Personalmente, odiando profondamente gli intenti censori, simpatizzo sempre per chi riesce ad approfittarne volgendoli a suo favore, a prescindere dal fatto che io condivida o meno le sue ragioni. Per tale motivo, non ho potuto fare a meno di apprezzare la maniera in cui Alessandro Orsini, discusso sociologo della LUISS, è riuscito a fare buon viso a cattivo gioco dopo lo stigma in cui è incorso per frasi come “Quello che Putin ha fatto all’Ucraina noi l’abbiamo fatto nello stesso identico modo in Iraq” o “Se il problema è che Putin sia un cane e uno schifoso, allora tra schifosi possiamo intenderci”. Tali dichiarazioni hanno notoriamente scatenato orde di politici di varia estrazione che hanno urlato al filo-putinismo, invocando la rimozione dello studioso da ogni programma RAI.
Da allora, anziché sparire dalla scena mediatica, la visibilità di Orsini è giustamente cresciuta a dismisura, al punto che attualmente sta persino girando i teatri italiani per tenere un ciclo di conferenze dal titolo Ucraina. Tutto quello che non vi dicono . Dico ‘giustamente’ non in quanto suo fan, bensì perché certe pretese nazi-liberali (non so chiamarle in altro modo) devono necessariamente ritorcersi contro chi le invoca.
Anche la decisione dell’ENI di interrompere la collaborazione con l’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale, entità curata dal sociologo, alla lunga non farà che portare acqua al suo mulino. Insomma, Orsini, come si suole dire qui in Romagna, non finirà alla carriola, grazie a una notorietà che difficilmente avrebbe ottenuto tramite le pubblicazioni accademiche. Il problema, semmai, nasce proprio su questo versante, quello della credibilità scientifica.
I sostenitori di Orsini ne esaltano il carattere di ‘bestemmiatore’ della vulgata dominante e da lui si attendono sempre e comunque la posizione ‘controversa’ da opporre alle tesi sul conflitto ucraino diffuse a tutto spiano dalla grancassa di Tv e giornali. Si è calato nel ruolo di scandalizzatore degli opinionisti conformisti benpensanti, come personaggio mediatico da ciò trae la sua esistenza. Solo che di mezzo non c’è Marylin Manson, Helmut Newton o Lady Gaga, bensì un ricercatore, ossia qualcuno deontologicamente obbligato a una gerarchia di valori dove il rigore intellettuale venga anteposto al gusto della provocazione e al bastiancontrarismo.
Ho il sospetto che alcune recenti uscite, in particolare quella sull’infanzia felice di suo nonno durante il fascismo o sulla non volontà di Hitler di scatenare una guerra mondiale* (attribuita invece all’esecuzione di clausole difensive in stile NATO), siano dettate dal volersi caratterizzare in maniera sempre più marcata come persona ‘politicamente scorretta’, distinguendosi anche dalle altre voci critiche sulla visione dominante della guerra meno propense alle frasi a effetto (penso al direttore di Limes Lucio Caracciolo o Sergio Romano, che infatti a differenza sua non entusiasmano altrettanto il pubblico dei social network).
Disse Leonardo Sciascia intervenendo nel 1979 presso una scuola dell’agrigentino: “L’eresia è di per sé una grande cosa, e colui che difende la propria eresia è sempre un uomo che tiene alta la dignità dell’uomo. Bisogna essere eretici, rischiare di essere eretici, se no è finita. Voi avete visto che non è stata soltanto la Chiesa cattolica ad avere paura delle eresie. È stato anche il Partito Comunista dell’Urss ad avere paura dell’eresia, e c’è sempre nel potere che si costituisce in fanatismo questa paura dell’eresia. Allora ogni uomo, ognuno di noi, per essere libero, per essere fedele alla propria dignità, deve essere sempre un eretico.”
Sciascia si riferisce all’atteggiamento che ha permesso ad Albert Camus, ad esempio, di denunciare il regime sovietico malgrado le sue posizioni filo-socialiste e anti-capitaliste, dissociandosi da Sartre e altri intellettuali di sinistra che ritenevano sconveniente farlo. Oppure alla forma mentis di Albert Einstein e svariati scienziati che non hanno esitato a mettere in crisi, con i loro studi, quelle che erano ritenute verità consolidate dei rispettivi settori disciplinari.
Di queste persone, però, non si apprezza tanto l’attitudine eretica in sé e per sé, quanto la brillantezza e la qualità dei contenuti con cui l’hanno caratterizzata. Giocare a fare gli originali a tutti i costi, per il solo desiderio di atteggiarsi a nemici del ‘pensiero unico’, porta al disastro, anche se a provarci è un premio Nobel; basti pensare alle figuracce in cui sono incorsi Freeman Dyson, Kari Mullis o Carlo Rubbia quando si sono intestarditi nel tentativo di confutare gli studi sul clima.
Più spesso, vengono esaltati a ‘eretici’ delle nullità intellettuali buone solo per montare polemiche insulse. Non potrei definire diversamente ‘l’ambientalista eretico’ Patrick Moore, transfuga di Greenpeace innalzato da taluni a genio per le sue idee ‘non ortodosse’ ma che di fatto, quando tratta di ecologia e sostenibilità, ostenta un’imbarazzante mancanza di rigore metodologico, oltre a una profonda ignoranza, che a volte sfocia addirittura nel ridicolo (qui per chi volesse approfondire facendosi anche qualche risata).
Siccome il “medium è il messaggio” (Mcluhan), sottolineerei altresì i rischi derivanti da una reiterata esposizione in televisione, di cui è nota la capacità di agire da Re Mida al contrario (trasformando cioé l’oro in merda) qualora si resti invischiati nei i suoi schemi, in particolare i dibattiti stereotipati da talk show o la divulgazione a ciclo continuo in stile fast food. Trappole nelle quali vengono fagocitate anche menti brillanti, come Alessandro Barbero, di cui ho apprezzato le qualità di docente prima che diventasse una celebrità del piccolo schermo e di cui posso quindi constatare ora alcune degenerazioni.
Per chiudere, rifacendoci alle parole di Sciascia, auspichiamo che ogni uomo assuma un atteggiamento eretico per rimanere fedele alla sua dignità, ma non che l’eresia sia usata strumentalmente per darsi una parvenza di dignità intellettuale, facendo abilmente leva su nervi scoperti del momento. Il conformismo non è certamente una virtù, ma meno che mai lo può essere l’anticonformismo opportunista.
*Benché Orsini sia un sociologo e non uno storico, dovrebbe essere consapevole del pericolo insito nell’attualizzazione forzata di eventi passati, tipica pratica revisionista.

Io trovo che la vicenda Orsini incarni quanto di più avvilente ci sia nel panorama culturale italiano, e con questo non intendo la presunta “censura”.
Nessuno ha censurato Orsini. Semplicemente gli enti che lo finanziavano hanno deciso di prendere le distanze da lui nel momento in cui ha iniziato a dire cose che non stavano né in cielo né in terra. Questo è legittimo. È anche legittimo che chi è responsabile di televisioni o giornali selezioni gli ospiti e ne scarti qualcuno prendendosi la responsabilità delle proprie scelte. C’è una grossa confusione in questo paese tra “censurare” e “non offrire spazio”. Altrimenti io potrei chiamare la Rai domani proponendomi come esperta militare o di cucina e sentirmi “censurata” nel momento in cui non mi accettano.
Gli italiani non sanno più pensare, sanno solo fare il tifo e buttarla in caciara. Orsini fa affermazioni assurde (Hitler non voleva la guerra ma è stata colpa di ‘una cosa tipo Nato’, la crisi dei missili di Cuba è uguale a quello che sta succedendo adesso, ecc), ma a certa gente piace sentir dare addosso al proprio presunto nemico, per cui non sta tanto a badare se il proprio guru preferito del momento spara a caso o dice cose sensate.
(Prova del fatto che abbiamo rinunciato a usare il nostro cervello, ho letto che qualcuno ha difeso l’affermazione di Orsini dicendo ‘è lo stesso che ha detto Barbero’, quindi è vero per definizione…)
Per me l’unica cosa che non sarebbe giusta da fare nei confronti di Orsini è impedirgli fisicamente o legalmente di parlare. Questo violerebbe la libertà di espressione. Per il resto, se io avessi un teatro mio non glielo offrirei come spazio.
La straripante presenza di personaggi e di tesi come (quelle del) prof. Orsini sui massmedia italiani dimostra “ad abundantiam” la totale INCONSISTENZA di ogni affermazione relativa al (supposto) Pensiero unico filoucraino/filooccidentale: un po’ come accaduto di recente sulla pandemia & sulle vaccinazioni…
Tra l’altro, l’informazione in Italia mi sembra molto, molto più “filorussa” di quella anglosassone.
Esempio: Zelenskyy avrebbe detto che è disposto a cedere la Crimea, questa è una svolta, sta aprendo alla Russia, ecc. In realtà a me risulta che abbia detto che prima di parlare di pace la Russia deve ritirarsi a dov’era prima del 23 febbraio, che non è diverso da quanto ha detto finora (la Russia aveva già annesso la Crimea prima del conflitto, e Zelenskyy non aveva cercato di buttarla fuori militarmente da lì). A me risulta che la sua posizione sia sempre stata, più o meno, la stessa: ritiro militare da tutta l’Ucraina salvo la Crimea, e della Crimea si parla con calma.
Poi ci dicono che Stoltenberg ha detto che la Nato non accetterebbe di dare alla Russia la Crimea. Quindi a sentire i media italiani la Nato vuole obbligare l’Ucraina a continuare la guerra, ecco la prova, è tutta colpa loro, ecc.
Allora, siccome io seguo la guerra sul Guardian, che scrive ogni minima cosa che succede, e di questa supposta importantissima rivelazione di Stoltenberg non aveva fatto parola, ho cercato notizie. Trovavo quasi solo informazioni in italiano (o tedesco, che non so). Questo per dire che o gli alleati vogliono nascondere le parole di Stoltenberg, che mi sembra strano, oppure non ha detto niente di che.
Stoltenberg infatti ha detto che la Nato non accetterebbe l’annessione *illegale* della Crimea (come del resto non l’ha mai accettata finora, infatti la Russia era sotto sanzioni) e che gli accordi di pace li deve fare l’Ucraina come preferisce. Ha anche detto che è responsabilità della Nato non allargare il conflitto, che nessuno deve fare una guerra nucleare, eccetera.
Ora, può darsi che sia scema io, ma a me sembra che i media italiani abbiano dato a queste dichiarazioni un peso e un significato diverso da quello reale. Mi sembra che non vediamo l’ora di tornare a comprare gas a buon mercato e vendere prosecco ai russi, e lo chiamiamo desiderio di pace – quando in realtà la pace si dovrebbe ottenere attraverso la giustizia, la fine dell’impunità e il rispetto di regole comuni, non certo la resa a pretese assurde e annessioni illegali…
Grazie, Gaia, vorrei che il tuo equilibrio contagiasse un po’ i media (vana speranza).
Stamattina su Radio 3 parlavano di questa questione delle dichiarazioni di Zelensky e Stoltenberg come di un malinteso dei media italiani, per cui non me ne sono accorta solo io!
Per alcuni soggetti e movimenti (di destra, di sinistra o cattolici che siano) ogni occasione o scusa è buona per criticare/condannare gli Stati Uniti…
È un’ossessione. Ci sono un sacco di occasioni in cui gli Stati Uniti si meritano critiche e condanne, dato che negli ultimi decenni ne hanno fatte di tutti i colori, ma che vengano considerati i principali responsabili di questa particolare guerra è assurdo.
https://www.laleggepertutti.it/566465_il-papa-labbaiare-della-nato-ha-facilitato-lira-russa
Beh, insomma, forse i nostri pacifici difensori della Nato si erano allargati un po’ troppo.
Vedremo cosa riuscirà a fare Macron
https://www.huffingtonpost.it/esteri/2022/05/09/news/macron_guerra_russia_ucraina-9358528/
l’ Occidente osserva con uno sguardo famelico le ricchezze della russia e putin se n’è accorto…
https://volerelaluna.it/rimbalzi/2022/05/07/lescalation-delle-parole/
Una delle domande da porsi: perchè mai tutti questi generali in pensione a parlar male del povero Stoltenberg e della NATO di oggi che non è quella di un tempo bla bla bla…?
Istupiditi e invecchiati dalla bambagia, invidiosi del fatto che i loro (al tempo ritenuti ingenui) sottoposti han fatto così tanta strada? Solleticati dai gettoni di presenza in tv, giornali, conferenze, ecc? Oppure siam noi che non capiamo? Oppure semplicemente nessuno può dire di capire meglio? Oppure…?
Parte di chi s’è dato una risposta, purtroppo, è costretto a mordersi la lingua per non lasciarla ai cannibali della giungla in cui stiamo.
Fuzzy, forse ad allargarsi troppo è la Russia che, nonostante sia il paese più grande del mondo, continua ad invadere paesi vicini e anche ad annettersene dei pezzi. Non è la Nato che si allarga, sono i paesi minacciati della Russia che cercano protezione. Infatti nessuno dei paesi che ha aderito alla Nato è stato attaccato, mentre la Georgia e l’Ucraina sì.
La storia della Nato è una palese scusa e niente di più, e mi stupisce che così tante persone ci credano. Tanto più che la conseguenza del tutto prevedibile dell’aggressione all’Ucraina è che adesso anche paesi che non volevano entrare nella Nato ci stanno seriamente pensato.
Infatti la Nato è un’alleanza DIFENSIVA, non offensiva…
Quanto al Pres. Macron, evidentemente le sue interessanti proposte avrebbero maggiore “peso specifico” se fatte a nome di una autentica (Con)federazione europea anziché di una semplice Unione tuttora eccessivamente vincolata ai desiderata di ben 27 Stati nazionali poco disposti a cedere rilevanti tassi di sovranità alla fondamentale istituzione comunitaria…
Non sono in grado di dire se la Nato sia un’alleanza difensiva oppure aggressiva.
Comunque ai confini della Russia di basi Nato ce ne sono parecchie. Non mi risulta che ci siano tante basi russe ai confini con gli Stati Uniti.
E l’Ucraina, pur avendo poche speranze di entrare nella Nato, era comunque imbottita di armi e di istruttori per insegnare a usarle, già prima della guerra. Anche in questo caso non mi risulta di nazioni che si incuneano nel territorio statunitense che vengano armate ed addestrate dai russi.
Dico questo non per giustificare l’aggressione di Putin, ma insomma, che in russia ci fosse un certo nervosismo mi pare comprensibile.
Claude, io sono per un governo più locale possibile, e quindi più democratico. L’Europa è troppo grande e varia da tutti i punti di vista per avere un governo unico.
Fuzzy, tutti i paesi che hanno un esercito (cioè praticamente tutti i paesi del mondo) sono “imbottiti” di armi. E allora cosa facciamo, li distruggiamo tutti? La Francia può invadere l’Italia per “demilitarizzarla”? L’America ha diritto di “demilitarizzare” il Messico? Dove si finisce? Questi sono discorsi veramente assurdi, non capisco perché tanta gente ci dia credito.
L’Ucraina si stava facendo i fatti suoi nel proprio territorio e aveva tutto il diritto di avere il suo esercito, a maggior ragione essendo appena stata aggredita. Giustificare l’aggressione a un paese solo perché è armato (come sono tutti) è come giustificare il bullo che pesta uno al bar perché lo guardava storto. Spero che tu ti renda conto che stai giustificando l’aggressione e la prepotenza.
Cosa vuol dire “incunearsi” nel territorio russo? Cosa doveva fare l’Ucraina, spostarsi più in là per rassicurare la Russia? L’Ucraina stava nel suo territorio e non aveva mosso un passo dentro il territorio russo. È la Russia l’aggressore, non viceversa.
Se la Russia era “nervosa” il problema è suo. È un paese enorme, se si sente minacciato senza che nessuno lo stia aggredendo questo non lo autorizza a scatenare una guerra (dove sta facendo succedere proprio quello di cui aveva paura, tra l’altro).
È la Russia che, nel 2014, ha aggredito l’Ucraina, non viceversa. Finché le armi uno le tiene solo per scopi difensivi, ha tutto il diritto di averle. Altrimenti tutti i paesi del mondo potrebbero scatenare una guerra per… evitare che si scateni una guerra!
Assurdo.
Tra l’altro, se il problema fosse stato la Nato, appena Zelensky ha detto che l’Ucraina non sarebbe entrata nella Nato la Russia avrebbe dovuto fermarsi. E invece non l’ha fatto, perché il suo scopo è l’espansione territoriale, non difendersi (da cosa poi?) Quella della Nato è solo una scusa.
Non credo che la Francia possa essere un pericolo per l’Italia. Si fa per dire, naturalmente.
Mentre la Russia percepisce da molto tempo la pressione dell’Occidente, Anglosassoni in particolare. C’è una lunga storia di rivalità economiche, strategiche e di sanzioni e isolamento internazionale nei confronti della Russia. Ripeto, non giustifico l’invasione dell’Ucraina, ma il nervosismo secondo me era motivato.
Poi sullo sfondo, e mica tanto, c’era il gasdotto Nord Stream 2 che è stato boicottato. Ci sono tensioni tra le super potenze e le nuove economie diciamo emergenti, c’è in ballo la questione dell’egemonia del dollaro.
Insomma, in Ucraina si è concentrato tutto questo, e chissà come è venuta fuori questa decisione di Putin di far marciare l’esercito. Forse è stato male informato su come la popolazione russofona avrebbe accolto questa sua mossa. Non lo so.
Non vedo molto nello spazio per scrivere, perché uso lo smartphone.
Non sto a rileggere quello che ho scritto. Se ci sono errori, pazienza.
La complessità e le dimensioni di molte problematiche contemporanee (da quelle climatiche a quelle demografico-migratorie) richiedono ormai strutture sovranazionali solide e coese, fondate sul doppio principio (con)federale e di sussidiarietà che affida la gestione dei vari problemi ai relativi livelli di competenza: da quello locale-regionale a quello statuale a quello (appunto) sovranazionale/continentale.
La sovranità nazionale assoluta ottocentesca di matrice idealistico-romantica risulta ormai del tutto insufficiente & inadeguata oltre che tendenzialmente aggressiva e bellicista (Russia docet!)…
Fuzzy, non capisco il senso di questi discorsi. Qui non stiamo parlando di rivalità, di tensioni, di alleanze e accordi economici… qui stiamo parlando di uno stato che ne sta letteralmente massacrando e distruggendo un altro, causando una sofferenza e una distruzione difficili anche solo da immaginare. Stare a disquisire se avesse ragione la Russia a essere “nervosa” ha senso quanto discutere se un tizio che ha ammazzato la moglie e bruciato il cadavere avesse o meno motivo di essere geloso se lei parlava con un altro.
(E comunque, se la mettiamo su questo piano, mi sembra che avessero più motivo di essere “nervosi” i vicini della Russia, visto che ne ha già aggrediti due ed è intervenuta con l’esercito in svariati altri per reprimere movimenti popolari, che la Russia stessa, che non viene aggredita da nessuno dai tempi di Hitler…)
Claude, la Russia non è uno stato-nazione, è un impero.
Io credo nel coordinamento internazionale, non in strutture di potere troppo distanti dal cittadino. Prendo un ambito che conosco abbastanza bene, quello della politica agricola comune. È un disastro, un enorme sperpero di denaro pubblico, una cosa impraticabile a livello continentale, un incubo burocratico. Non funziona non solo per colpa della UE, ovviamente, ma dimostra come certi ambiti non siano governabili a livello così ampio perché le decisioni vengono prese lontano dai cittadini e perché la materia è troppo complessa e varia troppo a livello locale.
La Russia e’ uno dei campioni del nazional-sovranismo ultraconservatore mondiale, casomai vuole (ri)creare un impero.
E cmq molti imperi del passato rispettavano e in qlch misura armonizzavano le diversità locali…
Non sono d’accordo. La Russia è multietnica, multilinguistica e multireligiosa, con un’etnia dominante sulle altre ma anche qualche rappresentante delle etnie minoritarie nei centri di potere. Estrae le risorse da periferie in gran parte impoverite, e le porta in pochi centri dominanti e molto più ricchi. In teoria è una federazione, ma in realtà è molto accentratrice e reprime con ferocia qualsiasi desiderio di autonomia o indipendenza (vedere la Cecenia). Tutte queste caratteristiche sono abbastanza tipiche degli imperi, come la tolleranza per le “diversità” finché si limitano al folklore, ma non nel momento in cui minacciano la struttura economica o di potere.
Inoltre, la Russia persegue politiche espansionistiche, e non da oggi, ma da secoli. È l’erede dell’impero zarista; l’Unione Sovietica operava per molti versi come un impero, e la Russia di oggi è ancora un impero e sta cercando di recuperare i pezzi “persi”.
Non difendo lo stato nazione come assoluto, ci sono tante modalità di organizzazione umana. Ma di sicuro la Russia non è un esempio di stato-nazione, men che meno di stato-nazione funzionante.
Ma allora perchè la Russia continua a considerare validi in sede internazionale solo & esclusivamente gli accordi bilaterali tra Stati nazionali “classici”, promuove/sostiene in tutti i modi i movimenti nazional-sovranisti ovunque siano presenti e da questi ultimi è considerato uno dei principali (forse il principale!) punto di riferimento?
Ma forse stiamo solo dicendo la medesima cosa in due modi diversi…
Aggiungo, Fuzzy, che la decisione di mandare l’esercito non è “saltata fuori” così all’improvviso, ma nasce da un nazionalismo sempre più estremo e delirante per cui gli ucraini sarebbero dei russi ribelli da rimettere in riga, l’esistenza stessa dell’Ucraina è un errore storico, la Russia è vittima di complotti internazionali, l’esercito russo è il più potente al mondo, il territorio russo va espanso, la storia come ce l’hanno raccontata finora è tutta falsa perchè nasconde il dominio di Mosca nella storia umana, eccetera.
Vai a leggerti alcune fonti russe, e non parlo di nicchie ma di ambienti di governo o vicini ad esso, guardati dei video di personaggi importanti in Russia… quello che sta succedendo in quel paese da alcuni anni è spaventoso, e noi continuiamo a non volerlo vedere, diciamo poverini, ma erano nervosi, erano provocati, non è colpa loro se stanno massacrando gli ucraini, li abbiamo costretti noi…
Robe da matti.
https://www.limesonline.com/lespansione-verso-est-della-nato-2/115632
“inevitabilmente una fonte di preoccupazione per la Russia”.
Quello che ho scritto è sostanzialmente questo. Nervosismo motivato. Punto.
Nel farlo, Washington sarà sempre più in difficoltà a non mostrarsi come parte attiva della guerra, a non dare ragione alla propaganda di Vladimir Putin che giustifica la guerra presso la sua opinione pubblica come difesa da un Occidente aggressivo. Lo stesso Biden si dice preoccupato del fatto che il presidente russo non abbia una via d’uscita e promette che il suo governo studierà come gestire la situazione.
https://www.limesonline.com/notizie-mondo-oggi-10-maggio-guerra-ucraina-armi-usa-europa-discorso-macron-sri-lanka/127824
Si spera in Macron. La Russia è pur sempre in grado di scatenare una guerra nucleare.
Fuzzy, non capisco davvero dove vuoi arrivare. “Nervosismo motivato” – ok, e allora? Per come è l’essere umano, dovremmo essere tutti nervosi per tutto, e ne avremmo anche motivo. Tutto è potenzialmente una minaccia, ci facciamo la guerra l’un l’altro da quando esistiamo. Questo non significa che ogni minimo “nervosismo motivato” che uno stato prova giustifichi qualsiasi azione, per quanto estrema. Se ogni stato “nervoso” (pensa come sono nervose adesso la Moldova, la Finlandia, Taiwan, la Corea del Sud…) ha il diritto di distruggere il paese vicino, dove andremo a finire?
La Russia ha commesso un atto ingiustificato, criminale e dalle conseguenze devastanti. La responsabilità è sua, nervosismo o no. L’Ucraina ha reagito in autodifesa. L’Occidente ha reagito in solidarietà a una nazione aggredita. La situazione è piuttosto semplice e le dietrologie in questo caso mi sembrano fuori luogo.
Eh, il problema è che se la consideri semplice non ne vieni fuori se non facendo la guerra.
E la Russia questa guerra non è tanto disposta a perderla.
Basterebbe la minaccia nucleare per far sospettare che non è così semplice come sembra. Ma oltre a quello, è una guerra a cui girano intorno tutti i futuri assetti del mondo.
Prima di far innervosire la Russia
ci si doveva pensare bene. A meno che non sia stato fatto di proposito. Ma adesso non accusarmi di aver detto che l’hanno fatto di proposito. Nessuno lo può sapere. Ci sono delle situazioni che si vengono a creare perché una cosa tira l’altra. E alla fine ci si chiede come si sia potuto arrivare a un punto simile.
Fuzzy, dandola vinta ai prepotenti non si fa altro che autorizzarli a commettere altre prepotenze. È così tra le persone ed è così tra gli stati. La Russia l’ha fatta franca finora, le abbiamo lasciato prendere tutto quello che voleva, devastare la Cecenia, bombardare la Siria, occupare la Georgia, annettersi la Crimea, sempre per non farli arrabbiare, per non innervosirli, perché hanno l’atomica… risultato? Si sono forse calmati? Si sono forse accontentati? No: adesso stanno cercando di conquistare tutto fino alla Moldova e minacciando apertamente tutto il Nord Europa fino alla Gran Bretagna (che hanno minacciato di mandare sott’acqua con l’atomica). E andranno avanti ancora, finché potranno, finché l’Ucraina o qualcun altro non riuscirà a fermarli. Perchè l’unico modo per fermarli è militarmente: non ce ne sono altri, sono stati provati e non hanno funzionato. Sono decenni che si tratta con la Russia, ma alzano sempre la posta. Ti ricordo che le loro ultime richieste erano palesemente e volutamente non soddisfabili, per avere la scusa per una guerra (vecchia strategia).
Così come condere a Hitler la Cecoslovacchia non lo ha fermato, gli ha dato solo l’impressione che avrebbe potuto prendersi anche la Polonia, e via avanti così finché qualcuno non ha capito che l’appeasement non funziona.
Non si può ragionare così: non bisognava innervosirli, loro hanno la minaccia nucleare… questo ragionamento porta solo a essere tutti schiavi del primo dittatore che prova a sottometterci, perché se ci attaccano è colpa nostra, se ci difendiamo è colpa nostra, l’unica strada moralmente accettabile è la sottomissione totale…
Non si può attaccare un paese libero, distruggerlo, annettersene dei pezzi, massacrarne e deportarne i civili, e accusare chi prova a fermarci di non volere la pace.
Con questa logica si autorizza qualsiasi crimine, sia a livello individuale che collettivo, perché per resistere ai criminali ci vuole la forza. Ma questo è un uso giusto della forza, non sbagliato.
La cosa che mi dispiace di più è vedere fino a che punto gli italiani abbiano fatto propria la logica dell’arrendersi alle pretese del più forte, del non resistere, del non dare valore alla propria libertà. Questo mi rattrista e mi spaventa. Dovremmo aver fondato la nostra Repubblica sulla Resistenza, e invece l’abbiamo fondata sul fascismo… altrui.
https://www.inrete.ch/cult/FAVOLE/Esopo/Esopo-Il%20lupo%20e%20l%27agnallo.htm
Sembra che tu abbia capito chi sono i buoni e chi sono i cattivi.
Citando Vasco Rossi, non è questione di buoni e cattivi ma di giusto e sbagliato.
Anche se la vittima di un crimine non è “buona”, sempre di crimine si tratta. Anche se il colpevole di un crimine aveva qualche ragione, ci sono comportamenti che una comunità non può accettare.
Qui non stiamo parlando di sottigliezze, di piccoli dispetti, di accordi commerciali complessi, di giochi di alleanze…
Stiamo parlando di massacri, di torture, deportazioni, stupri, della distruzione di un paese, di decine di migliaia di morti da entrambe le parti. Cose di estrema gravità. Se ci perdiamo in distinguo e scuse davanti a cosa del genere, non abbiamo ancora imparato niente e non abbiamo neanche un po’ di umanità.
Diplomazia? Negoziati?
Chi ci mandiamo, Vasco Rossi?
Fuzzy, tutti continuano a dire “diplomazia” come fosse una parola magica che basta pronunciare e finisce la guerra, eppure nessuno ha spiegato come costringere a trattare uno che palesemente non ha nessuna intenzione di trattare e vuole andare avanti con la sua conquista. È del tutto evidente che la diplomazia in questo caso non funziona. Non dico che non funzioni mai, ovvio – ma in questo caso non funziona. Così come in Birmania per sessant’anni gli oppositori al regime militare hanno provato in tutti i modi a trattarci, farci accordi, condividerci il potere, senza mai cavare un ragno dal buco, vedendo solo violenza su violenza e massacri su massacri, e all’ennesimo golpe hanno detto adesso basta e imbracciato le armi, visto che l’esercito capisce solo la forza. Alle volte, purtroppo, questa è l’unica strada. Non sempre, bisogna prima provare tutte le altre, ma esistono individui o gruppi di individui che si possono fermare solo con la forza perché sono dei prepotenti e capiscono solo la forza.
Sono anni che si cerca di trattare sull’Ucraina e non se ne esce. Non voglio dire che la colpa sia al 100% della Russia, nessuno qui è un angelo, ma seguendo più che posso il dibattito interno alla Russia, i suoi comportamenti, le decisioni prese ai vertici, la sua storia, gli ultimi anni, eccetera eccetera, mi sono fatta l’idea, e non solo io ma tanti più esperti di me, che Putin e buona parte della leadership politica e culturale russa si erano messi in testa di riprendersi l’Ucraina e non hanno mai avuto nessuna intenzione di trattare. Tra l’altro lo hanno anche detto apertamente, e più volte, per quanto qui non si voglia sapere, vedere e sentire.
Se il problema fosse stato la Nato, come ti dicevo, nel momento in cui Zelensky ha detto ‘vabbè, ci rassegnamo, non entreremo nella Nato’, i russi avrebbero mollato la presa e accettato un accordo (e comunque non sarebbe stato loro diritto proibire all’Ucraina di entrare nella Nato, ma lasciamo stare). Invece sono ancora lì, a cannoneggiare, adesso stanno per annettersi ufficialmente un altro pezzo di Ucraina e parlano apertamente di arrivare fino alla Moldova. Perché hanno sempre avuto questo disegno espansionistico.
E noi ancora qui a gingillarci con l’idea che è la Nato che ha fatto arrabbiare Putin, poverino.
Così come in Birmania
Scusa, ma la Russia non è mica la Birmania. Per fermare seriamente Putin devi fare la terza guerra mondiale, con rischio di escalation nucleare Mandare delle armi in Ucraina magari all’inizio poteva avere un senso per mostrare una qualche resistenza all’aggressione dell’esercito russo. Ora direi che serve soltanto ad allungare il martirio della popolazione civile.
Più che “Putin poverino”, io preferirei l’espressione popolare piena di buon senso “non andare a risvegliare il can che dorme”
Diplomazia, please, che di casino ne abbiamo già fatto anche troppo.
Fuzzy, dire: “diplomazia!”, come fosse una parolina magica, non basta; come ho già detto, si tratta solo con chi vuole trattare, e nessuno vuole trattare quando sta vincendo e ottenendo i propri obiettivi. Se smettessimo di aiutare, anche militarmente, l’Ucraina, perché mai Putin dovrebbe trattare e rinunciare ai propri obiettivi nel momento in cui questi diventano raggiungibili? Se invece la Russia dovesse subire troppe perdite economiche e militari, magari scenderebbe a più miti consigli. E perché sia nel suo interesse trattare e non continuare l’aggressione, bisogna aiutare l’Ucraina a difendersi.
C’è questa strana narrazione in Italia della popolazione civile che subisce un martirio imposto da Zelensky. Ma a sentire gli ucraini intervistati, a vedere quanti si arruolano volontari, quanto arrabbiati sono e determinati a difendere il proprio paese a tutti i costi pur di non finire schiavi, questa narrazione non sta in piedi. È una nostra fantasia da popolo di codardi, non corrisponde alla realtà.
Ci sono tanti scenari possibili, l’idea che l’unica via d’uscita sia la guerra atomica è il ricatto di Putin per costringere gli altri a non ostacolarlo. Non è detto che davvero voglia usare le armi atomiche, visto che poi gli altri risponderebbero, e non è detto che i suoi glielo lascerebbero fare. Accettare il suo ricatto significherebbe dire a tutti i paesi del mondo, e magari anche a qualche terrorista: dotatevi pure dell’atomica, così potrete fare quello che vi pare e davanti a questa minaccia nessuno oserà ostacolarvi.
Se questo è quello che si intende con “diplomazia”, no, grazie.
https://www.remocontro.it/2022/05/14/la-grande-stampa-americana-critica-lattuale-gestione-della-crisi/
Diplomazia secondo certa stampa americana.
Se metti un link senza dire esattamente cosa intendi, non si può discutere.
Beh, sono i motivi per cui, secondo una certa stampa americana non necessariamente antagonista, occorrerebbe evitare lo scontro frontale con la Russia.
Non sto a fare il “riassuntino” perché scrivere testi lunghi mi stanca la vista e poi lo ritengo superfluo, dato che c’è già il link all’articolo.
Pienamente d’accordo con Gaia. Si può parlare di diplomazia se c’è un interlocutore, ma Putin non lo è.
Fuzzy, non chiedevo un riassunto, solo in particolare cosa intendevi dire con quel link.
È ovvio che è meglio evitare uno scontro frontale con la Russia. Sarebbe meglio evitare sempre qualsiasi tipo di scontro con chiunque, perché gli scontri causano danni e sono pericolosi. Il punto è: se qualcuno vuole a tutti i costi scontrarsi con te, tu cosa fai? Cedi a qualsiasi sua richiesta, per evitare lo scontro? Così però devi assecondare le sue pretese, che potrebbero essere inaccettabili, e gli stai praticamente dando il permesso di pretendere ancora, da te o da altri. Oppure accetti lo scontro? In questo caso, ovviamente c’è il rischio di escalation.
A me avvilisce che tanta parte del dibattito su cosa fare si concentri su cosa è più conveniente, e non su cosa è più giusto. Per me è giusto che un popolo aggredito possa difendersi, che nessuno stato ne invada militarmente un altro per annettersi del territorio, che i crimini contro l’umanità non restino impuniti. Se questo significa qualche rischio o disagio, dovremmo accettarlo. Altrimenti vorrebbe dire che i prepontenti, con la minaccia della forza, avranno sempre tutto quello che chiederanno. Un “vantaggio” a lungo termine del resistere alla Russia, anziché assecondarla, è che il prossimo stato che si metterà in testa di fare una cosa del genere ci penserà due volte. E il motivo per cui la Russia sta devastando l’Ucraina adesso è che lo ha già fatto altre volte in altri posti e nessuno, proprio per “evitare lo scontro”, ha mai provato a fermarla.
Per farti capire cosa intendo, ti chiedo: è giusto pagare il pizzo al mafioso che te lo chiede? È giusto che una donna minacciata di stupro non provi a difendersi e non denunci l’aggressore?