Il rapporto Make Our Children Healthy Again Assessment è un documento di 78 pagine pubblicato il 22 maggio 2025 dalla commissione MAHA, acronimo per Make American Healthy Again. Esso attribuisce il crescente tasso di malattie croniche e disturbi infantili di svariata natura (obesità, depressione, autismo, deficit di attenzione)  a diversi fattori, tra i principali responsabili vengono additati cibi ultra-processati, esposizioni chimiche, stili di vita sedentari, abuso di farmaci, utilizzo eccessivo di computer, smartphone e dispositivi digitali in genere.

Accostandosi a questo rapporto con l’atteggiamento del debunking, lo si può facilmente liquidare a mera propaganda priva di reale consistenza scientifica. In primis nella commissione MAHA, presieduta dal segretario alla salute Robert F. Kennedy Jr. (idolo di complottisti e no vax), si trova una sola figura che possa vantare qualche competenza in campo sanitario, ossia il direttore del National Institut of Health Jayanta Bhattacharya; per giunta, oltre a un cherry picking talvolta molto evidente, è stato riscontrato un ricorso massiccio e improprio della IA che ha determinato link non funzionanti, citazioni errate e persino fonti inesistenti, di cui almeno sette completamente inventate.

Un’autentica figuraccia, a cui si aggiunge la sfacciataggine che a condannare cose come le ripercussioni negative dei pesticidi sull’organismo e i problema legati alla dipendenza dal computer sia un ente espressione dell’amministrazione Trump,  notoriamente nemico di qualsiasi legislazione in difesa dell’ambiente e osannato dopo la sua seconda elezione da quasi tutti i magnati della Silicon Valley e delle grandi piattaforme del Web, prontamente saliti sul carro del vincitore.

Tuttavia, come ho spiegato altrove, non bisogna cadere nella tipica trappola dei debunker, ossia evidenziare bufale e leggende metropolitane riguardo a determinate tematiche per passare l’idea che siano esenti da problematiche reali e concrete. L’analisi critica mette alla luce incapacità e faziosità dei membri del MAHA, ciò nonostante tutte le questioni poste dal rapporto rimangono aperte.  

Forse, anziché rimarcare ignoranza e fraudolenza di Kennedy jr e soci, sarebbe più importante indagare in maniera seria e appropriata. Possiamo farci beffe a piacimento delle correlazioni ad minkiam tra vaccini e autismo, ma possiamo mettere la testa sotto la sabbia fingendo che dietro alla diffusione delle malattie autoimmuni, dei disturbi legati allo spettro dell’autismo e della concentrazione non giochino alcun ruolo inquinamento, eccessiva medicalizzazione, pessima alimentazione e crescente invasione dell’informatica nella nostra esistenza?

Ovviamente, intuito e buon senso non bastano, servirebbe l’apporto della scienza e, purtroppo, le notizie su questo versante non sono particolarmente buone. Vale la pena di citare un altro documento dell’amministrazione Trump, ossia l’ordine esecutivo del 23 maggio intitolato Restoring Gold Standard Science, di cui riportiamo un estratto emblematico:

Negli ultimi cinque anni, la fiducia nel fatto che gli scienziati agiscano nel migliore interesse del pubblico è diminuita in modo significativo. La maggior parte dei ricercatori nel campo della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica ritiene che la scienza stia affrontando una crisi di riproducibilità. La falsificazione dei dati da parte di ricercatori di spicco ha portato a ritrattazioni di alto profilo di ricerche finanziate dal governo federale. Purtroppo, il governo federale ha contribuito a questa perdita di fiducia.

 

Come nel caso del rapporto del MAHA, si può rimandare il discorso al mittente visto che lo scopo dichiarato del provvedimento è negare fondi federali ai gruppi di ricerca le cui analisi osano sfidare importanti capisaldi governativi (chi vuole saperne di più può leggere un post di Ugo Bardi al riguardo). Tuttavia, possiamo nuovamente fare spallucce e negare i problemi che attanagliano il mondo scientifico?

I Burioni, le senatrici Cattaneo, i fact checker difensori a spada tratta dello status quo e soliti dipingere l’Accademia quale mondo incorrotto dedito al culto della Verità, alla fine non sono altro che il rovescio della medaglia della pseudoscienza: le nefandezze degli uni legittimano la posizione degli altri. In questa situazione ingarbugliata, nel nostro piccolo, possiamo almeno comportarci alla maniera del bambino della favola di Andersen e urlare che il re è in nudo, in qualunque direzione ci si volti. 

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