forza fra paesi liberal-democratici e paesi autoritari si sta modificando a favore di questi ultimi rischia di condurre, nella migliore delle ipotesi, a una colonizzazione economica (e dunque politica e culturale) dell’Europa. Nella peggiore, a una colonizzazione militare.”

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