Ieri mattina Mauro Romanelli (attivista ambientale, saggista, co-fondatore di Ecolobby e Cittadini per l’Italia Rinnovabile nonché ex consigliere regionale della Toscana e assessore provinciale di Firenze) ha commentato sul gruppo Facebook di Movimento per la Decrescita felice il mio post La vittoria del Sole (e di Pirro)

Avendo modi abbastanza differenti di intendere l’ecologismo, immaginavo delle obiezioni al contributo (per altro approvato nel gruppo di Cittadini per l’Italia Rinnovabile) ma di certo non mi aspettavo di subire questa bordata:

Romanelli
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Non credo di essere l’unico a imbufalirsi quando gli vengono messe in bocca cose che non si è mai sognato: attribuirmi anche solo “Basta non fare più eolico e fotovoltaico e tutto si aggiusterà” grida decisamente vendetta. Ecco quindi la mia reazione:

 

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Successivamente ha proseguito la sua attività su Facebook come se nulla fosse senza degnarmi di una replica.

Mentre lui probabilmente non ha letto una sola riga del mio post limitandosi al titolo e alle due righe di presentazione, io ho consultato attentamente tutto il suo libro La risposta (2023) prima di esprimere opinioni pubblicate in due articoli, uno sugli aspetti che ho trovato positivi e l’altro con critiche e perplessità.

Dove Romanelli ha ragione

Dove Romanelli sbaglia

Rimandando alla loro lettura, qui desidero solo commentare un estratto del libro in cui l’autore spiega l’idea della “eco-lobby”:

Ovvero, il nome Ecolobby – oggettivamente un nome un po’ … “da stronzi”, si direbbe a Firenze – vuole segnalare appunto l’idea che non abbiamo alcuna intenzione di essere “buoni”, nel senso di buonisti, né ipocriti. Che intendiamo giocarcela a muso duro, e se necessario essere anche un po’ fallosi e scorretti…

 

 

Da persona stronza e fallosa quale pure io sono (dialetticamente parlando), mi preme segnalare che tale atteggiamento può essere eticamente fondato soltanto se inteso nello spirito del motto di Sandro Pertini “A brigante, brigante e mezzo!”. Qualora venga ridotto a mezzo per attacchi gratuiti e raffigurazioni caricaturali e fuorvianti di chi ha la sola colpa di non seguire pedissequamente un certo tipo di narrazione, allora è soltanto sintomo di protervia, intolleranza e disonestà intellettuale. 

 

Immagine in evidenza: Mauro Romanelli. 

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