Caccia: oggi in senato era stata posta in votazione la nuova “legge venatoria”, ma quanti fra i senatori hanno un minimo di coscienza hanno fatto mancare il numero legale. Bello, ma servirà a poco, visto che il governo non molla e la porterà comunque in porto.
Premessa autobiografica.
Mi sono occupato professionalmente di gestione della fauna e della caccia per quasi 50 anni e fra i miei clienti ho spesso avuto anche associazioni venatorie, oltre che pubbliche amministrazioni; mai associazioni ambientaliste. Personalmente non sono cacciatore, ma non ho pregiudizi di principio contro la caccia, men che meno per le armi che maneggio con disinvoltura da quando avevo 12 anni e forse prima.
Marchette.
Ciò detto per chiarezza, la legge attualmente all’esame è definibile con molte parole, ma nessuna di queste utilizzabile su di una piattaforma pubblica, ergo me ne asterrò. Osservo solo che qualunque cacciatore degno di tal nome dovrebbe essere attualmente in piazza per protestare. Mio nonno, mio babbo ed i miei zii, tutti cacciatori, lo avrebbero fatto.
Non discuterò i vari articoli perché non c’è niente che possa essere discusso, niente che abbia senso; solo una delirante marchetta e quindi mi domando: a chi?
La maggior parte dei miei conoscenti (cacciatori e non) sostengono che sia destinata ai fabbricanti e mercanti di armi. Io non credo, per varie ragioni.
La prima è che la “lobby delle armi” è una potenza politico-economica negli USA, ma certo non in Italia, dove ormai gli armaioli sono difficili da trovare perfino in Toscana dove risiede il maggior numero di cacciatori a livello nazionale.
La seconda è che la maggior parte di quanti hanno una licenza di caccia ha sessant’anni e passa; di fucili ne hanno quindi già più d’uno e certo non ne compreranno un altro. Anche i nuovi adepti facilmente recupereranno quelli dei genitori e degli zii che passano a miglior vita (come è accaduto a me).
Quindi si, magari qualche babbeo penserà di giocare a Rambo e comprerà uno schioppo nuovo, ma tutto lì. Anche il mercato delle munizioni non cambierà gran che, visto che la maggior parte delle specie inserite nell’elenco delle “cacciabili” sono rare o rarissime e non credo che saranno in molti a voler sparare alle cornacchie (che sono immangiabili).
Parimenti, di sicuro questa legga farà piacere a molti cacciatori (indegni di tale appellativo), ma molti fra questi già votano per la destra al governo, altri non votano ed altri ancora, per svariate ragioni, voteranno diversamente. Ergo si, questa legge convincerà qualche migliaio di cacciatori a votare per l’attuale maggioranza; forse anche qualche decina di migliaia, ma a livello nazionale non è questo che sposta.
E dunque?
Questa e solo una mia idea e la espongo qui, come spunto di riflessione, niente di più.
Nessuna delle promesse fatte da questo governo è stata mantenuta: il costo della vita è aumentato, gli immigrati continuano ad arrivare, l’talia (pur giocando di sponda) non si è schierata a fianco di Trump e Putin, di uscire dalla UE o dall’Euro manco se ne fa più cenno, il ponte di Messina continua a macinare miliardi senza cominciare ad esistere, ecc. Per colmo di sventura, ci hanno anche esclusi dai mondiali di pallone!
Insomma, una parte consistente degli elettori di destra ed estrema destra è delusa e comincia bubare rumorosamente. E su questo diffuso malcontento si innesta il fenomeno Vannacci. L’ex generale riciclatoci influencer che, dopo un deludentissimo esordio nelle liste della Lega e dopo aver provocato una vera sommossa fra una parte dei quadri di Salvini, si è messo in proprio e sta facendo faville. Certo, sono solo sondaggi, ma qualcuno, secondo me, si sente ballare la poltrona sotto le terga: la cosa più spiacevole in assoluto che possa accadere ad un politico di professione. E così ecco l’idea: una legge sulla caccia che sia un capolavoro di patafisica, tanto da spiazzare l’ex generale.
Quindi sì, una marchettone politico, ma non verso i cacciatori (pochi e perlopiù vecchi), men che meno verso un manipolo di armaioli residuali (uno dei quali è amico mio da 40 anni), e nemmanco per industrie che lavorano su ben altri mercati (per esempio quello dei fucili anti-drone che vanno a ruba). Bensì per il numeroso elettorato destrorso che ha gli ambientalisti e l’ambientalismo come il fumo negli occhi per principio. E dunque lo scopo della legge, a mio avviso, non è quello di sterminare il pochissimo che resta dell’italica fauna (anche se lo farà), nemmeno quello di controllare il pullulare dei cinghiali (che non farà), bensì quello di blandire il proprio elettorato ostentando dispregio per ogni considerazione tecnica e scientifica, oltre che per le stesse norme sottoscritte da questo stesso governo. Insomma, un plateale “io può” in perfetto stile trumpiano su di un argomento fortemente simbolico, ma su cui altre forze politiche nazionali ed internazionali non avranno molto da ridire perché della Biosfera, oramai, non gliene frega più niente a nessuno. Anche se sappiamo benissimo che è essa e nient’altro che ci consente di campare su questo pianeta.
Chiosa.
Per par condicio, mi preme ricordare che una legge altrettanto sciagurata fu approvata in extremis dal governo Gentiloni già dimissionario e firmata da Mattarella malgrado i disperati appelli delle associazioni scientifiche d’Italia tutta. Si tratta del criminale e criminogeno “Testo Unico Forestale” cui dedicai, all’epoca un articoletto, cui rimando (https://apocalottimismo.it/ciao-italiche-foreste/)
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