Egregio professor Rovelli,
ovviamente non mi illudo che la presente lettera aperta giunga mai alla sua attenzione, ciò nonostante ricorro a questo espediente dialettico in quanto adatto a rendere appieno tutta la mia vis polemica. Non ho resistito alla tentazione di scriverla dopo aver letto il Suo commento riguardo alla National Security Strategy dell’Amministrazione Trump, pubblicato sul Corriere della Sera con il titolo “Un’occasione storica per l’Europa”.
Condiviso in lungo e in largo sui social network dai Suoi tanti follower, ne sono venuto a conoscenza grazie alla newsletter di Utopia Rossa, dove è stato duramente criticato da Roberto Massari: purtroppo non ha diffuso (almeno per ora) tale esternazione sul Web, per cui qui integrerò alcune mie constatazioni alle sue.
La Russia è stata ripetutamente attaccata e invasa dall’Europa nella storia (dalla Francia, dalla Germania, persino dagli italiani nella guerra di Crimea) e non ha mai attaccato l’Europa.
Massari segnala che, nel solo Novecento, la Russia sovietica ha aggredito nel 1939 la Polonia (in ossequio alle disposizioni segrete contenute nel Patto Ribbentrop-Molotov) e ha successivamente invaso Finlandia, Lettonia, Lituania, Estonia, Bessarabia, con il tacito consenso di Hitler. Dopo la seconda guerra mondiale, ha violato la sovranità dell’Ungheria nel 1956 e della Cecoslovacchia nel 1968 per impedirne il nuovo corso politico autonomo dall’URSS.
La Federazione Russa post-comunista nel 2008, sotto la presidenza di Putin, ha invece violato il territorio della Georgia ed è stata responsabile direttamente o indirettamente di eventi come l’abbattimento del volo di linea MH17 sui cieli del Donbass e di omicidi contro cittadini europei, come quello dell’inglese Dawn Sturges.
L’Europa non ha ragione di avere paura della Russia, che da sempre non cerca altro, talvolta in maniera troppo brusca e scomposta, certo, che un modo di essere invitata a tavola e non essere schiacciata
Davvero sconcertante come Lei minimizzi la più grande annessione manu militari dalla seconda guerra mondiale a oggi, costata secondo fonti autorevoli almeno un milione di morti, quasi stesse descrivendo il comportamento capriccioso di un ragazzino emarginato dai coetanei che si atteggia a bulletto per ottenere attenzione.
Per altro, l’Europa egemonizzata dalla Germania a guida Merkel ha invitato a più riprese la Russia alla sua tavola (altro che “schiacciarla”!), come testimonia la politica dei gasdotti sfociata nei progetti North Stream e South Stream, quest’ultimo poi abbandonato non certo a causa della “paura” ma per ben altre ragioni. Solo con l’invasione della Crimea nel 2014 si sono raffreddati definitivamente i rapporti.
Invece di trincerarsi dietro l’ipocrisia delle alate dichiarazioni sulla «democrazia» che servivano solo per coprire il gioco sporco del potere, della guerra per le risorse, della difesa dei privilegi (prima difendevamo l’Ucraina come paladini senza macchia e senza paura della libertà e della giustizia, poi quando una soluzione si è prospettata, d’un tratto la questione è diventata «e noi cosa ci guadagniamo?»)
La realtà è esattamente l’opposto: fin dall’inizio, sono stati i sostenitori del “pacifismo pragmatico” a giustificare la bellicosità del Cremlino per salvaguardare le importazioni di idrocarburi e altri lucrosi interessi economici con la Russia (un esempio è questo sordido articolo di Barbara Spinelli sul Fatto Quotidiano nel marzo 2022). La UE è criticabile per moltissimi aspetti, ma se la priorità nella crisi ucraina fossero state le ragioni del business, allora avrebbe fin da subito steso un tappeto rosso a Putin per giungere fino a Kiev.
L’Europa, a differenza degli Stati Uniti, crede nel diritto internazionale, nella legittimità e nel valore prezioso delle istituzioni sovranazionali: dia peso a quelle come il luogo per discutere e implementare la legittimità. Perché non lo fa? Si troverà d’un tratto, forse con stupore, alleata a tre quarti del mondo
Chi sarebbero esattamente tali cultori del diritto internazionale? La Repubblica Popolare Cinese che ostenta al mondo le sue ambizioni su Taiwan, occupa illegalmente da più di settant’anni il Tibet e promuove il genocidio culturale degli uiguri? L’Iran degli ayatollah che arma milizie islamiste in Medio Oriente? Gli Emirati Arabi Uniti che supportano (tra gli altri) le Forze di Supporto Rapido sudanesi alimentando un terribile massacro di civili?
Si potrebbero citare molti altri esempi che contraddicono palesemente il Suo ottimismo. Sotto questo aspetto, Lei non si discosta da Francesca Albanese: entrambi vagheggiate l’esistenza di una civiltà alternativa eticamente superiore all’Occidente che, purtroppo, esiste solo nelle vostre fantasie.
Usciamo dal delirio «democrazia verso autocrazia», in un mondo in cui cosiddette autocrazie crescono economicamente molto più di noi, raccolgono più consenso interno di noi, e migliorano la vita dei loro cittadini a livelli mai visti nella storia
Curioso: proprio chi urla alla censura per la mancata concessione di una sede istituzionale per un evento pubblico e denuncia la presunta demonizzazione dei sostenitori del piano di pace di Trump, ora se ne esce con questa intemerata apologia delle autocrazie.
Libero di pensarla come meglio crede (almeno finché l’autoritarismo non trionferà pure a casa nostra), ma mi permetta almeno di biasimarla per il cattivo gusto, se non altro perché tra le migliaia di dissidenti politici vittime dei governi da Lei tanto decantati ci sono molti Suoi colleghi scienziati, specialmente in Russia. Nemmeno la solidarietà corporativa è stata capace di scalfire la sua presa di posizione contro la democrazia.
l’Occidente è a un bivio storico: scatenare l’inferno per cercare di preservare ancora per un po’ il dominio militare e politico sul mondo. Oppure accettare il multilateralismo, le legittime aspirazioni di vastissime aree del pianeta a seguire la loro strada, culturale e politica, senza piegarsi al volere occidentale.
Se parliamo della Russia, essa ha potuto seguire la sua “strada culturale e politica” senza particolare opposizione. Ricorda forse serie interferenze occidentali quando, con due sanguinose guerre, ha represso l’indipendentismo ceceno? O quando ha sostenuto militarmente i secessionisti dell’Ossezia del Sud contro la Georgia? Sono mai state intraprese azioni concrete per arginare la repressione di Putin contro gli oppositori politici?
Piuttosto, si chieda come Lei da una parte condanni le azioni compiute dagli USA contro Serbia, Afghanistan e Iraq e dall’altra oggi si riveli tanto solidale nel giustificare la Russia che ha portato all’estremo i medesimi concetti avanzati a suo tempo da Clinton e Bush II (“ingerenza umanitaria”, “guerra preventiva”, ecc.) andando molto oltre, perché a Washington neppure nei momenti di peggior tracotanza hanno pensato di annettersi altri stati.
Il “multilateralismo” per cui si sta spellando le mani dall’entusiasmo di fatto consiste nel passaggio da un mondo in cui imperava un unico dominus a una situazione dove i vari galli nel pollaio si spartiscono le rispettive zone di influenza, per cui oggi la Russia si aggiudica porzioni di Ucraina, domani Trump rivolta come un calzino l’assetto politico del Venezuela e magari mette le mani sulla Groenlandia, mentre la Cina fa lo stesso con Taiwan. E non solo.
In un mondo dove il principio dell’autodeterminazione dei popoli diventerà definitivamente carta straccia, Israele in quanto boss egemone del medio oriente probabilmente si riappacificherà con le nazioni dell’area con trattati in stile accordi di Abramo, ma consoliderà definitivamente il giogo su Striscia di Gaza e Cisgiordania. Mi sembra opportuno farglielo notare, in considerazione dei Suoi ripetuti e accorati appelli a sostegno della causa palestinese.
Con questa osservazione ci avviciniamo al punto fondamentale dell’intera questione, di cui le mie constatazioni finora sono state in qualche modo dei corollari. All’inizio del Suo contributo per il Corriere definisce “un raggio di sole nel buio”, “ragionevolezza”, “lungimiranza” la constatazione del National Security Strategy secondo cui “Le élite americane hanno mal calcolato la disponibilità dell’America ad assumersi per sempre oneri globali e […] hanno sopravvalutato la capacità dell’America”.
Affermazioni realmente ragionevoli e lungimiranti, ma non nel senso da Lei inteso. Mutatis mutandis, ricordano la “ragionevolezza e lungimiranza” mostrate da Bernardo Provenzano quando, per preservare l’esistenza di Cosa Nostra dopo l’arresto di Riina e altri esponenti di primo piano, decise di abbandonare la pericolosa strategia del terrorismo stragista e dello scontro diretto con lo stato in favore di una condotta prudente e meno massimalista, più improntata alla mediazione con la politica e meno incline all’uso delle armi.
Consapevole di non disporre più della forza necessaria per ergersi a gendarmi indiscussi del globo e contrastare di petto l’ascesa economica cinese, l’Amministrazione Trump cerca di intessere alleanze che mantengano gli USA ai vertici: a tal fine, ha scaricato l’Europa ritenendo più idonea la Russia, anche allo scopo di allontanarla da Pechino. E Putin non è certo l’unico pupillo di Trump.
Nel discorso alla Knesset del 13 ottobre, si è speso in favore di Benjmain Netanyahu per una grazia che lo liberi dalle beghe giudiziarie e gli permetta di proseguire indisturbato la sua carriera politica. Il presidente russo e il primo ministro israeliano sono accomunati dal carattere autoritario e dal ricorso spregiudicato alle maniere forti, a differenza dei “deboli leader europei” (che deboli lo sono per davvero, ma per altre ragioni), rimasti ancorati a prassi che agli occhi del tycoon devono apparire solo inutili formalismi.
Davvero professore si illude che questo nuovo ordine mondiale basato esclusivamente sulla propensione alla violenza possa contribuire a combattere i “problemi veri dell’umanità” (da Lei identificati in global warming, disuguaglianze e povertà estrema)? Il meglio che si possa sperare è una pax mafiosa in grado forse di evitare temporaneamente lo scatenamento di una guerra mondiale, facendo però sprofondare il mondo sotto una cappa insopportabile di ingiustizia e sopraffazione elevata a norma internazionale.
Le consiglio vivamente la riflessione sulla National Security Strategy di Jacopo Simonetta che, mi permetta, avrebbe avuto più meriti di comparire sul Corriere rispetto alla Sua. Consapevole che non leggerà mai queste righe, rivolgo la medesima esortazione a chi invece lo stesse facendo, pur non essendo un personaggio pubblico in grado di influenzare le masse.
Cordiali saluti
Igor Giussani
Il doppiopesismo è insopportabile. Sostengono i palestinesi ma non gli ucraini. Sono paladini della libertà di espressione (la propria) e poi dicono che le dittature non sono così male perché la gente si arricchisce. Poi però sono anche ambientalisti.
Boh.
Stima per chi, come te, ha il coraggio di essere coerente, pur facendosi un sacco di nemici, perché c’è un sacco di gente che non ragiona ma va per tifoserie.
Grazie Gaia. Più che farmi nemici, diciamo che questa guerra è stata se non altro utile per fare una bella cernita tra chi meritava veramente stima e no. E mi sembra di assistere a una sorta di allucinazione collettiva… quando Putin ha detto in Indian che “i valori della Russia sono quelli di Gandhi”, ho fatto un post su Facebook con un immagina del Mahatma che dice “Se non ci date quello che vogliamo lo prenderemo con la forza”.
Una persona con cui a suo tempo ho collaborato fattivamente è intervenuta subito nei commenti dicendo che mi stavo comportando alla Calenda e che, se non deconstualizzavo la dichiarazione di Putin, essa era assolutamente pertinente e valida. E che sbaglio a presentare il piano di pace di Trump (a cui non c’è alternativa – TINA TINA TINA TINA!) come una capitolazione unilaterale, perché prevede “concessioni territoriali anche da parte della Russia”. Allora gli ho chiesto quali territori Mosca cederebbe all’Ucraina (perché questa sarebbe una “concessione territoriale”) e lui mi ha risposto che Putin ha evitato di conquistare Odessa per non precludere agli ucraini tutti gli sbocchi sul Mar Nero.
Insomma, roba che persino i cortigiani dello Zar Peskov e Zakarova si vergognano di dire. Stmattina vedo che tanti stanno ridendo (o facendo finta, spero) alla battuta sull’Europa dei porcellini di Biden, quasi si trattasse di una freddura di Groucho Marx.
E qui siamo oltre la tifoseria, perché il tifoso è almeno fedele alla squadra nei secoli. Gente come Rovelli e il mio amico, invece, possono diventare dall’oggi al domani pro Ucraina e anti-Palestina semplicemente perché cambia il nemico del loro nemico, senza mutare la situazione fattuale.
Mi hanno raccontato persone più anziane di me che un comportamento non dissimile fosse quello di chi difendeva l’URSS contro tutto e tutti. Per quanto fosse detestabile il comunismo sovietico, per lo meno diceva di basarsi su di una filosofia opinabile ma di spessore e incarnava (a torto, oggi si può ben dire) tutta una serie di aspirazioni di rinnovamento. Ma qui cosa abbiamo oltre all’oligarchia più gretta, il clerico-nazionalismo più becero e la brutale ostentazione della forza? Sono le illusioni che si sostituiscono alla realtà.
Tutti questi militanti “antifascisti” che difendono o trovano scuse per uno degli stati più fascisti al mondo è veramente avvilente.
Leggono di tutte le cose tremende che avrebbe fatto l’Ucraina e le considerano giustificazioni per un’invasione, quando non accetterebbero mai una simile argomentazione se a scatenare la guerra fossero stati gli Stati Uniti, che spesso prendevano di mira regimi veri, e non presunti come quello di Zelensky, e avevano torto lo stesso.
Curioso che un fatto grave come il blocco navale contro il Venezuela ci sia una reazione molto tiepida. Ci stiamo già abituando al “mondo multipolare”?
Venezuela: per me è sconvolgente che questi qui arrivino nelle acque di un paese sovrano, ammazzino un po’ di gente a caso dicendo che sono dei trafficanti (anche se fosse vero, non puoi ucciderli così), e il giorno dopo si sveglino e lo rifacciano, e nessuno dice niente.
Maduro è un dittatore, ma questo non giustifica le azioni americane, che trovo rivoltanti.
In questi casi qui sì che è meglio che ci si possa alleare anche con qualcun altro che ci protegga dai soprusi… ma il Venezuela mi sembra come il Libano e la Siria, del tutto indifeso davanti alle uccisioni quotidiane.
E adesso Trump ha attaccato proprio la Siria!
https://www.repubblica.it/esteri/2025/12/20/news/siria_operazione_occhio_di_falco_attacchi_aerei_usa_contro_l_isis-425051326/?ref=RHLM-BG-P4-S1-T1-fattidelgiorno34
A proposito di Siria: un’altra cosa che mi ha provocato sgomento è quante persone hanno difeso Assad per motivi “geopolitici”, o gufato quando è caduto.
Ma ha visto le immagini di quelle prigioni terrificanti?? Sentito le storie di come la gente ci finiva dentro e non usciva mai più? Che c’erano bambini nati e cresciuti lì dentro che non avevano mai visto il mondo, che non sapevano cosa fosse un albero??
Indipendentemente da tutto il resto – Israele, l’America, Hezbollah, l’Islam, il nuovo governo… – se uno vede una cosa del genere e pensa che sia giustificata in nome di qualcosa… mi chiedo: ma cosa sei di sinistra a fare? Anzi: che essere umano sei?
Dipende da quali sono le alternative, che possono essere peggiori (vedi ad esempio l’esportazione della democrazia in Iraq dei neocon ex-trotzchisti di Bush junior, che ha ottenuto l’esito opposto di quel che si proponeva, o la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki, che chiudendo col botto quella guerra col giappone invece ha risparmiato circa una decina di milioni di morti ulteriori).
E’ la distinzione fra l’etica della convinzione e l’etica della responsabilita’ weberiana. Spesso chi vuole raddrizzare le gambe ai cani (o il legno storto dell’umanita’), fa peggio. Anzi quasi sempre fa peggio, specie se esagera nel perfettismo.
Pure le questioni palestinese e ucraina rientrano nel novero.
Non e’ facile.
Ecco che ne arriva uno. I siriani a un anno di distanza ancora festeggiano la caduta di Assad, ma tu ne sai più di loro e pensi che una delle dittature più crudeli e repressive della storia umana possa essere giustificata perché le alternative *potrebbero* essere peggiori.
Potenzialmente, qualcuno poteva essere anche peggiore di Hitler. Anzi, alcuni lo sono stati. Allora bisognava lasciarlo lì dov’era?
“Ecco che ne arriva uno.”
Sai com’e’, tranne te siamo tutti coglioni.
> mi chiedo: ma cosa sei di sinistra a fare?
Cosa significherebbe “essere di sinistra”? Come lo si potrebbe spiegare in una pagina tipo Wikipedia? In cosa consiste? Quali gli usi, stili di vita e norme da seguire per definirsi “di sinistra”?
Perché dovrebbe essere una cosa positiva?
Non ho detto che sia una cosa positiva; solo che i valori di sinistra dovrebbero essere meno compatibili con una dittatura repressiva rispetto ai valori di destra. In teoria.
I regimi peggiori, col grado più basso di libertà personali e collettiva, la ferocia maggiore, sono stati regimi comunistici. Nell’accezione comune i comunisti sono di sinistra. Quindi c’è una realtà che contraddice la teoria.
Lo stesso grande disincanto, incredulità per cui continuo a non capire perché si classificano come “fascisti” (in italiano sarebbe fascistici) esecutivi, movimenti, culture che non hanno solo alcune caratteristiche in comune col fascismo e molte incompatibili, avulse da esso.
@uuic
Samuel Johnson diceva che il patriottismo e’ l’estremo rifugio delle canaglie.
Oggi potremmo sostituire con “antifascismo”, o “l’essere di sinistra”, che e’ il modo per proclamare unilateralmente la propria indiscussa superiorita’ intellettuale e morale.
Ricolfi a suo tempo ci scrisse “Perche’ siamo antipatici”, che raccomando. Sembra che anche questo vizietto l’abbiamo importato dai democratici americani, che si sa essere gli unici detentori della morale. Un po’ strano per un popolo che e’ scappato dalle persecuzioni d’europa proprio per far si’ che ognuno potesse seguire la propria religione e convincimento, secondo il precetto protestante di lettura e interpretazione diretta e autonoma delle scritture.
🙂
Signor Winston
Esistono logica ed osservazione che, spesso, rendono del tutto grottesche, illogiche le affermazioni di alcune fazioni.
Ad, esempio, per stare in tema, la violenza dell’antifascismo, la violenza dei comunisti, etc. .
Non ha alcun senso logico imputare ai fasci la violenza come colpa, peccato originale e quindi sconfiggerli, annientarli, surclassarli colla violenza.
Io penso sempre alla grande comodità nello stare nel flusso maggiore, dello saltare e poi rimanere sul carro dei vincitori.
Questo, talvolta, spiega l’anelito alla purezza, alla maggiore ortodossia, allo zelo insuperabile che alcuni saltasulcarristi ebbero e hanno.
Insomma, ha, avrebbe molto più senso il martirio di non-violenti, di cattolici (durante il ventennio) che la violenza rovesciata di segno, nel verso opposto, dei rossi (ora delle varie forme di arcobalenghismo – gli odiatori anti-odio, gli inclusivi fenomenali nella capacità di escludere con grande agressività e violenza, come osserva Ricolfi nel suo lavoro sul follemente corretto).
La logica non torna.
La sinistra ha suoi principi e valori, i fascisti (che in realtà sono sinistra non marxistica) ebbero altri valori, altri principi.
Posso, al limite, pensare a morali differenti.
Quando osservo, tuttavia, la cortocircuitazione logica, ipocrisia e incoerenza, noto qualcosa di molto inferiore ad una morale. Un’accozzaglia di regole, principi e norme contraddittorie e in baruffa perenne coi principi della fisica, della biologia, di conoscenza e scienza, sono morale?
Il tale che negli SUA ammazzò il conservatore Kirk perché “portatore e apologeta di idee violente” è esempio paradigmatico di questa robaccia.
Ci sono molte cose che non capisco, che non hanno una logica.
China estremamente sdrucciolevole quella scelta dalla signora Baracetti, qui sotto, quella sull’avere o meno una morale.
Si sarà evidentemente guardato allo specchio, dal momento che è il primo a mettere in pratica i comportamenti tanto deprecati.
Curioso: una persona che compie un’azione totalmente isolata diventa ‘paradigmatico’ di tutto un gruppo! Il ‘paradigma’ piuttosto mi sembra essere un altro: che i deliri woke (quanto odio questa parola di merda) hanno prodotto solamente una pletora di persone che sono assurte alla celebrità lamentandosi del fatto che “non si può dire nulla” in tutti gli ambiti, da Vannacci ad Angelo Duro solo per stare a casa nostra. Lei stesso da anni fa quello che fa sfruttando una piattaforma di blog che prevede delle policy contro l’hate speech che, se interpretate alle lettera, avrebbero dovuto farla chiudere 10 anni fa (e meno male che non è successo, malgrado le segnalazioni a blogspot che saranno sicuramente arrivate da parte di qualcuno. E’ giusto che lei possa vomitare tutto il livore che vuole, come è altrettanto giusto che io mi faccia due risate quando se ne esce con questi discorsi).
Sarebbe anche un giusto contrappasso per l’idiozia, se non fosse ad esempio che ti ritrovi con un presidente USA che militarizza le città di amministrazioni che non gli piacciono e/o minaccia di tagliarne i fondi federali e si mette a offendere persone morte. Perché se di fronte a queste cose la tua preoccupazione prioritaria è la “superiorità morale della sinistra”, allora la circuitazione logica (e morale) è ben altra.
“se non fosse ad esempio che ti ritrovi con un presidente USA che militarizza le città”
Il problema e’ che Trump e’ la reazione a un eccesso di idiozia woke/gender/ambiental/climatica che solo il prosciugamento del suo bacino di appoggio operato dall’interno avrebbe potuto evitare, e che non si e’ riusciti ad evitare sia per la totale indisponibilita’ all’autocritica, sia per la reazione alla critica sempre e comunque col +1, da bravi unici convinti custodi del bene, del giusto, della scienza e della morale assoluti, da cui le amare osservazioni di cui sopra.
Non si e’ mai stati chiari e netti su questo punto, a suo tempo si e’ fatto un santino persino della Greta, e a conferma di quanto sopra, sei proprio tu che l’hai celebrata anche per la sua ottusa e irremovibile testardaggine asperger, se ti ricordi.
Bene, e allora adesso di che ci si lamenta?
UUIC, che non e’ meno ambientalista di tanti altri, con una certa verve polemica, sta facendo proprio quell’autocritica che ci sarebbe voluta fin dall’inizio, quindi perche’ attaccarlo a priori sempre e comunque come fosse un nemico, anche quando ha ragione?
E’ cosi’ impossibile dargli ragione almeno una volta?
Sono gli autistici che danno torto sempre e comunque anche a quelli che gli danno ragione.
Serve a poco fare gli elenchi della paranoia catastrofistica che alla fine, nel cuore dei catastrofisti, servono solo a prendere irremovibilmente e ulteriormente per il culo coloro che, tanto per cambiare, non possono che avere torto nel criticarli.
Il pianeta sta crollando, no?
Queste dinamiche si trovano solo nelle sette religiose, di nome o di fatto, coi loro svariati millenarismi, che nel nostro caso sono particolarmente riconoscibili in quanto letterali.
Il terrorismo rosso, che anch’esso partiva da una forma di settarismo religioso, e’ crollato a suo tempo non per il contrasto ad esso dall’esterno, ma per il crollo del fronte interno a causa del suo eccesso di stupidita’, violenza e intolleranza.
Quindi adesso, dopo averlo reso possibile e creato per eccesso di idiozia woke/gender/ambiental/climatica, ci si tiene Trump e AFD, e muti.
Se cadra’, sara’ a sua volta solo se a criticarlo saranno in maggioranza i suoi, cosa che vedo improbabile andando avanti cosi’.
In europa, d’altra parte, abbiamo da sorbirci altri 4 anni di governo delle contessine ancora piu’ alienato e disastroso, che ci colpisce molto piu’ direttamente di Trump e, a differenza di Trump, E’ DI NOSTRA COMPETENZA E RESPONSABILITA’, e da criticare aspramente 🙂
Oggi entra in vigore l’ennesimo mostro burocratico-tassatorio brussellese, il CBAM, la tassa sul carbonio nelle importazioni che era stata rinviata in attesa di rivincere le elezioni. Dopo aver massacrato l’industria di base, servira’ a dare il colpo finale e irreversibile anche al resto dell’economia europea. Tanto alle contessine non mancheranno mai le brioche.
E se anche fosse vero cosa c’entra? Per questo diventa legittimato a fare certe cose e gente come te a fare spallucce di fronte a minacce reali?
Tutte le volte che mi hai attribuito determinate posizioni ti ho chiesto dove, come e quando avrei detto determinate cose e non ti sei mai degnato di farlo, quindi penso che difficilmente mi spiegherai quando avrei celebrato Greta “per la sua ottusa e irremovibile testardaggine asperger”. Io con il suo movimento FFF ho avuto da ridire ad esempio quando hanno affermato che la sovrappopolazione non è un problema
https://apocalottimismo.it/dove-friday-for-future-sbaglia-e-dove-no/
E parlando di ‘autocritica’, io sono quello che mi sono fatto odiare da tre quarti degli ecologisti con un pezzo contro le loro menate sulla ‘natura umana’ che quelle sì trasudano di superiorità
https://apocalottimismo.it/vi-odio-cari-ecologisti/
Ma so che è inutile parlartene tanto tu su di me hai idee totalmente campate sui tuoi stereotipi riguardo gli ambientalisti (adoratore di Greta e della UE ecc). Quello che ho scritto e si trova sul Web parla per me.
Il Camminatore non sta facendo nessuna autocritica, se lo pensi vuol dire che non hai minimamente idea dei contenuti che diffonde dal suo blog, pieni di livore e dove fa cose come rallegrarsi della morte altrui e augurare la morte di chi gli sta antipatico. Quoto dal suo blog:
“Ora speriamo che la Bonino passi a miglior vita quanto prima smettendo di sinistrare l’Italia e l’Europa. Da tempo aspetto di stappare due buone bottiglie: quando se ne andrà ella e quando se ne andrà Soros.”
E per me lo può fare benissimo,il suo blog è casa sua ed è liberissimo di esprimersi a piacimento, ma sulla base del suo comportamento non può ergersi in cattedra contro chi secondo lui diffonderebbe odio, per piacere un po’ di coerenza.
Mi sa che tu oltre che a delle idee distorte su di me le hai anche su di lui.
Comunque per me lui non è un nemico, è uno con cui non sono d’accordo e che rispetterei molto di più se facesse le stesse cose mettendoci la faccia.
Io pubblico contenuti e se vuoi in ogni momento puoi confrontarti con me in merito ad essi. Altrimenti vai avanti con questi attacchi personali (malato di asperger, setta religiosa, ecc.) e lamentati che sono gli altri ad atteggiarsi a moralmente superiori.
Invece servirebbe tantissimo (se ho capito cosa vuoi dire), sarebbe finalmente un parlare nel merito delle cose e limitarsi agli attachi personali come stai facendo te.
Paragonare la divulgazione che facciamo su Apocalottimismo come il terrorismo rosso… Fa ridere, come la questione della ‘setta religiosa’, perché se sono finito qua con il buon Jacopo è proprio per la mia allergia alle logiche di gruppo/partito/fazione, anche riguardo a cose come l’ambientalismo, la decrescita ecc. Negli ultimi 7-8 anni ho avuto decisamente molti più skazzi con gente legata al mondo ambientalista che con quella fuori di esso. E’ una delle ragioni che mi ha portato ad abbandonare il blog http://www.decrescita.com.
Stai muto te se vuoi, io parlo come e quando mi pare. L’ho fatto con la sinistra, con la destra e lo farò con chicchessia. Anche perché mi sono espresso a suo tempo contro tanti ‘deliri woke, non mi riconosco certo in quel mondo. Se poi te ‘woke’ è solo un’etichetta per gettare merda su ciò che non ti piace (mutatis mutandis con quello che altri fanno con “fascista”) è un problema tuo non mio.
Avevo chiesto di spiegare cosa significhi essere di sinistra, perché dovrebbe essere meglio, signor Giussani.
Voi rispondete in inglesano (e.g. “policy contro l’hate speech “) con affermazioni su tutt’altro, del tutto scorrelate.
Ormai è un automatismo.
L’unico automatismo Camminatore è lei che gioca a fare il bue che dà del cornuto all’asino.
Signor Camminatore, nessuna ha mai detto che essere di sinistra sia meglio, è stato uno dei suoi soliti riflessi pavloviani (per restare in tema di automatismi). Gaia semplicemente si chiedeva come facevano persone di sinistra (che in teoria dovrebbero sostenere un’ideale di solidarietà tra i popoli) a pensare certe cose su Assad e Putin: tutto il resto sono sue illazioni.
Se lo chiede a me, essere di destra o di sinistra non rende le persone migliori o peggiori, solo le qualità umane a fare la differenza. Come il coraggio e la dedizione alla causa nobile che ha contraddistinto persone quali Paolo Borsellino, Beppe Alfano o Almerigo Grilz, per fare dei nomi. Che non cambiano per me se queste persone si masturbavano con Mussolini.
Il suo problema non è essere ‘di destra’, ma il fatto che approfitta dell’anonimato per non assumersi le sue responsabilità e che fa la morale su cose dove non ne ha minimamente i titoli.
> un’azione totalmente isolata
Eh!?
Ogni seconda settimana esiste un centro sociale di sinistra(n)ti che mette a ferro e fuoco questa o quella città inseguendo il proprio odio nei confronti degli odiatori, esercitando la violenza contro la violenza dei fassioleghisti, perseguendo l’ortodossia della inklusione che esclude, sdilinquendosi per i “fascioislamici” che stanno balcanizzando le nostre vite e vie.
Ehggia’ ahbbeh vabbeh poi ahpperò esistono le polisi contro lo eit spic’.
Mah.
Lei quando viene colpito su di un nervo scoperto ha due reazioni: sconigliare o buttarla in caciara, come fa ora. Ma guardi che lei fa benissimo a prendersi gioco di blogspot, intendiamoci. Quello che non le vuole entrare nella zucca è che nascondersi dietro a uno pseudonimo non la rende totalmente irresponsabile di fronte alle sue azioni sul Web. Per il resto, faccia quello che vuole (e io lo stesso).
Igor, io di tutta questa autocritica che avreste messo in campo ce ne vedo poca, vedo il solito martellamento del millenarismo apocalittico di fondo, con pochissimo o nullo ottimismo e tanta disperazione, evidentemente abbiamo parametri diversi di valutazione. Io essendo di mio molto pessimista e sfiduciato, circa come Paolo se non di piu’, non vedo nulla di buono in cio’, lo vedo un po’ come un giocare sulla disperazione altrui.
🙂
L’ambientalismo istituzionalizzandosi si e’ inoltrato nel vicolo cieco di una burocrazia autoritaria, demenziale e autoreferenziale, peraltro calata dall’alto del sempre piu’ odiato centralismo brussellese, ed e’ clinicamente morto, va avanti per tremenda inerzia burocratica, tant’e’ che fra i suoi sostenitori quelli casinari di professione son tornati al solito e ormai da decenni prevedibile e noioso antiamericanismo/anticapitalismo a prescindere, attualizzato nel “pro-pal”.
Pero’ bisogna darvi atto che sulla questione ucraina avete una posizione coraggiosa e fuori dagli schemi per il vostro ambiente: sebbene l’Ucraina soffra dello stesso problema dell’impero russo/sovietico *e dell’Europa*, la tendenza all’accentramento anti-autonomistico, che ovviamente la guerra stessa non potra’ che accentuare. A lottare uno contro l’altro sono due centralismi autoritari, e temo che l’Europa, che e’ avversaria di ogni autonomismo, solo per questo tenda ad appoggiare l’Ucraina.
En passant a Trump sembra essere riuscito al primo colpo in Venezuela quel che Putin ha simmetricamente cercato di effettuare in Ucraina in modo completamente fallimentare: la deposizione di un governo deprecato e ostile. Con l’aggravante, per Putin, che il governo venezuelano almeno era una dittatura militare che poco di buono ha fatto per il proprio paese.
Se andiamo avanti a fare quello che facciamo è proprio perché non siamo disperati ma abbiamo speranza (valore a cui diamo io e Jacopo grandissima importanza, a differenza dell’ottimismo che consideriamo una stronzata). Siamo rimasti in due di un gruppo originario più corposo di persone che hanno lasciato proprio perché a differenza nostra non vedevano ragione di andare avanti; persone con cui poi mi sono anche allontanato, in certi casi, proprio perché allergico alla retorica della ‘natura umana non in grado di capire’ ottima per il proprio narcisismo e perfetto alibi per i propri fallimenti.
Di sicuro non “giochiamo sulla disperazione altrui”, anche perché da questa attività abbiamo solo perdite e non guadagni. Diciamo quella che ci sembra essere la verità, che non è molto rosea ahimé ma non vuol dire che siamo disperati o pensiamo “tanto meglio tanto peggio”. Quando abbiamo fatto il giochino “che catastrofista sei?” era un modo per prenderci in giro ed essere leggeri, cosa che non è stata particolarmente apprezzata…
La cosa che mi dà profondamente fastidio quando ci paragoni alle sette religiose e alle brigate rosse è che io e Jacopo semmai soffriamo del problema opposto: siamo allergici alle ‘posizioni condivise’ e non riusciamo a dire cose in cui non crediamo solo per il bene della fazione. Chiediti perché Jacopo sia passato dal collaborare con Bardi a una nullità come il sottoscritto, o perché io mi sia allontanato dai movimenti per la decrescita.
Io e Jacopo non solo non c’entriamo nulla con l’ambientalismo istituzionalizzato (Jacopo in particolare ci ha scritto contro tantissime volte) ma oramai siamo emarginati anche all’interno di quella che si considera la componente radicale a causa del fatto che perseguiamo una linea, quella dei limiti dello sviluppo, che non viene ritenuta più idonea. Se poi tu fai di tutta un’erba un fascio e Murray Bookchin e la Von der Leyden sono la stessa ‘merda woke’, amen.
Ci vuole coraggio in Russia, non da noi: semmai si tratta di essere coerenti e non usare doppi standard. E in questo sì, io e Jacopo ci siamo dimostrati migliori di tanti altri che all’atto pratico erano solo antimericani.
Piuttosto, se c’è una cosa di cui posso dirmi in qualche modo fiero, è che siamo riusciti a trattare in modo critico la figura di Francesca Albanese senza farne una santa o una diavola. Ragion per cui non mi sento di spartire nulla con il “noioso antiamericanismo/anticapitalismo a prescindere, attualizzato nel “pro-pal””.
Per inciso, una delle persone che attualmente stimo più di tutte è Roberto Massari, se lo conosci saprai che su svariate questioni è lontanissimo dalle mie posizioni. Come stima attualmente lo metto davanti alla grande maggioranza degli ecologisti.
In ogni caso dire frasi “vedo il solito martellamento del millenarismo apocalittico” è né più né meno che affibbiare del fascista (paradon: ‘fasista’) a casaccio: o contestualizzi ed entri nel merito dei contenuti altrimenti sono solo epiteti contra personam e basta.
Infatti chi ha sostenuto a spada tratta l’invasione dell’Ucraina farebbe bene a stare muto sulla deposizione di Maduro.
Da giovane l’etica hacker ha avuto un grosso influsso su di me e pertanto ho un profondissimo rispetto per l’anonimato on line, per questo provo ribrezzo per chi lo usa solamente per non assumersi la normale responsabilità delle proprie azioni. Siccome nella mia attività di blogger può capitare di lanciare accuse anche pesanti (e infatti qualche minaccia di querela l’ho ricevuta), io ci metto la faccia e non mi comporto come un bimbominkia che vai sui social a insultare e minacciare. Lealtà e correttezza sono valori per me imprescindibili e detesto tutto coloro che lanciano il sasso ritraendo la mano senza reali necessità (che in Italia non sussistono certamente).
“Quello che non le vuole entrare nella zucca è che nascondersi dietro a uno pseudonimo”
Igor, hai fatto male tu a non fare lo stesso, dovresti sapere che l’anonimato in rete resta un baluardo della liberta’ specie per le persone non particolarmente in alto nella scala sociale, e che a combatterlo sono soprattutto quelli che, essendo in posizioni di potere o aspirando a diventare tali, aspirano anche al controllo sociale, c’e’ un bel po’ di letteratura in proposito.
No “coglioni”, ma persone senza morale. Chiunque giustifichi una dittatura così crudele e non gioisca con il popolo che se ne libera, per me non merita rispetto.
Era meglio coglioni 🙂