Dopo tanti mal di pancia, alla fine Beppe Grillo ha annunciato la fine della sua creatura politica, il Movimento 5 Stelle (M5S): “il movimento non è biodegradabile, è compostabile, contiene ancora l’humus. Gli zuccheri, le proteine ci sono ancora dentro, è molto moderno. Io sono vecchio, posso essere passato di moda, però dentro ci sono ancora delle idee meravigliose, di ripensare anche il mondo di come sarà il lavoro fra vent’anni, l’artigiano, il pescatore, l’agricoltore, cioè come saranno i mestieri, che tipo di produzione si dovrà fare? Che tipo di energia si dovrà produrre? Come produrla? C’è tutto un mondo da ripensare e noi invece ribadiamo questa politica ormai stramorta”. Coerentemente con quanto affermato, alle recenti elezioni regionali liguri non si è recato alle urne (e la lista pentastellata è precipitata sotto il 5%).
Qualsiasi persona mediamente informata conoscerà le evoluzioni-involuzioni del Movimento dalla fondazione nel 2009 a oggi: gli esordi ribellistici dei Meet Up e dei Vaffa Day; l’utopia della democrazia digitale e la sacralizzazione del Programma, un’ascesa culminata con il trionfo alle consultazioni politiche del 2018; a cui ha fatto seguito una graduale e inesorabile fase di normalizzazione e di trasformazione in uno dei tanti partiti postideologici, condotta sotto la guida di Giuseppe Conte, che giorno dopo giorno ha gradualmente sottratto la leadership del Movimento dalle mani del suo fondatore. In questa sede preferisco evidenziare le responsabilità dei principali protagonisti nel sostanziale fallimento di quella che, per tanti, è stata una concreta speranza di cambiamento.
Beppe Grillo. Da buon padre-padrone (pardon, ‘garante’), si deve accollare una grossa parte di colpe. E’ stato lui a portare alla ribalta i poi ripudiati Di Maio e Conte (prima ancora i Pizzarotti e i Favia) e a passare dagli insulti ‘PD meno elle’ e ‘pdioti’ alla benedizione delle intese con il centro-sinistra; così come ha idolatrato la distopia della Piattaforma Rousseau per poi imporre diktat dall’alto sulla base del principio “fidatevi di me”. Colpevole, a seconda delle versioni, di essersi affidato troppo a Gianroberto Casaleggio o al contrario di non averlo seguito abbastanza, dalla scomparsa del guru nel 2016 il comico genovese ha sempre agito in maniera autonoma. Dovrebbe recitare parecchi mea culpa, ma diversamente dalle battute di spirito non gli riescono tanto bene.
Sostenitori. Un santone è tale perché esiste una schiera di fedeli che pende dalle sue labbra e crede ciecamente in lui. I sostenitori del M5S per troppo tempo hanno pigiato sui tasti del PC e dello smartphone convinti di contribuire a a forgiare un programma ‘dal basso’, mentre si limitavano semplicemente a ratificare i desiderata del loro leader carismatico per poi tradurli in una ‘volontà generale’ da difendere in maniera manichea da qualsiasi critica e contestazione, con l’uniforme e l’elmetto in testa. Chiunque osasse criticare il Verbo era da ritenersi un inutile idiota nel migliore dei casi e un prezzolato ai nemici nel peggiore; se interno al Movimento, andava espulso senza appello, non prima di un farsesco ostracismo on line.
Uno dei tanti esempi personali dell’incapacità di confronto con i sostenitori del M5S nel periodo 2016-19
Tantissimi di questi militanti-militoni si sono poi trasformati in nemici implacabili del M5S, dopo le intese con l’odiato PD, l’emanazione dei greenpass e la promozione dei terribili vaccini durante la pandemia sotto il governo Conte. Passando da lovers ad haters, hanno confermato la loro sostanziale inutilità per qualsiasi discussione seria e costruttiva.
Critici. Pur avendo apposto occasionalmente la croce sul simbolo del M5S, appartengo sicuramente a questa categoria. Benché attratto dalla piattaforma programmatica delle origini decisamente avveniristica (in particolare per i riferimenti alla decrescita felice), nel 2012 avevo già capito la deriva che avrebbe preso l’idea (tutt’altro che inedita) della democrazia diretta digitale, che avrebbe finito soltanto per legittimare il leaderismo di Grillo e di quello che lui avrebbe scelto come gruppo dirigente. I miei rapporti con i sostenitori del Movimento da buoni e fruttuosi sono progressivamente peggiorati, specialmente dopo il trionfo elettorale del 2018 e l’affermarsi definitivo del ‘con noi o contro di noi’. Si poteva fare di più che reagire sdegnati aspettando il momento giusto per uscirsene con il più classico dei ‘ve lo avevo detto?’, come sto facendo ora? Non ci metterei la mano sul fuoco, però qualche scrupolo di coscienza ce l’ho. Non sto piangendo per la fine del M5S, ma non sono neppure felice, semmai un po’ avvilito come quando muore un caro amico di infanzia con cui successivamente si erano rovinati i rapporti e rimpiangi di non poterti più confrontare con lui sulle ragioni dei dissapori.
Che dire? Forse ha ragione Grillo, si può ‘compostare’ il M5S e ricavare materiale prezioso per nuove esperienze capaci di non ripeterne gli stessi errori, in particolare pensando questa volta a un progetto che nasca da uno sforzo collettivo e non da improbabili deus ex machina, ricominciando dall’idealità delle origini e da un impegno politico a tutto tondo (quindi con risvolti sociali e culturali) al di là della mera partecipazione alle competizione elettorale; un progetto dove, soprattutto, la Rete sia un mezzo di organizzazione e gestione ma il confronto vero avvenga faccia a faccia. Del pentastellatismo realmente esistente, invece, non resta alcunché di utile per il futuro.
Fonte immagine in evidenza. Talenti Lucani.

Era solo una Crociata dei Pezzenti come quelle del Medioevo.
Tra l’altro l’espediente de “La Rete” che avrebbe dovuto rendere ogni scemo collegato alla “piattaforma” protagonista della “democrazia” in realtà mostra necessariamente le stesse cose che si osservano nei “social”, non è una acropoli, non è una agorà, è una macelleria, una sentina.
Ma questa cosa di non cambiare continuamente nome è perché hai scoperto le falle di sicurezza di Tor?
Ricordo che più o meno all’epoca in cui il movimento 5 stelle iniziava a riempire le piazze, venne Beppe Grillo qui dalle mie parti, a Budrio.
Allora Grillo predicava l’auto a idrogeno più altre cavolate
Fece il suo comizio e poi se ne partì in Maserati naturalmente a benzina e il giorno dopo i giornali locali facevano notare che l’auto era stata vista passare in autostrada a velocità folle.
Ripensando a posteriori,
l’auto a idrogeno con l’acqua che usciva dal tubo di scarico e lui che metteva sotto il bicchiere e la beveva era una buffonata messa su solo per fare effetto. E con questo riempiva i teatri e diventava milionario.
Questo era il personaggio.
Conte non ne parliamo. Non fa nemmeno ridere.
È un uomo triste
Grillo ha sempre sofferto, per dirla con un termine alla moda, di Duning-Kruger effect e ha sempre mostrato non poche incoerenze. Quello che posso dire con certezza è che non ha fatto quello che ha fatto per i soldi, sicuramente ne ha ottenuti, ma poteva farne il quadruplo in altro modo.
Macche effetto Pincopalla, Grillo è uno che se non avesse trovato Casaleggio che l’ha usato per vendere “La Rete” avrebbe venduto le pentole in televisione alle tre di notte. Grillo è come “Il Baffo”, al secolo Roberto Da Crema, il celebre imbonitore ansimante. Morto Casaleggio, Grillo poteva vendere solo se stesso, una merce che non tollera di essere esposta alla nel “backstage”. Ha pensato bene di ritirarsi nel ruolo di “garante” remunerato e di vivacchiare con il “patent trolling”, cioè ricattare chiunque volesse portare avanti la Crociata dei Pezzenti per via della titolarità del marchio.
Io mi domando che testa può avere una persona che guarda Grillo e pensa che uno cosi possa fare “il quadruplo in altro modo”. Quale modo, di grazia? Ha rifiutato l’incarico di Amministratore Delegato di Banca Intesa Sanpaolo?
Anche io mi faccio molte domande sulla testa dei trollini del Web… Comunque, l’AD di Banca Intesa San Paolo pare che guadagni tra i 4 e i 6 milioni di euro, a seconda dell’entità della componente variabile della retribuzione che si aggiunge ai 4 di fissa (https://finanza.lastampa.it/News/2024/03/25/intesa-sanpaolo-al-ceo-carlo-messina-compenso-di-5-7-milioni-di-euro-nel-2023/MTc5XzIwMjQtMDMtMjVfVExC); a titolo di esempio, Amadeus sul canale 9 guadagnerà 2,5 milioni di euro all’anno (https://www.quotidiano.net/magazine/amadeus-quanto-guadagna-nove-msbqj3b9). Grillo nel 2014, cioé quando il M5S era più o meno agli esordi, dichiarava 147.000 euro lordi (https://www.ilblogdellestelle.it/2014/11/sono_ricco_anzi_ricchissimo_e_non_lo_sapevo_beppe_grillo.html), quindi moltiplicati x 4 diventano 588.000 euro, cioé circa un quarto di quello di Amadeus; e nel periodo 2000-2015 sicuramente avrebbe potuto richiedere una cifra simile tra apparizioni in TV e sponsorizzazioni.
Commento privo di senso.
A parte che in questi giorni ci hanno sfinito col ricatto di Conte circa il contratto di “consulenza” da 300 mila euro, il punto è che sopra si afferma che Grillo si sarebbe “donato” al “Movimento” pur potendo guadagnare il quadruplo in altro modo.
…
Quindi rimane la domanda, uno guarda Grillo e pensa “caspita, questo si che è uno che è capace di guadagnare tanti soldi”. Siccome io lo guardo e invece mi fa un po’ pena e un po’ ribrezzo, domando ancora COME Grillo sarebbe in grado di guadagnare una qualsiasi somma. L’unico modo a cui posso pensare è una setta tipo Scientology dove gli “iscritti” debbano versare tutti certe somme a seconda del livello di “entratura”.
Perché i soldi Grillo li ha guadagnati quando era popolare come intrattenitore e la sua fase “politica” è legata al tramonto della sua carriera precedente. A proposito dei precedenti, chissà se la Finanza ha indagato le proprietà intestate al “Garante” e ai suoi parenti, le eventuali società, eccetera.
Mai detto che sia sia ‘donato’ a chicchessia, ho detto che non l’ha fatto per i soldi perché poteva ottenerne di più in altra maniera. Guarda quanto guadagna su Twuitch uno streamer con 40-60.000 sub, obiettivo ampiamente alla portata di Grillo, e verifica tu se sono molto più di 150.000 euro. Può aver fatto tutto per altre ragioni poco nobili, ma non certo per guadagnare in sé.
Parlò colui che rosica come un castoro!
Signor Igor, non c’è verso, qui non si tratta più di vero e falso, si tratta di mostrarsi inadeguati.
Devo continuamente ripescare i tuoi commenti dall’antispam perché devi fare il buffone cambiando sempre nome, e la cosa mi sta venendo un po’ a noia. Ci sei effettivamente utile, ma non indispensabile, quindi o riprendi un minimo di correttezza o probabilmente smetterò di separare i tuoi commenti da quelli russi che vogliono vendere Cialis. Visto che ti vanti tanto di usare Tor, ti faccio che il filtro antispam riconosce che sei sempre tu nonostante i cambi di nick e di (falso) indirizzo email…
Darsi alla politica porta fortuna finche’ non si va al governo: quando si va al governo il contatto con la realta’ fa giustizia di tutte le stronzate che si erano promesse per raccattare voti.
A quel punto restano due strade: o lasciarsi mettere da parte alle successive elezioni, se ci si arriva, oppure cercare di restare al potere con il clientelismo presso il proprio elettorato di riferimento sfruttando il fatto di avere in mano i cordoni della borsa, nonostante l’introduzione dell’euro abbia reso molto piu’ problematica la faccenda, che pero’ si riesce a fare lo stesso attraverso le mode al potere nei corridoi brussellesi, che i piu’ abili nella propaganda riescono a indurre (Grillo da questo punto era un genio del marketing (oggi anche detto “narrazione”), il pubblicitario era il suo mestiere, e lo era pure di Casaleggio, il primo da front-man e il secondo da teorico-organizzatore).
Se notate l’andazzo degli ultimi decenni, dopo il crollo dell’URSS e il venir meno del “fattore K” che ha garantito la democrazia cristiana per mezzo secolo in quanto baluardo anti-sovietico, chiunque sia andato al governo si e’ bruciato e ha perso le successive elezioni.
E’ valso per tutti i partiti, quanto di piu’ quanto piu’ era velleitario il programma dichiarato, e quanto minore era la potenza di fuoco mediatica disponibile.
Tant’e’ che ogni volta o quasi alla successiva tornata elettorale ha vinto il debuttante di turno.
Criticare gli altri e’ facile.
Il politico veramente furbo e’ quello che riesce a restare sempre all’opposizione, riuscendo a garantirsi un pacchetto di voti clientelari tale da poter essere rieletto. Spesso e’ lo stesso che, sfruttando la piazza che e’ comunque scontenta, riesce a indirizzare maggiormente la legislazione, pur essendo in minoranza.
E se poi le cose scontentano, e in questo clima di ansia e di paura mediaticamente indotto scontentano sempre, la colpa e’ degli altri.
Non so se ascoltate mai radio parlamento: la maggior parte del tempo e’ impiegata a perorare trasferimenti di denaro pubblico e favori legislativi a questo o a quello, l’interesse comune e la liberta’ individuale, nella realta’ della politica, sono totalmente assenti. Ormai non vengono tirati piu’ fuori neanche nella propaganda elettorale, si va subito al dunque degli interessi particolari e clientelari.
A mio avviso questo accade perche’ lo Stato ha raggiunto troppo potere, ormai la quasi totalita’ del PIL e’ intermediata dallo stato attraverso tassazione esplicita o implicita, e regolamentazione.
Lo Stato in Occidente non ha più nessun potere.
Comanda la finanza e lo Stato esegue. Finché può. Poi per sapere il seguito leggiti Berman.
Magari capisci qualcosa di questo mondo.
E anche perché chiunque vada al potere non può che fare le stesse cose di chi lo aveva preceduto. E anche perché l’elettore non riesca a trovare
rappresentanza e in tanti non vanno neanche più a votare.
Che due coglioni lo dico io.
☝️😎
La logica dei grandi player della finanza è quella di garantire rendimenti finanziari a breve termine.
Il dividendo che deve remunerare il grande azionista e il piccolo risparmiatore, sostituisce ogni altra valutazione in merito a forza lavoro, investimenti, ambiente e costo dei servizi.
E per cosa continuo a ripeterti di leggere Alessandro Volpi?
Che poi sono le cose che conoscono benissimo anche quelli che investono in grande o in piccolo, sulla finanza.
Lo sanno anche loro quello che succede.
Tu invece sei ancora al liberismo e non ti accorgi che nel frattempo è diventato un mercato monopolistico.
Che poi io mi chiedo come mai questi fanatici del vatuttobenecosi’ continuino a imperversare sui siti ambientalisti come se chi non la pensa come loro fosse lui quello fuori posto.
A volte mi viene il dubbio che ci sia in mezzo gente come dire? Prezzolata.
Winston
Che cavolo ascolti, radio parlamento?
E magari riesci ad ascoltare pure Fahrenheit su radio tre…
No quella è impossibile.
Io ascoltavo Lampi…con Marino Sinibbaldi e un altro conduttore di cui non ricordo il nome.
Poi qualcosa si è spento.
Sono già tanti anni che spero in una rinnovata versione della trasmissione. Niente.
Sempre uguale.
Caccia al libro in testa.
Quando poi ammicca al mondo della scuola c’è da morire.
Va ben. Per questo commento chiedo umilmente scusa. Mi è scappato.
È che ho sempre amato le radio. Quelle in legno con il display illuminato. A modulazione di frequenza.
“Che poi io mi chiedo come mai questi fanatici del vatuttobenecosi’ continuino a imperversare sui siti ambientalisti come se chi non la pensa come loro fosse lui quello fuori posto.
A volte mi viene il dubbio che ci sia in mezzo gente come dire? Prezzolata.”
Questa era proprio la tecnica “argomentativa” di Beppe-Mao Grillo.
Per il resto, per tornare alla civile discussione, ad essere grande oggi non e’ solo la finanza, e’ lo Stato, sono le aziende, sono le accademie, sono le organizzazioni politiche di massa: la tendenza all’espansione delle organizzazioni e alla specializzazione nel loro interno e’ in atto dai tempi della rivoluzione agricola del neolitico, e lo e’ perche’ le grandi organizzazioni sono intrinsecamente piu’ forti delle piccole, ragione per cui tendono a sostituirle: l’unione fa la forza, l’Unita’.
D’altra parte siamo esseri altamente sociali. Ma la nostra socialita’ e’ probabilmente adatta a piccoli gruppi tribali-familiari, all’interno dei quali diventa comprensibile lo “stare al mondo”, mentre non lo e’ nella societa’ di massa, da cui il disagio.
Non serve un occhio particolarmente attento per notare che il tribalismo permea ogni nostra organizzazione sociale, dalla classe scolastica al moderno stato-nazione.
Tribalismo notare bene che prospera in virtu’ del bisogno di stare uniti contro un nemico esterno, da cui la necessita’, per la pace sociale all’interno del gruppo, del nemico o del capro espiatorio (nella prima meta’ del secolo scorso quello tipico era l’ebreo capitalista della grande finanza…) in ogni gruppo di ogni dimensione, frattalmente.
Quando le cose vanno bene, quando non c’e’ nulla di cui preoccuparsi e spaventarsi, il gruppo tende alla disgregazione. Quando e’ crollata l’Urss, il partito che si e’ disciolto prima e’ stato la Democrazia Cristiana. Morto il Berlusca, la sinistra stenta ad unirsi nei “campi larghi”. Oggi la situazione e’ instabile al punto che abbiamo contemporaneamente angoscia verso un nemico indefinito e disgregazione del gruppo. (forse perche’ il cambiamento climatico non funziona bene come nuovo nazista da combattere, come diceva esplicitamente quel bel campione di Al Gore per chi se ne ricorda)
Puo’ darsi che il malessere in cui viviamo nonostante gli indubbi vantaggi materiali dell’organizzazione delle competenze e del lavoro in grandi e potenti associazioni (campo finanziario compreso, senno’ rischiamo di scivolare nel sempreverde complotto ebraico-massonico) sia legato proprio al fatto che siamo esseri fatti per vivere bene e funzionare in piccoli ambienti tribali, che mal si adattano al gigantismo delle moderne organizzazioni sociali.
Ma sinceramente ammesso che sia corretto temo che non serva a nulla saperlo.
Del resto credo proprio che ne abbiamo gia’ parlato, ma questi pensieri quando va bene non lasciano nessuna traccia, quando va peggio vengono visti come distoglienti, offensivi e nemici.
Signor Winston, anche io ascolto le sedute del Parlamento su Radio Radicale, sono molto istruttive.
Però non condivido affatto la sua idea della preponderanza dello Stato, invece proprio gli interventi dei Parlamentari dimostrano che il problema è la qualità media degli Italiani.
In altre parole, gli Italiani sono ignoranti e scemi per la maggior parte, tanto che, ripeto, ci sono circa venti milioni che hanno la licenza elementare e tre milioni nemmeno quella.
Poi c’è una minoranza di psicopatici, che ovviamente possono essere anche ignoranti e scemi, quelli li vedi nella cronaca nera. Però gli psicopatici acculturati finiscono nelle fila della “Classe Dirigente”.
Lo affermo perché molti anni fa feci un corso di “management” e facevo incavolare tutti perché dicevo esattamente questo, qui stiamo imparando a vivere come degli psicopatici, cioè a creare e gestire relazioni e rapporti in una maniera che sfrutti le debolezze degli altri per approfittarsene al solo fine di ottenere la supremazia che poi si traduce nei lussi e nelle mignotte. Altro non è che una versione mediata e dissimulata, massimamente ipocrita, del “mors tua vita mea”, che non è conseguenza della necessità della zattera in mezzo all’oceano, è conseguenza del “vale tutto” nel senso che per ottenere il mio godimento non devo avere limiti o vincoli. E’ una variante dello “ultrauomo” che fa le sue stesse regole e non conosce altro scopo che il godere.
Quindi nelle sedute del Parlamento ci sono i famosi “peones” che sono ignoranti e scemi e rappresentano “La Gente”, poi ci sono i capoccia come Renzi, Salvini, Conte, che ne so e quelli sono tutti psicopatici che cercano di dissimulare ma spesso e volentieri non ce la fanno. Per esempio Conte è molto più bravo a dissimulare di Renzi. Lo stesso Salvini, che come Conte cerca di farsi vedere come “uno di noi” o “l’avvocato degli Italiani”.
Invertendo l’equazione, lo Stato è la sommatoria di tutti noi. Siccome siamo in maggioranza ignoranti e scemi, lo Stato è ignorante e scemo. Siccome siamo subordinati e sottoposti agli psicopatici, lo Stato ha delle vette di follia, sopra la mediocrità.
La cosa in qualche maniera è fisiologica a livello della fila al supermercato, diventa parossistica quando si parla di certi punti notevoli, come la Magistratura o, appunto, Governo coi suoi Ministri, Parlamento coi suoi “capoccia”.
Se poi vogliamo tirare dentro aziende, finanza e massoneria, ricordo tempo fa Debenedetti si incontrava regolarmente con Renzi Presidente del Consiglio e con la sua ausiliaria Boschi. La cosa suscitava un minimo di perplessità perché i provvedimenti governativi avevano ovviamente delle ripercussioni sulle banche, le aziende, la finanza, eccetera e De Benedetti è un grande speculatore finanziario, nemmeno residente in Italia, per inciso.
Questo però non c’entra con lo Stato, c’entra con le persone prima che coi loro incarichi. Un Renzi sarebbe cosi ovunque lo mettessimo ed è cosi perché nel suo mondo non solo è “normale”, è auspicabile, è la “morale”.
Per questo dicevo che vorrei sapere cosa c’è nella testa di uno che guarda Grillo e ci vede un messia, quando io ci vedo un imbonitore da fiera che vorrebbe essere ammesso alla corte di De Benedetti. Invece ci ha mandato Conte, da cui l’odio.
Secondo me se vogliamo migliorare un po’ tutta la baracca bisogna migliorare la qualità media degli Italiani e questo comincia dall’istruzione scolastica. La Scuola è stata usata per creare clientele tramite il pubblico impiego ed è stata usata per fabbricare generazioni di ignoranti, scemi e quindi automi subordinati. Per prima la “Sinistra” che ha l’idea di “massa” subordinata alla “Classe Dirigente” nella ragione sociale.
Invece dovremmo dotare i ragazzi delle cognizioni e dei metodi per pensare e quindi per autodeterminarsi.
E magari anche per metterci la faccia e assumersi la responsabilità di quanto affermano anche quando possono nascondersi e giocare a fare i bambini trollini, provocatori, ecc
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_multiservizi
Winston
A cosa ti riferisci di preciso alle società a cui sono stati affidati i servizi pubblici locali?
Le multiutility sono spesso quotate in borsa.
Negli ultimi vent’anni i servizi idrici, i trasporti, la distribuzione dell’energia, la gestione del ciclo dei rifiuti sono stati ceduti dalle amministrazioni locali a società esterne, prima partecipate del tutto dalle amministrazioni stesse e poi
sempre più caratterizzate dalla presenza di capitale privato.
Il passaggio successivo è stato quello dell’approdo in Borsa.
Ci sono anche società miste, ma insomma, la logica è quella del profitto e non quella del miglioramento del servizio
Ad esempio Hera, la multiutility che c’è qui in molti comuni emiliani è quotata in Borsa fin dal 2003 con la partecipazione di Vanguard e di Lazard.
Dove vedi lo strapotere dello Stato?
“Hera, multiutility, eccetera”
Le multiutility che io sappia sono sempre societa’ a controllo pubblico (nel senso che il pacchetto di controllo e’ pubblico). I privati partecipano al capitale e agli utili, senza alcun rischio di investimento per quanto diremo sotto.
Il motivo per cui negli anni ’90 nel periodo post grave crisi del debito pubblico (vedi governo del banchiere Ciampi e del socialista Amato) e’ stata fatta la conversione da societa di diritto pubblico a privato, e’ per obbligarle ad avere bilanci in attivo come richiede la normale legislazione societaria, in modo che non gravassero piu’ sul bilancio centrale dello Stato che altrimenti tradizionalmente ne copriva i buchi di bilancio attraverso la tassazione centrale.
La ragione e’ che non c’erano piu’ soldi per coprire tutto. (dove occhio che soldi non vuol dire semplicemente moneta, vuol dire beni prodotti in surplus dalla parte produttiva della societa’ che puo’ cosi’ dedicarne una parte al welfare).
Altro grande vantaggio per lo Stato: trattandosi di societa’ nominalmente private che forniscono un servizio, la tariffa che esse richiedono coattivamente ai consumatori in regime di monopolio non e’ conteggiata come pressione fiscale pur essendo tale di fatto (e’ la stessa cosa che succede con le mille voci messe apposta in bolletta elettrica per finanziare coattivamente gli incentivi alle rinnovabili: e’ obbligatorio pagarle ma non risultano come tasse, e’ una furbata tipica della burocrazia di stato che e’ sempre sempre sempre affamata di soldi non gli bastano mai, comuque spende di piu’ di quel che incassa di tasse, e il motivo e’ quello che ho tentato di spiegare sopra: per acquistare il consenso elettorale col clientelismo: se un partito non facesse cosi’ non sapremmo che esiste perche’ non vincerebbe mai le elezioni contro gli altri che distribuiscono prebende e favori in cambio del voto della parte di elettorato che vincendo spera di scaricare l’onere sulla parte che perde le elezioni).
“Tariffa” e no tassa tant’e’ che ci caricavano sopra pure l’iva (che su una tassa farebbe anche ridere) ma almeno questa dopo anni di ricorsi forse l’hanno tolta: dico forse perche’ siamo troppo impegnati a seguire la fine del petrolio e del pianeta per informarci su queste cazzate.
Lo Stato con il continuo incremento dei costi per le pensioni dato l’invecchiamento della popolazione (ormai siamo quasi al rapporto 1:1 fra contribuenti e pensionati, contro il 4:1 del 1970), l’incremento dei costi della sanita’ dovuto al progresso tecnologico della medicina il cui apparato pero’ costa sempre di piu’ (quando c’era solo la penicillina, l’antibiotico costava un centesimo di quel che costa quello sofisticato di adesso, i farmaci ormai tendono a costare centinaia, migliaia o decine di migliaia di euri), l’incremento dei costi dell’apparato scolastico perche’ piu’ di meta’ della popolazione che nasce adesso si laurea (130.000 maschi e 180.000 femmine all’anno su una coorte di meno di 400.000 nati) contro la licenza elementare o quando andava bene media di poco piu’ di mezzo secolo fa: fra pensionati e studenti e ambaradan di supporto, hai piu’ di meta’ della popolazione che grava sulle spalle, sperabilmente produttive, dell’altra meta’.
Le multiutility rispetto ad una societa’ privata hanno un enorme vantaggio competitivo: hanno l’obbligo per legge di adattare le loro tariffe al fine di coprire i costi comunque essi crescano, e operano in regime di monopolio (non puoi decidere di non pagare la tassa/tariffa per le immondizie rivolgendoti altrove per il servizio o arrangiandoti da te), per cui non possono mai fallire, il che rende l’investimento di capitale per quanto di minoranza molto allettante ai privati, cosa che ha disastrosamente distolto un bel po’ di capitali dal mondo della produzione a quello della rendita sicura della multiutility dei servizi.
Era meglio se restavano pubbliche? Di sicuro trasformarle da pubbliche di diritto pubblico a pubbliche ma di diritto privato e con obbligo a produrre se non utili almeno pareggi di bilancio e’ stata una truffa, perche’ alla fine abbiamo avuto un monopolio in cui comunque il pubblico che lo gestisce puo’ farci dentro quello che vuole senza mai pagare pegno (fallendo se esagera, ad esempio), neanche perdendo le elezioni. E di fatto sono state un enorme aumento della tassazione surrettizia, se non erro la gran parte dei costi dell’apparato pubblico per il cittadino sono aumentati proprio nei costi delle imposte/tariffe locali.
Ha senso privatizzare un servizio solo se esso:
uno opera in concorrenza e
due se puoi scegliere di farne a meno e tenerti i tuoi soldi in tasca.
Senza entrambe queste due caratteristiche, e’ una fregata.
Da questo punto di vista pure qualsiasi genere di assicurazione obbligatoria e’ una tassazione surrettizia, anche se in favore di privati. Infatti dove c’e’ la sanita’ privata ma con obbligo di legge di assicurazione, i costi esplodono.
Lo stesso vale per i bollini, le revisioni, gli adeguamenti obbligatori.
A mio parere hanno fatto un casino, intorbidando le acque apposta in modo che nessuno ci capisca piu’ nulla, e tutti possano prendersela, appunto, con il capro espiatorio di turno ovvero con il partito politico avverso.
Prova a pensare se Illich o peggio Thoreau avrebbero potuto approvare un sistema truffaldino e intrinsecamente illiberale, loro che erano almeno per meta’ anarchici, del genere. 😉
Diciamo che il Comune può chiedere i soldi alle banche, oppure raccimolarli in borsa,
oppure in caso di società di servizi interamente pubbliche e su un numero esteso di utenti sarebbe percorribile anche la strada della emissione di obbligazioni “popolari”
Scegliere di andare in Borsa vuol dire mettere i servizi nelle mani dei grandi fondi finanziari che -occhio Winston- vorranno dividendi sempre più alti e saranno più famelici persino delle banche.
Ho un po’ scopiazzato qua e là perché le multiutility non è che siano proprio una roba di cui mi interesso particolarmente. Infatti seguo principalmente il petrolio
Comunque anche in questo caso la parte più famelica è soprattutto quella della finanza. Poi nell’insieme delle relazioni ci saranno anche dei giochi politici immagino, ma di entità minore
> “Loro” hanno tutte le colpe e “noi” siamo le vittime.
Sì, lo stratagemma retorico era ed è quello di incolpare le “caste”.
Non molto arguto puntare il dito verso la punta dell’iceberg.
Non che nei loro salotti con i giochini delle perle di vetro esse non abbiano responsabilità, solo che solo dei bambini possono credere che problemi complessi siano dovuti ad una sola causa.
Da alcune proposte interessanti di decrescita intelligente si passò a demagogia sinistroide via via più scema.
Ad esempio No-Tap no-quell’altro e neppure questo insieme a vaneggiamenti no-border, senza spiegare come in un’Italia sovrappopolata quattro o cinque volte il sistenibile si possano fare doccia lavatrice e avere aria condizionata 6M di invasori.
Oppure la demagogia dei presunti “diritti” (col solito tabù dei doveri).
Un po’ di brillantezza iniziale poi fanfaluche demagogiche sinistroidi per un mondo ribaltato.
Per curiosità, quale sarebbe esattamente l’utilità del TAP? Magari è anch’esso una forma di resistenza contro l’ugualismo?
Uno minimamente “intelligente” capisce che “decrescita” in questo universo è la fase che precede la morte e quindi è un concetto con cui si baloccano quelli che non sono minimamente toccati dalla succitata “decrescita”, si aspettano che siano gli altri a “decrescere”.
I meccanismi mentali sono sempre gli stessi, la rivoluzione non la fanno gli operai che in quanto analfabeti non sanno pensare, la fanno i figli della borghesia come Lenin o Castro, gente che poi vive con tutti i privilegi della “Classe Dirigente” mentre predica le virtù del vivere “proletario”.
“Uno vale uno” è la riedizione della Fattoria degli Animali.
> “decrescita” in questo universo è la fase che precede la morte
> e quindi è un concetto con cui si baloccano quelli che non sono minimamente toccati dalla succitata “decrescita”
Signor Boh Nessuno
Dovrei ricordare che l’acqua e’ bagnata ovvero che ogni cosa viva morira’.
Questo a parte, il problema non e’ affatto che nella fase di vecchiaia, gli essere biologici diminuiscono dal punto funzionale, delle dimensioni, della vitalita’: tutto questo e’ del tutto sano, normale, nell’ordine delle cose.
Il problema sono le crescite (tumorali) che portano alla morte prima o molto prima della vecchiaia, talvolta anche in giovinezza o in maturita’.
Un obeso che soffre di diabete, problemi cardiovascolari, visivi, di immobilita’ per massa eccessiva, etc. DEVE decrescere se vuole passare ad una vita piu’ piacevole, sana.
Direi che solo degli sciocchi potrebbero baloccarsi coll’idea che la persona obesa risolva i suoi problemi con un’ulteriore crescita.
https://www.istat.it/it/files/2021/11/REPORT-PREVISIONI-DEMOGRAFICHE.pdf
UIC
La fai troppo lineare
Come suggerisce il rapporto istat da qui al 2070 mi pare, non è detto che l’Italia resti un paese molto attrattivo per l’immigrazione.
Specialmente se iniziano a togliere i servizi sociali
(Già ti può capitare, come è capitato al sottoscritto di dare lavoro a un muratore straniero che pensava di trasferirsi a breve in Danimarca non appena il figlio avesse completato la scuola media.
Perché gli conviene andare in quel paese. E che ci sta a fare in Italia col caldo che fa? Dice)
Addirittura sempre l’istat prospetta che possa aumentare l’emigrazione degli italiani verso altri paesi che già si stima su valori attorno ai 5 milioni di persone.
Cosa scrivo a fare qui e negli altri posti dove l’idea è il circolino dove la gente si ripete l’un l’altro i luoghi comuni.
Torno a dire, il Grillo della “decrescita felice” è un milionario (v. controlli della Finanza) con un vasto patrimonio immobiliare, non è Francesco, non ha regalato tutti i suoi averi per vivere di elemosine.
Il M5S è un “movimento” che, tolti i personalismi dei “leader”, con somma ironia circa gli “uno”, si basa sulla rivalsa della “Gente” che invidia e quindi odia e si basa sugli “aiutini” clientelari verso la stessa “Gente” che mentre invidia e odia riceve il “Reddito di Cittadinanza”, cosi da non dovere lavorare e dedicarsi alla poesia e alla pittura.
…
Sul fatto che sia “normale” morire, si certo, anche io considero la VOSTRA morte normale e anzi anche auspicabile perché cosi rimane di più per me. Invece la MIA morte è la fine dell’Universo.
E’ come avere a che fare coi bambini delle elementari.
Signor Fuzzy
La prima domanda e’: i Danesi gradiscono che moltitudini di stranieri si trasferiscano nella loro casa danese, peraltro gia’ con un’impronta ecologica di 5.51?
Perche’ se esiste la convenienza degli invasori, esiste anche la “convenienza” e relativi calcoli degli invasi. A meno che qualche razzista anti avvochi una superiorita’ dei primi e una inferiorita’ e conseguente soccombenza obbbligatoria dei secondi.
I servizi sociali, come ogni cosa, richiedono risorse, energia e, producono rifiuti.
Quindi, la domanda: come conciliamo la loro eventuale scarsita’ con l’aumento di persone che vogliono utilizzarli?
Questa aritmetica elementare, lineare, e’ invisa a coloro che la detestano perche’ ricorda i famosi limiti: se la torta e’ quella (anzi, quantitativamente e qualitativamente in diminuzoine) cosa succede se aumenta il numero di “mandibolatori” (il virgolettato spero possa evitrare le ire del signor Giussani, visto che per campare dobbiamo tutti cibarci e utilizzare le mandibole per la masticazione del cibo)?
Il numero di fette aumenta, la loro dimensione diminuisce.
Altre considerazioni metafisiche, non-lineari, vogliono solo eludere il problema.
Peraltro, pure gli Italiani che emigrano NON hanno alcun diritto di farlo e men che meno altre nazioni hanno il dovere di prenderseli a moltitudini (possono esserci richieste di collaborazioni puntuali, a condizioni decise dai locali, non di certo imposte anche con la violenza e il crimine, dagli stranieri, spesso di generazione 2 o superiore).
UIC
https://www.italiachecambia.org/2019/12/vivere-autoproduzione-autonomia-alimentare-cambierebbe-mondo/
Notare che quando si dice dieta vegetariana bisogna specificare.
La dieta vegetariana ideale comprende due porzioni di formaggio settimanali.
Non so se nei calcoli che ho linkato sia mantenuto questo criterio.
Comunque la questione è sempre la stessa.
Non si possono fermare i flussi migratori
A meno che non ci si metta a sterminare le persone.
È per questo che i tuoi commenti sanno di nazismo, come è già stato adeguatamente sottolineato da Giussani.
Quindi fai prima a cambiare la dieta delle persone (e così ne sfameresti il triplo) che a sterminare 10 milioni di immigrati e impedire a 5 milioni di italiani di trasferirsi all’estero.
Ah, grazie per il signor, ma aspiro alla sufficienza.
Il muratore straniero è stato l’unico che sono riuscito a trovare sulla piazza. Se va via resto senza muratori e mi cade il tetto in testa.
😬
“Non si possono fermare i flussi migratori
A meno che non ci si metta a sterminare le persone.”
E’ una stronzata senza senso che viene ripetuta a pappagallo.
Ad esempio, in tutti i regimi comunisti dell’est europa non passava uno spillo alle frontiere, ne’ in entrata ne’ in uscita.
Per non considerare quelli non europei.
C’erano semplicemente dei soldati a controllare, che ti sparavano SOLO SE cercavi di passare lo stesso.
Non occorre sterminare, basta dare qualche esempio.
Tu che sei abbastanza maoista di fatto, dovresti sapere che basta “colpirne uno per educarne cento”.
E senza pensare a casi estremi, prova ad andare in australia o in nuova zelanda o in giappone e cina e vedi se ti accolgono tanto facilmente, se non come turista temporaneo. Poi ti caricano sul primo aereo in partenza e ti rispediscono al mittente, senza bisogno di scomodare i militari.
Erano stati di polizia favoriti anche da ragioni geografiche (sai che bello fuggire dalla Bulgaria per andare in Romania o dalla Polonia per finire in Germania Est). Cuba è un regime altrettanto repressivo e che di punizioni esemplari per chi ha tentato di espatriare ne ha inflitte tante, ma i cubani scappati sono più di un milione, quasi il 10% dell’intera popolazione a occhio e croce.
Non ci arrivi in barcone in Australia, Nuova Zelanda e Giappone. Quanto alla Cina, negli ultimi anni il fenomeno della migrazione clandestina dal gigante asiatico è cresciuta enormemente (e si somma alla migrazione legale favorita dal governo cinesi in paesi africani e altri dove fanno i loro affari).
https://www.dirittoconsenso.it/2020/07/06/flussi-migratori-comprendere-il-fenomeno/
I flussi migratori si possono talmente fermare che sono in aumento.
Certo, per l’Unione sovietica c’era poca richiesta.
L’Australia è talmente lontana
che col barcone si fa fatica ad arrivarci. A piedi poi men che meno
Qui da noi i migranti per mare ce li teneva a bada Gheddafi (ho letto, ma ne so poco) solo che siamo andati in Libia a bombardare (i francesi più che altro, ma ne so poco pure di questo).
Anche perché di Gheddavi si deve pensare che fosse un mostro e nient’altro. Un giorno o l’altro magari mi informo.
Ma sono arrivati tutti i 10 milioni per mare?
Non credo.
Il mio muratore lavorava in regola ma era esentato dalla partita IVA per un cavillo legale che non ricordo di preciso.
Comunque non vedo che necessità ci fosse di sparargli.
https://www.studiamo.it/pages/societa-iva-per-i-piccoli-imprenditori/
Pian, aveva la partita iva ma era soggetto a queste particolari agevolazioni
Forse qualcosa di ancora più specifico per i lavoratori stranieri ma non saprei ritrovare il cavillo
Signor Fuzzy
Leggo qui, nei commenti, di un suoi “maoismo” di fatto.
Mmh, quindi ideologicamente schierato.
Questo rimarca la poverta’ della vostra risposta.
Invece di cadere nella solita riduzione ad Adolfetto (generale indice di mancanza di argomenti) potreste forse notare che esistono paesi nei vari continenti, di vario lilvello economico, della piu’ varia ideologia, religione, lingua, che combattono e contrastano efficacemente l’immigrazione clandestina, di massa?
Qatar, Cuba, Giappone, Polona, la stessa Cina del fu signor Mao Tze Tung , di recente anche paesi Africani, Australia, Giappone, etc.
Anche supponendo che questi paesi, tutti insieme, nel 2023, abbiano fatto – esagero! – cinquanta vittime, nel loro contrasto, questo numero di vittime e di due o tre ordini di grandezza inferiore rispetto
o – ai morti in mare
o – alle morte degli invasi nei paesi “ad obbligo di accoglienza”
Quindi state ribaltando causa ed effetto e con le accuse di nazinazismo ci incarto le bietole dell’orto.
E’ sufficiente COPIARE (si capisce ?) da quei paesi nei quali la guerra migratoria non esiste in quanto efficacemente prevenuta e non apologizzata da masse di
Detto questo, gli invasori, ad iniziare dagli islamici, non ne vogliono sapere di dieta vegetariana e la macellazione Halal e’ la norma per rifornirli di proteine animali in forma di carne.
La mancanza di muratori e’ dovuta ad una societa’ fighetta (o signorile, per dirla alla Ricolfi) con i bamboccioni viziati tenuti a casa col reddito di fancazzanza (altra perla del movimento 5 Paesi dei balocchi) e da redditi per lavori fisici tentui a livello paraschiavile proprio dal conflitto sui lsalari creato ad arte colla immigrazione di massa.
Signor Winston, grazie per il suo commento ineccepibile: ricordare alcuni elementi di storia ai cari compagni e al alla loro memoria scarsa, cancellante, liquida, basata sulle narrazioni del giorno, dara’ fastidio ma e’ rigoroso.
Maoismo di fatto.
Signor uomo in cammino
Se era il maoismo a riuscire a impedire l’immigrazione allora il maoismo fa per lei.
A me il maoismo non interessa. Poi magari vado a consultare il mio unico libro di Storia. Ho deivricordi da rinfrescare.
Ma lei dà veramente ascolto al signor Winston?
😆
Egli sarà molto contento di aver trovato un “compagno’ di strada così camminatore
> Erano stati di polizia favoriti
La questione non e’ la forma di organizzazione del potere nelle nazioni, la questione e’ che il signor Winston ha smentito la “narrazione a pappagallo” che non si puo’ fare nulla contro le migrazioni.
La cosa interessante e’ che ha citato proprio dei comunistissimi stati in cui non si muoveva foglia e migrante che il comitato centrale non avesse voglia.
La storiella che non si puo’ fare nulla contro le migrazioni di massa appartiene a quell’armamentario di retorica di plastica per creduloni, quella che vede gli accoglioni masosadici sui commentari del quotidiano del M5S, ohps, scusate, il FQ, gioire per ogni bastone nelle ruote con i quali si reprime la resistenza alla guerra migratoria.
Basta muoversi nella stessa Europa e si trovano nazioni nelle quali sono gli autoctoni a decidere chi entra in casa e chi rimane fuori.
Non e’ necessario neppure andare a Cuba oppure in qualche altra nazione esotica che ha il controllo del proprio territorio.
Beh, a proposito di narrazioni e di Movimento 5 Favolette.
> l’utilità del TAP
Un gasdotto serve a trasportare energia della quale, il Belpaese, stipato con un scatola di sardine, necessita.
Il gas naturale viene utilizzato dalle centrali turbogas per produrre, in poco tempo, energia NON disponibile da altre fonti.
Gli anni Cinquanta del secolo scorso videro l’Italia completamente autosufficiente dal punto di vista della produzione di energia (idro)elettrica. Poi l’aumento della popolazione e dei consumi pro capite.
Quindi torniamo sempre al problema n. zero che e’ la sovrappopolazione, ora che la decrescita degli autoctoni e’ fatto certo, il problema non sono non si avvia verso la sosteniblita’ ma va in direzione opposta: la decrescita dell’impronta e del defici ecologico viene annientata dalla immigrazione di massa: sono gia’ penetrati invasori pari al 10% della popolazione.
Come si concilia questo con l’attuale gravi deficit energetico e di ogni altra importante risorsa (e’ sufficiente osservare che per un 80% delle risorse noi importiamo il 75% dall’estero)?
Quindi blaterare di decrescita e di no-questo e no-quello e essere no-border e “accoglienza senza-se-e-senza-ma” e’ una delle cose piu’ demenziali in assoluto.
Una delle demagogie nei quali il movimento 5 arocobaleni si butto’ presto a capofitto.
Grazie della lezioncina, ma lo sapevo già.
E come renderebbe autonoma l’Italia un gasdotto che dovrebbe importare gas dell’Azerbaigian?
La decrescita (per altro assai lenta) degli autoctoni dal punto di vista della sostenibilità è totalmente inutile se non accompagnata dal calo dei consumi. Questa tua dicotomia “immigrati no – combustibili fossili sì’ è molto rivelatoria delle tue reali credenziali ecologiche.
>> > Per curiosità, quale sarebbe esattamente l’utilità del TAP?
> Grazie della lezioncina, ma lo sapevo già.
Ecco, a domandina, rispostina.
Questi giochettini mi lasciano perplesso.
> La decrescita (per altro assai lenta) degli autoctoni dal punto di vista della sostenibilità è totalmente inutile se non accompagnata dal calo dei consumi.
Lenta!? E’ una curva esponenziale a base minore di uno, e’ la decrescita piu’ veloce che possa esserci a medio e lungo termine. Tant’e’ che viene osteggiata in tutti i modi dai crescitisti.
Il calo dei consumi avviene solo per calo demografico e non per un pauperismo che gran parte della popolazione NON vuole, men che meno gli invasori che sono penetrati in Italie ed Europa quasi esclusivamente per accedere al consumismo, con la voracita’ di coloro che non lo conoscono (la quasi totalita’ degli invasori NON ha avuto, alle scuole, una qualche forma di istruzione lievemente ecologica della nostra istruzione elementare e media).
Il gasdotto che porta gas naturale dall’Azerbaigian aumenta solamente la dipendenza dell’Italia dall’estero per risorse fondamentali.
> Questa tua dicotomia “immigrati no – combustibili fossili sì’ è molto rivelatoria delle tue reali credenziali ecologiche.
Signor Giussani, dovre avrei apologizzato a favore del TAP?
Ho osservato che strepitare contro le grandi opere e poi favorire, difendere, e reprimere ogni resistenza contro la crescita demografica ORA SOLO DA IMMIGRAZIONE DI MASSA che le giustifica e che ne e’ casusa e’ una follia completa.
Invece di rispondere in maniera polemicae voler dare patentini di ecologia non richiesti, potrebbe chiarire la domanda che avevo posto e che ripongo
Come si concilia l’attuale gravi deficit ecologico (energetico e di ogni altra importante risorsa) d’Italia e d’Europa con la immigrazione di massa che mantiene la sovrappolazione stabile o addirittura di nuovo in crescita?
P.S.
Anche scrivendo da piccio non sono riuscito a trovare il pulsante “Reply” corretto.
Quindi mi scuso per eventuale posizione balorda della risposta.
Il signor Giussani non si adira per niente, fa solo notare che lei per se stesso si arroga la qualifica di ‘uomo'(UnUomoInCammino), ma come lei ci ha spiegato evidentemente crede di far parte dei ‘superiori’ e quindi si sente in pieno diritto di farlo. Perfettamente legittimo, come altrettanto legittimo ridere di questo atto di superbia.
Salvo catastrofi demografiche come la peste nera agisce agisce sull’impatto complessivo molto lentamente. Le crisi economiche e i conseguenti tagli dei consumi, invece, hanno impatto molto più rapido, come testimoniato dai dati sull’impronta ecologica di svariati paesi occidentali quali l’Italia, che è diminuita principalmente per questo motivo.
L’Italia può essere un paese ambito per emigrare proprio perché può attingere a materie prime strategiche da altre parti del mondo (molte delle quali, direttamente o indirettamente, sono importazioni dai paesi delle migrazioni), altrimenti come nazione autarchica sarebbe a livello che non se la filarebbe nessuno. Non volere immigrati e pretendere di mantenere i flussi di materie prime dal sud del mondo (con tutte le convienienze che derivano dalla divisione tra centri e periferie dell’economia mondiale) è volere la botte piena e la moglie ubriaca.
Strano che mi venga a parlare di ‘polemica’ uno che normalmente è solito ricorrere a giudizi tranchant (eufemismo!) verso chi non gli va a genio.
E’ molto più vero l’esatto contrario, aumentando i consumi diminuiscono mortalità infantile e aumenta la speranza di vita, così la popolazione cresce anche se si riduce il numero di figli per donna. Un esempio recente sono i paesi ex comunisti che, dopo la shock del crollo dei loro sistemi economici e conseguente calo dei consumi pro capite, hanno visto un sostanziale aumento della mortalità fino ai primi anni del nuovo secolo.
Ok, non esiste il diritto delle persone di migrare all’estero: invece, per curiosità, il diritto di aziende di agire in paesi diversi dai loro esiste? Il diritto di mantenere un sistema di rapporti internazionali che permette il cosiddetto ‘scambio ineguale’ e impedisce una vera sovranità economica a tantissime nazioni , quando non permette addirittura di burattinarne ogni scelta politica, esiste? Perché la (non solo) sua dialettica sull’emigrazione si basa sull’idea che i migranti provenga tipo da Marte o un altro pianeta, non sia la conseguenze di fenomeni globali.
L’unica soluzione equa (che quindi immagino dal suo punto di vista pecchi pericolosamente di ‘ugualismo’) e a che alla riduzione dei flussi migratori corrisponda anche una riduzione delle importazioni e, indirettamente, anche di tutto il controllo politico che viene esercitato sulle nazioni del sud del mondo. Finché non lo fai, non puoi lamentarti dei migranti, visto che contribuisce attivamente a crearne.
“La decrescita (per altro assai lenta) degli autoctoni dal punto di vista della sostenibilità è totalmente inutile se non accompagnata dal calo dei consumi. ”
In prospettiva la decrescita demografica sarebbe tutt’altro che assai lenta: come credo abbiamo gia’ piu’ volte osservato, dalle statistiche istat si vede che ogni anno nascono meno persone (siamo sotto le 400.000), mentre ne muoiono e ne moriranno sempre di piu’ (stanno arrivando a fine corsa i boomers, che essendo nati al ritmo di un milione l’anno, moriranno all’incirca allo stesso ritmo – spoiler: non per colpa del caldo e dell’inquinamento o del covid, solo per la vecchiaia: dopo gli 80 si muore di vecchiaia).
Salvo errori, fa un saldo negativo di 600.000 o piu’ persone all’anno, 6 milioni in 10 anni, 18 milioni in 30. Che poi, a parita’ di altri fattori, ad esempio il numero di figli per donna, il fenomeno tenderebbe intrinsecamente ad autoalimentarsi, se non nel numero assoluto nelle percentuali, col diminuire delle donne fertili e l’onda lunga dei piu’ numerosi vecchi del passato (che e’ proprio quello che sta gia’ succendendo, oggettivamente).
Se questo trend fosse iniziato nel 1990, cioe’ ieri l’altro per chi non e’ piu’ un giovincello, saremmo gia’ un terzo di meno: un terzo delle case abitate in meno, un terzo delle automobili in meno, un terzo di apparato produttivo a parita’ di consumi in meno, un terzo delle tasse pagate in meno a fronte del debito accumulato nel passato sulla supposizione della sua sostenibilita’ attraverso la crescita e lo sviluppo del futuro… a pena del fallimento giuridico.
Gia’ adesso la turpe finanza finanzia il nostro debito per mantenere e/o aumentare il welfare e lo stile di vita del passato, che e’ quello che _tutti_ si aspettano in pratica e danno per giusto e scontato (anche i verdi decrescisti, vedi fuzzy e le sue incongruenti fonti di sapienza economica).
Si capiscono meglio cosi’ le questioni in gioco?
Un calo cosi’ marcato probabilmente porterebbe pure ad una decrescita dei consumi pro-capite sia personali che sociali, perche’ metterebbe in crisi, a catena, le attivita’ produttive sia nella manifattura che nei servizi, e la solvibilita’ del paese nei confronti degli scambi con l’estero.
E forse porterebbe a un vero a proprio collasso, questa volta sul serio, proprio perche’ indurrebbe una decrescita per la quale non siamo attrezzati, che probabilmente e’ la ragione pratica per cui le istanze di decrescita si sono sempre tradotte in rottamazioni, bonus incentivanti e aumenti di consumi “verdi”, che l’ideologia green e’ servita solo a promuovere ed autoassolvere nei suoi sostenitori.
D’altra parte, il “crescete e moltiplicatevi”, nei tempi lunghi dei millenni, e’ servito proprio a colonizzare il pianeta in ogni sua piega disponibile: le crescite demografiche portano sempre a diaspore piu’ o meno marcate in cerca di nuovi territori da colonizzare, e’ inerente al carattere dei giovani che eccedono durante la crescita desiderare l’altrove, se non altro per scappare dall’insoddisfazione del presente in cui vivono e che sperimentano emozionalmente per costituzione, siamo fatti cosi’ e non per caso, ma per la necessita’ di diffusione della specie.
> a qualifica di ‘uomo'(UnUomoInCammino), ma come lei ci ha spiegato evidentemente crede di far parte dei ‘superiori’
Guardate, Giussani, io non ho alcun potere di cambiare le credenze e le projezioni che avete in codesta testa.
Ho scritto che siamo (noi, io compreso) mandibolatori (in senso letterale e metaforico) perche’ necessitiamo di risorse e cachiamo rifiuti.
Guerre, pandemie etc. sono delle brevi scalfiture nella curva esponenziale.
Il taglio dei consumi viene subito dai piu’ come un problema, specie per i segmenti della popolazione piu’ poveri.
Io non condivido affatto questo scenario pauperistico, masosadico.
La decrescita intelligente non e’ il nefasto comunismo che produsse miseria e indigenze per tuggi gli uguali a meno di uguali piu’ uguali degli altri (soviet, nomenklatura, etc.).
Quindi lo scenario ragionevole e’ quello di alcuni paesi sviluppati e con impronta sotto la biocapacita’ (Canada, Argentina, Finlandia, etc.) non paesi generalmente miseri E sovrapppopolati (Corno d’Africa, Bangladesh, Nigeria) o con deficit ecologici da incubo (come Israele, Qatar, Singapore).
> L’Italia può essere un paese ambito […] può attingere a materie prime strategiche
L’azienda Pinco Palla Health di Valoriate sul Panaro produce una cosa ambitissima (supponiamo micro robot per operazioni chirurgiche cardiovascolari di urgenza).
Quindi se il signor Abdullah Rafjani, pachistano in Pachistan, desidera essere operato con quella tecnologia, o produce qualcosa che puo’ essere scambiato con i lavoratori / dirigenti della Pinco Palla Health oppure nisba.
Lo so che per gli ugualisti “nessuno rimanga indietro” (che significa “Nessuno vada avanti [rimaniamo tutti trogloditi]”) questo e’ caccadiavolobruttocattivofasciofassista, ma il mondo funziona cosi’.
Il mondo, la vita, la fisica, la biologia si basano sulle differenze di potenziale e un mondo morto di ugualizzati colla pialla del peggior comun denominatore, piace solo a degli psicopatici.
Questo risponde anche al “il diritto di aziende di agire in paesi diversi dai loro esiste?”
Se in Pachistan decidono di iniziare a studiare (qualcosa che non sia Sunna e Corano) e metton su la Rafjani Health, bene, competeranno coi nanorobot da essi/a prodotti.
Peraltro non si capisce perche’, da una parte di avvoca l’inesistente diritto globale alle migrazioni no-border e dall’altra parte si asserisce che sia ingiusto che la Pinco Palla Health di Valoriate s.P. venda i suoi aggeggini in Pachistan o in Bolivia.
Peraltro gli autorazzisti dimenticano che a differenza degli imperi, l’Italia non bombarda o invade colonie: o vendi il nanorobot per chirurgia oppure nisba, non puoi neppure importare legna da ardere e la sera non cucini e stai al freddo.
> E’ molto più vero l’esatto contrario, aumentando i consumi diminuiscono
L’unica cosa certo che TUTTI i paesi a maggior miseria sono SOVRAPPOPOLATI.
Esistono dei regimi transitori nei quali succedono “strane” cose.
Abbiamo gia’ discusso della folle, nefanda profilificita’ di alcune nazioni africane ed asiatiche la cui unica, etica risposta e’ “se usi l’antibiotico usi pure la pillola, altrimenti i tuoi 38 figli te li tieni / ve li tenete in Congo” ovvero “assumersi le conseguenze delle proprie scelte”.
> alla riduzione dei flussi migratori corrisponda anche una riduzione delle importazioni
Questo e’ certo che de-portando decine di milioni di aspiranti consumisti dai paesi “delle materie prime” ai paesi consumisti, si avra’ solo un grave aumento di n-volte la impronta ecologica pro-capite e, peggio, in luoghi gia’ a grave deficit ecologico e un AUMENTO del deficit ecologico mondiale.
Del resto, la storia della sinistra e’ una storia di antagonismi, di strategie fallimentari “al contrario” ovvero dello sdilinquirsi per problemi e catastrofi che a parole si combattono “senza se e senza ma” e nella prassi si realizzano con la propria feroce intolleranza per leggi fisiche, biologiche, storiche (vedere lo sciopero odierno dei sindacati per l’affettamento del controllore da parte di due egiziani, col Landini che era sempre in fila per le “accoglienze senza se e senza ma”).
Srebbe pure da ridere se non fosse tutto vero.
Tanto per tornare a tema, il M5S ebbe delle idee interessanti, poi naufragate nello scemenzaio “freno a mano ben tirato e piede pesante sull’acceleratore” della loro sinistra demagogia per ebeti.
Ho citato le chicche, No-Tap e No-TAV, critiche a questa infrastrutturazione nefanda che avrebbero pure un senso se non fosse che poi le turbogas per 6M di di invasori oltre ai mandibolatori locali le alimentiamo a volantini o a Fiori di Bach oppure latte e cagliate che essi sbaffano provenienti dalla Francia li facciamo passare sulle mulattiere della Val Susa (per non parlare di attivisti Rebellion o VeLestFraidei che andarono a Bologna per il blocco della tangenziale nella protesta contro il suo allargamento non in treno ma…. in pullman, siamo proprio all’apoteosi della contraddizione).
Si potrebbe pure considerare il reddito di fancazzanza, i bonus 110% per case alla plastica e deficit/debito per i nipoti, il diritto all’acqua che se ho 30000 nigeriani deportati nella frazioncina di Baiano di Sopra il suo acquedotto aggratisse non ce la fa ma non diciamolo perche’ l’acqua e’ un diritto universale della scienzah e della uguaglianzah e neppure diciamo come pagare lo stipendio a chi ne controlla, una volta al mese, la qualita’ del’acqua.
Il M5S passera’ partito degli assistenzialismi, dei dirittismi con qualche nostalgico, purtroppo le walt-disneyate per bambini che ne caratterizza(va)no il pensiero continueranno a imperversare.
A Cuba c’è un esodo di massa verso gli USA, si è rafforzato negli ultimi tempi.
Azz, qui fa professione di ugualismo! Allora mi aspetto che il blog cambi nome in ‘un mandibolatore in cammino’. Leggendo le sue collocazioni linguistiche delle parole ‘uomo’ e ‘mandibolatore’ mi ero fatto un’idea un tantino diverso, ma è sicuramente colpa mia che sono prevenuto.
Per il resto dovrei scrivere una lunga risposta che non si filerebbe nessuno al 64° commento, quindi preferisco scriverci un post, mi ha fatto da musa ispiratrice.
Fuzzy, questa volta mi trovi completamente d’accordo con te.
Ricordo anche la storia delle accuse di stupro al figlio di Grillo e come ha reagito suo padre. Che sia colpevole o no, un politico che si presenta come si presentava Grillo e poi cresce i suoi figli in un ambiente come quello che è emerso ai tempi dello scandalo non è uno che crede veramente in quello che dice.
Non ho mai votato 5 Stelle e sinceramente non capisco molto chi lo fa. In mezzo c’è anche gente che ci crede e ha delle competenze, ma in gran parte mi sono sempre sembrati dei cialtroni, Grillo un esaltato che sembrava cambiare continuamente idea senza che nessuno se ne accorgesse, molte delle promesse del partito dei personaggi francamente patetici (Di Maio) o ridicoli (Di Battista), Conte un altro furbo… Per non parlare dell’immensa quantità di denaro pubblico sperperata nei bonus all’edilizia… l’ultima cosa che ci si poteva aspettare da un movimento che aveva cominciato con la decrescita e la critica al malaffare.
Gaia, Grillo non si è mai proposto come “politico” ma solo come “tutore” per via di quella faccenduola della condanna per triplice omicidio che non sarebbe andata d’accordo con la predicazione circa l’esclusione dagli incarichi delle persone indagate, figurarsi quelle con condanne in giudicato.
Non capisci chi vota M5S?
Strano perché è una versione riveduta e corretta della “sinistra”, declinata in favore dell’Italia Meridionale. Dalla “sinistra” mutua la “rivalsa” contro “la casta”, che una volta si sarebbe detto “il padrone” o “la borghesia”. La necessità di raccogliere consenso al Sud implica la clientela, cioè il “voto di scambio” per cui tu mi voti e io ti garantisco lo “aiutino”.
La differenza tra il M5S e un Partito tradizionale è la premessa de “uno vale uno” che formalmente nega la struttura piramidale della gerarchia e nega la necessità di fare gavetta per vedersi attribuiti degli incarichi. Col trucco de “La Rete” si prometteva a qualsiasi “nessuno” non solo di potere esercitare la sua volontà con la “democrazia diretta” ma anche di diventare Ministro partendo dal nulla e senza passare dal via, come si dice. Poi ovviamente c’erano gli “uno” più uni degli altri e anche qui vedi la tradizione “sinistra” tipo Fattoria degli Animali.
“Per non parlare dell’immensa quantità di denaro pubblico sperperata nei bonus all’edilizia… l’ultima cosa che ci si poteva aspettare da un movimento che aveva cominciato con la decrescita e la critica al malaffare.”
Anche no, che non ce lo si poteva aspettare: prima ho appositamente ri-ascoltato una conferenza del 2008 con Massimo Fini e Maurizio Pallante, un altro della “decrescita felice”: in Pallante c’era gia’ tutto e anche peggio, parla di obblighi legali di adeguamento a prescindere. Secondo lui le case che non siano ultimo grido ecologico consumano 20 kg di fossili a mq per anno a prescindere da chi ci abita dentro (la mia pero’ ne consuma zero, come mai?). E se poi chi ha la casa superisolata e claustrofobica spalanca le finestre d’inverno cosa facciamo, gliele blocchiamo?
Al di la’ delle innegabili buone intenzioni, si tratta di ambientalisti arroganti da citta’ con mentalita’ fasciocomunista che tanto piu’ credono di sapere quanto piu’ non capiscono un cazzo di come andrebbero rispettate le opinioni esistenziali altrui, giuste o sbagliate che si ritengano. Dispiace, ma avere rispetto per le idee di chi non ne ha neanche un minimo per quelle altrui, oltre che sbagliato e’ anche ingiusto.
La conferenza c’e’ ancora sul tubo, ed e’ questa:
https://www.youtube.com/watch?v=Woz3JtRClgw
Comunque in bonus e incentivi alle rinnovabili negli ultimi lustri sono state impiegate tante di quelle centinaia di miliardi a debito che e’ ipotecato ogni futuro immaginabile: a meno che uno non sia appena nato e con una lunga aspettativa di vita credo che per gli altri in eta’ da lavoro e da contribuzione fiscale non ci sia piu’ nulla da sperare.
Il famoso “reset” dell’ “agenda 2030” dell’ingegner Klaus Schwab se ci sara’ non e’ detto che sara’ come previsto, potrebbero esserci, come ci sono sempre nella storia, delle sorprese, non necessariamente piacevoli. Le mode cambiano in modo imprevedibile, di prevedibile c’e’ solo che cambiano, ragione per cui non vale la pena essere troppo tassativi, nella speranza di essere ricambiati almeno in questo.
Winston, le petizioni a favore del nucleare le spammi dai tuoi profili social e dai siti Web che sono intenzionati a promuoverle, non qui.
Mi sono reso conto dopo aver postato che avrebbe potuto sembrare propaganda, e me ne scuso, perche’ non era la mia intenzione: essendo io di una generazione che ha seguito tutto, e in modesta parte partecipato a tutto, sin dal suo inizio, intendevo al contrario solo condividere il mio stupore.
Non e’ poi cosi’ strano umanamente: all’epoca degli amici della terra essere antinuclearisti era andare controcorrente in nome di un altro paradigma, oggi ormai e’ il contrario, come lo e’ un po’ tutta l’agenda green, che e’ diventata a parole la moda del momento, occasione di grandi speculazioni sia politiche che commerciali, discostarsi dalle quali e’ da reprobi, c’e’ poco da fare.
I bastian contrari, le cassandre, si devono adeguare ai loro successi specie quando eccessivi, opponendosi ad essi.
Vale sempre il proverbio del temere la realizzazione dei propri desideri che a volte si rivelano, una volta realizzati, degli incubi.
L’ideale e’ stare sempre all’opposizione: se le cose non funzionano e’ colpa degli altri che hanno agito, se funzionano e’ grazie ai suggerimenti che noi gli abbiamo dato 😉
Che la green economy sia una posizione all’interno del business as usual oramai è palese, ma che il nucleare sia dentro qualche ‘nuovo paradigma’ è assolutamente falso. E’ un tentativo estremo di portare avanti il modello delle fossili.
Direi che manca il vero protagonista, cioè Casaleggio. Quale il suo ruolo effettivo? Davvero è stato Grillo l’artefice del movimento, oppure solo la sua vetrina pubblica? Eppoi, perché la polemica di base di Grillo ha virato da sostanzialmente ambientalista e decisamente antieuropeista?
Personalmente, pur apprezzando la volontà di rottura con la politica degli altri partiti, non mi sono mai fidato perché nella retorica d’assalto c’erano sempre due elementi per me molto sospetti:
La rabbia. E’ il più contagioso dei sentimenti e quello che maggiormente si presta ad amalgamare una massa di gente scontenta (anche a ragione) in una massa di manovra politica. Una roba vecchia quanto la politica. La rabbia è anche molto facile da simulare e Grillo è un attore professionista.
“Loro” hanno tutte le colpe e “noi” siamo le vittime. I ruoli potevano essere attribuiti diversamente a seconda dei casi, ma sempre presenti o quasi. Altra trappola retorica classica.
Il ruolo di Casaleggio è stato quello di montare tutta la commedia de “La Rete”, quindi la “comunità degli iscritti” e la “piattaforma” che poi si sarebbe tradotta in “democrazia diretta”. Non era una idea geniale, semplicemente era l’ennesimo servizio Internet, altrimenti noto come “social”, che fa perno sui “terminali di servizio”, cioè gli scemofoni che tutti hanno in mano. Diciamo che Casaleggio era un piccolo Zuckemberg, invece di Facebook ha messo su il M5S.
Il Movimento non ha mai avuto la necessità di un vero programma o di idee sensate, la sua vera natura è duplice, la voglia di protagonismo del “signor nessuno” tramite lo “uno vale uno” e la ribellione de “La Gente” contro “La Casta. A quel punto qualsiasi cosa andrebbe bene, è tutto e solo un pretesto. Il fallimento era nelle premesse perché dopo le famose Forche Caudine quando gli ambasciatori dei Cinquestelle costrinsero i capoccia della “sinistra” alla “diretta streaming” di un tavolo in cui firmavano la resa, bisognava misurarsi con il concreto, con la quotidianità e non bastano le sparate che rimbalzano dentro la “Comunità degli Iscritti”. Se Conte si darà da fare potrà forse mettere in piedi un partitello meridionalista sfruttando la “contestazione” rispetto all’andazzo, una cosa che funziona fino a che rimani eternamente “contro”.
https://www.artberman.com/blog/this-is-how-oil-ends/
Come si dice, OT?
Devio dai problemi che affliggono il teatrino dei 5 stelle per tornare a busso sulla questione del petrolio.
Art Berman, spesso citato anche in questo blog ha scritto questo articolo a dir poco inquietante, dove mette in relazione un piccolo ma significativo calo nella produzione petrolifera (soprattutto sembra sia un calo definitivo) con l’enorme massa di debito che è in giro per il mondo.
Li mette in relazione ma non mi sembra che vada oltre. Lascia al lettore il compito di compiere l’ultimo passaggio.
che due coglioni
Cinquant’anni di ritornello.
https://scenarieconomici.it/leuropa-non-e-assolutamente-fuori-dai-problemi-per-il-gas-naturale/
E te ne auguro altri cinquanta.
(A parte che la faccenda del ritornello è una scemenza).
https://www.resilience.org/stories/2024-10-24/why-we-should-burn-wood-for-heat/
Due
Tu sai costruire una rocket mass heater?
Se no, vedi di procurarti un buon cappotto perché tra poco potresti averne bisogno.
E un cappottino pure per lo smartphone, altrimenti ti si gela.
Fuzzy perche’ posti queste stronzate? Abbiamo le cucine economiche dei nostri padri che sono cento volte piu’ efficienti, multiuso, e quindi piu’ adatte alla scarsa disponibilita’ anche di legna del nostro paese rispetto alla popolazione ivi residente.
Sanno tutti che se i boschi hanno ripreso consistenza nel nostro paese, e hanno ripreso consistenza e di molto, e’ anche perche’ non usiamo o usiamo molto meno la legna per usi calorici grazie alla disponibilita’ di alternative (da cui la giustificata preoccupazione di Jacopo) .
Da qualche decina di anni poi, sono disponibili stufe a legna ad alta efficienza (cosiddette “a doppia combustione” che raddoppiano il rendimento delle cucine economiche, che era inferiore al 50 per cento del potere calorico potenziale: lo fanno reimmettendo aria ancora ricca di ossigeno e preriscaldata nella zona della fiamma che, per mancanza di adeguato ossigeno, farebbe uscire dal camino un sacco di gas incombusti).
Winston
Reagisco con pernacchia.
Ma ancora non l’hai capito che io non parlo dell’adesso ma di un tempo ipotetico ma non irrealistico in cui i combustibili fossili saranno scarsi rari e indisponibili?
E che per questo motivo non ci sarà più il capitalismo e neanche l’industria ad alto consumo energetico?
La stufa in questione la puoi fare tu stesso con semplici mattoni, argilla, sabbia e qualche tubo più un paio di bidoni. Brucia ogni tipo di legno, compresi i rametti (scarti di potatura che di solito vengono conferiti in discarica). Per alimentarla basta una superficie di 50 metri quadri di noccioli che oltre a fare le nocciole e le foglie per pacciamare l’orto, produrranno legna da ardere per circa un secolo se potatti (te lo dico in sardo) a ceduo
E questo è un semplice piano B.
C’è poi il piano C: tre o quattro pietroni per fare un focolare. Il focolare è incredibilmente efficiente, se ben gestito, ma ha il difetto di fare fumo.
Ho consultato il mio unico libri di storia. Il maoismo è stato un movimento violento.
Io sono pacifista.
Se mi invadono e mi rubano la stufa a pellet me ne faccio una in argilla. Se l’invasore mi ruba la stufa in argilla me ne faccio una con tre pietroni
Se mi rubano i tre pietroni faccio un giro e me ne procuro altri tre
Che poi perché uno dovrebbe rubare tre pietroni,
Tu winston dovresti leggere tutti gli articoli di Tom Murphy perché sei intriso di conformismo. Il vero male del secolo
Rileggo? No, no, va bene così.
Alcune precisazioni al margine
La stufa della nonna va pure bene.
Ottima direi, ma ha il difetto di non poter essere autocostruita.
Il caminetto è ancora più multifunzionale e magari può essere autocostruito, ma la vedo dura. Avevo un caminetto in una vecchia casa affittata per pochi soldi ma non faceva per niente caldo.
Da qualche parte leggevo che
il principale stratagemma per risparmiare sulla legna da ardere è stare in un gran numero di persone nella stessa stanza.
Anche questo è un metodo poco pratico per noi occidentali scorbutici e rarefatti.
Perciò
https://youtu.be/E8d5ffKjAiI?feature=shared
E sotto i noccioli crescono pure le erbe selvatiche commestibili e trovano alloggio una moltitudine di animaletti.
“Avevo un caminetto in una vecchia casa affittata per pochi soldi ma non faceva per niente caldo.
Da qualche parte leggevo che
il principale stratagemma per risparmiare sulla legna da ardere è stare in un gran numero di persone nella stessa stanza.”
Fino a prima dell’ultima guerra compresa, la legna era preziosa e scarsa salvo in montagna** dove invece era scarso il cibo per cui, dalla gente comune, veniva usata solo per la necessita’ piu’ importante, cioe’ cucinare il cibo, inverno ed estate. Noi rabbrividiamo pensando a quanto freddo avessero d’inverno, ma non pensiamo mai a che tortura fosse cucinare il cibo d’estate, infatti si usava cucinare un pentolone che poi veniva consumato nei giorni successivi. Quindi, che il caminetto o peggio ancora la fiamma libera al centro del “casone” non scaldassero piu’ di tanto l’ambiente d’inverno era del tutto irrilevante.
Mi stupisce assai notare che sai tutto dei preppers e simili americani, ma sembri non conoscere nemmeno la tradizione del filo’ in stalla che era ancora in uso nella generazione precedente la tua. Fino a ieri l’altro non c’erano i trattori, le bestie servivano prima di tutto a trainare carri e aratri, poi a fornire latte carne e letame, quindi la stalla l’avevano tutti i contadini – sono interessanti gli studi al proposito di Pennacchi sulle bonifiche di Latina-Littoria e sul modo in cui si pensava di organizzare razionalmente i cosiddetti “poderi” ai tempi della lotta all’urbanesimo, leggili invece di perdere tempo con le scempiaggini dei preppers americani da hollywood e assimilati – sembra un altro mondo ma era solo il tempo dei nostri genitori e, per i piu’ giovani, nonni).
Il confort termico e’ un’invenzione contemporanea dell’attualita’, eppure ragioniamo come se ci fosse sempre stato e, soprattutto, che sia un diritto/dovere che deve essere imposto dalla legge nientepopodimeno che europea (c’e’ un bel libretto distopico degli anni ’60 che vi consiglio, “37 centigradi” di Mario Aldani, che aveva previsto tutto).
A forza di vivere nel lusso del mondo della narrazione e delle favole che ci ha concesso la modernita’, abbiamo sviluppato una bella testa di cazzo, imho.
** ragione per cui li’ usavano le “stube”: ma la battaglia principale in quei posti era per l’acqua liquida: ci si adatta a tutto, ma e’ molto difficile vivere in un posto dove per una parte non trascurabile dell’anno l’acqua e’ allo stato solido, con tutto cio’ che ne consegue. Infatti erano luoghi perlopiu’ disabitati e dove si poteva vivere solo sfruttando la capacita’ degli animali di trasformare le scarse risorse disponibili in cibo per noi assimilabile.
I caminetti sono inefficienti e con un sacco di problemi (in primis di salubrita’, presenza di ceneri nel cibo, di polveri di combustione nell’aria dei locali (poco) riscaldati).
Le cucine economiche sono una invenzione geniale, peraltro con tassi di efficienza di molto aumentati (con la “combustione secondaria” citata).
Comunque, nel pessimo, gravissimo deficit ecologico implica che l’Italia sia il 1o importatore mondiale di legna da ardere.
https://www.compagniadelleforeste.it/filevari/2018/Prodotti_legnosi_innovativi-Importazioni_di_legno_in_Italia.pdf
Ho un conoscente che realizza stufe autocostruite in terra cruda e materiali “di recupero”, ad alta efficienza.
A differenza delle cucine economiche non possono essere usate per cucinare ne’ per scaldare acqua.
Mi pare che ci sia uno strizzare l’occhio a o un volgersi verso una decrescita-collasso piu’ che ad una decrescita intelligente. Se immaginiamo non ci siano imprese che costruiscono cucine economiche, allora lo scenario e’ quello di un mondo rudimentale in cui non ci sono neppure ambulanze, ospedali, farmaci, e altre cosine trascurabili del genere.
Beh, il bosco a ceduo è antico come il mondo.
Non l’hanno certo inventato i preppers.
Ma se pensi che io legga i preppers ti sbagli di grosso.
La rocket stove è altrettanto antica
Se poi vuoi che ti descriva la storia dei costumi e del territorio emiliano qualcosa ne so, Ma è semplice, c’era acqua dappertutto. Si, direi che l’acqua non mancava e non c’era bisogno di sciogliere il ghiaccio, ma della montagna come ho scritto qui più volte, non so assolutamente niente.
Per me i montanari possono fare quello che vogliono.
Oddio, da bambino vivevo sugli appennini e ancora ci torno spesso perché mi ispirano qualcosa di familiare.
https://www.rocketstove.it/
Il link alla rocket stove.
Roba antica
Winston
Le vecchie generazioni avevano sviluppato modi di vita molto resilienti ma non è detto che per i nostri futuri tempi di scarsità, debbano essere la Bibbia
Io sono stato folgorato sulla via di Damasco soprattutto dal low tech magazine che suggerisce soluzioni tecnologiche tra il passato e il presente
https://solar.lowtechmagazine.com/
C’è anche il no tech magazine.
Quasi tutto quello che scrivo viene da questi due siti.
Sono ingegneri, non preppers. Zona Paesi bassi.
Igor: “La decrescita (per altro assai lenta) degli autoctoni dal punto di vista della sostenibilità è totalmente inutile se non accompagnata dal calo dei consumi.”
Hai dati che indicano un aumento dei consumi pro capite in Italia? Altrimenti questa tua frase non ha matematicamente senso.
I consumi italiani sono calati negli ultimi trent’anni, ma l’impronta ecologica è sempre molto maggiore della biocapacità nazionale. Quindi pensare a un rientro solo sulla variabile demografica non ha senso.
Igor, qui non sei matematicamente onesto. Uno conto è dire “non basta”, un conto “totalmente inutile”.
Servono entrambe le cose, è evidente.
Prova a dire che ad assorbire la CO2 sono gli alberi: ti verra’ risposto che dire che per risolvere il problema della CO bastano i soli alberi non ha senso.
A proposito di migrazioni, un esempio: è la Cina che depreda il Pakistan, ma secondo Igor è colpa dell’Italia e i pakistani devono venire da noi, non andare in Cina (o lottare, come alcuni evidentemente fanno, per una migliore distribuzione delle risorse nel loro paese):
https://www.aljazeera.com/news/2024/11/9/several-killed-in-railway-station-bombing-in-pakistans-quetta
Ci sono tanti altri esempi dall’Africa, e dall’Asia, ma no: è sempre e solo colpa nostra.
Scusa Gaia, mi potresti dire dovre avrei affermato una simile sciocchezza? Io non ho mai detto neppure che tutta la migrazione verso l’Italia sia ‘meritata’, bensì ho fatto notare che non si può ridurre la questione delle migrazioni come se fossero invasori alieni da Marte, avvengono bensì all’interno di un sistema dove anche l’Italia ha la sua parte di responsabilità.
Mi fa abbastanza ridere perché, dopo una vita passata a essere definito ‘antiamericano’, oggi sono ‘russofobo’ ed ‘eurocentrico’ per via delle mie posizioni sull’Ucraina e sul neocolonialismo russo.
“oggi sono ‘russofobo’ ed ‘eurocentrico’ per via delle mie posizioni sull’Ucraina e sul neocolonialismo russo.” Su questo ti posso capire! Applicare gli stessi principi a situazioni simili con protagonisti diversi ti fa fare un sacco di nemici!
Può darsi che io abbia frainteso, ma quello che tu dici sul fatto che le persone migrano qui perché c’è un sistema globale economico iniquo, che è almeno in parte vero, nel contesto del discorso che stiamo facendo e messo così senza ulteriori commenti sembra suggerire che questa migrazione sia inevitabile e che noi siamo costretti a subirla.
Per me essere decrescista significa anche voler lasciare ad altri popoli una quota maggiore di risorse, non accaparrarle tutte noi, per cui su questo ti do ragione, ma dovrai anche tu riconoscere che:
1. la migrazione non è l’unica risposta possibile allo sfruttamento: si può anche restare e lottare per cacciare “lo straniero” (o il proprio governo corrotto). In tanti lo fanno, chi migra in un certo senso si sottrae a questa responsabilità
2. la migrazione peggiora il problema, perché aumenta la quantità di persone e consumi in paesi che già, come tu dici, prendono risorse dagli altri e li sfruttano. Un nigeriano che viene qui non salva la Nigeria dalla corruzione, semplicemente crea un ulteriore incentivo in Italia per farsi dare a qualsiasi costo le risorse nigeriane (banalizzo un po’). Messa in altro modo, se, anziché far arrivare migranti qui per mandare avanti la baracca a tutti i costi, le attività economiche come ad esempio le fabbriche si spostassero dove i migranti vivono, il problema inizierebbe a riequilibrarsi. Invece no, siamo contro la “delocalizzazione” ma siamo anche contro le diseguaglianze.
3. non c’è una vera correlazione tra paesi che sfruttano, e paesi che ricevono i migranti. In alcuni casi sono gli stessi paesi, ma in molti altri no: i migranti vanno dove pensano di essere trattati bene e di trovare lavoro o welfare a condizioni accettabili, e per questo la Svezia ha una popolazione straniera in percentuale molto più alta, a quanto mi risulta, della Cina, che si sta pappando l’Africa e una buona parte dei suoi vicini.
https://africa24.it/2024/05/03/il-nuovo-volto-dellemigrazione-in-africa-occidentale-il-ruolo-della-russia/
Il flusso migratorio dall’Africa ora sotto l’influenza russa.
Dubito che il futuro esercito Europeo farà mai la guerra direttamente contro la Russia.
Non sarebbe proprio il caso, direi.
Magari guardano all’Africa.
Ma pure lì potrebbe non essere una semplice passeggiata.
I tempi sono cambiati
No, non siamo costretto a subirla, bensì a non ragionare come se si trattasse di alieni che vengono da Marte o tirando in ballo strane ‘meritocrazie’ e parlare di superiori e inferiori.
No, ma perché bisogna ragionare in termini di sistema economico complessivo e non fissarsi sulle singole nazioni che lo compongono.