Sono passati tre mesi da quando la Russia ha lanciato il tentativo di invasione dell’Ucraina e molta gente è morta, così come molti danni sono stati fatti, in parte almeno irreparabili. Forse, è quindi il momento di aggiornare quanto detto nei due precedenti articoli: Trappola per topi in Ucraina e Ucraina ovvero: trappola per topi-2.
La situazione appare tuttora « fluida ». Dopo una serie di rovesci, le forze russe hanno progressivamente ridotto il loro obbiettivo fino ad comprendere, attualmente, solo la città di Severodonetsk e dintorni, ultimo pezzo del Lugansk Oblast in mani ucraine. L’esito è tuttora incerto, ma le truppe russe avanzano, sia pure lentamente e penosamente, il che rende abbastanza probabile che riescano nel loro attuale intento. E poi?
Le possibilità sono tante, ma sappiamo che Putin intende procedere all’annessione dei territori occupati, magari previo un referendum truccato come quello realizzato in Crimea (95,32% a favore dell’annessione!). Possiamo essere quasi certi di questo perché è stato ripetutamente annunciato da varie autorità russe e perché le truppe di occupazione stanno già preparando l’evento allontanando, intimidendo o imprigionando tutti coloro che sarebbero probabilmente contrari. In particolare, circa metà della popolazione è stata volta in fuga e oltre un milione di persone sono state prelevate dai territori « liberati » e portate in Russia. Ufficialmente come profughi, ma non mi risulta che nessuna organizzazione internazionale abbia accesso ad esse per sapere dove sono e se ci sono andate di propria volontà o meno (se qualcuno ha informazioni migliori è pregato di riportarle nei commenti, grazie). Probabilmente, l’intento di Putin è di conquistare più territorio possibile e quindi proclamare la vittoria e l’annessione cosicché, in caso di controffensiva ucraina, potrebbe pretendere che si attacchi «il sacro suolo russo». Un trucco per costringere i suoi riottosi alleati a dargli finalmente l’appoggio che finora gli hanno negato, ma che gli consentirebbe anche di decretare la mobilitazione generale e perfino di tornare a minacciare l’uso di armi nucleari, se le cose dovessero andargli decisamente male.
In pratica, ciò che Putin mira è ripristinare lo storico « diritto di conquista » che credevamo sepolto con Stalin e che si può riassumere così : «questa roba me la prendo io perché ho la forza per farlo». Una cosa che finora neppure gli USA (che pure di guerre imperialiste ne hanno fatte tante), hanno mai osato fare. L’unico precedente post-1945, che io sappia, riguarda le alture del Golan, annesse da Israele nel 1967. Le recenti indiscrezioni circa la possibile annessione della Bielorussia vanno nella stessa direzione : puntellare il regime, costi quel che costi.
Un’altra cosa che sappiamo per certo è che l’Ucraina non avrà mai la forza per estromettere i russi da tutto il proprio territorio (in particolare dalla Crimea), così come la Russia non riuscirà ad occupare l’intera Ucraina e ad imporgli un governo fantoccio in stile bielorusso. Dunque, a meno di un molto improbabile cambio della guardia al Cremlino, offensive ed eventuali controffensive continueranno finquando entrambi i contendenti non avranno più le forze necessarie per continuare. A quel punto la guerra si sclerotizzerà a cavallo di una linea del fronte che dividerà un’Ucraina Ovest da una Est. Questo comporterà un rallentamento dei combattimenti, ma non la fine di una guerra che, ricordiamolo, è cominciata nel 2014 e che durerà ancora a lungo. Ed il tempo gioca a favore degli uni sotto certi aspetti e degli altri sotto altri, dunque gli scenari possibili sono molti, ma se vogliamo cominciare a pensare al « dopoguerra » bisogna per prima cosa capire come questa vicenda abbia cambiato irreversibilmente il quadro geopolitico e lo faremo paese per paese.
Ucraina.
L’Ucraina è riuscita a respingere l’invasione da gran parte del paese ed a conquistarsi sul campo il diritto di esistere come stato autonomo: una vittoria dunque. Tuttavia perderà de facto anche se non de jure una parte consistente del proprio territorio; fra l’altro, una delle parti più industrializzate e relativamente ricche fino al 2014. Dunque una sconfitta, solo parzialmente controbilanciata dal ruolo di «sentinella NATO» che di fatto assumerà, al di là di come questo ruolo sarà formalizzato. Questo dovrebbe proteggerla da ulteriori attacchi e garantirle un certo sostegno per la ricostruzione, anche se il richiamo al «Piano Marshall» appare assai esagerato visto che i paesi donatori sono e sempre più saranno essi stessi in crisi. Ma anche perché oramai un limite a cosa sia fattibile non è più il denaro, bensì la decrescente disponibilità di risorse materiali quali acqua, energia, cemento, metalli e perfino sabbia.
Russia.
Se Atene piange, Sparta non ride. Ammesso che la Russia riesca ad occupare stabilmente il Donbass ed il sud dell’Ucraina, si troverà a dominare su di una distesa di macerie senza possibilità di ricostruzione, come del resto si è già visto negli 8 anni scorsi in cui praticamente niente è stato fatto per rimediare ai danni della guerra nelle cosiddette « repubbliche autonome » di Donetsk e Lugansk.
Ma i danni maggiori alla Russia sono altri. In questi 3 mesi Putin è infatti riuscito in una straordinaria serie di autogol : dall’aver «forgiato nel fuoco e nel sangue» un vero stato ucraino, coeso e profondamente sentito dalla sua eterogenea popolazione, all’aver dimostrato che l’ «invincibile esercito russo» è in buona misura un bluff, fino a rafforzare l’apparato militare in Europa e portare la NATO a quasi circondare Pietroburgo, mettere Kaliningrad in stato di assedio latente e fare del Mar Baltico un «lago NATO» a tutti gli affetti. Forse peggio ancora, la classe dirigente russa ha perso qualunque credibilità internazionale e molti, anche se non tutti, gli appoggi di cui godeva in Europa ed in America. Molto indicativi a questo proposito sono il cambio di rotta della Germania ed il sostegno dei Repubblicani alle misure proposte da Biden a sostegno dall’alleato orientale.
Inoltre, lo sclerotizzarsi della guerra non porterà alla rimozione delle sanzioni e sempre più l’Europa si renderà indipendente dalla Russia per l’energia e quant’altro sarà possibile. Ci vorranno anni, ma il processo è iniziato ed è probabilmente irreversibile. Costerà caro a noi, ma ai russi di più, visto che la Cina può sostituirci solo in parte come cliente principale, sia per questioni geografiche, sia perché anche la fase di crescita economica è oramai alle spalle anche per la Cina.
Africa.
Altri perdenti netti sono già ora diversi paesi africani, fra cui l’Egitto, che dipendevano dall’Ucraina per il proprio vettovagliamento. La Russia ha di fatto preso in ostaggio alcuni milioni di persone, dicendo che permetterà l’esportazione del grano Ucraino solo se i paesi europei toglieranno le sanzioni economiche imposte alla Russia ed a molti dei suoi oligarchi. Una sorta di riedizione dell’Holodomor a livello globale molto insidiosa sia perché facilmente la propaganda filo-russa ne addebiterà a noi la colpa (e ci sarà certamente chi se la berrà), sia perché la carestia provocherà un aumento della pressione migratoria verso l’Europa che già si dibatte in questo problema da decenni senza essere finora riuscita a trovare una soluzione.
Cina.
Come hanno fatto rilevare in tanti, la Cina sarà invece fra i vincitori in quanto una Russia debole ed isolata non potrà che completare la sua metamorfosi da potenza mondiale a satellite cinese, senza peraltro grandi vantaggi poiché la graduale perdita del mercato europeo potrà essere compensata solo in parte dallo sviluppo di quello orientale. Un po’ per limiti fisici e geografici, un po’ perché pure l’economia cinese arranca e, anche se ci saranno nuove fasi di crescita, saranno sempre più fasulle e fragili, analogamente a quanto sta già accadendo in occidente da almeno una ventina di anni e più.
I cinesi stanno anche valutando la tenuta delle alleanze militari facenti capo agli USA. Se queste si dimostreranno all’altezza dalla minaccia (cioè se salveranno almeno il grosso dell’Ucraina), si può sperare che quanto sta accadendo sconsigli al governo cinese di tentare un’analoga avventura ai danni di Taiwan. Biden su questo è stato esplicito da subito: per l’Ucraina l’America non scende in guerra, ma per Taiwan si.
USA.
Gli Stati Uniti sono stati definiti molto appropriatamente un guscio d’acciaio sempre più vuoto al suo interno. La crisi americana abbraccia oramai tutti gli aspetti del sistema sociale-economico-politico ed ambientale del paese e non sarà questa guerra cambiare di molto le cose. Ma se Biden aveva bisogno di un’opportunità per riserrare le file esterne ed interne a fronte di un nemico esterno, Putin glielo ha regalato a spese della sua gente. La Russia è infatti perfetta sotto questo aspetto: è un nemico tradizionale, è davvero pericolosa (non come il famigerato pericolo islamico), ma non tanto da poter colpire gli USA (guerra nucleare esclusa) ed ha permesso all’apparato militare americano di dimostrare come sia in grado di mettere in difficoltà la terza potenza militare mondiale senza nemmeno muovere un soldato proprio. Mica poco dopo l’indecorosa figura fatta con la fuga da Kabul.
Europa.
L’Europa si trova in una condizione simile a quella statunitense, ma senza il guscio di acciaio. Nei 30 anni scorsi, chi più chi meno, tutti i paesi europei hanno speso i bilanci per la difesa in tutto, meno armi e addestramento delle truppe; caso limite la Germania che si è improvvisamente accorta di non avere più un esercito degno di tal nome. Un disastro cui sarà possibile porre rimedio solo in parte ed in parecchi anni, ma solo a condizione di cambiare drasticamente il modello di gestione dei fondi. Infatti non si tratta tanto di aumentare le spese militari che, in cifra assoluta sono comunque considerevoli, bensì di decidersi a finalizzarle alla difesa anziché al foraggiamento delle clientele e ad altre operazioni che ben poco hanno a che fare con la deterrenza militare.
Tuttavia, i discorsi estremamente aggressivi rivolti da Putin all’inizio dell’invasione a tutti i vicini occidentali avevano, evidentemente, lo scopo di spaventare e dividere i governi europei, in modo che lasciassero mano libera alla Russia che si sarebbe così dimostrata capace di sconfiggere l’EU e la NATO con la sola minaccia. Ed in effetti la gente si è spaventata, solo che invece di sottomettersi ha reagito sostenendo l’Ucraina, sia pure con molti limiti e dubbi che hanno permesso i sia pur parziali successi russi di questi giorni. In pratica, gli europei si sono accorti (o avrebbero dovuto accorgersi) di trovarsi pressoché inermi di fronte ad una minaccia concreta, con l’unica possibilità di correre una volta di più sotto le fatiscenti gonne degli americani, anche se questo ha ovviamente un prezzo politico che dovremo pagare. L’alternativa, sarebbe dotarsi di uno strumento militare e politico tutto europeo, una cosa di cui si parla da 50 anni, ma che neppure Putin è riuscito a far prendere in seria considerazione dai nostri governi.
Turchia.
Un altro soggetto che riveste un certo ruolo in questa vicenda è Erdogan che da anni oramai sta conducendo un pericoloso doppio gioco fra Russia ed USA. Per quanto attiene all’invasione dell’Ucraina e dintorni, Erdogan cerca di non infastidire Putin con cui ha un complicato rapporto in quanto Turchia e Russia sono alleate contro le milizie curde (sostenute invece dagli USA), mentre sono nemiche nelle adiacenti regioni di Idlib e Safrin, controllate da un’accozzaglia di milizie sostenute da Ankara e sotto attacco da parte dei russi e dei loro alleati (governativi siriani e milizie iraniane). A giudicare dalle disastrose condizioni in cui è precipitata la Turchia non sembra che stia funzionando bene, ma vedremo come si sviluppa. Del resto, anche Israele conduce un doppio gioco in quanto «testa di ponte» USA in Medio Oriente, che però ha un accordo di non ingerenza reciproca con la Russia, grazie al quale Tel Aviv può bombardare la Siria a sua discrezione.
Ora che la Russia sta ritirando il grosso dei suoi soldati e dei mercenari lasciando pieno campo all’Iran, forse le cose cambieranno, ma non è detto.
La globalizzazione.
La vittima più illustre della guerra in ucraina è però il processo di globalizzazione. In effetti, la de-globalizzazione era già cominciata alla chetichella una decina di anni addietro, ma prima il Covid, poi una serie di incidenti ed infine l’invasione dell’Ucraina ne hanno accelerato notevolmente il corso. Una buona notizia, visti i danni che la globalizzazione ha fatto, ma non priva di contropartite pesanti. Amalgamare tutte le economie del mondo in un unico titanico sforzo estrattivo è ciò che ha permesso di sfruttare risorse altrimenti irraggiungibili ed aprire nuovi mercati ad una sistema economico che se non cresce muore. La deglobalizzazione chiuderà definitivamente le restanti opportunità di crescita in quasi tutti i campi, accelerando invece i tempi di una decrescita che sarà tanto più tumultuosa e dura, quanto più ci ostineremo ad ignorare il fatto che quale che sia il costo della decrescita, sarà sempre meno peggio del costo dell’ostinarsi a sognare una crescita che in Occidente è finita da decenni e che nel resto sta finendo proprio ora, sotto i nostri occhi.
I fatti, come si dice, non cessano di esistere solo perché decidiamo di ignorarli.


veramente sono 30 anni che la NATO si espande verso EST facendo atti militarmente provocatori alcuni anche in Ucraina (dove fra l’altro l’avvento della democrazia è stato segnato da cose come : dal 2018 il 1 gennaio è festa nazionale per commemorare la nascita del nazista Stepan Bandera) e sono 8 anni che c’è una guerra in ucraina che alla data del 24 febbraio aveva già fatto 14mila morti senza che nessun pacifista nostrano lo notasse; dal momento che la Russia ha reagito ecco che improvvisamente sono nati tanti pacifisti americanofili che lottano per l’esportazione della democrazia in Russia invece di interrompere l’invio di armi; sinceramente sono stufo di questo raccontino pseudodemocratico ; di passaggio noto che nel frattempo alcuna altra guerra nel mondo si è interrotta e ce ne sono decine con parecchi morti al giorno ma non fanno notizia rispetto a questa qua; qualche dubbio dovreste farvelo venire.
Lei sa di che cosa parla? Da dove prende informazione. Bandera ha passato la guerra incarcerato dai nazisti… ed il nazita i Lui? Informasi!
Le 14 00 morti nel Donbass sono succsessi SOLO a cause dell’invasione russa, condotto da russi dai servizi segreti conosciuti a tutti, sopportato da ‘volontari’ russi, ed anche – al meno per due battaglie chiavi – l’esercito russo. Non ci sono dubbi per quanto rigarda questi fatti. Informasi.
Come ormai accade sempre, con Jacopo mi trovo d’accordo per le conclusioni dopo essermi trovato, diciamo, all’80% in disaccordo col resto del post. Questione di fonti, che per lui sono univoche perché quelle diverse sono spesso tacciate di mera propaganda. Eppure, potrebbero offrire almeno alcuni aspetti della verità. Ad esempio, i media italiani (e temo anche molti altri in “occidente”) non specificano mai davvero cosa impedisca al grano di partire con le navi. È già tanto se parlano anche di grano russo, oltre che del (un po’) più abbondante grano ucraino. Si limitano a sottolineare il ricatto grano vs sanzioni, che mi ricorda tanto quel che l’occidente imponeva a stati mediorientali poco prima di muovere loro guerra. Ma soprattutto, mi suona tanto lo stridio di un buco logico: non è per caso una mossa a valle di un problema che esisterebbe anche senza tale ricatto? Il rasoio di Occam potrebbe l’attenzione sulle mine che l’Ucraina ha messo per ostacolare lo sbarco via mare. Anche la marineria rumena e perfino quella turca confermerebbero. Chi smina adesso, se non i russi? Tutto ciò, è giusto non dirlo, per essere liberi di limitarsi a stigmatizzare il ricatto russo? Non penso proprio!
Che cosa impedisca al grano di partire con le navi. La guerra di aggressione e occupazione. Una guerra illegal ed ingiustificabile. Solo questo.
Da dove prende l’informazione che il grano russo e’ piu’ abbondante che quello ucraino? Ed il contrario (https://www.aljazeera.com/news/2022/2/17/infographic-russia-ukraine-and-the-global-wheat-supply-interactive). E da anni che i russi si vantano di essere il piu’ grande producttore di grano (https://www.rbth.com/business/332948-russia-leading-wheat-exporter). Ma forse mentono… mentono sempre.
Imparare a leggere, grazie, @AF. Ho detto: “È già tanto se parlano anche di grano russo, oltre che del (un po’) più abbondante grano ucraino.” Ovvero, che l’Ucraina produce un po’ più grano della Russia. Ovviamente “un po'” può suonare un eufemismo, trattandosi di svariate migliaia di tonnellate. Si potrà interpretare la frase come eufemismo malriposto, ma ciò non autorizza a sparare accuse più o meno aperte di menzogna. Non autorizzerebbe di per sè neanche a riversare tali accuse sulla Russia, come se fosse un tutt’uno con OGNI notizia di fonte russa. E renderebbe offensivo che si lasci intendere come CHIUNQUE cada in quell’eufemismo, a prescindere dall’aver considerato o meno tali fonti, sia imbeccato dall’onnipresente propaganda putiniana.
Rimane sempre da stabilire quali siano gli obiettivi ultimi di questa guerra iniziata dalla Russia come “operazione speciale” e tuttora condotta sotto tale definizione. D’accordo. Ci saranno referendum nelle zone conquistate dalle armate russe e dall’ esito pre-scontato. Ma poi? Quella che dovrebbe dovuto essere una blitzkrieg di mezzi corazzati, alla Guderian, su un terreno pianeggiante, gelato ed in condizioni meteo favorevoli, si è rivelato una dispendiosa manovra tattica con spreco di tempo, uomini e mezzi. Ha rivelato le scarse competenze strategiche in materia di moderna warfare, insufficienza d’ intelligenze, e scarsa abilità di pianificazione da parte dello Stato Maggiore Russo. Nulla di quanto accaduto lascia a sperare che l’ appetito di Mosca si appaghi con la riconquista di territori già formalmente sotto il controllo di milizie armate filo-russe ed elementi russofoni colà residenti. —- Si è parlato molto dell’ abbaglio Yankee con le ADM di Saddam Hussein. Ma dei laboratori di armi batteriologiche installati da Hunter Biden nei sotterranei di Azovstal, gestiti dai nazisti ucraini, non si è più parlato. O forse è questo scrivente che si è perso qualcosa? Chi sa parli:
Giusto. E’ presto parlare di una dopoguerra. La Russia di Putin non ha mai dichirato (o provato du giustificare, neanche) le obiettive di questa guerra, quindi e molto difficile prevedere come puo’ finire (sinon una capitulazione da una parte o un’altra). Probabilmente la Russia di Putin sta vedendo che cosa puo’ ricevere senza di chiedere (e l’Italia la aiuta). Dobbiamo sapere che un tale risultato non risolva nulla. Sara solo come 2014… preparazione per la prossima guerra.
Chiedo scusa per il ritardo con cui sono stati approvati i suoi commenti, è che erano giorni impegnativi per cui siamo stati un po’ latitanti sulla piattaforma
Jacopo, per quel che vale, sono sostanzialmente d’accordo con la tua analisi. Mi dispiace che abbia fatto spuntare fuori i soliti complottisti e sospettosi che in Italia sono così tragicamente numerosi. Siamo così abituati a menzogne e misteri che quando ci troviamo davanti a una situazione di una chiarezza quasi lampante non crediamo ai nostri stessi occhi (“ci dev’essere qualcosa sotto… ma cosa..?”).
Vedere una simile devastazione in un momento in cui le preziosissime risorse disponibili per l’umanità dovrebbero servire a gestire la tanto decantanta “transizione” ecologica è piuttosto desolante. È spaventoso constatare continuamente l’enorme capacità assassina e distruttiva del genere umano. Per cosa, poi?
(Chi sa il tedesco o è abbonato a Internazionale può leggere il reportage di Die Zeit – mi sembra – sulla questione del grano, partendo dall’Ucraina e facendo un veloce giro per il mondo. Non una sola parola sulla sovrappopolazione e la crescita demografica, ovviamente)
Quello che sembra sfuggire a quelli che “la Russia ha solo reagito alle provocazioni NATO” è che la Russia non è il Giappone, cioé un paese privo di risorse strategiche che dipende in tutto e per tutto dalle importazioni, ma una nazione con il coltello dalla parte del manico su questioni fondamentali come quella energetica ed alimentare. Chiudere i rubinetti del gas e del petrolio con l’Ucraina e i paesi NATO europei avrebbe avuto conseguenze disastrose che avrebbero indotto a rifiutare qualsiasi coinvolgimento di Kiev nell’alleanza atlantica.
Putin poteva anche “limitarsi” ad occupare militarmente le zone del Donbass diventate indipendenti da Kiev. In stile guerra del Kosovo (questo sciagurato precedente che Putin ovviamente tira sempre fuori) poteva bombardare città e infrastrutture ucraine provocando danni economici ingentissimi: non sarebbe stata una rappresaglia sufficiente per le ‘provocazioni’?
Qui invece sta succedendo un’altra cosa: dopo aver tentato una invasione su vasta scala, la Russia sta cercando di finire il lavoro non riuscito ai miliziani indipendentisti, ossia conquistare Mariupol e altri territori del Donbass che erano rimasti ucraini. Poi, ovviamente, se per l’espansionismo della NATO a est o la storia degli USA giustificano tutto, amen inutile stare a discutere.
Igor, se posso dire la mia, anche le azioni di cui parli tu sarebbero state ingiustificate. Quella dell’allargamento a est della Nato è palesemente una scusa, dovrebbe essere evidente ormai, sia osservando le azioni della Russia, sia il livello direi ormai isterico e delirante di retorica nazionalista che si osserva sui media principali del paese e da parte di rappresentanti governativi. Non è che l’Ucraina non deve entrare nella Nato, secondo i russi: non deve proprio esistere come paese indipendente!
E anche se il problema fosse la Nato, un paese non ha diritto di essere alleato di chi gli pare, finché non invade nessuno? Se tutti ragionassero così tutti potrebbero sentirsi minacciati dai vicini, e quindi attaccare per primi, così tra l’altro giustificando proprio quella preoccupazione dei vicini che denunciano…
La Bielorussi fa parte dell’equivalente della Nato che fa capo alla Russia, il CSTO, e ha, a differenza dell’Ucraina, tenuto dei comportamenti ostili nei confronti dell’Europa (dal dirottare il volo a scatenare apposta una crisi migratoria), eppure nessuno penserebbe che la Polonia sia giustificata nel radere al suolo la Bielorussia per questo.
Quanto ad annettersi “solo” un pezzettino, vorrei vedere se uno entrasse a casa tua e uccidesse “solo” un membro della famiglia, se tu penseresti: vabbè, poteva fare anche peggio.
Tutto questo arrampicarsi sugli specchi per giustificare un comportamento palesemente criminale (non giustificato neanche dal fatto che esistano anche altri criminali nel mondo) è veramente incomprensibile.
https://www.remocontro.it/2022/06/02/ognuno-ha-il-suo-donbass-la-russia-lo-prede-allucraina-la-turchia-un-po-alla-siria-un-po-alliraq/
Si, Putin si è forse allargato troppo, ma pure la Turchia (Nato) ha il suo Donbass.
Però interpretare quello che sta accadendo soltanto in termini di piccole conquiste territoriali mi sembra molto riduttivo. Dietro a questa guerra c’è la Cina che sta a guardare, e non solo la Cina. In generale concordo che la causa di fondo di quello che sta accadendo sia la Deglobalizzazione.
https://www.restoalsud.it/primo-piano/eastmed-il-gasdotto-israele-italia-con-connessione-nel-salento-rischi-e-vantaggi/
Sempre sulla Turchia.
Fuzzy, ci sono tante cose che non vanno nel mondo. Se ogni volta che proviamo a sistemarne una tutti si mettono a criticarci perché ci sono anche altri problemi, non risolveremo mai niente.
Dubito che l’Italia possa risolvere alcunché. Questa è la nostra nazione.
https://vociglobali.it/2020/08/28/centri-di-detenzione-in-libia-dove-la-vita-vale-meno-di-niente/
https://www.remocontro.it/2022/06/02/perche-le-armi-italiane-consegnate-allucraina-sono-segreto-di-stato/
Sono arme non di difesa, ma di aggressione.
Se guardiamo all’Ucraina
https://www.ilsussidiario.net/news/armi-biologiche-in-ucraina-finanziate-da-usa-russia-peste-colera-antrace-e/2303191/
E cosa dovevano fare i Russi?
Lascio la domanda in sospeso senza esprimere la mia opinione.
Di fatto li hanno identificati e smantellati, pare.
Vabbè, se veramente credi che la Russia sia lì per via delle fantomatiche armi biologiche (ma non era l’allargamento della Nato il problema? o il “genocidio” in Donbass?), sinceramente a discutere con te ci rinuncio.
Persino Bush ha dovuto ammettere che le armi di distruzione di massa in Iraq non c’erano. I russi hanno ancora più faccia tosta di lui.
Beh, rinuncia pure, io seguivo un mio semplice ragionamento.
Avere un paese come l’Ucraina come vicino (che significa allargamento della Nato, genocidio nel Donbass, armi batteriologiche o nucleari, battaglioni nazisti e altro) può aver fatto saltare i nervi a Putin, che forse come dice Simonetta, voleva anche far vedere in ambito internazionale di che cosa era capace il suo esercito, o forse tutte le cose messe insieme.
Poi ho pure scritto che la Russia invadendo l’Ucraina ha fatto un errore. Tuttavia non mi convince la tua tesi dei Russi cattivi mossi esclusivamente dalla fame di conquiste territoriali, anche se c’è pure questo elemento da mettere in conto.
Pochi Stati sono veramente “buoni”. Tra questi non ci sono di sicuro i rivali della Russia e tantomeno l’Italia.
Senatore Marco Rubio: L’Ucraina ha armi chimiche o biologiche? Victoria Nuland: l’Ucraina ha strutture di ricerca biologica. In effetti, ora siamo piuttosto preoccupati che le truppe russe, le forze russe, possano cercare di prenderne il controllo. Quindi stiamo lavorando con gli ucraini su come evitare che questi materiali di ricerca cadano nelle mani delle forze russe. Se si avvicinano. Sen. Marco Rubio: Sono sicuro che lei sappia che i gruppi di propaganda russa stanno già diffondendo ogni tipo di informazione su come hanno scoperto un complotto degli ucraini per creare armi biologiche nel Paese, con il supporto della NATO. Se c’è un incidente o un attacco con armi biologiche o chimiche all’interno dell’Ucraina, c’è qualche dubbio nella tua mente che dietro ci siano i russi? Victoria Nuland: Non ho dubbi nella mia mente, senatore. E in effetti, è una classica tecnica russa incolpare l’altro per quello che hanno intenzione di fare da soli.
Sulle armi biologiche
Dire che “forse si è allargato troppo” ad un tale che ha trascinato il suo paese in un vicolo cieco da cui non si sa quando uscirà, ma si sa che ne uscirà molto male mi pare un tantino riduttivo. Ciò detto, sono invece perfettamente d’accordo con te la questione non si pone in termini di modeste conquiste territoriali, ma di equilibri geopolitici globali. Putin ha calato il suo asso, pensando così di tornare ad essere uno dei massimi protagonisti della politica mondiale ed ha ottenuto il risultato esattamente opposto (almeno per ora). Cosa vogliono gli americani non mi è invece chiaro, ma a me pare che vogliano evitare che ci siano un chiaro vincitore ed un vinto per cercare di salvare il salvabile dell’ordinamento post-guerra fredda, cosa io credo impossibile. I cinesi guardano e forse studiano, aiutano Putin, ma non troppo. Un po’ come noi con l’Ucraina, forse c’è anche un accordo in questo senso, chissà? Nel frattempo i cinesi sono parecchio occupati con la fine definitiva della crescita economica e la prima vera recessione del dopo WTO, evento che non si sa come prende tutti di sorpresa, anche se è la più scontata delle previsioni possibili.
Tutto questo parlare di “geopolitica” è estremamente cinico. Certo, ci sono degli uomini potenti che fanno questi ragionamenti, ma sarebbe bello se almeno noi ci ricordassimo che il mondo non è una plancia di Risiko, e che mentre siamo tutti diventati professori di “gepolitica” c’è gente che sta seppellendo i propri figli e perdendo tutto quello che ha. Per loro resistere non è una questione di superpotenze ma di sopravvivenza.
Fuzzy, c’è una differenza tra “errore” e “crimine”.
Riguardo alla citazione che hai messo, leggila bene. Dice il contrario di quanto sostieni.