Si sono versati innumerevoli fiumi di parole sul risultato a sorpresa del secondo turno delle elezioni politiche francesi, che hanno visto primeggiare il Nuovo Fronte Popolare, coalizione dei partiti di sinistra francesi che alle Europee avevano ottenuto risultati assai modesti, con il favoritissimo Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella classificatosi solo terzo. Nel merito del voto, aggiungo solo un paio di osservazioni: se le elezioni transalpine fossero avvenute in un turno unico, si sarebbe parlato di ennesimo ‘trionfo della destra’; Bardella ovviamente rosica come un castoro quando blatera di ‘alleanza del disonore’ riguardo alla desistenza tra sinistra e macroniani contro il RN, ma come avrebbero reagito i diretti interessati se fossero stati loro a subire la stessa medicina?
In ogni caso il ballottaggio ha rappresentato, più che un’operazione costruttiva e propositiva, un segnale per opporsi contro “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”, per dirla alla Montale: la fetta più consistente della popolazione francese ha espresso chiaramente il desiderio di non essere governata dall’estrema destra, per quanto oramai ‘presentabile’ e perfettamente integrata nelle istituzioni. In tanti hanno preferito turarsi il naso, per cui si è assistito a moderati che hanno votato per i temuti radicali di France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon e sinistrorsi che hanno sostenuto gli odiati centristi-neoliberisti macroniani.
Ma mentre gli Ossi di seppia montaliani sono una raccolta poetica senza alcuna velleità di programma politico, la gauche qualcosa di fattibile si deve inventare una volta finita la kermesse elettorale, altrimenti ha perfettamente ragione la Le Pen nel parlare di “vittoria rimandata” alle elezioni presidenziali del 2027, se non prima. Nel nostro piccolo, ci sentiamo di elargire qualche consiglio che potrebbe rivelarsi utile a tutte le sinistre, a prescindere dal caso francese.
- nell’era della fine della crescita (di cui si è reso conto persino Macron in un momento di lucidità), anche solo la parvenza di giustizia sociale deve ispirarsi più a Robin Hood che a John Maynard Keynes;
- come ha ben detto Warren Buffett, la lotta di classe è finita da un pezzo con il trionfo degli strati sociali superiori. I giovani militanti di sinistra, anche quando si battono per questioni di natura economica (disuguaglianze, salario minimo, ecc.) lo fanno più per ragioni di ordine etico-morale, che economicistiche: tutto ciò richiede una revisione completa dell’immaginario politico e dei valori di riferimento. Insomma, è il caso di mandare definitivamente in soffitta Karl Marx laddove le sue intuizioni hanno fatto decisamente cilecca;
- occorre esprimersi in maniera netta sulle problematiche poste dalla AI, avversando la distopia dell’automazione totale da una parte ma superando anche la concezione socialdemocratica della ‘società del lavoro’ dall’altra;
- cinquant’anni di scellerate politiche neoliberiste hanno fatto appassionare alla difesa del welfare state forse più di quanto meritasse realmente. André Gòrz, probabilmente il maggiore pensatore socialista dei tempi recenti, avrebbe molto da dire su come superarlo in maniera virtuosa;
- corollario del punto precedente: se non si supera l’individualismo sviluppando una cultura comunitaria su nuove basi, si lascerà mano libera all’armamentario ideologico dell’estrema destra (come del resto sta già ampiamente avvenendo);
- il mondo agricolo è quasi totalmente estraneo al radar della sinistra, ragion per cui i contadini ammiccano in massa ai suoi avversari. L’agricoltura deve invece diventare centrale in qualsiasi piattaforma politica;
- la sinistra finora ha usato gli ecologisti opportunisticamente alla maniera di un serbatoio elettorale, realizzando coalizioni ‘anguria’ dove la scorza verde superficiale è stata solo un rivestimento per la polpa rossa (per lo più abbastanza sbiadita) all’interno. Tuttavia, senza una reale prospettiva ecologista non c’è futuro, specialmente se non si affrontano tutte le tematiche più spinose (cosa che, obiettivamente, anche i partiti ambientalisti preferiscono evitare). Ad esempio, la denuncia della sovrappopolazione, se fatta nel modo adeguato, può solo aiutare le popolazioni povere del pianeta che ne stanno subendo le pesanti conseguenze. In caso contrario, anche questa tematica verrà strumentalizzata a proprio uso e consumo dalle formazioni di orientamento fascistoide.
Immagine in evidenza: Jean-Luc Mélenchon
Questo discorso parte da una idea della “sinistra” completamente fasulla.
Si compone di tre categorie.
– I “dirigenti”, psicopatici che usano il prossimo per il proprio tornaconto, fino alle estreme conseguenze.
– Gli idioti assistiti, questi vendono il culo in cambio di una scodella di pappone garantita e siccome per loro è “normale”, non gli pesa, anzi ringraziano.
– I mai cresciuti, vedi “giovani” e “etico-morale”.
Siccome i “dirigenti” vogliono soldi, ori, tenute agricole e mignotte, sono sempre in cerca di un riferimento che li provveda di quello che gli serve in cambio della carne macinata prodotta con gli Idioti Assistiti e i Mai Cresciuti.
In passato la “sinistra” prendeva ordini e rubli dal KGB, quindi i “dirigenti” erano tutti ortodossi, sopratutto nella predicazione verso la “base”. Nel frattempo però si faceva strada la convinzione che convenisse di più vendersi dalla parte opposta e infatti la “sinistra” odierna in Italia è picciotto dei “liberal” americani.
Se non che c’è un altro passaggio. Il “Governo Mondiale” di cui già vaneggiava Berlinguer è il classico progetto della Massoneria Apolide. La “sinistra” italiana non è tanto o non solo succursale dei “liberal” quanto manovalanza della succitata Massoneria.
Quindi, come profetizzava Scalfari, il progetto della “sinistra” deve essere la realizzazione del “meticciato” e dello “uomo unico”, sangue integrato, cultura media, ricchezza media.
Dove per “media” si intende il bacarozzo dentro il bozzolo sintetico di Matrix.
Quindi per favore smettiamola con ‘sta storia dell’ideale filantropico.
La “sinistra” si vende al miglior offerente.
Tanto sopra, dove i “dirigenti” ammazzano conto terzi, tanto sotto, dove agli idioti non importa chi gli mette sotto il naso la scodella di pappone. I mai cresciuti sono dei fenomeni da baraccone e al massimo possono maturare in “dirigenti” psicopatici.
Magari qualcuno si chiederà “e la destra?”.
La “destra” non esiste. Ennesimo paradosso, esistono solo eresie della “sinistra” e in quanto tali ogni “sinistra” si vende al migliore offerente, passando da un estremo all’altro senza vergogna.
“sinistra” e “destra” oppure “le varie sinistre”, sgomitano come mignotte al lato della strada per accaparrarsi il cliente coi dindi.
A proposito di Marx.
Non è tanto un problema che non funzioni, è solo un pretesto. Non importa a nessuna delle tre categorie della “sinistra”. I dirigenti vogliono una posizione, gli idioti il pappone, i mai cresciuti una scusa per esibirsi. Uno vale l’altro.
Per leggere meglio questo commento ascoltare questo classico degli Slipknot in sottofondo https://www.youtube.com/watch?v=qqK1FrO3BdM
Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…
Un tale Francesco, forse a causa dei traumi della battaglia e della successiva prigionia, che le galere medievali non erano una passeggiata de salute, per cambiare il mondo si inventò l’idea che bisognasse dare via tutti i propri averi, coprirsi di stracci e arrangiarsi a vivere tra i miserabili, come i miserabili.
L’idea era pericolosa, stante l’esistenza della Chiesa coi suoi apparati. Però il nostro, ad evitare di finire come il suo antico modello, accusato di sedizione e blasfemia e poi messo a morte, fece professione di sottomissione ed ubbidienza e vabè, gli apparati non erano tanto disturbati se qualche rampollo della bella società si univa alla comune degli straccioni, bastava che nessuno pensasse di assaltare le chiese per rivendere gli ori.
La “sinistra” invece da sempre fa esattamente quello. Partendo dalle rivolte dei contadini medievali, tutto si riduce ad assaltare i palazzi, prendere tutto quello che si può portare via, violentare ed ammazzare e poi a cose fatte guardarsi in faccia e non sapere cosa altro fare. Se non che, quando non arriva la restaurazione degli amici e parenti del derubato, il capoccia dei rivoltosi si insedia nel palazzo, si mette attorno i suoi amici come tirapiedi e si ricomincia da capo.
Bisogna vedere se è più da pazzi dare via tutto e vestirsi di stracci per diventare come i miserabili o se è più da pazzi rubare ed ammazzare con la scusa del mondo migliore senza avere idea di come fare a migliorare il mondo se non rubare ed ammazzare.
Più ancora, se è più da pazzi dare l’elemosina a Francesco o sfilare in corteo con i ritratti di Marx, Engels e Lenin.
Il rifiuto della sinistra (tutta) di prendere sul serio il problema dell’immigrazione di massa e di fare qualcosa *di sinistra* per regolamentarlo e arginarlo, agendo anche alla radice, è uno dei principali motivi, anche se non certo l’unico, per cui l’estrema destra guadagna consensi. Poi per carità, i governi di destra parlano parlano e non combinano niente, ma questo può facilmente portare la gente a votare più a destra ancora.
Un fatto interessante che sta emergendo dalle elezioni britanniche, francesi e americane sono i limiti del maggioritario puro e del presidenzialismo, entrambi molto poco democratici. Purtroppo da noi, invece, i nostri rappresentanti eletti vogliono propinarceli a tutti i costi.
Il problema della immigrazione non è un problema, è una risorsa.
Fine.
All’idiota assistito dici che “pagheranno le nostre pensioni” e “faranno i lavori che gli Italiani non vogliono fare”. L’idiota assistito vuole la pensione e vuole che il figlio faccia il dottore, non che sturi i pozzi neri. Ben venga l’immigrato a mettere le mani nella merda, basta che vada ad abitare in un altro quartiere.
Al mai cresciuto gli organizzi delle manifestazioni di tanto in tanto, sul genere “Milano senza muri” o il “concertone del Primo Maggio”, dove si canta, si balla, si suonano i bonghi, si fumano le canne, si inveisce contro il capitalismo. Magari quando si accumula la noia, si possono spaccare un po’ di vetrine del centro, dare fuoco a qualche SUV che tanto è tutta roba assicurata.
Io vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa sarebbe “qualcosa di sinistra”.
Per quello che ne so io, “sinistra” è sinonimo di terrore giacobino, di comunismo sovietico, cinese e cambogiano, tutta robetta basata sul genocidio sistematico e che produce una terrificante distopia da fantascienza.
Epperò qui in Italia abbiamo rimosso il PCI, l’abbiamo trasfigurato, non mettiamo in relazione la nostra “sinistra” con la sua storia e col fatto che Putin ci rivolge contro le montagne di armi accatastate dal Partito Comunista mentre gli operai vestivano di stracci e mangiavano le pantegane. All’epoca il PCI raccontava che era per salvarci l’anima, un po’ come il rogo dell’inquisizione. Oggi boh, puff tutta roba che appare dal nulla. Che qualcuno magari ha sentito parlare dei “fascisti” di Gladio, se non che l’idea era di organizzare la resistenza “stay behind” in un Paese occupato dalle armate del Patto di Varsavia.
Infine, mi ricordo il Mario Capanna col megafono e il ciuffo ribelle. Oggi è un vecchio calvo che percepisce l’inevitabile vitalizio e che vive nella altrettanto inevitabile tenuta agricola. Non so se abbia anche la barca a vela d’ordinanza e la villa sulla spiaggia a Capalbio, forse no per modestia. Mi viene in mente il fantastico Bertinotti che per giustificare il cachemire sosteneva che era necessario per rappresentare degnamente la Classe Operaia nei salotti delle contesse.
“Per quello che ne so io, “sinistra” è sinonimo di terrore giacobino, di comunismo sovietico, cinese e cambogiano, tutta robetta basata sul genocidio sistematico e che produce una terrificante distopia da fantascienza.”
Infatti non sei una persona con cui si può avere uno scambio onesto e costruttivo di idee, vieni qui solo a sfogarti, e io non perdo tempo a risponderti.
Sarebbe anche divertente se non che ce ne sono milioni che non hanno idea di cosa significhi “sinistra”.
Di fatto però non hanno mai abolito provvedimenti contestati a parole come la legge Bossi-Fini ed è stato Minniti a iniziare la pratica delle esternalizzazione del controllo delle frontiere per far fare il lavoro sporco a nazioni che possono permetterselo senza troppi problemi.
Concordo su maggioritario e presidenzialismo, se ci fai caso questa ossessione per la ‘governabilità’ è iniziata negli anni Novanta quando oramai stava iniziando il ciclo di stagnazione economica, viene vista come panacea per la crescita. Ma durante il boom economico penso che la durata media dei governi forse 9-10 mesi o giù di lì-
Infatti, come dicevo: la “sinistra-sinistra” candida gente tipo Soumahoro o Mimmo Lucano, e invece la sinistra-centro ha “soluzioni” uguali a quelle della destra.
Signor Giussani, anche lei.
Il “lavoro sporco” non lo fanno le “Nazioni”, che incidentalmente non esistono in quanto tali. Lo fanno casomai i capi tribù di una data località coi propri scagnozzi.
Non è niente di nuovo, nella gestione delle “migrazioni”, tanto in “positivo” che in “negativo”, abbiamo di fatto ripetuto le mosse e gli eventi dell’epoca tardo-romana, quando da una parte ci si accordava con le tribù sul confine perché facessero un po’ da gendarmi, dall’altra si pretendeva di asservire i “migranti” per fargli fare i lavori che i Romani non volevano fare. Sappiamo come è andata ma quello è un altro discorso e siccome è anche apocalittico, inutile farlo.
Oltre le ragioni pratiche o pragmatiche, c’è una considerazione di principio. Il concetto di Nazione è sconosciuto in buona parte del mondo perché presuppone una certa sequenza di concetti ed eventi, fondati essenzialmente sulla idea del “sangue e terra”, cioè che la Francia sia la terra dei Franchi e da li dei Francesi e viceversa, i Francesi sono quelli che reclamano e (se hanno la forza per farlo) possiedono la Francia. I sostenitori del “mondo senza muri” avversano tutti questi concetti e finiscono proprio per affermare che i Francesi non possono reclamare e possedere la Francia, perché la Francia è solo una espressione geografica e la terra è di tutti.
Prego notare che nessuno porta il discorso alla fine, cioè considerare le premesse e le conseguenze di qualsiasi affermazione che contenga “è di tutti”.
Questa idea di “sangue e terra” è ignota a gente che si identifica con una discendenza tribale, meglio se nomade e/o si identifica con la comunità dei credenti. Oppure con gente che si identifica con una libera associazione tra persone avente lo scopo di imporsi sugli altri per il proprio guadagno. Ci sono varie configurazioni per cui certe persone oscillano tra un “localismo” familiare e un “universalismo” indifferente ma c’è una sola configurazione che richiede e permette le idee di Popolo e di Nazione.
L’idea di Popolo e di Nazione, da cui segue quella di Stato, si manifesta in alcuni concetti e dati materiali, ovvero l’esistenza di un confine tra “noi” e “gli altri”, un insieme di leggi che vale all’interno del confine e di conseguenza, come diceva Prodi ridendo del suo “esperimento sociale”, la facoltà di armare un esercito e battere moneta. Quando uno Stato non ha frontiera, non ha proprie leggi, non batte moneta e non arma un esercito, semplicemente non esiste. Torniamo alla solita “mera espressione geografica”.
La “Globalizzazione” non disturba affatto l’Umanità che non conosce Popolo e Nazione ed è nell’interesse della Umanità che guadagna dal muovere cose e persone, dal trasformare cose e persone.
Sul perché Mario si senta affratellato al migrante, l’ho scritto in precedenza.
Mario finge di amare il prossimo perché tramite demagogia si avvantaggia e si crea una posizione. Mario è un idiota nel senso etimologico, Mario è un eterno adolescente.
Recep Erdoğan è un capo tribù, grazie dell’informazione.
La Turchia esiste nella forma attuale di Nazione grazie a due elementi, che sono presenti in altri casi come l’Egitto.
I militari, che garantiscono la “laicità” dello Stato tramite la costante minaccia del Colpo di Stato e della dittatura militare e l’importanza strategica (geopolitica e, ancora, militare, per gli USA).
Lasciata a se stessa la Turchia, come l’Egitto e tutti gli altri posti analoghi, passerebbe dalla “primavera araba” (si, lo so, i Turchi non sono Arabi) e, dopo periodo di transizione, il capotribù più carogna si imporrebbe su tutti gli altri, creando l’ennesima “Repubblica Islamica”, che in sostanza è un califfato.
L’errore di pensare in termini di Nazione si ripete ogni volta con l’idea associata di “esportare la democrazia” e finisce sempre nello stesso modo.
Abbiamo diversi esempi, facciamo il caso dell’Iraq e della Siria.
In entrambi i casi l’errore è pensare a Nazioni quando sono una accozzaglia di tribù che possono essere unificate (temporaneamente) solo dal tagliagole più carogna o dall’Islam.
Uh, che scotòma!
Vi manca proprio la percezione del conflitto massmigrazionistico, non riuscite a vederlo.
Diciamo che riporto anche qui un videuzzo che vale piu’ di un trattato di sociologia. Solo questione di tempo, la guerra migratoria avra’ livello via via piu’ alto e diffuso. Chissa quando iniziera’ ad esserci una percezione del problema. Ad ogni progresso verso la banlieuizzazione d’Europa, uno spostamento a “destra” (destra?) di coloro che la subiscono.
Il fatto e’… che non riuscite a vederlo.
Eppure la correlazione e’ evidente.
Su questo blog ci siamo occupati varie e volte di migrazioni, forse qualcuno ha il campo visivo un po’ ristretto.
https://www.youtube.com/embed/LqJvcrxYrYY
Peraltro ecologia, decrescita da una parte e migrazioni di massa dall’altra sono completamente incompatibili.
Non ci sarà nessuna guerra e nemmeno le banlieu.
Io abito in un comune dove ormai tutti i negozi sono gestiti da stranieri e per strada si vedono solo stranieri. Devo dire, ricordando come erano gli stessi quartieri quando ero bambino e ci abitavano i “migranti” italiani, che i Nuovi Italiani sono abbastanza a modo.
Intanto passavo dal viale della Villa Reale a Monza e c’è un cantiere dove stanno costruendo appartamenti per ricchi, quello che costa meno fa mezzo milione e li hanno venduti tutti sulla carta.
Il che significa il solito discorso, chi può si rinchiude nella fortezza da cui esce per correre ad infilarsi nel SUV e con quello viaggia per strade che nemmeno vede, dove non metterà mai piede, per scendere e correre a chiudersi dentro un’altra fortezza.
E’ il contrario della balieu.
Ci si potrebbe consolare colla favoletta della “sinistra” chiusa nei palazzi dei ricchi e della “destra” popolare, nelle strade. Non è cosi, a parte che la “destra” non esiste, nelle strade non c’è nessuno, tranne me e i Nuovi Italiani.
Ormai è storia, quello che viene palesato dallo “storytelling” è già successo, non deve succedere.