Luigi Filippo d’Orléans (1773-1850) è stato una personalità molto interessante. Suo padre Luigi Filippo II duca di Orléans (detto anche Philippe-Égalité, nome con cui si fece conoscere durante la Rivoluzione), cugino del re Luigi XVI, era un aristocratico decisamente ‘alternativo’, animatore della massoneria parigina e membro dei club dei giacobini: affidò l’educazione del figlio alla scrittrice Madame de Genlis, che gli fece conoscere le opere di Voltaire e lo introdusse al pensiero liberale.
Nel periodo immediatamente precedente al 1789, i due Orléans appartennero al piccolo gruppo di nobili illuminati che premeva per importanti riforme dell’Ancien Régime. Dopo i fatti successivi alla presa della Bastiglia si dichiararono apertamente favorevoli alla Rivoluzione, fino al 1793 e all’avvento del Terrore Giacobino: Philippe Egalité fu accusato di tradimento e ghigliottinato, il figlio costretto a un lungo esilio dalla Francia che proseguì per tutto il periodo napoleonico.
Tornato in patria con l’avvento della Restaurazione, mostrò da subito scarsa simpatia per Luigi XVIII, sentimento mosso anche dalla tradizionale ostilità della dinastia borbonica (nuovamente sul trono francese dopo il Congresso di Vienna) nei confronti degli Orléans. Si mise a capo dell’opposizione e condannò il cosiddetto Terrore Bianco, ossia la feroce repressione di liberali, bonapartisti e repubblicani, allontanandosi prudenzialmente in Gran Bretagna tra il 1815 e il 1817. Quest’esperienza, insieme ai quattro anni vissuti negli USA durante il primo esilio, deve certamente averlo rafforzato nei suoi ideali anti-assolutisti.
Luigi Filippo tornò alla ribalta con lo scoppio della Rivoluzione di luglio del 1830, conseguenza diretta delle politiche scriteriate dell’erede di Luigi XVIII, il fratello minore Carlo X, asceso al trono nel 1824. Mentre il predecessore aveva compreso l’impossibilità di riportare indietro le lancette della storia e aveva cercato dei compromessi concedendo una costituzione e un certo grado di libertà e parlamentarismo, Carlo X era sempre stato un fervente ultrarealista convinto sostenitore del ritorno all’assolutismo. Per rimarcarlo, si fece incoronare nella cattedrale di Reims con il tipico rito dei sovrani prerivoluzionari, atto invece prudentemente evitato dal fratello.
Non si limitò ai gesti simbolici: spalleggiato da primi ministri a lui fedeli, fece approvare le legge del miliardo (risarcimento per gli aristocratici che avevano perso i loro beni nel decennio rivoluzionario), reintrodusse la pena di morte per sacrilegio e sciolse la Guardia Nazionale, uno degli emblemi della Rivoluzione. Il culmine fu raggiunto nel luglio del 1830 quando, stufo della crescente opposizione antiborbonica in parlamento, emanò le quattro ordinanze di Sant Cloud con cui sciolse le camere, sospese la libertà di stampa e ridusse il numero degli elettori; un vero e proprio colpo di Stato.
La reazione popolare non si fece attendere, con i cittadini di Parigi che scesero per le strade, erissero barricate e iniziarono pesanti scontri con le truppe realiste, mentre Carlo X abbandonava la capitale e poi il paese. Per l’ala più ragionevole della nobiltà, da tempo preoccupata dell’atteggiamento oltranzista del re, si riproponevano gli spettri del 1789 e soprattutto del 1792, quando le forze di estrema sinistra avevano preso il potere proclamando l’avvento della repubblica, con tutto quello che ne seguì.
Tale degenerazione si poteva evitare solo accordandosi con la borghesia per bloccare le istanze repubblicane e neogiacobine-socialiste, instaurando una monarchia costituzionale. Luigi Filippo, con il suo passato, aveva le credenziali opportune per convincere la maggioranza dei francesi sulla bontà dei propositi di cambiamento. Le camere decretarono il suo avvento al trono, avvenuto ufficialmente l’undici agosto.
Luigi Filippo venne proclamato re ‘dei francesi’ e non ‘di Francia’ (seguendo la disposizione prevista già nella costituzione del 1791), ripristinò la bandiera tricolore al posto di quella gigliata borbonica, fece approvare dal parlamento una nuova carta costituzionale (che quindi non era ‘ottriata’, cioè concessa dal sovrano) e ridusse la quota di reddito necessaria per accedere al diritto di voto. Tali misure, insieme a un atteggiamento molto meno arrogante e sfarzoso rispetto ai predecessori, attirarono la simpatia popolare nei suoi confronti, al punto da meritarsi l’appellativo di ‘re cittadino’, mentre il suo regno è stato spesso definito ‘monarchia borghese’.
L’idillio iniziale era però destinato gradualmente a scemare. Sotto Luigi Filippo, i governi mantennero in politica estera un atteggiamento pacifico e conciliante (in particolare verso l’ex nemico inglese), mentre in patria si caratterizzarono per un moderatismo ostile verso le istanze di democratizzazione e sindacali, nonché per uno sviluppo del paese ritenuto troppo limitato dalla borghesia.
In particolare sotto la guida di François Guizot (formalmente primo ministro solo nel 1847-48, ma guida effettiva dell’esecutivo già dal 1840) vennero realizzate importanti opere infrastrutturali (potenziando soprattutto la rete ferroviaria) e si rafforzarono agricoltura e settore finanziario, ma l’industrializzazione procedette a rilento perché Guizot temeva l’emergere del proletariato industriale quale soggetto politico antagonista (le sue teorie sulla lotta di classe assomigliano per molti versi quelle di Marx, seppur in ottica conservatrice).
Nel febbraio del 1848, il popolo parigino guidato dall’opposizione liberale e socialista insorse costringendo Luigi Filippo ad abdicare e a trasferirsi in Gran Bretagna (dove morirà due anni più tardi), dopodiché seguirono gli eventi che portarono alla II repubblica e all’elezione a presidente di Luigi Napoleone Bonaparte (Napoleone III), che nel 1852 attuò il colpo di stato con cui nacque il II impero.
Perché ho ricordato fatti che risalgono a quasi due secoli fa? La monarchia di Luigi Filippo mi è sempre parsa un’ottima esemplificazione della condotta delle élite illuminate, quelle in grado di anteporre le esigenze del sistema da cui traggono il privilegio alle loro ambizioni personali (tema di cui mi sono già occupato recentemente). Per fronteggiare i Carlo X del nostro tempo, è assai probabile che nelle alte sfere si ragioni su di una sorta di ‘opzione Luigi Filippo’ per evitare il disastro e cambiare tutto in modo da cambiare quasi niente.
Negli USA potrebbe essere utile per bloccare Trump nel promuovere protezionismo selvaggio, stravolgimento dell’assetto costituzionale, isolamento dai partner europei. In Russia per limitare l’autocrazia e il regime sempre più militarista a cui sta portando Putin, unitamente al rischio di rimanere schiacciati nella politica del piede in due scarpe tra USA del nuovo corso trumpiano e Cina. In Israele per arginare la deriva fascistoide e il totale discredito internazionale a causa della condotta scellerata e genocida di Netanyahu. E si potrebbero fare altre ipotesi più o meno realistiche.
Luigi Filippo, però, era abbastanza credibile per ricevere la fiducia sia dalle élite che dalle masse ed ergersi contro il legittimo sovrano. Quanti oggi troverebbero sostegno dal basso e dall’alto osando altrettanto senza venire miseramente travolti dalla loro stessa audacia?
Immagine in evidenza: dagherrotipo di Luigi Filippo di Orléans (fonte: Wikipedia)
Sì però il tuo esempio mostra che questa strategia non funziona.
Infatti non penso che funzioni. Però il tamponamento del problema, pur senza risolverlo, hai suoi indubbi meriti.
L’aggettivo “fascistoide” è usato completamente “a raglio”! Secondo il criterio usato, allora, pure Katyn e quanto avvenuto nelle nazioni dei Servi di Varsavia sarebbe fascistoide. Invece era comunistoide. Il genocidio degli Armeni era fascistoide?
Nazionalismo, imperialismo e furori ideologici sono ortogonali e, non di rado, pure ideologicamente antitetici al fascismo.
La scorza delle arance è arancione, i monaci buddisti hanno panni arancioni, i monaci buddisti sono scorze d’arance.
No, Giussani, non funziona così: il nazionalismo sionistico, per quanto violento, non c’entra ‘na fava col fascionazismo se non per alcune caratteristiche condivise da nazionalismi e imperialismi.
Si capisce o preferite la moda del bruttocattivocaccadiavolofasciofassista?
Vede Camminatore, causa il fatto che io, a differenza sua, ci metto la faccia sul Web e non posso quindi cancellare tutto e rifarmi una verginità ex novo se piscio fuori dal vaso, sto bene attento a ogni singola parola che uso nei miei pezzi, soprattutto quando ricorro a espressioni abbastanza forti come quella. Del resto, la mia gioventù di blogger è costellata di shitstorm causate da gente che, come lei adesso, si aggrappa alla singola parola per invalidare un intero testo. Solo che adesso sono molto più scafato e, specialmente su certi argomenti, indosso le proverbiali mutande di latta.
Dall’enciclopedia Treccani:
-oide, suffisso: Suffisso di numerose parole composte derivate dal greco (come adenoide, antropoide, romboide, da ἀδηνοειδής, propr. «che ha forma di ghiandola», ἀνϑρωποειδής «simile a uomo», ῥομβοειδής «che ha forma di rombo o losanga»), o più spesso formate modernamente sul modello greco, nelle quali indica in genere somiglianza di forma, di aspetto, di natura o comunque relazione, analogia, affinità con la cosa indicata dalla parola cui viene aggiunto.
Come un romboide NON E’ un rombo e un antropoide NON E’ un essere umano, un fascistoide NON E’ un fascista. Quando dice “Secondo il criterio usato, allora, pure Katyn e quanto avvenuto nelle nazioni dei Servi di Varsavia sarebbe fascistoide. Invece era comunistoide” conferma la sua ignoranza linguistica, perché il massacro di Katyn non è stato commesso da ‘comunistoidi’ ma da comunisti veri e propri, quindi è a tutti gli effetti un massacro comunista. E qui un piccolo inciso riguardo me e Israele.
In 30 anni di sostegno alla causa palestinese mi faccio un vanto di non aver mai usato espressioni quali ‘fascista’ e meno che mai ‘nazista’ o ‘genocida’ riguardo al governo isrealiano (e neanche di aver usato ‘antisionista’ a cazzo di cane per celare invece un reale antisemitismo. Sentimento che non mi è mai appartenuto, prova ne è il fatto che il mio socio di blog sia ebreo). Erano termini decisamente forzati perché Israele si comportava ‘solo’ come una tipica potenza coloniale e, malgrado le vessazioni ai palestinesi e i numerosi e crudeli eccidi, non si poteva parlare certo di genocidio quando la popolazione dei territori occupati dal 1990 al 2020 era più che raddoppiata.
Ho invece cominciato a definire fascistoide il governo di Netanahyu e alleati non solo e non tanto per l’amplificazione esponenziale della violenza militare, ma soprattutto da quando lui e i suoi sostenitori hanno cominciato a definire “collaborazionisti di Hamas” e simili i cittadini israeliani che si oppongono al loro governo. Questo è a tutti gli effetti un comportamento da fascisti, ottimo corollario ai tentativi di colpire la magistratura per salvare le chiappe al loro premier.
Che poi, visto che ci tiene tanto a fare il Dr. Sottile, io nel pezzo non definisco né Netanahyu né il governo di Tel Aviv ‘fascistoide’ ma parlo di ‘deriva fascistoide’. Quindi la sua osservazione, oltre che basata sull’ignoranza del suffiso ‘-oide’, è ancora meno pertitente.
Ataturk è sicuramente etichettabile come fascistoide, certamente. Ma questo per il dizionario, non per Igor Giussani: persona che non può essere definita un fascista propriamente detto ma che si è comportato come tale.
Mi sa che questa è la logica alla base dei suoi post, non dei miei. Fa abbastanza ridere che venga a giocare alle disquisizioni linguistiche con me una persona che nei suoi contenuti è solito fare generalizzazioni estreme e livorose verso chi la pensa diversamente da lui (immancabilmente ‘arcobalegno’, ‘compagno’, ‘razzista anti’ e via dicendo).
La cacca è solo negli occhi di chi la vede, se se la levasse magari smetterebbe di vedere merda ovunque. Per il resto, abbiamo scoperto che il presunto raglio di asino è stato ascoltato dal vicino suo bue inconsapevole delle corna che tiene sul capo…
Per chi ha studiato attentamente l’Olocausto, i parallelismi tra il comportamento attuale di Israele nei confronti dei palestinesi e quello nazista nei confronti degli ebrei sono evidenti. Sembra quasi che abbiano imparato la lezione, ma non nel modo che solitamente si intende… d’altronde, stanno iniziando ad emergere anche nel “mainstream” storie ed analisi che fanno apparire il sionismo come una forma di nazionalismo europeo fuori tempo massimo, e sottolineano le connivenze tra sionisti e nazisti, i primi disposti a sacrificare una parte degli ebrei europei al furore dei secondi pur di poter creare la loro Israele.
@gaia
Ne parla Hannah Arendt nel suo “la banalita’ del male”, che vale la pena rileggere, e che per questo fu “maledetta” da rabbini della sua comunita’, e non trascorse dei bei periodi.
Un’altra cosa che non si puo’ dire, comprensibilmente per noi europei visto l’olocausto, ma che tutti hanno gli elementi per sapere o dedurre, e’ che il razzismo chiuso su una base familistica (oggi diremmo biologica) e religiosa e’ una peculiarita’ dell’ebraismo in tutta la sua storia che non so se abbia mai avuto equivalenti in altre comunita’.
L’olocausto e’ stato un evento che ora impedisce ai paesi europei e alla loro coda di paglia di poter valutare e prendere opinione e posizione oggettivamente sulla situazione (specie in germania e austria!), cosa di cui pero’ stanno facendo esperienza e spese quei “nuovi ebrei” che, per quante colpe possano avere, sono i palestinesi (compresa la loro diaspora: sono ormai milioni i palestinesi che sono stati espulsi dalla loro terra – complice anche un tasso di crescita demografica insostenibile, tanto per i palestinesi quanto per gli ebrei – fra i due e’ in atto anche una guerra di sopraffazione demografica, da due milioni in tutto sono diventati 20, come ordine di grandezza… e su un fazzoletto di terra in gran parte desertico)
Uno dei problemi non indifferenti è che, se da una parte accusare chiunque critichi il governo israeliano di antisemitismo è folle e bugiardo, è altrettanto vero che non poche persone usano doppi standard condannando Israele per cose che invece mutatis mutandosi perdonano facilmente ad altri. E’ ovvio che questo porti le comunità israelitiche a chiudersi a riccio e fare fronte compatto, anche tra coloro che invece hanno più di qualche dubbio. Pure idee assurde come quella di Melanchon di non partecipare alla manifestazione di solidarietà contro i progrom del 7 ottobre 23 non aiutano di certo. C’era modo e modo di distinguersi, ma così facendo è sembrato troppo un sostegno all’azione terroristica.
Dev’essere la famosa “polarizzazione”.
Credo non sia un fenomeno a se’ stante ma indichi il bisogno profondo di identificazione, di riconoscimento del se’ e del gruppo di appartenenza, in un certo senso di esistenza tout court in contrasto al caos indifferenziato, identificazione che non so se possa avvenire se non in contrapposizione a qualcosa d’altro, di specifico o nei casi peggiori il mondo intero.
Abbiamo un sacco di filosofia, fin dagli albori, che lo indaga e cerca di dargli un nome.
Forse lo stesso meccanismo agisce nel produrre la enorme differenziazione che caratterizza tutti gli esseri viventi, con le loro continue biforcazioni specistiche: perche’ la natura, le specie, invece di uniformarsi “entropicamente”, si differenzia sempre di piu’? Perche’ anche dopo una estinzione di massa riparte il ciclo delle differenziazioni e si ricrea tutta la immensa varieta’ seppure sotto mutate spoglie?
Nel nostro caso l’anelito alla differenziazione, all’individuazione, cresce cresce e spinge finche’ non porta alla distruzione e all’autodistruzione: a quel punto c’e’ il reset, il “volemose bene”, e riparte il ciclo. La distruzione creatrice, la chiamava Schumpeter in ambito di teoria economica.
Parecchio tempo fa, da qualche parte, qualcuno (forse Jacopo, o Bardi, o Pardi) parlava di Georgescu-Roegen e della sua idea che gli esseri viventi tendano sempre a massimizzare il flusso di energia-entropia che li attraversa: non so se ricordo bene, ne’ se avevo inteso bene ne’ sono mai riuscito a ritrovare la fonte esatta, pero’ in compenso ho trovato qui un personaggio che sostiene qualcosa di simile:
Jeremy England
England has developed a hypothesis of the physics of the origins of life, based on a mechanism which he calls dissipation-driven adaptation.[3][5][6] The hypothesis holds that random groups of molecules can self-organize to more reliably absorb and dissipate heat from the environment, and that such self-organizing systems are an inherent part of the physical world. (wikipedia)
La frase corretta e’
In Israele per arginare la deriva ultra-nazionalistica
Sento il rumore di unghie sui vetri via via piu’ forte quando si afferma che Atatürk si sarebbe comportato come fascista. Piccolo dettaglio trascurabile: la maggior parte della formazione politica di Kemal Atatürk avvenne PRIMA dell’avvento del fascismo, del tutto indipendentemente ad esso, in altri luoghi.
Quindi, se proprio si volesse usare queste estensioni antistoriche, si arriverebbe all’enormita’ di definire il movimento e il regime italiani post-giolittiani “kemalistoidi”. Cambiando qualche termine e usando “il giochetto” diventa evidente quanto esso sia assurdo e distorcente la storia.
Il fatto e’ che si arriva comunque alla sinistra narrazione fissata, piscoticamente inchiodata su fascismi/fascisti/fascistoidi (e.g. si vedano le grottesche dispute tra chi sia piu’ fascionazista tra Ucraini e Russi, con scambi di insulti fasciocentrici tra le due fazioni).
Si nega artatamente e con disonesta’ intellettuale, cio’ che viene considerato disastro, genocidio, etc. commessi da ideologie coeve o meno completamente avulse dal fascismo e, in molti casi, ad esso antitetiche.
E’ la moda mediocre che vige a sinistra: il bruttocattivocaccadiavolo e’ fascista/fascistoide a prescindere, senza-se-e-senza-ma.
Peraltro in codesta narrazione bislacca ovvero faziosa si evita accuratamente di usare fascio/fascista/fascistoide per indicare la violenza ultra-nazionalistica reattiva e dei Palestinesi e degli arabi/islamici sia nei confronti di Israele in Israele, sia nei confronti degli invasi (vedi varie mattanze e carneficine, violenze quotidiane e settimanalicommesse dai “fascio-islamici” in Europa con grande soddisfazioni dei sinistri mandanti).
Si arriva al paradosso degli ebeti LGBTQWERTY che manifestano contro Israele, talmente scemi, ignoranti, fanatici e “anti” che non sanno un cazzo neppure di Mahmoud Ishtiwi.
E’ una gara all’orrore, alla ideologia piu’ dura e pura della tua.
L’importante e’ lo spirito tafazziano di essere anti-occidentali, anti-fascistoidi, etc. .
No grazie.
P.S.
Potremmo parlare anche del “Trump nel promuovere protezionismo selvaggio” col paradosso che dovrei ricordare all’autore di un luogo di ecologia che i Problemi (P maiuscola) ecologici sono la globalizzazione selvaggia, la liquefazione globalizzante, e la speculazione “plutocratica” su scala piu’ ampia possibile (immagino gli attacchi di bile per avere usato il corrispondente fascistoide dello “anti-capitalistico” del sinistrese) non certo timide reazioni a questi furori ecocidi.
La frase corretta dal punto di vista politico… quindi ‘politicamente corretta’!!!! Siamo riusciti nel miracolo di trasformare il Camminatore in un paladino dell’odiato politically correct!
Sempre una ragione per parlare di ‘fascistoide’ e non di ‘fascista’. Comunque, ci creda o no, ero tentato di levare il riferimento a Kemal proprio perché immaginavo che avrebbe battuto su questo chiodo (insegno storia, quindi sono benissimo che la sua attività politica e precedente all’ascesa del fascismo propriamente detto). Poi l’ho tenuto per vedere quanto avrebbe insistito al fine di coprire quello che era venuto fuori dal commento precedente (cioé la sua palese ignoranza linguistica).
Beh, se si fossero dimostrati fortemente modernisti e laicisti alla maniera di Kemal, non sarebbe stata poi tanta fuori luogo. Vedo che da questa polemica con me, se non altro, sta imparando a usare il suffisso ‘-oide’ in maniera corretta.
Il giochetto lo ha fatto lei che ha tirato in ballo ‘a raglio’ Kemal, io nel mio pezzo ho parlato della situazione israeliana sotto Netanhayu che sta avvenendo un discreto numero di anni dopo il fascismo.
Io sono la persona che ha detto che la strage di Katyn non va considerata come ‘fascistoide’ o ‘comunistoide’ ma comunista a pieno titolo. Sono la stessa persona che qualche giorno fa sul gruppo Facebook di Movimento per la decrescita felice (verificate se non ci credete) ha polemizzato contro un trotkista che liquidava troppo facilmente lo stalinismo e i suoi crimini come qualcosa di avulso dall’ideologia marxista-leninista. Lo ripeto: si levi questa cacca dagli occhi altrimenti vede sempre merda anche laddove non c’è.
Mi sembra piuttosto che lei sia fissato con ‘sta sinistra…
Bellissimo come la discussuione sia trascesa nell’attribuirmi pensiero diversi da quelli che ho scritto (vedi Katyn) e iniziare la sua solita retorica sinistrinegrifrocibastardi, del tutto complementare a quella ” bruttocattivocaccadiavolo” da lei tanto vituperata.
Oddio, secondo le sue concezioni (e ribadisco SUE) sugli ‘invasori’, per quello che ha fatto Israele dall’origine a oggi sarebbe giusto infliggere ogni forma di violenza concepibile.
Ancora una volta, con gli occhi evidentemente coperti dalla solita merda che non le permette di leggere bene il testo, mi attribuisce cose che non ho mai detto, cioé che la globalizzazione selvaggia sia meglio della politica di Trump. Quando parlo della ‘opzione Luigi Filippo’, mica dico che piace a me! Anzi, la definisco esplicitamente strategia per “cambiare tutto in modo da cambiare quasi niente”. E’ roba per gente come Bill Gates, a cui do addosso da quando sono un ragazzino. Ho scritto un libro, La caduta del Leviatano, che denuncia nel dettaglio i problemi provocati a livello ecologico, economico, politico e sociale dal mercato globale. Quindi, invece di dare lezioni a me, migliori il suo livello di comprensione del testo senza inutili sovrainterpretazioni allo scopo di screditarmi.
Ma lei davvero è convinto di urtarmi fino a questo livello? Qui l’unica persona livorosa è lei, che infatti è incapace di fare un discorso di senso compiuto senza tirare fuori i soliti mantra contro le categorie che odia. Parla da solo il fatto che, invece di commentare un articolo che poteva essere più o meno condivisibile, si è attaccato a una singola parola per mettere in dubbio la mia onestà intellettuale e partire con le sue solite filippiche.
Ma se lei mi desse veramente fastidio, molto semplicemente la bannerei come faccio con lo spam russo del cialis che quotidianamente riceviamo sul blog.
Soprattutto – e qui sì, stavolta sono io a menarla con il mio mantra – così come non mi faccio venire attacchi di bile per TonyMontana57 o Turbosborra non mi vengono neppure per UnUomoInCammino. Condizione necessaria non sufficiente per farmi veramente scaldare è metterci la faccia.
> La frase corretta dal punto di vista politico
Proprio non riuscite a capire. L’espressione è corretta e precisa perché si tratta dello ultra-nazionalismo sionistico che è del tutto avulso dal fascismo: lo è per religione, tempo, luoghi. Ma cosa diavolo centra il sionismo col fascismo!? Condividono solo il fatto di essere forme di nazionalismo.
Il “fascistoide” non c’entra ‘na mazza.
Non c’entra nulla il dito lessicale del suffisso oide ma la la luna “fascist-“del concetto usato male e “secondo narrazione”.
> ‘invasori’, per quello che ha fatto Israele dall’origine a oggi sarebbe giusto infliggere ogni forma di violenza concepibile
E’ del tutto ovvio che gli Israeliani siano invasori.
Altrettanto ovvio che si tratti di un gioco a somma zero: appena possibile i resistenti Palestinesi cercano di fare il peggio possibile agli invasori: non c’è alcuna superiorità morale di una delle due parti. Entrambe hanno visione di terra assegnata loro da Dio e con i nemici, gli altri, da eliminare. Minoranze a parte.
La cosa interessante è proprio il gioco a somma zero che, buttato fuori dalla porta del volemosebene sinistr-oide, walt-disneyano, la somma-zero abolita dal sessantotto, è rientrata dalla finestra: Mors tua vita mea!
Secondo varie persone volontarie di “pace, riconciliazione” etc. sul campo, la convivenza è del tutto impossibile.
La proposta di pulizia etnica di Trump con la deportazione dei Palestinesi è l’unica realistica in termini di non-conflitto.
Questo peraltro, smonta ancora una volta l’Egalite cacciato nel nome di Filippo di Orleans, Egalitè che non esiste se non nella testa bacata dei progressisti.
Israeliani e Palestinesi non sono affatto uguali, le uguaglianze esistono solo in alcuni enti algebrici.
> Si arriva al paradosso degli ebeti LGBTQWERTY
Aggiungete pure quanto rimosso: “che manifestano contro Israele, talmente scemi, ignoranti, fanatici e “anti” che non sanno un cazzo neppure di Mahmoud Ishtiwi.”
Se le nostre società europee si vogliono distinguere dalla barbarie dei “fascioislamici” che gli orgoglioni sinistri importano a più non posso è proprio nello stare fuori dal letto della vita delle persone, scelte di letto che, d’altra parte, non devono determinare alcuna presunta superiorità morale o privilegio dei relativi accoliti.
A me piace la pizza coi peperoni e allora imbastisco una campagna DEI per favorire i “peperonivori” che vuole dire, in tutti i casi di giochi a somma zero, discriminare gli altri.
> la globalizzazione selvaggia sia meglio della politica di Trump
Ogni, ripeto, ogni azione contro la globalizzazione è sana e giusta, anche se la decide e attua Trump.
Si capisce?
Sistema drogato di globalizzazione in cui più essa è grave ed estesa, più comporta l’aumento della intensità delle crisi di astinenza.
La narrazione sciocca vuole che Trump sia bruttocattivocaccadiavolo a prescindere.
Quindi segue il ritornello “potrebbe essere utile per bloccare Trump nel promuovere protezionismo selvaggio”
Nient’affatto! Lasciamo Trump iniziare a lavorare contro la globalizzazione selvaggia.
Si capisce?
> Turbo…
Livello che non mi interessa.
Qui sono importanti le idee, il contraddittorio. Il valore di verità di una frase non dipende certo dal fatto che l’abbia detta Tizio o Caio.
Ho il sostegno della Treccani, ma non il suo, me ne farò una ragione e deciderà in autonomia chi ci legge su chi sia nel giusto. Piuttosto, sarei curioso di vedere come reagirebbe se qualcuno, leggendo ad esempio il suo ultimo post, si comportasse come sta facendo lei espungendo dal contesto la frase “Ora insorgeranno femministe, le ancelle del politicamente corretto, le talebane del progresso senza-se-e-senza-ma:” [le quali per altro credo abbiano di meglio da fare che insorgere per i suoi contenuti, n.d.r.] e iniziasse una disquisizione linguistica sul fatto che femminismo e talebanesimo non sono riducibili tra di loro e sostenesse che l’espressione corretta sarebbe stata ‘oltranziste dell’ideologia del progresso’… Capisco l’ostinazione con cui nega l’evidenza: quando uno parte con l’intento di blastare e poi questo si rivela un clamoroso boomerang, o ammette l’errore (ma ciò non sarebbe in linea con il personaggio che interpreta sul Web) o fa così, non ci sono mezze misure. Va bene così, sono le malsane logiche di Internet e vanno accettate. Ben altro discorso invece riguarda questo palese doppiostandard: lei nel suo blog utilizza un liguaggio caricaturale e pieno di forzature per connotare chi le sta sulle palle -liberissimo di farlo, per carità – e poi si mette a giocare ai bizantinismi linguistici con gli altri: questo francamente è indice di un facciaculismo poco sopportabile. Avesse anche ragione sulla questione ‘fascistoide’ (e non ce l’ha) sarebbe comunque un atteggiamento miserrimo volto non tanto alla ricerca della ‘verità’ (sono abbastanza certo che gliene freghi poco dell’onore del Likud e degli ultras religiosi israeliani) quanto piuttosto al rompere le balle (e infatti tutta la questione sul ‘fascistoide’ era per farmi passare per un sinistrofrocionegrobastardo che nega i massacri del comunismo e cazzate varie)
Ne ero più che sicuro!!! Così cone sul fatto che gli invasori non sono tutti uguali e alcuni ricevono la sua simpatia. Lei del resto è lo stesso che parla di ‘sovrappopolazione problema numero zero’ e poi tesse le lodi di gente come Erdogan che ha tra i suoi capisaldi la ripresa demografica.
Ancora una volta, quello è il punto di vista di chi sostiene l’opzione Luigi Filippo che – evito di ripetere quanto scritto nel post precedente – palesemente non sostengo.
Le palle fanno un’enorme differenza, altro che. Non c’è verità alcuna senza assunzione di responsabilità.
> l’espressione corretta sarebbe stata ‘oltranziste dell’ideologia del progresso’
Sì, osservazione corretta, signor Giussani: talebanesimo e femminismo sono antitetici. Ho usato a raglio “talebane” come metafora di fanatiche invasate o, più garbatamente, “oltranziste”.
Ho modificato la frase e vi ho citato come correttore.
Grazie.
Devo farle i complimenti per l’ennessima mistificazione… adesso chi segue il suo blog penserà che sono io a rompere le balle agli altri con le disquisizioni linguistiche ad minkiam (cioè facendo la morale politicamente corretta), quando invece ho più volte ripetuto che lei nel suo blog può scrivere quello che gli pare e piace, avevo fatto semplicemente un ragionamento per assurdo, a cui lei furbamente ha risposto ‘a rovescio’, come si dice qua in Romagna. Non mi permetto di fare nessuna correzione nei blog degli altri, a meno che non si scrivano falsità sulla mia persona.
> gli invasori non sono tutti uguali e alcuni ricevono la sua simpatia
Sì, essendo diseguali, ci sta che io possa avere simpatie e antipatie del tutto irrilevanti considerato che in guerra esse non hanno alcuna rilevanza.
Pensiero che ho cambiato da quando ho a che fare con la feccia nordafricana che delinque sui mezzi pubblici.
> Erdogan che ha tra i suoi capisaldi la ripresa demografica
Primo: Erdogan, come ogni essere umano, ha virtù e vizi, pregi e difetti. Lo so che per il bianco&nero non è accettabile ma è così lo stesso.
Anche la Turchia con 1.5 figli per donna è in fase di decrescita demografica. Ottimo!
I palestinesi non sono nordafricani ma è chiaro il concetto…
Ho letto nel pomeriggio degli articoli su Erdogan e mi sono fissato su di lui quando invece pensavo a Orban, ma poco cambia. In ogni caso, lei odia la pizza con i peperoni e poi parla bene di chi vorrebbe moltiplarle a profusione? Parla di ‘problema numero zero’ (cioé fondamentale, prima di tutto) e poi trova positivi leader che vogliono cambiare i trend demografici virtuosi?
Anche qui, come nel caso della ‘narrazione fissata’, non fa altra che denunciare negli altri i suoi stessi difetti: il suo blog è tutto e soltanto un bianco&nero (anzi, quasi esclusivamente nero).
> I palestinesi non sono nordafricani
Sono arabi islamici.
Forse, Giussani, voi che lavorate con la storia vi siete dimenticato di Mamma li turchi! e di tutto il resto da Annibale e Cartagine in poi, Atocha, Bataclan, deli Ottomani nei Balcani, etc.
Per non parlare della viscida taqiyya che è nel DNA di queste genti, falsità, dissimulazioni,. ambiguità elevate a livello religioso.
> il suo blog è tutto e soltanto un bianco&nero
Giussani, voi confondete il radicalismo con il manicheismo-
Del resto non siete lontani dalle “infinite e inestricabili complessità inaffrontabili” che i compagni tirano sempre in ballo quando si ha a che fare con questo o quel problema (peraltro da essi creato, solo gli sciocchi possono pensare di delegare la soluzione di problemi a coloro che li hanno apologizzati, implementati, imposti).
Gli Israeliani con la taquiya e le “infinite e inestricabili complessità inaffrontabili” ci incartano le cozze.
Ben vengano opzioni “alla Luigi Filippo” per trarci fuori dal pesante pantano geo-politico economico-finanziario e socio-culturale contemporaneo, sfortunatamente attualmente NON si intravvedono figure/istituzioni in grado di promuovere e far prevalere buon senso, moderazione, pragmatismo e ragionevolezza: stanno invece prevalendo estremismi opposti e spesso convergenti nella comune impostazione autoritaria anti-occidentale clerico-nazionalista populista e protezionista 🙁
Mah. Ho letto finalmente il lungo articolo.
Anche su questo mi tocca posizionarmi un po’ parallelamente.
Putin sarà anche un autocrate, ma come scrive Todd nel suo libro ” la sconfitta dell’occidente,” ai russi va bene di avere un Putin. Fa parte della loro cultura di avere un presidente autocrate. Ma i russi non sono mica dei cazzoni come vengono rappresentati.
Il loro livello di istruzione è altissimo
Perché il comunismo avrà avuto tutti i difetti del mondo, ma almeno educava le persone. (Qualcuno ha detto. Non ricordo chi).
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Trump non l’ho ancora capito.
Probabilmente non è in grado di gestire una situazione così complessa come quella dei dazi.
Ma non è lui solo che fa e disfa
Ha dei consiglieri, uno in particolare, di cui non ricordo il nome, che da qualche tempo ha preso l’iniziativa per rimettere in carreggiata il folle presidente.
Leggevo che Trump ha un carattere talmente orgoglioso riguardo alla sua immagine pubblica, che i cinesi ci fanno affidamento per le loro strategie.
Lui cede pure, purché non si venga a sapere che ha ceduto.
Dipende che tipo di autocrate. Fino a qualche anno fa Putin era il presidente autocrate che ti portava le sfilate di moda internazionali, il gran premio di F1, i mondiali di calcio e sci e tutto il ben di dio delle aziende occidentali. Da qualche tempo è un’altra storia.
Lo stesso si può dire della Germania della Repubblica di Weimar
Aggiungerei che il problema degli europei non è tanto che Putin sia un autocrate in Russia, per quanto spiacevole risulti questo fatto, quanto che vada in giro ad invadere gli altri paesi. Se uno è un autocrate a casa sua si può provare a fare qualcosa per aiutare il suo popolo, ma resta un problema circoscritto in cui è meglio non impicciarsi troppo. Ma quando l’autocrate si basa sulla guerra permanente per mantenere il suo potere, e per giunta inizia a tirare in mezzo sempre più altri paesi per farsi dare man forte, è un altro discorso.
Signora Baracetti, a ca. 1h di auto, ovvero 4h ore di bici per voi, che, encomiabilmente, non salite su auto, da casa vostra, ad Aviano, abbiamo la base militare degli invasori staunitensi, a tutt’oggi strapiena di armi micidiali, tanto per farci capire chi sia impero, chi sia colonia invasa, chi comanda sulle cose importanti e chi deve adeguarsi.
Inizierei a volgere qualche attenzione alla trave che abbiamo nei nostri occhi italici, anche, considerando che l’invasione e’ in atto da ottantadue anni.
Non si puo’ non osservare che la invasione degli SUA sia stata meno pesante rispetto a quelle subite dalle nazioni dell’Europa Orientale, da parte di comunisti/russi.
Stiamo veramente paragonando la presenza di basi in tempo di pace con il fatto di essere bombardati giorno e notte? Quanti morti italiani ha fatto la base di Aviano, e quanti l’invasione russa in Ucraina?
Italia
Paese invaso dagli Stati Uniti ma con la percezione di essere stato liberato?
Una portaerei nel Mar Mediterraneo.
Era forse utile che fosse un paese relativamente stabile per non rischiare di perdere l’utile portaerei geografica?
A questo è servito il piano Marshall?
L’Italiano furbescamente non si è mai ribellato all’invasione.
L’Italia come la Bielorussia?
Domande a cui nel mondo parallelo non si sa rispondere
Manca la conoscenza storica approfondita.
Ma circolano voci in questo senso.
Il tipo di autocrate
Nel mondo parallelo si vocifera che attualmente Putin sia corteggiato da Trump affinché non si compia la totale alleanza con la Cina, che andrebbe a discapito dell’Occidente.
Del resto i Russi si sono sempre considerati europei
Germania di Weimar
Non mi torna del tutto il parallelismo.
Volevo soltanto dire che la scelta di conferire il governo del paese a un autocrate nasce non dall’ignoranza, ma da un popolo altamente istruito.
> presenza di basi in tempo di pace
Ecco un altro caso di rimozione.
Signora Baracetti, queste basi, come sarebbero arrivate? Con la cicogna? Con la slitta di Babbo Natale?
Wikipedia riportaalmeno 43 pagine per i bombardamenti degli invasori alleati in Italia.
Se voglia o essere meno generici e vedere cosa successe a Udine
“A turbarla, facendola piombare nel terrore e nella disperazione, furono i bombardamenti angloamericani del 1944 e 1945, mirati alla distruzione degli impianti ferroviari, ma spesso fuori bersaglio e causa di morte tra la popolazione inerme di Udine”.
Ottantadue anni di narrazione menzognera, con le varie Feste della occupazione, come dice un mio amico anarchico.
Oddio, adesso gli alleati erano i cattivi della seconda guerra mondiale, e bombardavano l’Italia innocente per farci un dispetto?
Mi arrendo.
Avete l’onestà di arrendervi alla realtà.
In effetti affermare che le basi statunitensi in tempo di pace…
Adesso c’è pace. Dovessero usare queste basi per bombardarci, il discorso sarebbe ben diverso.
Bombardarci
Prova a dirgli che se ne devono andare
E comunque a causa di quelle basi siamo in prima linea.
Anche in Bielorussia c’è pace.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bielorussia
Bielorussia. Indice sviluppo umano 0,808 molto alto.
E che son scemi?
Hanno fatto la rivoluzione delle ciabatte. Non ne so niente, ma mi sembra una roba simpatica.
Potremmo farla anche noi.
https://it.insideover.com/politica/agosto-2020-la-rivoluzione-delle-ciabatte-in-bielorussia.html
La rivoluzione delle ciabatte.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Proteste_in_Bielorussia_del_2020-2021
Per la rivoluzione delle ciabatte 5 morti, varie torture, stupri.
Noi abbiamo avuto Genova.
Sono mancati gli stupri.
Mi risulta che abbiano manganellato pure le suore.
Non so se ci sia stato un parallelismo perfetto tra le due manifestazioni.
Era solo così per provare a raccogliere analogie.
Un meccanismo centrale evidente nella nostra lunga e triste storia è noto come la trappola di Tucidide. Quando una potenza dominante vede un rivale crescere in forza, di solito ne conseguono grossi guai. Nella sua Storia della guerra del Peloponneso, Tucidide scrisse: “Ciò che rese inevitabile la guerra fu la crescita della potenza ateniese e la paura che ciò causò a Sparta”. Atene e Sparta erano entrambe diventate stati ricchi, ma entrambe erano desiderose di arricchirsi ancora di più, quindi inevitabilmente finirono per considerarsi rivali in competizione per le risorse della regione. Così cercarono di annientarsi a vicenda, con il risultato della loro reciproca distruzione.
https://thesimplerway.info/PEACE.htm
Ragazzuoli, questa è la decrescita
Altrimenti si parli d’altro
È come quando nell’orto ti crescono le “erbacce”.
Si cerca di sopprimerle perché si teme che invadano l’orto a scapito delle piante coltivate
Invece l’orticoltore accorto sa che l’erbaccia è “complementare” alle orticole, e la contiene solamente con una pacifica pacciamatura.
Strano ma vero. A partire dall’orto si può capire il mondo
Sbagli a fare l’orto e ti viene fuori mondo da bidone della spazzatura.