Dall’8 gennaio scorso, gli agricoltori tedeschi hanno organizzato imponenti manifestazioni di protesta in tutta la Germania, come dimostrano i cinquemila trattori che hanno occupato le strade di Berlino; mentre scrivo, si stanno diffondendo a macchia d’olio anche nel resto d’Europa. Si tratta di un tipico evento dove una problematica di per sé apparentemente settoriale e circoscritta affonda le radici su motivazioni più profonde e, come tali, tenute marginalmente in considerazione benché fondamentali per capire la vera posta in gioco.

Partiamo dalla rimostranza su cui i media si sono concentrati maggiormente, ossia il taglio dei sussidi per il gasolio destinato a uso agricolo, argomento brandito da molte testate e commentatori per attaccare le misure ispirate alla decarbonizzazione. Sono diversi anni che i veicoli a motorizzazione diesel sono oggetto di provvedimenti restrittivi, ma con ogni probabilità non è la sensibilità ecologista a spingere i governi in tal senso. Infatti, per ovviare al progressivo esaurimento dei giacimenti di petrolio convenzionale si ricorre sempre di più alle risorse non convenzionali (come lo shale oil) ma da queste si possono ricavare per lo più ‘oli leggeri’ adatti per produrre benzine ma non gasolio e olio combustibile per le navi. Un fenomeno esacerbato dalle sanzioni contro il petrolio russo.

“The World Is Struggling to Make Enough Diesel”, titolava preoccupato il Time il 23 settembre scorso. Vista la necessità di sostituire progressivamente l’olio pesante con prodotti a minor contenuto di zolfo (l’Organizzazione marittima internazionale si è già attivata da alcuni anni ), sia per ragioni ecologiche che sanitarie, rimarrà sempre meno gasolio per gli autoveicoli: le vetture private sono inevitabilmente le prime vittime, ma anche anche per camion e macchine da lavoro oramai la situazione si fa critica. Ugo Bardi non ha dubbi: i sussidi al diesel stanno impedendo una altrimenti possibile e vantaggiosa elettrificazione delle macchine agricole. In ogni caso, è evidente come gli agricoltori tedeschi stiano combattendo una lotta comprensibile ma di retroguardia, in quanto il bubbone è destinato presto a scoppiare.

Una situazione simile riguarda le proteste sul rincaro dei fertilizzanti, uno degli svariati problemi la cui causa viene imputata alla guerra in Ucraina, fatto cavalcato da tanti filorussi tra cui il movimento emergente di estrema destra Alternative für Deutschland. In realtà, come nel caso del gasolio il conflitto gioca un ruolo spettacolare ma marginale. Il costo dei fertilizzanti è progressivamente salito con l’avvento del nuovo millennio, le recenti tensioni internazionali hanno quindi solo esacerbato un trend in atto già da tempo. C’è da stupirsene? Ben poco.

I concimi di sintesi non si producono per magia bensì a partire da materie prime non rinnovabili. Quelli azotati, di gran lunga i più impiegati, sono legati a doppio filo al metano, perché senza di esso non si può innescare il processo Haber-Bosch per fissare l’azoto atmosferico e ricavare così ammoniaca. Ovviamente sono possibili interventi razionali per mitigare il problema, come ridurre progressivamente la quota di gas naturale destinata alla generazione di elettricità e all’uso domestico rendendone prioritario l’impiego per l’industria chimica. Tuttavia, ammesso che ciò si possa fare in modo relativamente indolore, i nodi prima o poi verranno al pettine in tutta la loro gravità, proprio come sta accadendo con il gasolio.

Il caso del fosforo, il secondo elemento più utilizzato nelle coltivazioni, è ancora più emblematico. Le previsioni sul picco produttivo spaziano dalle più preoccupanti che lo annunciano come imminente o già in corso a quelle decisamente rassicuranti che lo pospongono addirittura oltre la metà del XXII secolo. Queste ultime, però, ostentano ottimismo limitandosi a constatare l’entità delle riserve esistenti (spesso giacimenti sottomarini o comunque a cui è molto complicato accedere) dando per scontato lo sviluppo tecnologico, le risorse economiche e soprattutto l’apporto energetico necessari per sfruttarle. In un mondo dove oramai anche la locomotiva cinese comincia pesantemente ad arrancare ed è necessario abbandonare il prima possibile le fonti fossili (con tutto ciò che può comportare in termini di disponibilità effettiva di energia), ragionare così significa mettere decisamente il carro davanti ai buoi. 

Se le lamentele nei confronti del gasolio e dei fertilizzanti suscitano perplessità per la loro scarsa lungimiranza, sembra invece ineccepibile la richiesta di migliori condizioni contrattuali nei confronti della gdo e quindi di prezzi più adeguati per i produttori. Tuttavia, mi sorge un dubbio atroce: che l’elargizione di sussidi attinti dalla fiscalità generale sia proprio funzionale a mitigare gli effetti peggiori di questa posizione dominante, rendendola più socialmente accettabile? In definitiva, al di là del caso specifico dell’agrodiesel, è giusto continuare a sussidiare l’agricoltura mantenendo un sistema che non sembra particolarmente apprezzato neppure dai fruitori delle sovvenzioni?

Gaia Baracetti, contadina e blogger che spesso commenta gli articoli di Apocalottimismo, nel 2020 ha pubblicato un libro dal titolo inequivocabile: Perché bisogna abolire i contributi all’agricoltura, edito dalla Phasar Edizioni. Personalmente non l’ho ancora letto, amici fidati e addentro le questioni agricole me ne hanno parlato molto bene. Ricordo quando, da giovane no global, ascoltavo spesso i militanti più interessati e competenti su questi temi esprimersi in maniera molto negativa, accusando i sussidi dei paesi occidentali di provocare la subordinazione se non proprio la rovina dei contadini del sud del mondo e descrivendoli come una sorta di welfare per ricchi che favorisce i più grossi del settore.

Personalmente non sono pregiudizialmente contro i sussidi in sé, penso anzi che possano rivelarsi fondamentali per favorire progressi concreti che altrimenti stenterebbero a imporsi. Tuttavia, il fatto che siano necessari denota qualche criticità a livello generale. Se chi provoca esternalità negative fosse obbligato a ripagarle, non ci sarebbe ad esempio bisogno di sussidiare le energie rinnovabili, perché le fossili diventerebbero automaticamente anti-economiche. Senza pensare a comportamenti schizofrenici come quello di sovvenzionare gli agricoltori per impiegare tecniche agroindustriali che contribuiscono a creare zone morte marine (al largo della delle coste tedesche se ne sono già formate diverse), devastando gli ecosistemi e mettendo in crisi l’attività di pesca: il paradosso di incentivare un modo di produrre cibo che distrugge altre risorse alimentari. 

Dopo che gli agricoltori hanno minacciato di paralizzare completamente il paese rifiutando pure la proposta di mediazione per l’eliminazione graduale dei sussidi al gasolio spalmata su tre anni, il governo ha deciso di mantenerli preferendo colmare il deficit di bilancio togliendo fondi alla protezione degli ecosistemi marini e al settore ittico, cioé settori danneggiati proprio dalle pratiche agricole convenzionali. Sono stati inoltre ridotti gli incentivi all’industria del fotovoltaico ed è previsto il graduale abbandono del bonus per l’acquisto di auto elettriche, il tutto per evitare un rialzo del prezzo della CO2 che avrebbe ricadute molte negative sugli agricoltori. 

Le associazioni di categoria hanno esultato trionfanti, ed è comprensibile che chi rappresenta l’ultima ruota del carro nel gigantesco business alimentare intenda lottare strenuamente per la sopravvivenza. Tuttavia, ragionando in ottica meramente corporativa si finisce solamente per buttare la polvere sotto il tappeto. Per non parlare dell’assurdità di esseri diventati beniamini di coloro che negano il riscaldamento globale, cioé una delle minacce più gravi per l’esistenza stessa dell’agricoltura. I contadini devono invece farsi promotori di una revisione globale del sistema alimentare, dalla produzione alla vendita. Difendendo a spada tratta lo status quo stanno solo preparando un futuro peggiore per sé e per gli altri, dove il ricordo delle vittorie di Pirro sarà di scarsa consolazione.

 

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