Domenica scorsa in Svizzera si è votato un referendum dal quesito piuttosto interessante, basato sull’idea di impedire che il paese superi i 10 milioni di abitanti. Attualmente ha raggiunto quota 9,1 milioni, ben due milioni in più rispetto a inizio millennio. Essendo il tasso di fecondità abbondantemente inferiore a quello di sostituzione (1,4/1,5 figli per donna – qui per i dati demografici completi), tale impennata si deve all’immigrazione (oggi i residenti stranieri sono circa un quarto del totale), che nello stato elvetico assume connotazioni peculiari.
Secondo l’Ufficio federale di statistica, il 75% circa dei residenti stranieri infatti proviene da paesi della UE, approfittando degli accordi di libera circolazione siglati con la Svizzera: solo il 13% proviene da Africa e Asia. La proposta referendaria prevedeva che, qualora la popolazione avesse superato i 9,5 milioni di abitanti prima del 2050, il governo sarebbe dovuto intervenire per irrigidire i criteri di accoglienza per richiedenti asilo e ricongiungimenti familiari; nel caso ciò non fosse stato sufficiente, solo allora le limitazioni avrebbero colpito gli europei.
Il referendum è stato proposto dall’Unione Democratica di Centro, partito che si è imposto alle ultime elezioni parlamentari e che, a dispetto del nome, porta avanti molte istanze della destra sovranista, come testimonia la gerarchia di priorità prevista per le categorie di immigrati da limitare. Ma cerchiamo di sviscerare la questione al di là della polemica politica.
La Svizzera, come la stragrande maggioranza degli stati a industrializzazione matura, risulta pesantemente sovrappopolata: la sua impronta ecologica è quattro volte superiore alla biocapacità per cui, a parità di consumi, per rientrare nella capacità di carico la popolazione dovrebbe aggirarsi intorno ai due milioni di abitanti.
Fonte: Global Footprint Network
Detta in questi termini, qualsiasi operazione volta a chiudere le frontiere sembra più che sacrosanta, ma è bene allargare la prospettiva. Cosa permette alla Svizzera, realtà dalle caratteristiche territoriali non propriamente favorevoli (priva di accesso al mare, in gran parte montuosa, povera di risorse minerarie fondamentali) di essere ciò che è, ovvero uno degli stati primi al mondo per ricchezza pro capite e sviluppo umano, malgrado il pesante overshoot?
Il merito ovviamente è della “capacità di carico fantasma” derivante dalle importazioni commerciali. La quota maggiore (45,6%%) riguarda i metalli, ma non deve trarre in inganno l’apparente esiguità numerica di alcune voci, come spese alimentari (3,9%) ed energetiche (2,2%): senza questi apporti, la Svizzera rimarrebbe completamente paralizzata e addirittura si rischierebbe l’inedia, essendo settori fondamentali dove è lontanissima dall’autosufficienza.
In sé non c’è nulla di male nel comprare beni dall’estero, dipende dalle modalità in cui avviene: e la Svizzera, al riguardo, ha la coscienza un po’ sporca. Ad esempio, contribuisce al fenomeno del land grabbing sia direttamente (si veda il database on line Land Matrix) sia tramite il sostegno degli istituti bancari: molti dei più grandi operatori globali nel commercio di materie prime agricole hanno sede in Svizzera e beneficiano del credito erogato per le loro operazioni nel Sud del mondo, soffocando i produttori locali e rendendosi spesso responsabili di violazioni dei diritti dei lavoratori e di reati ambientali, oltre ad accaparrare terre (fonte).
Non è certo l’unico comportamento discutibile delle banche elvetiche: UBS e altre offrono linee di credito e servizi di investimento a conglomerati internazionali che riforniscono di armi anche nazioni africane.
Del resto, c’è una lunga e comprovata storia di riciclaggio di fondi statali sottratti in Africa e reimpiegati per l’acquisto di armi (si veda il caso riguardante il dittatore nigeriano Sani Abacha). Amnesty International ha inoltre denunciato l’ammorbidimento della legislazione sull’esportazione di armi, permettendo a chi acquista materiale bellico prodotto in Svizzera di rivenderlo a paesi verso i quali è proibita l’esportazione diretta, come il Sudan.
Infine, basta una breve ricerca in Rete per rendersi conto delle nefandezze compiute da multinazionali come Nestlé e Glencore. La proposta referendaria, intesa a bloccare prioritariamente l’ingresso di rifugiati o persone a cui soggetti svizzeri potrebbero aver compromesso la vita per privilegiare l’afflusso di cittadini della UE, si commenta da sola: è del tutto autoreferenziale e disinteressata riguardo alle azioni compiute nel mondo dal proprio stato.
Per la cronaca, il referendum è stato bocciato con il 54% dei voti contrari: il NO ha infatti compattato le associazioni imprenditoriali e sindacali svizzere, che hanno paventato rischi di carenze di personale e perdite miliardarie: motivazioni di carattere prettamente economicista, insomma, le peggiori possibili per affossare il quesito.
Potrebbe comunque rappresentare una base di partenza per evitare i soliti ragionamenti stereotipati tesi a ignorare le evidenze ecologiche o a dipingere la propria nazione come un’autarchia isolazionista totalmente estranea alla promozione dei fenomeni migratori.
P.S.: ovviamente quanto scritto per la Svizzera si può applicare parimenti a tutte le società terziarizzate occidentali, nessun intento demonizzatore da parte mia.

Che rabbia che fanno questi svizzeri, che hanno un’occasione dietro l’altra di migliorare le cose con un referendum, e poi votano male! (Ce n’era uno per limitare gli stipendi più alti a dodici volte, mi pare, quelli più bassi, e nemmeno quello è passato)
“si commenta da sola: è del tutto autoreferenziale e disinteressata riguardo alle azioni compiute nel mondo dal proprio stato.” Bè, non avrebbe molto senso fare un referendum del tipo: “vuoi mettere un limite alla popolazione della Svizzera e contestualmente smettere di sfruttare il resto del mondo?” Non sarebbe molto applicabile.
Intanto fai una cosa giusta, poi ne fai un’altra dopo.
Tra l’altro se fosse passato il sì avrebbero fatto un piacere anche a noi, ad esempio smettendola di prendersi medici e altri professionisti formati in Italia a spese dei contribuenti italiani, che poi senza restituire nulla di quanto ricevuto da noi vanno in Svizzera a prendersi gli stipendi più alti.
Uno dei tanti motivi per cui limitare l’immigrazione, *a prescindere da tutto il resto*, è di sinistra più che di destra. O dovrebbe esserlo.
E quelli invece volevano tenerseli stretti il più possibile.
Ma dever avere un contesto internazionale la prospettiva, altrimenti è solamente un nazional/socialismo.
Mi hai levato le parole di bocca. Per quanto, a causa delle mie origini, la conosca bene e potrei tessere tante elogi di alcuni aspetti della società elvetica.
“E quelli invece volevano tenerseli stretti il più possibile. ”
Certo. Ma questo è “di sinistra” da un punto di vista svizzero: meglio far entrare gente che fa concorrenza sui salari alti, che ai poveracci sui salari bassi, non trovi?
“Ma dever avere un contesto internazionale la prospettiva, altrimenti è solamente un nazional/socialismo.”
No. Un paese non può sempre farsi carico di tutti i mali del mondo prima di provvedere a se stesso, è ingiusto aspettarsi questo. Certo, le aziende svizzere fanno un sacco di schifezze, ma allora dobbiamo dare la colpa anche ai capi corrotti dei paesi poveri che portano o lasciano andare in Svizzera le ricchezze dei loro paesi, non solo agli svizzeri che se le prendono. Non è sempre solo colpa “nostra”.
Tutti i mali no ma su quelli che provochi tu qualcosa devi fare. Ricordianoci che bloccare l’emigrazione vuol dire, tra sovrappopolazione e mancanza di rimesse dei migranti, rischiare di far implodere interi stati, economicamente e socialmente. Mutatis mutandis la misura di questi paese sarebbe bloccare i flussi di materie prime verso l’occidente, ma esiste una disparità tale di potere che stiamo parlando di qualcosa di impossibile. Bloccare vendita di armi, land grabbing e indagare su aziende che hanno siglati contratti capestro e sul debito odioso sono iniziative che di devono accompagnare alle restrizioni. Altrimenti “sovranismo per me, globalizzazione per te”.
> bloccare l’emigrazione vuol dire, tra sovrappopolazione e mancanza di rimesse dei migranti, rischiare di far implodere interi stati,
Così la soluzione migliore, quella della sinistra, è di conficare a forza milionate di invasori ohps, scusate migranti (un cazzo visto che si insediano e, pure,, per varie etnie, con evidenti piani egemonici e con violenza) nella scatola di sardine europea e far collassare, implodere pure l’Europa.
Geniale!
Direi che anche se abbastanza coerente colla oikofobia il razzismo al contrario, e masosadismo dei sinistranti, una demenza completa.
Se voi foste ingegnere navale, abolireste le paratie brutte cattive,, altrimenti poverina, quella stiva si allaga e nei dobbiamo tutti accogliere l’acqua, la multiacqualità inklusiva è un valore straordinario, uno stile di vita che presto diventerà nostro…
Il blocco delle rimesse è solo una delle prime misure da adottare con le nazioni che non si riprendono i criminali e clandestini, la tepoa che ci hanno imposto coi ventri delle loro donne.
Il signor Kyenge fa 36 figli: cazzi supi, se li tenga!
Colossi che hanno fini caviglie d’argilla. Prima o poi il raschiamento del fondovalle barile planetario sarà arrivato a sfondarlo, non ci sarà più nemmeno il fondo del barile.
I vari tumori antropici collasseranno per mancanza di ciò che è semplicemente vitale: aria, acqua, cibo.
Ad esempio, inizietemo a mangiarci pannelli fotovoltaici tritati su ex campi colla energia”grin” da essi prodotti. Oppure pezzi di data center padani al posto di cotechino e purè prodotti, una volta, da quei campi. Non male pure la cenere abbondantemente prodotta dagli inceneritori.
I fenomeni migratori di massa sono esattamente nella logica patologica della fluidificazione (consumistica è ridondante), del “signorilità cialtronesca” di massa, dello ugualismo, del primo no-borderismo che è quello che ignora i limiti ecologici dei sistemi.
La gara dei coglioni a combinare orgoglionamente disastri sempre peggiori è planetaria. La India importa gran parte dei ceci che consuma… dall’Australia. Dopodomani di là arriva il parassita spinco spallo dei ceci, in India hai 900M o 1100M che crepano di fame. Altro che Svizzera: problema di due ordini di grandezza superiore.
È inutile essere vegetariani o, peggio, vegani, se sei mille miliardi.
La Svizzera ha il problema che è non più Svizzera: raziocinio e logica a medio-lungo termine mandate al macero.
Invece la Svizzera è proprio Svizzera, è per quello che votano così. È una cultura ossessionata dal denaro e tutto ciò che minaccia di diminuire il loro livello di ricchezza viene bocciato.
> È una cultura ossessionata dal denaro
In una conversazione con una tanghera svizzera che bazzica le milonghe italiche, accennai ai problemi, alla violenza dei maranza e dei (sinistrese accesO9 “fascioislamici” (sinistrese spento) facendole capire che è una guerra che subiamo e che la guerra non si affronta coi fiori di bach e coi concerti di musica raj.
Sia pur intelligente, inizio quasi a tremare, bofonchiando che non si può essere razzisti, che poverini, il terzo mondo balblabla. Era quasi sconvolta dalla violazione della ortodossia politicamente corretta.
Un’altra col cervello lavato dal pensiero unico, intelligenza e osservazione della realtà eliminate.
In realtà anche in Svizzera c’è una grandissimo scontro sociale: è noto che i pensionati svizzeri, sia pure con pensioni ca. 3 volte le nostre (ca. 3k FS al mese) non riescano a vivere una vita dignitosa in Elvezia, dove, per dignitosa intendo che non devi massacrarti di timori e angosciarti per uscire una volta a mangiare una pizza(quersto spiega anche perché bazzica il tango italico, costo della vita pari a 1/3, oltre che per l’abbraccio molto più intenso, caldo, latino).
Affluiscono i plutocrati da mezzo mondo, prezzi e costo della vita che esplodono.
più o meno la stessa jattura che avviene a Milano, con somma soddisfazione di molti orgoglioni.
Anche decisamente più viscido, visto che la sta denigrando alle spalle.
Odio, denigrazione, etc. sono nella vostra mente altrimenti non uscirebbe così frequentemente e a sproposito.
Non è che se balla una tanda con una ella diventi Dea della Perfezione e della Geopolitica.
Certo, il suo blog e i suoi commenti evidentemente sono un parto della mia fantasia! 😀
Comunque è davvero bello denigrare (perché dire che ha subito un lavaggio del cervello è denigrazione) senza nominarlo ma mettendo dei riferimenti in modo che qualcuno dell’ambiente del tango possa capire di chi si tratta.
Ma ancora più bello che qualcuno accusi altri di aver subito un lavaggio del cervello usando l’espressione “pensiero unico”, roba che nel 2026 usano solo oramai Fusaro e Di Battista. Mi sembra quando 20 anni fa i ragazzini a scuola si sentivano dei ribelli perché bevevano la Pepsi invece della Coca Cola.
E qui viene fuori come è fatto lei… ha espunto una frase dal ragionamento e ha cominciato a gettarsi livoroso sui tasti e cominciare le sua giacolatorie sulla sinistra. Io ho detto un’altra cosa più volte nel testo, ossia che la migrazione la puoi e la devi bloccare ma senza far finta che i migranti vengano da Marte o di essere una naziona autarchica isolazionista. Una persona normale lo capisce, una ossessionata col sangue agli occhi e la bava alla bocca evidentemente fatica.
> mettendo dei riferimenti in modo che qualcuno dell’ambiente del tango possa capire di chi si tratta.
Supponendo che lo 0.1% degli svizzeri balli il tango, avremmo ca. 5000 tanghere svizzere, delle quali, è noto, la gran parte viaggia per tangheggiare a destra e a mananca. Supponiamo che siano solo la metà, abbiamo 2500 tanghere svizzere individuabili.
Prego, signor Giussani, trovatela pure.
Si concentri pure sullo odio e la piccola scatola di sardine Svizzera e dimentichi Egitto, India, Pachistan, Nigeria, etc. .
Sarà il mondo dello Amore Buono e Giusto, tutto andrà bene, molto meglio.
Prego.
Io spero che sia la tanghera a riconoscersi, a trovarla e a sistemarla a dovere. Temo che non sia una lettrice di Apocalottimismo… quasi quasi apro un blog di tango solo per quello!!!
Io non dimentico proprio nulla, non ho bisogno di rimescolarmi le cose a mio piacimento occultando ciò che non va a genio con le mie visioni.
Sicuramente l’ugualismo… vogliamo parlare delle multinazionali estrattive congolesi che danneggiano il Canton Ticino o dei braccianti elvetici sfruttati dai caporali?
Ce l’ha su anche con loro? Comunque, ecologicamente parlando la Svizzera ha problemi enormi a causa dei consumi eccessivi. L’overshoot sarebbe infatti elevatissimo anche eliminando il quarto di popolazione straniera residente.
La Svizzera è una follia, è l’apoteosi dell’insistenibilità. Solo uno dei tanti.
Dovrebbero essere 2M, in Italia dovremmo essere 10M, al tenore di vita attuale.
Comunque, piccoli tumori rispetto ad altri colossi, Pachistan, India.
In Africa saranno campioni del mondo di oncologia antropica.
La Svizzera e la Nigeria: vogliamo fare qualche conto!? Specie in prospettiva considerando pure che molti dementi si sdilinquiscono al fatto di fare entrare in Italia Svizzera, Europa più Afica&Asia possibile nel minor tempo possibile?
Alcuni di ‘sti cojoni fanno parte pure della “intellighentsia” scribacchina che scrive papironi ortodossi con firma dorata e ceralacche rosse, verdi o arcobalenghe.
> le multinazionali estrattive congolesi
I congolesi, ad esempio, il signor Kyenge, farebbero bene ad occuparsi della loro polis, della politica per il Congo, iniziando a capire cosa fare con i riccastri che svendono le loro risorse, invece di sfornare 36 o 38 figlie e mandarci qui la Cecile, una straordinaria arrogante e pretenziosa, una razzista fenomenale, che vuole stabilire, in casa di altri, come gli ospitanti debbano vivere.
Questo a parte, la Svizzera è una scoreggina rispetto a Pachistan, India, Nigeria, etc. .
Già ora siamo a 1.16 global ettari su 0.73 gha pro capite, con le prospettive infauste della esplosione della popolazione E dell’aumento dei suoi tenori di vita.
Surclasserà velocemente il deficit ecologico della Svizzera.
Anzi, più che il tempo futuro, potremmo usare il presente.
Molto probabilmente, in assoluto (il procapite, in ecologia, conta come il due di picche) già ora il deficit ecologico della Nigeria è superiore a quello della Svizzera,
Dovrei fare due conti.
Non è poi una gran vittoria il 55% in un referendum così. Per quanto ancora si riuscirà a fermare i cosiddetti nazionalisti, razzisti , illiberali per continuare a non decidere niente. C’è ormai una disperata richiesta di “decisionismo” di qualunque tipo. Questo popolo benestante del NO, deve guardarsi allo specchio e chiedersi “ma io che soluzioni ho, a parte bloccare i ‘fascisti’ e delegare tutto a istituzioni sovranazionali sempre più evanescenti o asservite a interessi privati?”
È fascista voler proteggere il proprio paese dalla sovrappopolazione??