Dopo Putin e Biden, veniamo ora a Donald Trump. Stavolta, il minus habens è conclamato, giusto? A parte i vaneggiamenti, le contraddizioni e gli atteggiamenti alternanti fra il bambino viziato, il bullo di quartiere ed il boss mafioso, è fuor di dubbio che abbia arrecato al proprio paese forse più danni di quanti ne abbia fatti Putin al suo. E senza neppure il bisogno, per ora, di infognarsi in una guerra al di sopra delle proprie possibilità.
Eppure…
Se consideriamo gli effetti delle sue alzate d’ingegno, possiamo intravedere un filo conduttore che non corrisponde agli scopi dichiarati, ma che potrebbe ben essere funzionale ad altri, non dichiarati obiettivi. Infatti, dobbiamo sempre cercare di capire quale sia il fine che il tizio in questione si propone, per giudicarne l’operato. Per cominciare, ricordiamoci che Trump è espressione di tre diversi gruppi di potere: cristiani integralisti, suprematisti bianchi e miliardari.
I primi mirano ad una società apertamente reazionaria controllata da uno stato autoritario che imponga a tutti le regole che ad essi loro aggradano. Una società “cristiana e tradizionalista”, dove “cristiano” e “tradizione” significano semplicemente “a noi garba così”.
I secondi vogliono in più imporre l’apartheid ed altre forme di discriminazione razziale.
I terzi mirano ad uno stato fortemente autoritario e centralizzato che garantisca loro mano libera nello sfruttamento di territori, risorse e persone. Anche le precedenti amministrazioni hanno lavorato a questo scopo, ma Trump 2 lo sta facendo in modo ancora più sfacciato.
Del resto, è un fenomeno ricorrente che il capitalismo in buona salute produca politiche liberali mentre, una volta in difficoltà, partorisca strategie sempre più autoritarie; finanche fascistoidi o peggio.
Queste tre fazioni coincidono parzialmente, ma si sono trovate d’accordo nell’insediare Mr. Trump al potere e ad assecondarne la personalità, in quanto funzionale alle aspettative di tutti loro.
Ora cerchiamo di capire quale sia il progetto perché, dietro il denso fumo di stravaganze, dichiarazioni deliranti, abusi sistematici e atteggiamenti ridicoli, sembra emergere un quadro coerente.
Consideriamo alcune delle principali trovate del nostro, separando la politica estera da quella interna.
Esteri:
Tradimento dell’Ucraina. Abbiamo visto che l’amministrazione Biden aveva optato per un sostegno che però garantisse alla Russia il vantaggio strategico, decisione a cui gli europei si erano adeguati (come loro abitudine). Già da prima della sua rielezione, grazie alla maggioranza in senato, Trump ha però cambiato radicalmente impostazione. Il suo tentativo è stato chiaro: imporre all’Ucraina la resa immediata, pena l’abbandono alla mercé della Russia. Inizialmente, senza neppure consultare il governo ucraino e neppure gli “alleati” europei.
Se avesse funzionato, avrebbe certo fatto un grande regalo a Vladimir Putin, forse in cambio di qualcosa. Comunque, avrebbe dimostrato al mondo intero che lui è il padrone degli USA e che gli USA sono i padroni dell’Europa, della quale dispongono a proprio piacimento, come le potenze coloniali del XIX secolo disponevano e decidevano dei territori e delle popolazioni africane.
Del resto, nella sua “strategia per la difesa” è stato quasi esplicito: i paesi europei devono adeguarsi ai suoi capricci sia in politica estera che interna, altrimenti peggio per noi. Ma l’Ucraina ha rifiutato il diktat e gli europei, quasi tutti chi più chi meno, sono stati collettivamente in grado di sostituire gli americani; almeno finora. Oggi la Russia continua a prevalere, ma all’incirca come l’anno scorso e non riesce a sfondare. Intanto Trump continua a fare la figura del peracottaro, ma non penso che fosse questo il “piano”.
Minacce alla Groenlandia. Ed ecco che arriva l’ordine di consegnargli la Groenlandia “altrimenti ce ne ricorderemo”. Se l’Europa avesse ceduto, Trump avrebbe portato a casa diversi risultati: in particolare, una dura punizione agli europei che si sono permessi di disubbidirgli (sia pure fra tanti salamelecchi), soprattutto contro la Danimarca che, nel suo piccolo, è uno dei principali sostenitori dell’Ucraina.
Avrebbe inoltre avuto un trofeo da esibire al proprio elettorato, oltre ad un territorio USA posto a dividere l’UE dal Canada, altra “provincia ribelle” (dal suo punto di vista) con cui medita di fare i conti. Oltre, naturalmente, alla possibilità di sfruttare l’isola senza dover rendere conto ad alcuno. Per inciso, i groenlandesi hanno già mandato a casa i cinesi, non appena hanno visto come lavorano.
Distanziamento dagli alleati del Pacifico. A dimostrazione del fatto che, a Washington, la Cina è considerata come un concorrente con cui trattare e non come un pericolo da contenere, l’amministrazione Trump sta scaricando gli alleati asiatici più o meno come quelli europei. “Arrangiatevi” è, in buona sostanza, la parola d’ordine. In linea con la stessa “strategia” è il voluto peggioramento dei rapporti con l’India ed il rinnovo della protezione al Pakistan. La prima è l’unica potenza asiatica in grado di contrappesare parzialmente la Cina, il secondo un vassallo consolidato di Xi, implicato in parecchie storie di terrorismo islamista.
Rapimento di Maduro. Coup de theatre notevole, con un centinaio di morti come claque. Per cosa? I petrolieri americani non vogliono impelagarsi in Venezuela, il governo chavista è sempre lì e reprime le proteste senza interferenze, la povera Machado si è coperta di ridicolo per nulla. Ciò nonostante, il “messaggio trasversale” ai capi di stato delle Americhe è chiaro: “Stai attento a quello che fai perché posso venire a prenderti quando voglio”.
Lo scopo? Lo ha spiegato Trump stesso nella sua “strategia per la difesa”. Il Nuovo Continente, dall’Artico all’Antartico, è roba sua e ci fa quello che vuole: gli altri si comportino ugualmente con il resto del mondo. Che poi è all’incirca quel che dice Putin a proposito delle ex-province dell’Impero.
Danza dei dazi. Il fine dichiarato di reindustrializzare gli USA e riequilibrare la bilancia commerciale era perfettamente sensato. Ma il metodo adottato ha sortito invece l’effetto di spingere l’inflazione interna, indebolire il dollaro e provocare un parziale, ma progressivo, adattamento delle reti commerciali globali che, anziché convergere sugli USA, stanno cercando di evitarli il più possibile. Un disastro probabilmente già nel giro di qualche anno. Nel frattempo, chi conosce le sue dichiarazioni del giorno dopo può sfruttarle per giocare in borsa e farsi una montagna di soldi. E’ il caso di aggiotaggio più grandioso e spericolato della storia (finora).
“Board for Peace”. Oggetto alquanto misterioso la cui unica funzione certa è quella di avallare le decisioni di Trump, quali che siano, e, almeno per alcuni, partecipare alla più grande speculazione edilizia dei nostri tempi. Per non parlare della parziale evacuazione della popolazione palestinese, del consolidamento del controllo israeliano e la definitiva eliminazione dell’idea stessa di “stato palestinese”. Vedremo come andrà a finire.
Abbandono totale o parziale delle istituzioni internazionali. E’ vero che molte di queste funzionano poco e male, proprio perché i principali stati membri cercano di gestirle a proprio uso e consumo. Tuttavia, la campagna trumpista contro di esse serve soprattutto a ribadire il principio che gli USA non devono rendere conto a nessuno.
Interni:
ICE come corpo paramilitare. ICE è una polizia specializzata nel controllo delle dogane e dell’immigrazione ed è sempre stata particolarmente violenta, del resto in America tutte le forze dell’ordine hanno il grilletto molto più facile che da noi. Non l’ha inventata Trump, ma è lui ad averla resa l’agenzia federale più potente e ricca degli USA. Soprattutto, vi ha fatto arruolare personaggi a dir poco equivochi che hanno trasformato un corpo di polizia statale in una vera e propria milizia personale, agli ordini del POTUS. Per ora se ne serve per terrorizzare le città massicciamente “dem”, ma domani?
Bashi-bouzouk, Tigri di Arkan, Camice Nere, Forze di Supporto Rapido… L’elenco delle milizie paramilitari al servizio di un despota è lungo e molto variegato, ma, al di là delle tante differenze, hanno due aspetti in comune. In primis il fatto di essere usate per fare il “lavoro sporco” che polizia ed esercito regolari non vogliono fare (perlomeno non abbastanza volentieri) e la facilità con cui possono trasformarsi in capri espiatori qualora l’autocrate venga sconfitto, oppure quando non gli servano più. Talvolta, invece, si ribellano. Ma sono sempre soggetti molto pericolosi per tutti: uno stato sano le evita come la peste.
Occupazione delle principali città “Dem”. La vendetta del presidente colpisce stati e città colpevoli di opporglisi: tagli ai bilanci e invasione dei miliziani dell’ICE sono le due punizioni che preferisce, ma non le uniche. Questo sta accelerando un fenomeno di migrazione interna dei dem verso gli stati “azzurri” e dei MAGA verso quelli “rossi”.
Così si stanno disegnando delle linee di divisone politica attraverso la federazione, fratture che non è più fantastico immaginare come potenziali fronti di un’ipotetica nuova guerra di secessione. Ma, forse, è proprio questo lo scopo dell’operazione: creare una situazione di emergenza abbastanza forte da permettergli di promulgare la legge marziale, schierare l’esercito a difesa dei suoi personali interessi e impedire elezioni che potrebbe perdere. O, direttamente, prolungare arbitrariamente il suo mandato.
Normalizzazione dell’abuso sistematico. Alla sconfitta elettorale del 2020, Trump reagì istigando un vero e proprio tentativo di colpo di stato di cui non ha mai dovuto rendere veramente conto. Gli Stati Uniti hanno una lunga tradizione di colpi di stato all’estero, ma in patria credo che questo sia stato il primo e maldestro tentativo.
Nuovamente eletto nel 2024, Trump ha fatto dell’abuso di potere e della prevaricazione il suo metodo di governo, a tutti i livelli. Avendo oramai in pugno la Corte Suprema e la possibilità di graziare all’istante chiunque dei suoi seguaci che venga condannato da un qualunque tribunale, gli USA somigliano già molto ad un’autocrazia mafiosa.
Occupazione di tutte le istituzioni e/o loro eliminazione. Negli USA è consuetudine che l’amministrazione entrante sostituisca una serie di dirigenti in posizioni-chiave. Ma il POTUS ha fatto molto di più: il livello di finanziamento, le dotazioni di personale, fino alla stessa esistenza delle diverse agenzie e dei servizi federali vanno in rapporto ad un unico parametro: l’ubbidienza immediata ed assoluta a Mr. Donald Trump. Non al paese od al presidente; personalmente a lui.
Il quadro è ovviamente molto più complesso di così, ma quanto sopra riassunto ci permette di avanzare un’ipotesi. Si direbbe che gli scopi principali del tycoon siano tre:
– Fare una montagna di grana assieme ai suoi più stretti compari;
– Stabilire in USA una dittatura de facto, analoga a quelle già saldamente insediate, per esempio, in Ungheria, Turchia e, guarda caso, Russia;
– Acquisire il pieno controllo delle due Americhe e, forse, del medio Oriente, lasciando perdere tutto il resto.
In buona sostanza, l’attuazione del Presidential Transition Project 2025, documento pubblica to nel 2024. Dunque niente complotti e segreti, tutto nero su bianco e disponibile su internet.
Certo, dal dire al fare non è tutto facile. L’Europa e l’Ucraina per ora resistono e Putin si fa palesemente beffe di Trump. La maggior parte degli stati del mondo sta cercando di riorganizzare le proprie filiere commerciali e le proprie politiche per ridurre al minimo indispensabile i rapporti con gli USA, una consistente percentuale di elettori repubblicani ne ha piene le tasche dei MAGA e del circo di “yesmen” di cui Donald si è circondato (fra cui una buona quota di palesi incapaci).
Non è quindi detto che il piano riesca, anzi lo ritengo improbabile. Ma il nodo focale della questione è che, contrariamente ai luoghi comuni, non è vero che Trump agisca in modo irrazionale. Anche l’istigare ostilità negli alleati storici potrebbe non essere così stupido come sembra dal nostro punto di vista. Dipingere gli europei come una massa di parassiti, ingrati, incapaci, pederati ed abortisti pare infatti essere uno dei punti nevralgici della strategia.
Anzi, sul piano tattico mostra una notevole capacità che gli vale anche dei successi. Il punto è che lui mira a diventare il primo dittatore d’America e tutte le sue azioni sono coerenti con questo scopo supremo. Tutti, a cominciare dal suo stesso paese, sono spendibili.
Trump è sostanzialmente un prepotente, e come tutti i prepotenti di successo ha un fiuto incredibile per la debolezza altrui. Sembra aver però sbagliato i conti con l’Europa… speriamo: una volta tanto, qualcosa di giusto che fa il nostro continente. Se fossimo come i paesi arabi nei confronti dei palestinesi, o come i paesi latinoamericani nei confronti del Venezuela (e di questa porcheria dello sparare ai pescatori ammazzandoli come se la vita umana non valesse niente), ci avrebbe già mangiato in un sol boccone, anzi in più bocconi.
Curiosamente, gli unici paesi che resistono a Trump solo quelli ricchi e governati efficacemente (anche se non sempre democraticamente), cioè Europa, Canada e Cina, e forse anche il Giappone. I paesi poveri oppure non democratici sembrano più che altro subirlo. Una cosa su cui riflettere.
Segnalo questo: https://www.theguardian.com/world/2026/feb/06/western-europeans-turning-against-us-after-greenland-threat-poll-finds
L’Italia, ovviamente, è il paese più contrario al riarmo. La nostra mentalità è sempre quella del “Franza o Spagna, purché se magna”: se non ci salvano più gli USA, ci salverà qualcun altro, in qualche modo faremo, ma prenderci le nostre responsabilità giammai.
Un bel ritrattino. Qualcuno direbbe che è anche un megalomane narcisista, e certo con progetti del genere verrebbe da pensarlo (senza considerare altri luoghi dove ha già impresso il suo nome):
https://www.open.online/2026/01/31/arco-trionfo-washington-dc-trump/
È chiaro che farà di tutto – l’ha dichiarato esplicitamente – per non perdere le midterm. Non ci sarà nemmeno bisogno di arrivare alla fine del suo attuale mandato per capire come si metteranno le cose (guerra civile?).
Ah, ecco, a proposito di quello che dicevo:
https://www.open.online/2026/02/06/donald-trump-new-york-tunnel-aeroporto/
Come i due precedenti della serie, ottimo ed esauriente articolo cui forse vale la pena di aggiungere solamente il “capolavoro” del martellante marketing politico-elettorale filo-trumpiano che (incredibilmente) è riuscito a convincere la maggioranza dell’elettorato statunitense che effettivamente si reca alle urne (ovvero mediamente il 50% scarso!) e gran parte dell’elettorato internazionale tendente a Dx della bizzarra tesi che un multi-miliardario appoggiato dalle principali elites economico-finanziarie ed imprenditoriali-tecnologiche nazionali rappresentasse il “portabandiera” e il “vendicatore” delle istanze delle classi socio-economiche medio-basse e popolari impaurite dai grandi mutamenti economico-politici contemporanei e (direi più comprensibilmente) dagli auto-lesionistici eccessi del Politically Correct e della “cultura Woke” generalmente riconducibili all’ala sinistra del Democratic Party.
Ad ogni modo le prospettive restano effettivamente piuttosto cupe!
> espressione di tre diversi gruppi di potere
Mmh.
Non esattamente.
Può essere che sia come in Europa ovvero che ci sia una parte rilevante di statunitensi che, semplicemente, non ne vogliono sapere di integralisti progressistici, woke-arcobalenghi e demenze relative.
Un po’ come Theo Van Gogh, che fu assassinato perché si oppose alla barbarie islamica e islamizzante un resistente.
Un ampio segmento sociale che non vuole finire nelle follie fascistoidi-anti.
Questa reazione a me_mi sembra una profilassi parecchio intelligente.
Ne ero sicuro che la pensava così. Poi passi che si tratti di una reazione che nega ogni problema ecologico e inviti a figliare come conigli (“la sovrappopolazione è il problema numero zero”), ma forse la “profilassi intelligente” ha delle ragioni che la ragione non conosce (un po’ come lei e la coerenza che non andate proprio d’accordo).
La cosa intelligente dovrebbe essere di opporsi e resistere alla cacca arcobalenga senza figliare come conigli.
Grazie a Dio ora le donne fanno uno o due figli e la popolazione calerebbe (senza invasione immigratoria).
Miei desideri a parte (contano come il due fi picche), resta che esiste una grossa parte della società che non ne vuol sapere di certa robaccia. Al di qua e sl di là dell’Atlantico con approcci, spirito diversi.
Ecco, il mio pensiero va a Clint Eastwood che descrive molto bene gli SUA profondi. Sane reazioni di un contadino del Nebraska ai deficienti, ammalati, che parlano di uteri in affitto, di inclusioni demenziali, o che si dichiarano lesbo-vegan i giorni pari e tamagochi i giorni dispari.
Nostro Signore non c’entra nulla Camminatore. Il merito, tra le altre cose, è anche di una cultura che sicuramente rientra nella “cacca arcobalenga” (trattandosi di una categoria alquanto estesa in cui ci fa rientrare qualsiasi cosa lei abbia in odio, dal fondamentalismo islamico al tranfemminismo) che, diversamente dalla “sana cultura redneck”, ha promosso l’autodeterminazione femminile al di là dell’essere una mera macchina riproduttiva.
[Certo che lei e gli odiati arcobalenghi avete un grosso elemento in comune: le stronzate idiolettali. SUA, furbofono, ecc non sono altro che la sua personale versione dello schwa o dello *]
Mi pareva di ricordare qualcosa riguardo a Eastwood, ho cercato su Google ed cosa ha trovato Gemini:
“AI Overview
Clint Eastwood ha espresso posizioni favorevoli ai diritti LGBT, in particolare sostenendo il matrimonio tra persone dello stesso sesso, pur mantenendo un approccio di stampo libertario, riassumibile nella filosofia del “lasciare in pace tutti”
.
Ecco i punti chiave delle sue dichiarazioni e azioni:
Sostegno al Matrimonio Ugualitario: Nel 2013, Eastwood è stato uno degli oltre 80 repubblicani a firmare un atto legale (amicus brief) contro la Corte Suprema degli USA, chiedendo la legalizzazione dei matrimoni gay e la revoca della Proposition 8 in California.
Approccio Libertario: In diverse interviste, inclusa una apparizione all’Ellen DeGeneres Show nel 2012, ha dichiarato che la questione del matrimonio gay dovrebbe essere gestita lasciando alle persone la libertà di vivere come desiderano.
Dichiarazioni sui Diritti Civili: Ha descritto se stesso come un sostenitore dei diritti civili, affermando che “bisogna credere nell’uguaglianza totale” e che le persone dovrebbero poter essere ciò che vogliono, a patto di non danneggiare gli altri.
Contesto Politico: Pur essendo repubblicano, le sue posizioni sui matrimoni gay lo hanno distinto dalla parte più conservatrice del partito. Nel 2011 ha dichiarato a GQ di non avere problemi con chiunque voglia sposarsi”.
Azz, che dire, il buon Clint si è rammollito, i bei tempi in cui interpretava il cazzutissimo ispettore Callaghan!
Mi sa che il “sano contadino del Nebraska”, la cui principale attività sarà usare sementi transgeniche come non ci fosse un domani e quintalate di glifosato, sia un’altra farsa come la sua “Russia profonda contro l’utero in affitto”, dove invece è legale.
E quindi votano per uno che a più riprese ha detto che sua figlia è una gran figa e vorrebbe scoparsela: questo sì che è consono con la vecchia sana morale contadina!
Giussani, non ho mai espresso giudizi sul vostro inglesano farcito di tanto orribili quanto inutili inglesismi. SUA sta per Stati Uniti d’America sigla in italiano visto che qui si dovrebbe comunicare in italiano.
Eastwood narra la parte sana degli SUA perché è la parte che rifugge da orrori fondamentalistici.
Se vogliamo distinguerci dalla barbarie islamica e islamizzante difendiamo le unioni civili (non matrimonio, che è altra cosa) e lottiamo contro ogni cosa che definisce un ruolo per le persone in funzione di ciò che fanno nel letto (ad esempio la cacca DEI).
Si capisce!?
Ci sono pure i contadini progressisti al glifosato , i dem vegani, il progresso verso la farina di grilli, “carne” (?) sintetica, e altra robaccia tecno-progressistica del genere. La tecno infatuazione è traversale alla sinistra marxistica/arcobalenga e a quella al contrario, MAGA o pseudo sovranistica nostrana.
Deviare dalla comunicazione standard con sigle non impiegate e idioletti (vedi anche “inglesano” o usare il ‘voi’ invece del ‘lei’) non è “comunicare in italiano’, è atteggiarsi additanto le proprie scelte idiolettali a ipotetica nuova norma linguistica. E’ una concezione tale e quale allo schwa e agli *. Se vuole un consiglio non richiesto da un prof di lettere, se ha così a cuore la lingua italiana invece di calchi semantici e traduzioni senza senso farebbe a meglio a rispettare di più le regole sintattiche del nostro idioma, perché evidentemente preso dal livore ha un po’ la tendenza a stuprarle. Le posso garantire che una consecutio temporum e l’uso opportuno dei modi verbali contribuisce molto di più di queste minkiate a salvaguardare l’italiano.
Non conosco granché del pensiero di Eastwood in generale e non è che abbia troppa voglia di informarmi, sinceramente: dalle idee che ha espresso sulla questione dei diritti civili, “bisogna credere nell’uguaglianza totale” (che mi sembra cozzare abbastanza con le sue consuete filippiche contro l'”ugualismo”), potrebbe veramente appartenere alla parte sana degli USA. Di sicuro non ne fanno parte coloro di cui parla l’articolo, cioé suprematisti bianchi e integralisti cristiani (la sua amata “America profonda dei contadini del Nebraska”), fondamentalisti ancora tenuti abbastanza badati dal fatto che negli USA c’è stato un secolarismo che nella grande maggioranza dei paesi islamici non si è verificato o solo molto parzialmente, per questo appaiono molto più “moderati”. Altro che gente favorevole alle unioni civili!
Se veramente questo intento è sincero a 360°, cioé non sfruttare nel bene e nel male le preferenze a letto della gente, allora si dovrebbe combattere anche ogni forma di discriminazione sessuale. Guarda caso l’amministrazione Trump (similmente a molti paesi islamici), appena insediata ha varato provvedimenti per l’esclusione dall’esercito dei transessuali. Iniziative come Progetto 2025, legate a think thank vicinissimi a Trump, sono ancora più radicali nelle proposte di discriminazione sessuale.
CVM, nuovamente questa presunta “America profonda” non corrisponde per nulla alla sua visione “anti barbarie”. Si capisce!?
Come al solito la cacca (per cui lei ha una certa predilezione visto che fa capolino molto spesso nei suoi commenti e post, ma sono allineato con il pensiero di Eastwood e de gustibus non disputandum est – ops, mi perdoni il latinese, volevo dire “dei gusti non si disputa”!) non le fa inquadare chiaramente la questione.
Quelli esistono, sono la sua “America profonda” e la sua “Russia profonda” che sono costruzioni del tutto artificiose per vendere fumo negli occhi e/o sono gruppi del tutto estranei ai principi della sua ragionevolezza anti-fondamentalismo islamico.
La comunicazione standard non può che tendere alla mediocrità standard, ve la lascio volentieri. I miei nonni “austroungarici” usavano la seconda persona plurale , uso diffuso ancora in ampie parti del Meridione. Molto elegante.
Gli schwa e altri orrori non hanno alcuna tradizione, sono schifo della neolingua per scemi. Lo smarfon che voi preferite è solamente una trovata commerciale consumistica completamente ridicola, visto che smart non può in alcun modo caratterizzare un oggetto, semmai un comportamento di un essere senziente. Furbofono è un termine che dileggia il termine inglese per sciocchi.
Non ho grandi simpatie per i bigottoni statunitensi se non che mi risultano meno indigesti di quelli arcobalenghi, a segno ribaltato e dissimulati il che li rende più pericolosi.
Per tornare a tema, esiste una parte di Stati Uniti che non ne vuol sapere delle demenze arcobalenghe. Ha votato Trump. Probabilmente, in molti, come scelta meno peggio.
Risposta proprio da persona che utilizza gli artifici linguistici LGBTQ, attribuire forzatamente intenti e secondi fini alle convenzioni linguistiche. In realtà tutto sta nel volersi fare capire o meno. Anche perché un conto è fare il personaggio sul Web, un altro è nella vita reale mettersi a parlare di “SUA”, “furbofono” ecc.
I suoi nonni “austro-ungarici”, a meno che non fossero nati ai tempi di Maria Teresa, usavano il ‘Sie’ che come forma di cortesia è l’equivalente del ‘lei’, se non parlavano varianti ultradialettali dove era sopravvissuto ‘Ihr’. Ma questo è tedesco, non italiano, e non c’entra nulla con il ‘voi’ meridionale. Semmai ci sarebbe un’altra tradizione al riguardo…
Invece quella orribile parola ‘woke’ che lei usa a ripetizione (neanche scrivendola “uoc”, tra l’altro) è stata coniata da Dante in persona!!!
Certo, perché in ballottaggio con Trump c’era Judith Butler o un’altra intellettuale queer transfemminista!!! C’era Kamala Harris, una dem moderata, una centrista insomma che al più avrebbe fatto le unioni civili. Ma del resto, come per gli altri sono tutti “fassisti”, per lei chi la pensa diversamente è “arcobalengo” a prescindere. Tra idioletti e generalizzazioni indebite, Camminatore lei non è altro che lo specchio deforme di ciò che tanto odia.
Azz, due giorni fa li definiva così “Questa reazione a me_mi [immagino elegante ridondanza pronominale di origine austro-ungarica e/o artificio retorico per dileggiare gli scemi della lingua standard, n.d.r.] sembra una profilassi parecchio intelligente.”
In definitiva, questi qua dell'”America profonda”:
– negano qualsiasi problema ecologico
– incitano a figliare come conigli
– a proposito di sanità morale, idolatrano uno che urbi et orbi dice che vorrebbe farsi sua figlia e, vedi caso Epstein, parrebbe essere un puttaniere della peggior specie;
– promuovono la peggior discriminazione sessuale
Meno male che sono la “profilassi intelligente”, immaginati se fosse stata stupida!!!
Igor, quello che Trump ha detto di sua figlia non ha destato chissà che scalpore, però la faccenda di Epstein e l’evidente insabbiamento ha fatto davvero arrabbiare moltissimi conservatori che per altri versi avrebbero sostenuto Trump. È una strana psicologia – che Trump in sè sia uno sporcaccione, passi, ma che un miliardario per decenni abbia violentato e sfruttato sessualmente delle minorenni, alcune poco più che bambine, con la protezione di politici ed FBI, questo effettivamente una certa mentalità conservatrice non lo sopporta proprio.
Partiamo com il dire che la faccenda Epstein dimostra, persino in un paese schifosamente plutocratico come gli USA, il valore di una magistratura indipendente e della divisione dei poteri. L’ho dico dopo essermi sorbito sui social un post della Zakharova condiviso da tanti nonsonputinianoma dove ha l’ardire di fare ironia su questa questione e il sabotaggio del North Stream, dove anche lì ci sono state indagini e identificati sospettati.
Quanto alla faccenda dello sfruttamento sessuale di minorenni, spero che non venga sopportato da una platea più vasta di “una certa mentalità conservatrice”, ma non è questo il punto dove volevo arrivare, bensì che “America profonda”, “Russia profonda” e simili sono solo idealizzazioni di qualcosa che non esiste: sì ci sono persone che credono a certe cose, ma in definitiva sono involucri vuoti da vendere come fumo negli occhi.
E poi, lasciamelo dire, è cosa ben diversa opporsi per principio o logica di fazione. Ci sono miliardi di motivi per opporsi all’utero in affitto, ma se pensi che le donne senza figli sono solo gattare frustrate (Vance) e quindi vedi la persona femminile solo come macchina riproduttiva, con che faccia lo fai? E ugualmente, se la tua base di partenza è “i diritti non esistono” (un certo amante del tango) cosa ti lamenti del politicamente corretto? O fare la guerre all’immigrazione clandestina e sostenere la guerra per invadere e addirittura annettere altre nazioni?.
Effettivamente, pare che molti MAGA siano rimasti delusi da Trump e lo intendano scaricare. Per il resto, un sano conservatorismo agricolo era quello della tradizione populista statunitense, che è una roba distante anni luce da Trump e quell’immaginario ideologico.
No ho capito bene se sei d’accordo con me o meno, comunque quello che volevo dire è che la morale sessuale conservatrice in certi casi è ipocrita ma in altri – soprattutto se estremi come il caso Epstein – no. Poi chiaro che la gente comune, per quanto manipolabile, tende comunque ad avere un po’ più coerenza e moralità dei politici di professione, soprattutto opportunisti sfacciati come Vance.
Ma chi è oggi un “conservatore”? O meglio dire, chi si fregia di questa denominazione lo è realmente? Lo dico per il rispetto che porto per (certo) conservatorismo. Quel tipo di conservatore genuino a cui alludi tu, secondo me, doveva già da tempo aver storto il naso per Trump. Megli tardi che mai, ovviamente. John McCain, per dire, ha sempre detestato Trump.
Bè, non c’è una definizione o un profilo unico. Per esempio, la destra americana isolazionista è un fenomeno relativamente nuovo, o di ritorno, che cercava una casa da quando entrambi i partiti si sono mostrati interventisti e guerrafondai. L’ha trovata in Trump – ma non ci ha visto molto giusto.
Guarda che per gli americani “isolazionismo” non ha mai voluto dire “sto a casa mia”. L’isolazionismo USA ha sempre significato: “Le due americhe sono roba mia e guai a chi me le tocca, fate qual che vi pare col resto”. Che poi somiglia molto al’imperialismo russo che, sostanzialmente dice. “I territori ex imperiali sono roba mia, fate qual che vi pare col resto”. Non piccola convergenza di interessi fra Bibì e Bibò (chi se li ricorda?)
> se pensi che le donne senza figli sono solo gattare frustrate (Vance)
Ah, fantastico. Un pensiero tanto politicamente scorretto quanto statisticamente ineccepibile.
Giussani, le femmine NON sono solo una macchina riproduttiva, sono anche esseri biologicamente riproduttivi. Negare questa dimensione intima, fondamentalle, naturale conduce poi a gattare frustrate e a donne senza figli che, all’avvicinarsi o andare oltre la menopausa, in casi molto numerosi, vengono ammnatate da una sorta di malinconia esistenziale, piu’ o meno grave in termini di mancata serenita’.
Finche’ esse sono giovani, con la dis-trazione di passioni attivita’, lavoro, etc., questra nebbia malinconica non c’e’. Poi arriva l’autunno…
I diritti non esistono in quanto si tratta di convenzioni, di accordi tra parti che possono
I – esser rivisti e ridiuscussi in ogni istante
II – e che anche se condivisi dalle parti possono essere cosi’ palesemente insostenibili da essere inattuabili, irrispettabili.
Potremmo parlare del grottesco debito per scemi che fa gongolare demagoghi e bocaccioni destri, centri e sinistri e che aumenta a botte di deficit annuali sempre piu’ grandi.
Ah i diritti ma beh vabbe’.
Forse bisognerebbe iniziare a pensare alla cretinaggine delle masse oltre a quella dei vertici che esse esprimono.
Prego!
Libero di pensarla come meglio crede, certo elevare la sua esperienza personale a “statisticamente ineccepibile manco fosse l’ISTAT mi sembra un po’ troppo. La gente di mezza età è tendenzialmente molto frustata, e il lavoro che faccio (insegnante scuola superiore) mi mette a confronto quasi quotidianamente con madri e padri decisamente frustrati.
Ma il problema qui è che Vance fa di una opinabile tanto legittima affermazione (che per la verità era più forte di come l’ho riportata io, “banda di gattare senza figli, infelici della loro vita e delle scelte che hanno fatto”) bensì un atto politico per gettare stigma sulle donne senza figli. La sig.ra Vance è in attesa del quarto figlio: quando verrà alla luce, avrà più pargoli di una donna media di qualsiasi stato del nord africa e del Medio Oriente (gli stessi di una donna media afghana) https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_e_territori_dipendenti_per_tasso_di_fecondit%C3%A0_totale.
“La sovrappopolazione è il problema numero zero” e Vance dovrebbe essere uno degli alfieri della “questa profilassi parecchio intelligente”… “ma beh vabbe’”.
Concordo in questo relativismo morale, peccato però che la “profilassi parecchio intelligente” non la pensi per nulla così, per loro esistono eventualmente solo diritti derivanti da una morale immutabile nel tempo. Per dire, dal SUO punto di vista (diritto come convenzione), una cosa come l’utero in affitto non dovrebbe essere considerata così esecrabile o “malata” (io non sono favorevole, ma è un’altra questione) e neanche “insostenibile” o “irrispettabile” dal momento che ad esempio in Russia (quella vera, non quella “profonda” che si trova solo nella fantasia di troppa gente) è praticata e normata da anni. E si potrebbero fare tantissimi altri esempi,
Clint Eastwood li prende piuttosto sul serio…
Ma dopo di lei Camminatore! 😀
PS: se certi giochini dialettici li avesse tentati una quindicina di anni fa, quando ero un uomo fatto da tempo ma un verginello del Web, ci sarei cascato alla grande. Oggi sono troppo scafato.
> questo relativismo morale
Sorrido.
Perché nella narrazione per ebeti e boccaloni, da Campo dei Miracoli e Paese dei Balocchi, praticamente dalla caduta del fascismo, c’è solo l’esca dei “diritti”.
Una narrazione per deficienti che omette accuratamente di specificare che ai diritti di certuni corrispondono doveri per altri.
Prima del relativismo morale viene la disonestà intellettuale.
La disonestà intellettuale, spesso, è elevata in coloro che, in modo preciso ed efficace, vengo indicati come “intellettuali semi-colti” (la sinistra “intellighentzia”), manipolatori, furbastri con qualche strumento, dalle ottime tattiche e pessime strategie, dicevamo.
Mi fa piacere saperla felice.
Se non si tratta di vantaggi economici potrebbe semplicemente il dovere di rispettare un certo diritto per qualcuno. Comunque è una considerazione del tutto estranea agli argomenti di cui questionavamo.
Credo che “omosessuale” dovrebbe venire incontro anche alle sue rigidissime prescrizioni linguistiche autarchiche ed esserle noto, ma si esprima come meglio creda.
Beh,lei come chiamerebbe il comportamento di chi sostiene A (sovrappopolazione problema numero zero, fare le unioni civili, condanna di ideologie che caratterizzano la gente per quello che fa a letto, diritti come convenzione sociale) e poi sostiene che la “profilassi parecchio intelligente” proviene da chi invece nega risolutamente queste cose? (senza contare palesi forzature come presentare quale “arcobalenga” l’alternativa alle elezioni presidenziali a Trump, quando trattasi invece di centrista forse un filo più più riformista di Biden – sul fatto che lei non sapesse che in Russia la maternità surrogata è legale e che Eastwood non è più il vecchio caro Callaghan sono convinto invece che non fosse semplicemente informato)
Vero dott. Uomoincammino, ma lei trascura un aspetto importante: che codesta genìa di “intellettuali semi-colti” hanno spessissimo un fiuto notevole per le fluttuazioni dell’opinione pubblica. In definitiva, il loro operato si risolve nell’individuare una nicchia di ascoltatori e blandirla. Tutto questo per dire che quando era di moda la “sinistra” blandivano perlopiù questo settore, lasciando il resto a specialisti di queste nicchie. Ora che va di moda la “destra” succede esattamente il contrario. PS Convengo che destra e sinistra siano categorie politiche datate e defunte, ma qui “famo a capirsi” e non a scrivere trattati di politologia comparata.
A proposito di riproduzione, abbiamo l’opinione dei un uomo in cammino, mi piacerebbe avere quella di qualche donna in cammino. Se qui ce ne sono battano un colpo, grazie.
Igor, comunque il voi non è una cosa solo meridionale, esisteva anche al nord. A quanto pare il mio bisnonno lo usava con i suoi genitori.
Lo trovo anche nelle fonti venete di secoli prima.
I miei nonni materni vivevano in quella parte di Alpi del Triveneto che, fino a 1918, erano sotto l’impero di Austria e Ungheria. Essi erano di lingua “italiana”, piu’ precisamente di un gruppo linguistico ladino occidentale (rispetto a quello ufficiale non viene riconosciuto ufficialmente come tale).
Anche in altre parti del Settentrione succedeva lo stesso: i nonni materni di Rosa Canina (provincia di Asti) si davano del voi.
Jacopo, a livello politico forse, ma a livello di opinione pubblica isolazionismo credo significasse, e comunque penso significhi oggi, proprio pensare ai problemi degli Stati Uniti e non a quelli degli altri.
Riguardo alla riproduzione, c’è di tutto e di più: donne che sono contente di aver fatto figli, donne che sono contente di non averli fatti, donne che si pentono di aver fatto figli (pur volendogli bene) e viceversa. Inoltre, proprio come con gli animali, quando la gente vive in condizioni di stress e affollamento tende a desiderare meno di riprodursi. C’era il famoso esperimento con i ratti, non so se lo conoscete (poveri ratti).
Penso che statisticamente la maggior parte della popolazione desideri riprodursi, così come la maggior parte della popolazione statisticamente sarà eterosessuale, ma questo non significa che chi non vuole riprodursi o è omosessuale viva male – vive male semmai se gli viene impedito di vivere secondo la propria natura.
Sinceramente non ho mai sentito di una donna che non voleva figli, non li ha fatti, e se n’è pentita. A maggior ragione oggi che una può anche farli da sola se vuole, legalmente e tecnicamente è possibile.
L’unica cosa che ho notato è che è più facile (sulla base della mia esperienza) far cambiare idea a un uomo che non vuole figli, piuttosto che a una donna. Non è difficile capire il perché.
No, non è difficile. Come non è difficile capire perché in materia di sessualità e di riproduzione le donne sian tendenzialmente più prudenti. Non abbastanza però, a giudicare dalla cronaca nera. Ma stiamo andando fuori tema.
Non dare la colpa alle vittime! Non tutti hanno scritto ‘psicopatico’ sulla fronte.
Non intendevo certo dar la colpa alle vittime.
Nel ciarpame “gender” che apologizza uguaglianze inesistenti, che eleva a valori e opportunità squilibri e patologie della identità sessuale, si omette accuratamente il fatto che il tasso di promiscuità nella comunità gaia (in italiano mancano termini, quella frocesca, tanto per intenderci e utilizzare il termine che alcune vecchie mie conoscenze in essa usavano tra loro) e dell’ordine di 1E3 (mille volte) quella della comunità lesbica.
Anche questo: è stupido o intelligente?
Scusi ma lei da dove avrebbe tratto questo dato? E’ un’altra delle sue statistiche personali come quella delle donne senza figli? Comunque, per me non è né stupido né intelligente, nel senso che io la vedo come Clint Eastwood: se la promiscuità non mi coinvolge direttamente ed è compiuta da persone adulte e capaci di intendere di volere senza coercizioni indirette, non mi interessa. Lei invece, nonostante certi discorsi, mi pare molto interessato a quello che la gente fa a letto…
No, sono i “genderisti” che vogliono entrare nelle scuole a propagare la loro ideologia patologizzante, a imporre le politiche DEI, lo stravolgimento delle lingue, etc. .
A livello concettuale alfieri dello ugualismo (solo due cose uguali possono essere scambiate e reciprocamente sostituite). Lo ugualismo è, quasi certamente, il maggiore errore concettuale, il dogma più antiscientifico.
Una donna e un uomo, il maschile ed il femminile, le loro insostituibili DIFFERENZE, sono fondamenti della nostra dimensione.
La sessualità delle femmine e quella dei maschi sono diverse, solo deinpazzi onde criminali possono avere idee che lè ugualizzano e le rendonobflida fluidamente inter(s)cambiabili.
La mia è solo una reazione. E un approvare le affermazioni del signor Simonetta, sostenendole con alcune misure.
La costante degli scambi nei commenti tra me e lei è stato il suo tentativo (molto comprensibile) di sviare dai miei rilievi sulle sue evidenti contraddizioni. Comunque si direbbe (parlo non solo dei suoi commenti qui ma anche del suo blog) che il suo vero “problema numero zero” sia il genderismo-arcobalenghismo, che tratta alla maniera di tanti altri (Fusaro ad esempio, sebbene con uno stile totalmente diverso): prendere cose anche vere e reali deformandole, demonizzandole e, sopratutto, attribuendo loro un potere e un’importanza esagerata, come se fosse in corso un complotto internazionale contro il suo pene.
Ricapitolando, il 7 febbraio lei definiva così il Trumpismo “Questa reazione a me_mi sembra una profilassi parecchio intelligente.”
Dopo le prime osservazioni, il giorno dopo questa sua adesione era già meno entusiasta: “Per tornare a tema, esiste una parte di Stati Uniti che non ne vuol sapere delle demenze arcobalenghe. Ha votato Trump. Probabilmente, in molti, come scelta meno peggio”. E questo, come già spiegato ampiamente, è una deformazione bella e buona che attribuisce alla sfidante di Trump concezioni che non le appartengono minimamente.
E ieri 11 febbraio ci dice: “La mia è solo una reazione. E un approvare le affermazioni del signor Simonetta, sostenendole con alcune misure”. Peccato però che il sig. Simonetta per il Trumpismo e i suoi solidali nutra pressapoco la medesima considerazione che lei ha per il genderismo!
Vabbeh, solo gli stupidi non cambiano idea e se con i nostri contributi riusciamo a smuovere anche solo un pochino il pensiero di persone dalle concezioni apparentemente granitiche siamo ovviamente molto contenti.
Non volevo affrontare questa questione perché 1) non mi ha mai interessato particolarmente, sulla materia la vedo molto come Eastwood post era Callaghan) 2) non volevo offrirle appigli per sveicolare da questioni per me molto più cruciali. Purtropppo però Jacopo (che è più vecchio di me e sta da tanti anni sul Web ma fa ancora ingenuità da giovincello! :-D) lo ha fatto, quindi faccio una riflessione anche io.
Ammesso che sia tutto vero quanto dice, in ultima analisi dove vuole andare a parare tutto ciò? Perché Vance ad esempio, quando dice che le donne senza figli sono gattare frustrate e invidiose additando la sua famiglia a modello da seguire, non fa del semplice psicologismo da bar sulla natura femminile: vuole chiaramente indicare che il ruolo delle donne è l’angelo del focolare/riposo del guerriero rifiutando qualsiasi ruolo apicale nell’economia, nella società e nella politica. E mi permette (non a me Igor Giussani, a me J.D.) di trattare alla stregua di una minus, per dire, una Gaia Baracetti: posso rispondere banalmente a ogni sua critica che è invidiosa, frustratta, ormonalmente alterata, ecc (cioé la dialettica tipica di J.D. con gran parte delle parlamentari dem e contestatrici varie)
Questa sua contestazione dello “ugualismo” può assumere tante forme: quella libertaria dell’uguaglianza dei diseguali, del “femminismo della differenza”, ecc. Ma quando lei in un post del suo blog (https://unuomoincammino.blogspot.com/2024/09/povera-piccola-retroguardia.html) mi scrive questa frase poco poco ammicca-nazismo: “La Germania subisce ancora le pesantissime conseguenze del suo collasso militare e culturale del 1945, il definitivo annientamento di una ultima resistenza al sinistro ugualismo”… e qui che casca l’asino.
Io non sono un “genderista” e, se io e lei discutessimo nello stretto merito di queste ideologie della fluidità sessuale, penso che saremmo anche d’accordo su vari punti. Con la differenza fondamentale, però, che io non mi sognerei mai di preferire la Germania nazista a una scalcinata democrazia liberale dove mi rompono le palle se uso certe parole e ci sono cose che ritengo abbastanza assurde come le carriere alias o strani modo di usare asterischi e altri simboli.
Contrariamente ai luoghi non c’è nessuno scandalo su quello che si dice, il problema è ciò che si lascia intendere o a cui ci si riferisce per allusioni (alla faccia del vantarsi di parlare diretto ed esplicito!)
Il pulsante Rispondi (Reply) appare solo per alcuni interventi ti, non sono sicuro che quanto mi accingo a scrivere apparirà nella posizione corretta.
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Evito, per stile, di riportare collegamenti a pagine del mio dirio: grazie per la citazione, signor Giussani.
Non mi interessano demonizzazioni e santificazioni: sono cose cretine, per tornare in tema.
Quindi è del tutto ovvio che pure il nazismo abbia avuto aspetti positivi. Solo dei coglioni potrebbe credere che non sia così.
Detto questo, a proposito di rosari, sono oggettivamente più pericolosi le incitazioni alla jihad da parte degli invasori islamici e vari imam. Qualche giorno fa in Emilia hanno trovato un giovane criminale invasore egiziano con 26 candelotti di esplosivo sotto il letto. Una delle meraviglie della nefasta legge PD Sandra Zampa.
Del resto, capisco che chiedere discernimento agli obnubilati dell’oppio prima rosso e poi arcobalengo sia troppo.
Sono gli sciocchi del FQ incazzati come vipere per Casa Pound, pochi gatti nostalgici e tranquilli, sono i compagni che strizzano l’occhiolino ad Asqatasuna che ha devastato Torino, solo uno dei centri sociali che ogni periodicamente devastano questa o quel quartiere/città, è la Di Cesare che capisce le Brigate Rosar (io capisco il fascismo che ci salvò dal biennio rosso).
Ho smesso di sostenere la sacrosanta battaglia contro il TAV in Val Susa proprio perché i No Tav, fin dal principio, si sono affiancato alla feccia riottosa, criminale, saccheggiatrice nordafricana.
Mai capito perché la sinistra si sdilininquisce per coloro che mel linguaggio sinistro semi-colto e parecchio artefatto i direbbero “fascioislamici”.
Più ho a che fare con questa feccia violenta e prevaricatrice, nordafricana, arabo-islamica, più capisco gli Israeliani.
A me pare una sorta di cretinismo un po’ sadico, un po’ madochistico, dilagante. È il caso di pensare al cretismo altrui, negli SUA (Biden, Trump) o in Russia (Putin), prima di occuparsi del nostro?
Giussani, continuate pure a preoccuparvi per i rosari branditi da Salvini. 🙂
Non si preoccupi Camminatore, i suoi commenti possono ficcarsi anche negli angoli più remoti del sito ma io li troverò sempre.
E invece lo faccia, non sia timido! Così potremo apprezzare il suo sano attaccamento ai valori liberali e, soprattutto, comprendere come la demonizzazione sia un atteggiamento del tutto estraneo al suo essere. Non che questo non emerga già abbondantemente nei commenti al nostro blog, ovviamente!
E questo mi riporta alla mente quand’ero bambino e vivevo in campagna e un contadino mio vicino di casa, prima di bardarsi per irrorare gli antiparassitari, diceva sempre ridendo “Anche Hitler ha fatto cose buone!”. Questo perché usava un prodotto che, a sua detta, era derivato dallo Zyklon B (se vero, sarà stato Cyanosil o altro composto a base di HCN). A una richiesta di spiegazioni, rispondeva “ammazza più bestiacce che gli ebrei nei lager!”. Ricordo le risatine nervose di chi gli stava vicino – evidentemente benpesanti sinistroidi mentalmente chiusi.
Purtroppo, la mia predilezione per l’agroecologia mi impedisce di apprezzare tali virtuosismi agroindustriali… mi tocca essere un coglione! 🙁
Non avevo dubbi!
Se dovesse incontrarne qualcuno, oltre a solidarizzare per come hanno massacrato Gaza, già che c’è gli ricordi anche degli aspetti positivi del nazismo (che, tra le altre cose, aizzo’ il fondamentalismo islamico arruolando tra le sue fila il gran mufti di Gerusalemme)
E invece continuarei a parlare dei S.U.A., dei M.I.A., dei T.U.A., dei N.O.S.T.R.A, dei V.O.S.T.R.A. e dei L.O.R.O, visto che riesce a far emergere la vera natura della gente. E poi c’è già lei a spiegare quanto siano sozzi e schifosi gli islamici, meglio diversificare l’offerta anche perché saremmo del tutto incapace di raggiungere i suoi livelli.
Semmai sarà motivo di preoccupazione per il buon Dio (quello che non ha il merito del calo demografico in Occidente, per capirci), per quanto mi riguarda i rosari può usarli a piacimento che non mi offendo certo. Mi preoccupano invece, quello sì, le persone che in pubblico fanno le liberali e in privato (e nascondendosi sul Web) coltivano odio e rancore. Da persone così infime ti puoi aspettare qualsiasi cosa.
Vuoi vedere che non sarebbe uscita la Reductio ad Hitlerum?
Che noia, che barba!
Giussani, prima di Hiler, svolga lo sguardo ai massacri dei contadini vandeani. Sempre o fanatici dello ugualismo, eh!
Se non vi basta, poi, ci furono quelli dei contadini russi e ucraini, poi quella dei portatori di occhiali che non erano simpatici ai Khmer Rossi, etc. etc. .
Avete una predilezione per i mali peggiori dei quali vi dimenticate per pensare a quelli minori.
Lo sguardo è fisso sulle pagliuzze, non pensate alle travi.
Quando sarete stufo coi contadini chimici, potrete pensare alle perle comunistiche, come han ridotto il lago d’Aral, a Chernobil, non è che le chicche di antiecologia siano mancate tra i sinistri, eh!? Il capitalismo di stato non è stato meglio di quello privato (pagina successiva)
Strane le vostre amnesie, codesto scotoma che non vi fa vedere alcune cosette.
Scriveste che insegnate storia. Quindi non dovrei pensare che voi ignorate il contesto storico e la industrializzazione sociale. I danni compiuti da comunisti sono strabilianti, hanno surclassato i fascinazi che han cessato di brigare nel 1945; gli altri son andati avanti. Fino al 1989 e ora continuano.
Adoravano e adorano spostare i popoli e mischiarsi per produrre polveriere immani (suggerisco qualche lettura di Terzani).
Una predilezione per l’antiecologia sociale.
Eh, continuano, ora vanno in brodo di giuggiole a cacciare xeno millenariamente ostili nei visceri delle società. Per sfasciarle. Vogliono i Mondi Nuovi, i nuovi paradisi.
Odiano così tanto i fasci che adorano quelli islamici.
Voi pensate al contadino chimico, io mi pre-occupo per i compagni che stanno banlieuizzando la povera Europa, non basta ciò che fu fatto in URSS, in Jugoslavia, etc. .
Intelligente o stupido?
Ognuno si balocca coi problemi che si merita.
Qui siamo veramente al capolavoro: mi accusa di “reduction ad hitlerum” semplicemente perché muovo dei rilievi su cose che ha detto lei, sue ipsissima verba, e poi se ne esce con una filippica “reductio ad sinistroidem” contro di me basata su cose che non mi sono mai sognato di dire!!!
Non è colpa mia se lei da una parte parla di “sovrappopolazione problema numero zero” e poi tesse le lodi di politici che propugnano l’incremento demografico (oltre a negare l’esistenza di qualsiasi problema ecologico).
Non è colpa mia se lei dice di essere per una società liberale, per le unioni civili e contro la discriminazione sessuale nel bene e nel male, e poi definisce “sana profilassi” pensieri palesemente illiberali e discriminatori, finanche ad elogiare il nazismo.
Non è colpa mia se la “sana profilassi” il giorno dopo diventa “il male minore” per poi concludere con “un approvare le affermazioni del signor Simonetta, sostenendole con alcune misure”.
Non è colpa mia se qua si vanta di “non demonizzare nessuno” mentre il suo blog attacca ossessivamente sempre le stesse categorie di persone, in modo livoroso e caricaturale, fino a gioire della morte altrui.
E’ lei che ha deciso di crearsi un percorso sul Web ed ha palesato tutte queste contraddizioni, quindi ha ben poco da scaldarsi con chi gliele fa notare.
La sfido a trovare mie dichiarazioni dove dimostro apprezzamenti per il comunismo sovietico, Pol Pot, gli antagonisti, il fondamentalismo islamico. Solo per limitarmi all’ultimo anno, può trovare miei contributi che demitizzano Hamas come resistenza anti-israeliana, critici verso Francesca Albanese, disincantati nel descrivere le azioni di personaggi “sinistri” come Chavez e Maduro, onesti nel riconoscere i limiti nel marxismo per capire la realtà attuale. Ne ‘La caduta del Leviatano io e Jacopo ci siamo espressi senza mezzi termini sull’URSS, su Chernobyl, per citare tanti nuclearisti con cui mi sono confrontato, “rompo il cazzo da anni”. Tra l’altro qui c’è lei con le sue idee, si presentasse qualcuno che elogiasse l’era sovietica gliele canterei alla stessa maniera (sui social mi è capitato, raramente per via del vento politico che sta tirando).
Pertanto Camminatore, se vuole restituirmi pan per focaccia, si cerchi delle cose vagamente realistiche perché il suo armamentario anti-sinistri, anti-arcobalenghi ecc con me non attacca.
Era black humor riferito al suo “nazismo che ha fatto buone cose”, era solo un poveretto che sarà morto da decenni spero non per le conseguenze della roba che irrorava perché altrimenti è stata una fine atroce.
Mi scusi, ma potrebbe spiegarci in cosa le preferenze sessuali di altri impattano negativamente la sua vita personale? O in quale modo le preferenze sessuali delle persone impattano negativamente lo stato e la collettività? L’unico modo che vedo io è che la maggiore accettazione sociale dell’omosessualità FORSE contribuisce in qualche misura a ridurre la natalità. Il cui decremento costituisce l’unica grande buona notizia che stiamo avendo da 50 anni a questa parte.
Ritengo molto importante distinguerci dalla barbarie islamica e sostenere una società liberale in cui le proprie scelte di letto non abbiano alcuna rilevanza nel male e – ahaiai! -neppure nel bene.
Fu il motivo per cui, la lista civica a cui partecipai con notevole impegno o, riuscì ad ottenere il registro delle unioni civili (unioni civili, non matrimonio che è altra cosa), uno dei primi comuni in Italia.
Tuttavia – qui siamo in un posto deputato – esistono i limiti.
Le scelte di letto, affettive concernenti la tua DIVERSITÀ per il rispetto della quale combattemmo, non possono né debbono ricadere su altre persone.
Da cui il no granitico a uteri in affitto, a bambini senza padre (maschile) E madre (femminile) acquistati dopo averli fatti produrre da subumane, da egoici.
Poiché la roba “gender” oltre ad essere un accozzaglia di strampalate narrazioni e varie cazzate solenni vuole istituzionalizzare queste due patologie, questi due abominio, a me ribolle il sangue e la considero un grosso problema.
“Follemente corretto” di Luca Ricolfi è anche un ricco compendio delle molte violenze risultanti dalle campagne fondamentalistiche “inclusive” escludenti e da altre questioni arcobalenghe.
Quindi la “società liberale” va bene giusto da agitare come feticcio anti-islamico, alla maniera di quei politici che adottano sistematicamente stili di vita lontani anni luce dal cristianesimo ma brandiscono rosari in pubblico? Giusto per capire svariate sue opinioni positive su figure orgogliosamente nemiche del liberalismo.
Anche per questo meno male che non siamo in Russia!
In quasi 70 anni ho incontrato un certo numero di persone di entrambe le sponde ed anche di varie vie di mezzo e nessuna ha cercato di prevaricarmi in alcun modo. Con alcuni siamo amici, con altri no. Semmai, credo che si sia trattato di un grave errore strategico della sinistra storica farsi incantonare nel ruolo dei paladini dei “diversi” a scapito dei “normali”.
Mi spiego. Col 1990 l’insieme delle teorie politiche costruite contro il capitalismo si è vaporizzata (decisamente troppo, ma questo è un altro discorso). Partiti e movimenti eredi della sinistra storica si sono trovati orfani di un’ideologia e di un’identità politica. Così, invece di ricostruirsene una nuova sulla base degli evidenti disastri che il capitalismo sfrenato stava provocando, ha scelto di farsi paladina delle minoranze. Buona idea perché le minoranze hanno quasi sempre bisogno di protezione. Ma perdendo di vista il quadro d’unione, hanno finito col cadere nella facile trappola di “quelli che si occupano solo delle minoranze e non delle maggioranze”. Trappola di propaganda assai più che di sostanza, ma che ha finito con incantonare quella che ancora (a sproposito) continua a definirsi “sinistra” in un ruolo a priori perdente. A scapito pure di quelle stesse minoranze che, pure, hanno aiutato.
In definitiva, io credo che omosessuali, transgender ecc. non costituiscano minimamente un pericolo per la società civile. Circa modalità inconsuete di procreazione, non ho un’opinione perché non conosco la questione, ma mi pare che si tratti di fenomeni di ultra-nicchia. Viceversa, penso che sia pericoloso parlare troppo di persone che hanno bisogno solo di essere lasciate in pace, trascurando cause ed effetti del collasso oramai ben avviato della civiltà industriale e livello globale. Collasso che travolgerà tutti, indipendentemente dalle preferenze sessuali.
Chioso con una barzelletta francese degli anni ’70, gli anni ruggenti del femminismo:
In parlamento un deputato tiene un discorso a favore delle istanze femminili e conclude: “Alla fine, fra gli uomini e le donne c’è un piccolissima differenza”.
“EVVIVA LA DIFFERENZA” Tuona la sala.
Buonanotte
La mia esperienza personale al riguardo è molto simile alla tua, in particolare sul fatto che non mi ricordo donne senza figli che si siano pentite di non averli fatti.
C’e’ all’incirca l’equivalente di 100.000 citta’ di 100.000 abitanti che cominciano a spintonarsi anche con l’accusa di distruggere il pianeta.
La carriera alias è la prima volta che la sento, sono fuori dal mondo.
Forse passo troppo tempo a dare da mangiare ai gatti e a guardare i passeggini con invidia. /s
E’ la possibilità di registrarti con un nome diverso da quello anagrafico e non corrispondente al tuo sesso biologico.
PS: per stare meglio dovresti provare a invertire le cose, dare da mangiare ai passeggini e invidiare i gatti.
🙂