Ogni volta che mi trovo, e mi provo, ad illustrare i vari problemi legati ai temi dell’energia, con regolarità assoluta c’è qualcuno, spesso più di uno, che mi ricorda che la tecnologia, la ricerca, la scienza sono in grado di risolvere il problema. La cosa può anche essere vera, ma il problema non è questo. Sono cinquant’anni che ci esercitiamo su quello che è possibile fare con le conoscenze che abbiamo. Se mettessimo insieme una “biblioteca delle Belle Idee” fra libri e riviste ci vorrebbe un palazzo di cinque piani. E’ vero, con quello che sappiamo e sappiamo fare potremmo benissimo vivere tutti su questo pianeta senza fare danni eccessivi agli ecosistemi (o facendone di nuovi mentre cerchiamo di riparare quelli vecchi), in attesa di ridurre, con dolcezza, la popolazione umana ad un livello accettabile, senza morire di fame, con una mobilità accettabile per tutti, senza soffrire il freddo e magari facendo anche dei lavori soddisfacenti. Sappiamo produrre cibo senza devastare la biosfera, sappiamo estrarre energia dal flusso solare senza alterare sensibilmente la composizione dell’atmosfera e inquinare l’ambiente, sappiamo produrre gli oggetti in modo intelligente e riciclare quello che usiamo, sappiamo come ridurre il flusso di materia ed energia che attraversa la nostra società. E’ vero, potremmo fare tutto questo. Il problema è che non lo facciamo. E sono cinquant’anni che non lo facciamo pur sapendo (almeno a livello delle elites) che stiamo portando gli ecosistemi terrestri al collasso. Allora? A parte le vare teorie del complotto e le teorie socio-politiche che predicano la rivoluzione contro il capitalismo (cosa che potrebbe essere anche un’altra buona idea, di quelle che poi non si realizzano mai), è il caso di cominciare a pensare a come non perdere per sempre quello che sappiamo fare, che tornerà comunque utile quando non avremo altro da fare che abbandonare il modello economico attuale. Nessuno è mai stato capace di prevedere cosa sarebbe successo in un rivolgimento come quello che ci aspetta nei prossimi decenni, ma di una cosa siamo sicuri, la cultura è sempre stata utile per la ripresa successica ad un collasso. Forse, alla fine, dovremmo proprio realizzare le Biblioteche delle Belle Idee, nei monasteri (sperabilmente laici) del medioevo prossimo venturo?
Recent Posts
Archives
- June 2026
- May 2026
- April 2026
- March 2026
- February 2026
- January 2026
- December 2025
- November 2025
- October 2025
- September 2025
- August 2025
- July 2025
- June 2025
- May 2025
- April 2025
- March 2025
- February 2025
- January 2025
- December 2024
- November 2024
- October 2024
- September 2024
- August 2024
- July 2024
- June 2024
- May 2024
- April 2024
- March 2024
- February 2024
- January 2024
- December 2023
- November 2023
- October 2023
- September 2023
- August 2023
- July 2023
- June 2023
- May 2023
- April 2023
- March 2023
- February 2023
- January 2023
- December 2022
- November 2022
- October 2022
- September 2022
- August 2022
- July 2022
- June 2022
- May 2022
- April 2022
- March 2022
- February 2022
- January 2022
- December 2021
- November 2021
- October 2021
- September 2021
- August 2021
- July 2021
- June 2021
- May 2021
- April 2021
- March 2021
- February 2021
- January 2021
- December 2020
- November 2020
- October 2020
- September 2020
- August 2020
- July 2020
- June 2020
- May 2020
- April 2020
- March 2020
- February 2020
- January 2020
- December 2019
- November 2019
- October 2019
- September 2019
- August 2019
- July 2019
- June 2019
- May 2019
- April 2019
- March 2019
- February 2019
- January 2019
- December 2018
- November 2018
- October 2018
- September 2018
- August 2018
- July 2018
- June 2018
- May 2018
- April 2018
- March 2018
- February 2018
- January 2018
- December 2017
- November 2017
- October 2017
- June 2017
- May 2017
- April 2017
- March 2017
- February 2017
- January 2017
- November 2016
- October 2016
- September 2016
- July 2016
- June 2016
- May 2016
- April 2016
- March 2016
- February 2016
- January 2016
- November 2015
Categories
- Agricoltura
- Ambiente
- Articoli
- Attualità
- Autori apocalottimisti
- Biosfera
- Biotecnologie
- Capitalismo
- Clima
- Cultura
- debito
- Demografia
- Economia
- energia
- Etica
- evoluzione
- Federico Tabellini
- Filosofia
- Gail Tverberg
- Greenwashing
- Igor Giussani
- Jacopo Simonetta
- Luca Pardi
- Marino Badiale
- Miguel Martinez
- Ospiti
- Pascoli per capire
- Pascoli per capre
- Pascoli per capre
- Politica
- Presentazioni
- Recensioni
- Resilienza o Estinzione
- Senza categoria
- Sistemi
- Tecnoscienze
- Transizione
- Urbanizzazione
Recent Comments
- Igor Giussani on Sul referendum svizzero per limitare la popolazione
- UnUomo.UnUomo.InCammino on Sul referendum svizzero per limitare la popolazione
- Igor Giussani on Sul referendum svizzero per limitare la popolazione
- UnUomo.InCammino on Sul referendum svizzero per limitare la popolazione
- UnUomo.InCammino on Sul referendum svizzero per limitare la popolazione
https://www.newsfood.com/elezioni-reddito-lavoro-e-sicurezza-le-priorita-dei-cittadini/
Queste le priorità indicate dagli italiani:
– REDDITO (41%)
– LAVORO (23%)
– SICUREZZA (15%)
– ABITAZIONE (10%)
– AMBIENTE (5%)
– INFRASTRUTTURE (3%)
– ALTRO (3%)
Effettivamente, con questi numeri non c’è molto da stare allegri.
“con quello che sappiamo e sappiamo fare” magari riusciremo ad evitare il peggio. Si spera.
Sono convinto che, se il sondaggio non fosse a voci esclusive, i risultati potrebbero essere più confortanti. Sicuramente quelle indicate sono le priorità di breve o brevissimo periodo. Se il sondaggio avesse chiesto anche priorità di lungo periodo poteva forse essere ancora differente.
Come si organizza il sondaghio e si porgono le domande ha un effetto non secondario sui risultati…